venerdì 10 agosto 2018

Business Love - La storia di Nico Parte Seconda

Business Love
La storia di Nico
Parte Seconda
Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

E dire che ho sempre avuto le spalle larghe e sopportato tutto con una certa indifferenza e non curanza. Il fatto di essere nato in un paesino della Campania ed aver capito di essere gay, fin dal giorno che sono venuto al mondo, mi aveva preparato ad affrontare la vita con maggiore determinazione.

Il periodo buio e’ stato per me, come per tutti , l’adolescenza, quando mi sentivo diverso e gli occhi della gente lo sottolineavano giudicandomi in modo impietoso.  L’ho superato semplicemente pensando che io sono unico e se le persone non mi avessero accettato per come sono ne avrei trovate delle altre. Il mondo e’ grande e vasto, proprio come le opzioni su Tinder!


Ho vissuto in molte città ho conosciuto tanta gente, ho viaggiato per il mondo, molto spesso da solo. Ogni ostacolo lo superavo scrollandomelo dalle spalle come fosse polvere e correndo sempre più forte verso un’altra meta. 

Credevo quasi di essere invincibile e che l’amore non mi avrebbe mai piegato. Sono un ragazzo che ha sempre portato con orgoglio la sua barba rossa e gli occhi verdi. In Italia non sono in tanti ad avere questi colori ed mi sentivo un po' speciale per queste caratteristiche fisiche. Ho sempre curato il mio corpo allenandone ogni muscolo e ho  sempre avuto cura nel vestire e soprattutto nell’agire. 

Sono quello che si puo’ definire un Dandy a cui non e’ pero’ mai mancata la sensibilità e l’intelligenza per interpretare correttamente le situazioni. Sapevo sempre quando era tempo di chiudere il sipario e, cosa importante, non avevo mai perso il sonno e la tranquillità quando una storia finiva anche se sentivo che mi ero affezionato allo stronzo di turno. 

Tutto questo succedeva prima che incontrassi L.

Fino all’incontro con L. ero uno che volava di fiore in fiore. Sapevo quello che volevo, scopare era il mio unico vizio e Tinder, che io ho ribattezzato Tinderello, era il mio campo di caccia. 

Tutti i miei amanti sembravano assomigliarsi fisicamente: mori, occhi scuri, pelle olivastra e fisico da big Jim. Niente biondi slavati, con gli occhi chiari, rinsecchiti con la pelle color avorio. 

Penserete voi che ero nella città sbagliata poiché quello appena descritto e’ lo stereotipo dell’uomo inglese. Be’ vi dico una cosa: a Londra di inglesi se ne vedono ben pochi e l’emigrato tipo macho mediterraneo, la mia preda preferita, qui abbonda come  il cacio sui maccheroni. 

Ho sempre studiato bene i profili dei miei potenziali amanti. Mai uomini che avevano solo foto con gli occhiali da sole. Sono tutti gnocchi con l’occhiale griffato poi l’incantesimo finisce quando se li tolgono. 

Scartati senza pietà quelli che postavano foto mostrando solo la faccia e mai a figura intera. Di solito sono quelli che c’hanno la pancetta da impiegato e il culo basso e flaccio. No grazie... Next!- Il prossimo!

Non mi piacciono le sorprese e via anche i profili con le foto diciamo vintage. Va bene che la moda ritorna in auge ma si vede quando una foto e’ datata. I pantaloni a zampa andavano negli anni 70 e se tu dici di avere la mia stessa età in quel periodo non avresti dovuto neanche essere nato!

Non avevo bisogno di una relazione stabile perché avevo tutto quello che volevo: un lavoro, che mi permetteva di vivere a Londra, certo non da re ma benino, tanti amici con cui passare serate, la mia routine in palestra, a cui non sapevo rinunciare,  ed infine Tinder che mi permetteva di conoscere nuovi ragazzi quando e come volevo. 

Questa era la mia vita pre-L. Poi un giorno in ufficio nella mia pausa pranzo l’ho notato sull’app. Era, ed e’ tutt’ora, bello come un dio greco. Un fisico scolpito e gli occhi di un intenso color nocciola, le mani lunghe ed il sorriso accattivante. 

Ricordo che ho guardato le sue foto per quasi tutta la durata del mio break e ne ero rimasto ipnotizzato. Eppure non era poi tanto diverso dai tipi con cui ero uscito. Non so’ spiegare ma c’era qualcosa di lui che mi attirava come una calamita al frigorifero. 

La descrizione del suo profilo diceva che lavorava in banca e come frase d'acchiappo c'era questa: ‘Ambizioso e perfezionista. Francese con una naturale attitudine all’eleganza.  Sotto il doppio petto che indosso la mattina ci potrebbe essere il tuo principe azzurro. Sei pronto a rischiare? Io di sicuro!’

Ora, mettiamo le cose in chiaro: io al principe azzurro, come stereotipo dell’uomo perfetto, non ci ho mai creduto ed ero convinto che la sua fosse una descrizione piuttosto pretenziosa e anche un po’ banalotta, ma il mio indice ha virato sulla destra e dopo un secondo e’ apparsa la scritta: 

‘It’s a Match’. Anche L. aveva trovato in me qualcosa. 

Era ora di iniziare a giocare. Non c’erano rischi perché io non avevo nessuna intenzione di innamorarmi. Il tempo ha poi mischiato le carte in tavola in un modo imprevedibile e lui si e’ trasformato, nonostante tutto,  davvero nell'incarnazione del mio principe azzurro.   

To be continued


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