giovedì 2 agosto 2018

Dominatrix - La storia di Jenny Quarta Parte

Dominatrix
La storia di Jenny
Quarta Parte
Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

Quelle lunghe serate invernali, quando alle 5 del pomeriggio il lieve sole che aveva accompagnato la giornata si tramuta in buio pesto, le passavo a sfogliare Tinder alla ricerca di un ‘date’, ossia di un incontro con un ragazzo che almeno mi offrisse un bicchiere di vino poiché al momento non potevo permettermi neanche il tavernello. 

Tutti i miei risparmi se li era risucchiati quel sanguisuga del mio ‘ex’ che sceglieva il ristorante e faceva pagare me. Certe teste di cazzo andrebbero prese a calci in culo da subito ma io chiaramente ho calciato troppo tardi, visto che il mio conto stava varando sul rosso acceso. 

In quel periodo, mio padre aveva anche perso il lavoro da cameriere. L’artrosi alle mani non gli permetteva piu’ di portare i piatti ed il padrone del ristorante, quell’aguzzino di merda, lo aveva licenziato in scioltezza, visto che il mio papa’ aveva lavorato per lui per 12 anni ma sempre in nero. 

La mia famiglia, oggi più che mai aveva bisogno di me ed io non potevo deluderli. 
Ho pensato anche di iniziare a fare l’escort, ossia l’accompagnatrice, per signori ricchi che vogliono la bella statuina da presentare agli amici. 

Questa idea mi e’ balenata in mente più di una volta da quando ho letto su un articolo sul Guardian che queste signorine prendono cifre astronomiche per 2 o 3 ore di lavoro. 

Il sesso con il cliente e’ poi una aggiunta, diciamo uno straordinario facoltativo, che serve però a far si che il riccone di turno scelga ancora te ‘tra le tante belle donzelle’ dell’agenzia. Eh si perché ci sono anche agenzie specializzate. Tutto ovviamente non include il fattore sesso, ma e' pur vero che rimane sempre una variabile a cui ognuna di loro penso sia ben preparata. 

Ho anche contattato una di queste agenzie, ma alla fine non ce l’ho fatta. Il solo pensiero che un vecchio panzone peloso potesse solo toccarmi mi ha fatto vomitare. E non metaforicamente ma letteralmente. 

La prospettiva era di rimanere povera in canna. Diciamo pure alla canna del gas visto che ero anche in arretrato con il pagamento delle bollette e i miei coinquilini mi guardavano in cagnesco ogni volta che li incrociavo per casa. 

Poi un giorno per caso ricevo un messaggio su Tinder da F. 

F. non avea nessuna foto nel profilo ed il messaggio diceva: ‘Ciao sono F. So che troverai la mia richiesta strana o quanto meno bizzarra ma sono qui per chiederti se sei un Dominatrix. Se fosse cosi’ io sarei disposto a pagare bene per i tuoi servizi che comunque non includerebbero MAI sesso ma solo ed esclusivamente conversazioni telefoniche in cui tu mi insulti. Lo ripeto Jenny per questo verresti pagata e profumatamente”. 

Domi che? Ma che era sta cosa? Ho messo la parola su Google ed ecco cosa e’ uscito

Secondo Google la Dominatrix e’ colei che assoggetta il suo uomo maltrattandolo e ferendolo anche fisicamente durante il sesso. 

Ecco appunto c’era di mezzo il sesso. No grazie. Poi ho riletto il messaggio e la parola mai era scritta tutta in maiuscolo. La frase che mi ha colpito di più era ovviamente l’ultima. Pagata profumatamente. Ma per fare cosa? 

Ho risposto al messaggio cosi: ‘Ciao F. potresti chiarire meglio? Cosa dovrei fare in concreto?’

Dopo due secondi arriva il messaggio di risposta di F.: ‘Io ti chiamo e tu mi insulti pesantemente. Ogni telefonata avrà una durata di almeno un ora ed il compenso per ora e’ di 100 sterline ad ora ovviamente’

La mia mente ha processato rapidamente l’informazione e l’ha tradotta così: 'Io ti insulto tu mi paghi... ma po esse? E’ uno scherzo! 

Ho abbandonato per il momento la conversazione e ciaone a F.
Ma era un ciao e non un addio, ed e’ stato questo il problema!

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