Nata Cattiva
Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
Diffidate sempre delle persone che toccano livelli di infelicità così bassi da farvi scivolare nel loro inferno. Non mi riferisco ai depressi ma agli infelici ‘puri’, ossia coloro a cui la vita ha dato talmente tanti schiaffi e pugni che aspettano pazientemente il bersaglio giusto per risputargli in faccia il fiele che hanno dovuto ingoiare negli anni.
Comprendo perfettamente che questa affermazione vi sembrerà davvero generalista e soprattutto spietata ma è il risultato della mia storia e di un conto astronomico che sto pagando allo psicologo da cui sono in cura da quasi un anno.
Pensandoci, se avessi tenuto in corpo tutto quel malessere ora avrei semplicemente la gastrite che è, secondo me, la malattia di chi è nato buono e interiorizza quotidianamente le mazzate della vita senza ributtarle ‘in circolo’ come facevo io.
A me invece hanno insegnato che agli attacchi si risponde sempre, e come si dice: chi mena per primo mena due volte. La prima perché la vittima è colta di sorpresa e la seconda è il colpo in sé. Sferrare il primo schiaffo all’improvviso e senza alcuna apparente ragione era la mia specialità, nonché la medicina che mi permetteva di affrontare meglio la vita.
Devo ammettere che io sono sempre stata una codarda e ho sempre graziato chi mi ha distrutto la vita e aggredito senza pietà coloro che mi stavano accanto volendomi un bene dell’anima.
Lo trovi strano? Si anche io! È per questo che pago il dottor N. Un ometto di almeno sessanta anni, alto 1 metro e 50 centimetri scarsi, pelato con il classico riportino composto da massimo dieci capelli tutti spostati da destra verso sinistra, pieno zeppo di tic e che per giunta scorreggia almeno venti volte in un ora.
Devo dire che nonostante la flatulenza produca una puzza irrespirabile, pari a quella delle camere a gas nei campi nazisti, quel mostriciattolo dello psicologo, che indossa sicuramente l’ultimissima versione di Acqua di Fogna by Christian Puzzor, sta cercando di scavare fino in fondo alla mia cattiveria e risolvere il dilemma: perché sei stata così cattiva?
Io sono nata cattiva cari miei. E' scritto nel mio DNA. Questa malattia non mi è stata diagnosticata perché nessun dottore la riconosce come tale.
La mia prima cattiveria è stata nascere donna. Quando mia madre rimase incinta di me tutti credevano che io fossi un bambino. Mio padre aspettava l’erede masculo. Avevano già deciso il nome, che come da tradizione del sud Italia doveva essere quello del nonno paterno.
Il fiocco azzurro è stato acquistato quando mia madre era al quinto mese di gravidanza e una vecchia, nota nel paesino calabro dove sono cresciuta come Togna ti toglie la rogna, ossia il malocchio, le aveva predetto, senza ombra di dubbio, che io sarei stata un bel bambino. Un maschietto appunto.
E invece no! In una fredda notte di dicembre di 32 anni fa sono nata io. Lo sconforto si abbatte' come un fulmine a ciel sereno seguito dall’annuncio della mia venuta al mondo: Danno la triste notizia della nascita di una bambina la madre, il padre, i nonni, gli zii, i cugini e parenti tutti.
Mi hanno raccontano spesso che al momento della scelta del nome, che ovviamente non era stato minimamente pensato a causa di quella stronza maschilista di Togna, mio padre ha chiesto all’infermiera come si chiamasse e ha dato a me lo stesso nome.
Si insomma la mia vita non e' cominciata nel migliore dei modi e il prosieguo è stato anche peggio. L’unica cosa che ha affievolito fino a far quasi scomparire la mia innata cattiveria è stato un incontro su Tinder. Se era amore non lo so, ma come canta Ligabue ci somigliava bene.
To be continued
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