lunedì 25 giugno 2018

Piccolo Spazio ... Publicita'!

Piccolo Spazio ... Publicita'!

Ho iniziato a scrivere il blog anni fa, quanti non mi ricordo, ma ricordo il momento in cui nel giardino della casa a Raynes Park, tra  i fiori colorati, che sopravvivevano nonostante nessuno li accudisse, e le cacate di quel canetto stronzo dei vicini,  ho iniziato la bozza della mia prima storia: L'amore Inglese Falso e Cortese. Era inizio estate, di questo ne sono certa, ed era un pomeriggio tiepido, e li' seduta su una sedia arrugginita ho ripensato a tutte le storie che avevo ascoltato dalle mie amiche, tutte accanite utenti di Tinder. Sono scoppiata a ridere e poi... le mie mani si sono mosse quasi automaticamente sulla tastiera del portatile. E' stato quello il momento in cui Dating Bad e' stato concepito. 

L'incubazione e' stata lunga, troppo lunga. Gli anni sono volati  tra un sorso di vino d'annata alternato a uno di aceto. Ma la vita e' cosi no? Una carezza e un calcio in culo. Che poi se il calcio in culo e' bello forte e tu allunghi la mano prendi pure la bandierina e fai un'altro giro gratis, ma questa morale io l'ho imparata recentemente. Questo per dire che al tempo lasciavo che il timore della sconfitta avesse il sopravvento. Avevo davvero una paura fottuta che nessuno lo avrebbe letto, paura delle critiche, ma soprattutto paura di non saper rappresentare le storie che le ragazze mi avevano raccontato. Il tempo ha poi insabbiato le bozze ed il file nominato Tinder@@@@ e' stato sepolto da foto, documenti di lavoro e Curricula vari. 

Poi un giorno, quasi per caso, l'ho ritrovato e riletto. Le storie mi hanno fatto ridere, piangere ed incazzare. E' stato in quell'istante che ho deciso di rimetterci le mani ed editarle. Ricordo il periodo più felice della mia vita era quando da ragazzina, leggevo il blog di Pulsatilla, e con i suoi post mi sbellicavo dalle risate, pensavo e, soprattutto, leggendolo ho imparato che della sfiga ci si puo' ridere e perché no far ridere e consolare anche chi ti legge. 

E' pensando a Pulsatilla che ho deciso: Dating Bad doveva nascere! Ho mandato affanculo le paure e le incertezze e senza esitazioni ho spedito la prima storia alle mie amiche storiche con un imperativo per tutte: 'Leggi e sii spietata nelle critiche'. Sapevo, e so ancora oggi, che su di loro posso contare. Sono arrivati da loro i complimenti ed consigli per 'aggiustare' parti magari poco chiare o correggere i Typo- quelli davvero tanti-. Tutte mi hanno spronato ad andare avanti perché .... 'volevano vedere come se la sarebbe cavata Vittoria con l'inglesino figlio di bitch - bitch fa più chic che mignotta non trovate? E' per loro che ho rimodellato, soprattutto corretto l'italiano, della prima storia. 

Poi ho pensato, perche' non pubblicizzare il blog su pagine facebook di Italiani a Londra? E alla domanda mi sono data anche la risposta: 'Ma si certo! Perche' no?'. Con mia grandissima sorpresa, credetemi non ci credevo e non ci credo neanche ora, ho ricevuto molti feedback, sia da ragazze che da ragazzi. Il blog e' stato concepito per raccontate di storie di donne ed il fatto che molti ragazzi lo abbiano non solo letto ma anche commentato positivamente mi fa ben sperare che il concetto di genere tipico maschilista si stia davvero affievolendo. Ma si sa, qualche indomito conservatore resiste sempre ed e' quello che pensa: 'Perche' io so io e le donne allargano le gambe per un drink o una vacanza  ...  'mo mettece un po' na pezza!'

Vi domanderete ora chi e' sto fenomeno? E' Edgar London!
Il commento di questo ragazzo e' stato fatto sulla pagina facebook di Italiani a Londra e quindi pubblico per tutti. Per questo ho deciso di ripubblicarlo qui:


Capito che filosofo il nostro amico Edgar? Che intuizione. Che fraseggio da Sangra del cliche' de noiartri.

Vittoria gli avrebbe urlato: 'Ora ridimmelo in Italiano'! Per la cronaca le persone catalogate come 'cheap skater' sono coloro che spendendo pochissimo o nulla e pretendono di ottenere il massimo. Tanto per dire e per chiarire.

Io ovviamente rispondo, credo educatamente e lui di rimpallo sgancia la perla: Si apre il sipario 3-2-1 via:



Capito si! Mica 'tarlucci e cotiche'. Lui e' un 'rare breed' 'razza rara'... 'Donneeeee lasciate stare l'arrotino e' arrivato l'uomo raro. Accorrete numerose Forza! Non perdete l'occasione'

Se vi state per caso chiedendo chi ha messo il like alla perla dell'uomo appartenente alla razza rara vi accontento, perché lei e' della stessa idea di mio padre: 'Una parola e' poca e due so troppe'. Poche piazzate alla cazzo di cane e senza dare spiegazioni sono invece il segno distintivo di Benedetta:


Io ho risposto chiedendo spiegazioni. Lei ancora tace.'Chi vuol essere idiota sia di risposta non v'e' - a tutt'oggi - certezza!'.

E poi, dulcis in fundo c'e' lei che ho adorato. Nella mia risposta mi sono sentita come Gianni Morandi.


Doveva essere un piccolo spazio e come al solito 'mi sono allargata'.
Se volete potete seguire il blog dalla pagina facebook sotto trovate il link:

clicca qui per seguire la pagina facebook di Dating Bad

Ai primi 10 offro il cappuccino in omaggio nella sezione Costa nel supermercato Tesco.

A parte gli scherzi tra poco pubblicherò' la seconda storia titolo: S Come Sesso. Non e' una storia porno... Lo dico a scanso di equivoci all'Edgar di turno. Spero tanto che vi piacera' e, soprattutto spero che voi tutte-tutti ora mi regaliate i vostri consigli e le vostre critiche - costruttive mi raccomando- sul blog.


sabato 16 giugno 2018

L'amore inglese falso e cortese Terza e ultima parte

L'amore inglese falso e cortese 
Storia di Vittoria
Lui non era geloso ne’ tanto meno possessivo ed aveva i suoi interessi. Uno tra tutti, e su questo non si era mai contraddetto, era il golf, di cui io non so nulla se non che è uno sport noioso come la messa recitata in latino e fatto a su misura per personaggi di alto rango, con la puzza sotto il naso e soprattutto ricchi. Affittare il campo costa una fortuna almeno per noi comuni nuovi servi della gleba. Ogni fine settimana aveva qualcosa da fare sabato il torneo di golf poi il compleanno del suo amico, dai natali nobili e dal conto in banca astronomico; infatti i 40 anni del Lord inglese sarebbero stati festeggiati in un ristorante di Mayfair niente di più e certamente niente di meno.  Il fine settimana dopo mi raccontava del suo il viaggio nel Nord Italia e le sue avventure sciistiche combinate alle arrampicate sulle Alpi. Eh chi sei indiana Jones?. Quando ci vedevamo annunciava sempre nuovi viaggi. ‘Prossimo weekend vado ad un’altro compleanno in Provenza. Un’altro mio amico compie 40 anni e ha prenotato una chateau per festeggiare. E poi il prossimo weekend ancora vado ad un torneo di golf questa volta in Turchia’ Ah quei bei compleanni festeggiati nella pizzeria sotto casa e le partite a briscoletta erano un mondo totalmente sconosciuto per Adam. Anche volendo credere a tutto, avendo gli occhi foderati di prosciutto, la mia mente ha iniziato a elaborare correttamente la situazione. I segnali erano comunque discordanti. Anche se lui a volte non rispondeva ai messaggi io ero spesso a casa sua, sempre invitata da lui ovviamente. Certo è che facevamo una vita da ‘Casa Vianello’ solo che non si litigava mai. ‘Alla casa’ di Adam abbiamo persino visto il torneo di golf, che tra parentesi, se avessi potuto scegliere avrei preferito la messa cantata in latino, o il commissario Montalbano con i sottotitoli in inglese. Ecco li’, in quelle sere di fine inverno, mi sono sentita tanto mia madre che di anni ne ha il doppio dei miei e le è rimasta solo la televisione a riempire i vuoti. Qualcosa stava andando nella direzione sbagliata lo sentivo ma lui continuava a cercarmi a coccolarmi e viziarmi in tutti i modi. Finché un giorno dopo più di un mese di dating gli invio un messaggio dicendo: Ti va di vederci?. Lui questa volta risponde subito. Il tono del messaggio è informale ma freddo e soprattutto distaccato: ‘Dovremmo parlare. Scegli tu il posto’. Li avrei ricevuto la mia sentenza me lo diceva il mio istinto. I miei sensi erano tutti iperattivi e la mente scorreva ogni singolo dettaglio. Ancora incongruenze nei suoi racconti dei fine settimana passati senza di me. La sua personalità educata non avrebbe mai detto la verità nuda e cruda, ossia ‘bella mi sei servita solo per fare sesso ora bella ciao bella ciao bella ciao! ciao! ciao!’. Il povero Adam sperava che i suoi viaggi frequenti, presunti o reali, e le sue risposte mancate avrebbero fatto desistere la Cenerentola che c’era in me. E invece no mio caro Adam, l’ingenua cretinetta ti ha spinto a fare quello che mai avresti voluto fare, ossia dire e far uscire quello che sei davvero e che, nonostante le cene pagate in ristoranti lussuosi, le attenzioni e le carinerie volevi davvero, una Pretty Woman da tenere nascosta dai tuoi amici ricchi e snob. Costretto ad affrontare la situazione, lui l’ha fatto con stile così sarebbe stato ricordato come una persona sincera e onesta. Questo credeva lui. Fissiamo l’appuntamento per le 8 di sera di un giovedì qualunque, Waterloo station , sulle sponde del Tamigi  dove ci sono una marea di pub e locali molto carini da esplorare. Adam si presenta, mi bacia sulla bocca e, mi dice che andiamo dalla parte opposta a dove avevo immaginato. Non ci sarebbero stati il viale alberato con le lucine blu, la cattedrale di St Paul ed il fiume ad accompagnare i nostri passi ma le strade, gli uffici e i palazzoni grigi che sanno di Business, soldi e infelicità. Nell’avviarsi verso un qualche pub, parlando di lavoro, lui mi racconta del disastroso colloquio che lui ha fatto ad un povero disgraziato colpevole di non aver dimostrato di essere il genio della lampada dotato di una intelligenza aliena e una esperienza trentennale. Il tutto in venti minuti. Niente altro? Il mio commento e’ stato chiaro, io avrei puntato ad una intelligenza fervida e una forte personalita’ carismatica. E’ quello l’importante per colui o colei che gestisce il rapporto con i clienti. L’intelligenza in se vale poco se non coniugata con una personalità brillante. A volte non è quello che dici ma come lo dici e la convinzione che ci metti nel dirlo, è questo che distingue un discorso logico e borioso da un discorso convincente che strappa la vittoria. Infondo Barack Obama ha vinto il Premio Nobel per la pace ‘a chiacchiere’ e tutti gli hanno creduto. La dialettica vince sempre, ma dubito che, nonostante la laurea in una materia umanistica, Adam sappia cosa sia l’arte oratoria. Quando gli faccio notare questo semplice basilare elemento di psicologia lui mi ascolta come uno scolaretto davanti alla maestra. Il pub dove andiamo, scelto da lui ovviamente, è pieno di uomini in manica di camicia che bevono gia’ da tre ore. L’odore della birra misto a quello del sudore e’ nauseabondo e sembra una bettola per anime perse nell’illusione che il successo sia la chiave di volta per vivere una vita fatta di cose inutili ma indispensabili a compensare i vuoti esistenziali. Ecco quel pub in quel momento rispecchiava Adam, non più sicuro di sé ma spiazzato da qualcosa che doveva fare e cercava di farla al meglio. Una piccolissima parte di me ancora sperava che quella sera avremmo poi cenato insieme e saremmo finiti nel suo letto. Tutto diceva il contrario ma io volevo ancora avere una ultima illusione perchè la verità è si sempre la cosa giusta ma avrebbe distrutto la parte buona di me e questa volta per sempre. Lui voleva una famiglia, una moglie e avrebbe fatto di tutto per non fallire la scelta iniziale. Avrebbe dato l’anima al diavolo per essere come i suoi amici, mariti e padri ed io, con la mia laurea e il mio Master sembravo la scelta giusta. Sembravo appunto, ancora le apparenze che hanno obnubilato la realta’. O forse solo una realtà che avevo creato per essere felice io. Prendiamo due birre iniziamo a conversare e ad un certo punto senza mezzi termini lui mi dice: ‘E’ ora di parlare della nostra relazione. Io non provo quello che provi tu’. Che ne sapeva lui di cosa provavo io? Eravamo solo all’inizio, c’erano le premesse, quelle ottime premesse di cui ti ho parlato ma tutto era ancora da scrivere. Non avevo lasciato trasparire nulla dei miei sogni cenerentoleschi non c’erano le basi per un giudizio ma lui aveva deciso. Quelle sei parole ‘Io non sono innamorato di te’ significavano finito, the end, game over. Ho ascoltato impassibile senza neanche respirare. E’ stato come quando al lupo di Willy il Coyote arriva il masso di cemento in testa, come quando sogni di essere nuda, sei in strada e tutti ti guardano. Come quando sai che domani mattina devi ricominciare tutto da capo e stanotte dormirai senza fare sogni. 

Ho lasciato Adam alla stazione di Waterloo. Ci siamo salutati con una stretta di mano e con la promessa di rivederci presto. Quanta ipocrisia in quelle parole. Quanti sorrisi forzati e frasi di circostanza. Fossi rimasta quella degli anni della sincerità a tutti i costi, costi quel che costi, gli avrei detto: ‘Ma allora due giorni fa quando mi sei venuto a prendere con la macchina perché non potevi aspettare di vedermi. Quando mi parlavi di famiglia e parlando della tua futura moglie alludevi senza mezzi termini a me. Quando facevi sesso con me. Quando mi salutavi la mattina con un bacio... questo succedeva due giorni fa’? O tu sei da Oscar o hai davvero una faccia da culo che la meta’ basta da prendertela a calci!. Ah quante belle parole finte come le borse Chanel sulla barcarella dei Vu cumpra’. Quei venti minuti di treno sono volati via come il vento gelido di quella serata fredda di fine Aprile. Credevo di avere il pacchetto completo. Credevo di aver fatto tombola ed il destino aveva cambiato ancora una volta il vento a mio favore. La vocina interiore che mi suggeriva che quella sera sarebbe arrivata la sentenza di addio aveva ragione. Avevo cercato di zittirla in tutti i modi ma lei sapeva e adesso la risentivo con l’odiosa frase: ‘ Io te l’avevo detto!’. Va bene così, ho pensato, spero solo che chiudendo questa porta non mi rimangano incastrate le dita e che al prossimo varco il portone non mi si sbatta in faccia, perchè se e’ vero che la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo e il peggio non e’ mai morto. Sul treno, neanche a farlo a posta c’erano coppiette che si sbaciucchiavano e una ragazza che parlava con il suo moroso. Io fino a ieri potevo essere lei oggi sono di nuovo single, sola e senza più sogni che se anche illusori mi facevano svegliare con il sorriso sulle labbra. I pensieri negativi mi stavano raggiungendo e le lacrime erano un fiume in piena racchiuse nei miei occhi ma non volevo piangere. No, non era giusto versare una lacrima per questa storia, e’ stato difficile trattenermi perlomeno li’ su quel treno pieno di ormoni e ferormoni che sprigionavano amore da ogni poro. Era come quando hai la diarrea in corso e sai che il bagno e’ lontano. Il treno stava arrivando alla mia stazione. Finalmente sarei tornata a casa e essere me stessa, piangere e disperarmi se avessi voluto. Non e’ successo nulla di tutto cio’. La chiave di volta per stare bene l’ho trovata in un vecchio discorso fatto da una mia cara amica tempo fa’. In un momento davvero tragico della mia vita lei mi disse che nella vita ogni inizio e’ una sfida, si mette un piede davanti all’altro e si continua a camminare come fanno i maratoneti. Nulla ferma la corsa solo tu puoi farlo, ed io volevo essere ancora in corsa, cambiare magari campo ma correre ancora. Adam e’ stato un ostacolo da saltare ma certo non una montagna da scalare.  Qualcuno di voi penserà’ che sono una povera ingenua senza speranza ma io alla speranza di trovare qualcuno da amare non rinuncio e arrivata in camera ero già su Tinder a vedere ciò che offriva il mercato. Cinismo? Si forse ma senza un sano ‘Ma sti cazzi poi! Mica e’ morto nessuno!’ si sprofonda nella depressione, e Dio sa quanto e’ difficile uscire da quel baratro nero. Alle dieci di sera ero già in pigiama a dormire quando il mio cellulare annuncia un messaggio. Era Adam: ‘Buona notte bella x - bacio -’ ... Buona notte un cazzo! Esci dalla mia vita. Fai in fretta che il prossimo è pronto a prendere il tuo posto. Cosi’ avrei dovuto rispondere ed invece ancora una volta non ho regalato la mia sincerità ma un lungo e prolungato silenzio che continua tutt’oggi. 


Morale della storia: anche se c’e’ il sole a Londra ti devi portare l’ombrello perché gli stronzi piovono sempre da tutte le parti!




martedì 5 giugno 2018

L'amore inglese Falso e cortese Seconda Parte

L'amore inglese Falso e cortese
Storia di Vittoria

Appena rientrata a Londra dal mio brevissimo week end italiano ricevo un messaggio su whatsapp. Era lui che mi invitava per una cena a casa sua. Come dire no? E infatti ho accettato. Casa di Adam era lontana dalla stazione dell’elegante quartiere in cui abitava e per essere sicura di non perdermi ho usato l’applicazione sul mio cellulare di google map, lui non avrebbe sbagliato. Ma la sindrome di cappuccetto rosso non mi ha abbandonato e cammina, e cammina, e cammina finalmente arrivo al civico stabilito. Vedo una palazzo bianco stile europeo con colonne ai lati che sembravano formare una curva tra l’edificio e la strada. Il solo particolare tipicamente inglese erano le finestrone senza persiane rigorosamente chiuse da tende pesanti. Solo una finestra al primo piano era aperta. Era li che dovevo andare. Peccato che trovare il campanello non sia stata proprio una impresa facile. Anzi diciamo che i primi dieci minuti li ho passati a mugugnare frasi lontane dall’applomb inglese. ‘Eh che cazzo... vaffanculo alla sorte bastarda...ma perché sti inglesi stronzi non mettono il civico in bella vista?’. Dopo aver inveito pesantemente ho trovato il campanello, schiaccio il bottone 4 e c’e’ lui che risponde ‘CIAUUUU sali’. La sua casa era stupenda. Sui muri bianchi una galleria di foto dai colori sgargianti che raffiguravano gente comune proveniente da ogni parte del globo. Manco a dirlo le foto le aveva scattate lui nei suoi viaggi intorno al mondo. La cucina all’americana era in stile moderno ma si sposava perfettamente con il salone vintage arredato solo da una libreria a muro intasata da centinaiai di libri, accanto alla quale era posizionato un televisore al plasma 20000 di pollici e poche foto della sua numerosa tribu familiare. Un’altra camera vicino la cucina, un bagno di servizio e poi la camera da letto abbastanza spartana ma con un armadio enorme ed il bagno incluso. Lui era ancora intento a cucinare con il computer aperto sulla pagina del sito di Gordon Ramsy. Sembra agitato. Tutto doveva essere perfetto e lo e' stato davvero. Buono il pollo, ottimo il contorno, eccellente la presentazione del piatto e l’abbinamento del vino. E parla parla parla... e tu e io e nel bel mezzo della conversazione lui si azzittisce mi guarda e mi dice: ‘andiamo a letto?. Da li in poi e’ stato un vortice selvaggio con vestiti che volavano da ogni parte e l’eccitazione che saliva fino allo spasmo. Il corpo di Adam era una scultura greca e il culo lo stampo del Michelangelo di Donatello. Dono di natura? Eh no cari miei certe conquiste si sudano e difatti Adam nonostante il suo status di imprenditore benestante, andava tutti i santi giorni a lavoro in bici. Pedalava per più di venti chilometri al giorno ma i risultati si vedevano. L’ inglesino sapeva dove mettere le mani ma nel momento di concitazione massima ha sbagliato più volte a posizionare il gioiellino di famiglia nel boschetto incantato. A parte questo piccolo comprensibile particolare tutto è andato benino la prima volta, bene la seconda e molto bene la terza. Eh! tre è sempre il numero perfetto e per un perfezionista come lui fare bene non bastava, bisognava fare di piu’. Dopo il sesso avevo una sete da morire e lui ha preso dalla cucina un bicchiere d’acqua che ho bevuto prima io poi lui che baciandomi me ne ha passata un pochina dalla bocca a mo di mamma uccello con i cuccioli sul nido. Tutto andava a gonfie vele. L’unica cosa che non mi piaceva di quella casa e che mancava la macchinetta del caffe’. Riguardo a lui il solo dubbio era: può un salutista sportivo stare con una fumatrice come lo sono io?. Devo dire che con lui fumavo il minimo indispensabile e il fattore sigarette non sembrava qualcosa che lo disgustava totalmente. 

Gli incontri divennero assidui e lui si dimostrava sempre perfetto. Non un difetto, non un inciampo tutto appariva come nella pubblicità del Mulino Bianco finchè  Adam non mi ha raccontato il suo passato di ex tossico fricchettone all’Universita', di quanto e' bastardo sul lavoro e della sua ex Italiana che è stata l’amore della sua vita. Maddy era italiana e perfetta. Perfetta in tutte le sue imperfezioni. L’abbandono di suo padre in tenera età l’aveva resa insicura e con sbalzi di umore frequenti. Cosi’ diceva lui. Ma lui l’ha amata davvero. ‘E’ stata la storia più bella e più brutta della mia vita’ ha detto. Lei doveva essere sua moglie, la madre dei suoi quattro figli e la compagna della vecchiaia. Cosi’ non e’ stato e a chiudere la storia sembra sia stato lui. Il condizionale in questi casi è sempre d’obbligo. E’ stato lui a dire no, nonostante l’Amore, nonostante i sogni, nonostante le aspettative e il salto delle crisi in anni passati insieme. Maddy doveva essere una ragazza molto coraggiosa. A diciassette anni è partita dal paesino inculato nelle Alpi italiche ed e’ approdata a Londra. Qui avra’ iniziato come cameriera e completato gli studi pagati dalla famiglia benestante. La laurea presa in una prestigiosa università londinese non era stata in grado di far decollare la sua carriera, o per lo meno non sembrava darle le soddisfazioni che desiderava. Lei voleva di più, era questo il nodo della questione, e un giorno ha messo in valigia l’ambizione e la determinazione ed è partita per Singapore per fare un Master in Economia. Al tempo Adam stava lanciando la sua compagnia e quando l’anno di relazione a distanza fini’ e la cara e dolce Maddy avrebbe potuto ritornare tra le braccia dell’English Lord, qualcosa ha preso una piega davvero strana e le convinzioni si sono sbriciolate come il pan grattato. Le carte in tavola le deve aver cambiate lei dichiarando che a Londra non voleva tornare, che il lavoro con salario a sei zeri li avrebbe trovati a Singapore. Di li la proposta ‘ vieni a vivere a Singapore con me?. Se Adam fosse stato romano della Garbatella la frase che le sarebbe uscita di bocca sarebbe stata: ‘ ma te la pij inder culo te e i giappa, io sto qui a casuccia mia che mo’ c’ho pure l’aziendina’. Nella realta’  non sara’ proprio stata cosi’ ma il succo era quello: tu stai dove stai e tanti auguri per la carriera. Morale della favola io da Londra non mi schiodo. Do you understand baby?. Sembrava un ragionamento corretto: lui a Londra aveva qualcosa di concreto lei a Singapore avrebbe potuto avere tante opportunità lavorative ma non meno di quelle che la city offre a tutti ogni giorno. E invece no lei, seguendo il filo logico del racconto di Adam, presa dalla sindrome da abbandono ha mollato baracca e burattino e a Londra non ha più rimesso piede. Qualcosa non mi quadrava ci sentivo puzza di bruciato. Questa storia mi è stata raccontata due volte e le date e alcuni dettagli non coincidevano affatto. Nella prima versione Adam e Maddy sono stati insieme dieci anni e lei ha avuto il lieto fine: ha trovato lavoro a Singapore. Nella seconda versione gli anni passati insieme erano tre e lei è ora di base a Zurigo. Avrei dovuto capire. Avrei ma non lo volevo fare e se c’è una cosa che non vogliamo fare la nostra mente la rigetta mettendola nel cassetto ‘Non importante’. Ed invece era importante. Lo era davvero. Lui stava mentendo ma io ero nel momento di rimettere in discussione il falso finale di Cinderella - Pretty Woman che si ...puo succedere alla fine tutto andrà bene che bisogna essere positivi che poi magari mi sono sbagliata io a capire. Succede no?. Ma anche no! Avrei dovuto pensare. E invece ho continuato a frequentarlo ancora piu’ di prima.

Adam non era campione di simpatia, diciamo che un qualunque cassamortaro sarebbe stato più divertente di lui, e se ho riso di gusto è sempre stato  non di fronte a lui ma per qualcosa che lui faceva inconsapevolmente. La prima volta che ho avuto un attacco di ridarola è stato la prima volta che io e Adam abbiamo fatto sesso. Dopo l’amplesso ci siamo addormentati, anzi diciamo che lui si è addormentato. In quel letto inglese a due piazze, che corrisponde più o meno ad un letto leggermente più grande del nostro una piazza e mezza, Adam dormiva in diagonale occupando l’intera superficie e per maggior scomodità, ovviamente la mia, mi abbracciava. Io rannicchiata in un angolo e con il corpo umidiccio di Adam incollato al mio proprio non riuscivo a prendere sonno. Avrei voluto svegliarlo, anzi tirargli una gomitata in pieno viso. Avrei dovuto farlo ma vedendolo dormire così pacificamente non me la sono sentita. Ad un certo punto si alza e lo sento camminare. Sento la porta del bagno di servizio aprirsi e nel silenzio della notte una scoreggia che sembrava un tuono a ciel sereno. Dopo la grande scossa l’intestino di Adam ha continuato con le scosse di assestamento. Finito il terremoto un ‘oh yesss!’ non gridato ma sufficiente ad essere udito a due stanze di distanza. Ho pensato ... Non faccio proprio cagare a letto al limite facco scorreggiare, il che non è poi male visto che senza  l’intestino soffre. Certo scoreggiare nel bagno attaccato alla stanza da letto non lo avrebbe mai fatto. Non era cool, si rovinava l’immagine poi. Al tempo la cosa mi sembrava esilarante ma anche scorreggiare davanti alla propria donna, certo non quando si sta mangiando, è intimità e tra noi forse non c’e’ mai stata.  I messaggi che Adam scriveva in Italiano erano la cosa che mi divertiva di più nella nostra relazione. Chiaramente il più delle volte usava google translator ma riadattava con frasi che manco Checco Zalone sarebbe riuscito a creare. Eccone alcuni: 
‘Ma certo. Forse un po’ in avanti ( un po’ prima). Quando esco il cinema (in White City) ti mando un messaggio. Avresti mangiato?’ Si ora ridimmelo in English please.
‘Alle 9 sia perfetto per me’ E cosi sia Amen!
‘Ciao bella. Mia cellulare non ha molta batteria (se non mi senta). Ci vediamo per le 9.’  La cellulare non funzionava e quella sera neanche la minchia stava in gran forma! 
‘Si alla casa mia’ e va bene andiamo alla casa tua!. 
Adam era però adorabile e il più delle volte passionale. Non sempre pero’ ... il niente sesso siamo in Inglesi di Wiston Churchil era riadattato a poche volte e quasi sempre di buona qualità. 

L’incubo della zitella inacidita accerchiata da un branco di gatti rognosi sembrava svanito. Forse lui era il ‘The one for me’. Anzi al tempo toglievo pure il forse. Totalmente annebbiata dalla favoletta dal finale ‘e tutti vissero felici e contenti’. Camminavo sulle nuvole peccato che le nuvole sono fatte di vapore acqueo e non di cemento armato e che dopo un po’ è inevitabile, si cade e ci si fa male. Ma queste considerazioni al tempo della mia relazione con Adam non le facevo. Tutto andava bene, convincersene era il primo passo per realizzare il sogno. 
TO BE CONTINUED



domenica 3 giugno 2018

L’amore Inglese, falso e cortese Prima Parte

L’amore Inglese, falso e cortese
questa e' la storia di Vittoria
- Prima parte -

La premessa di questa storia e' che e' iniziata con le migliori premesse. Lui: biondo leggermente brizzolato, occhi di un colore indefinito tra l’azzurro e il verde chiaro, inglese e, per sua stessa ammissione, innamorato dell’Italia. Cosi' si presentava Adam sul suo profilo Tinder. Diciamo pure che era dell’età giusta e aveva il viso affascinante. Eh ...quanto inganna l’apparenza. Se c’è  una cosa che ho imparato dalla mia breve storia con Adam è che dietro ogni faccia c'e' sempre un culo e a volte le due parti anatomiche coincidono. Dopo averlo notato, tra la marmaglia di uomini macho tipo ‘Rocco Siffredi me fa' un baffo, ‘Provami e vedrai’ con i pettorali in bella mostra e il bicipite in primo piano, lui decisamente spiccava. Cinque secondi dopo aver cliccato like già inviavo messaggi spasmodicamente. Pochi minuti dopo Adam risponde. Dopo dieci minuti arriva l’invito. ‘Viviamo vicini. Ti va se ci vediamo?’. Ovvio che si! Il dove e il quando lo ha deciso lui. Che uomo con le palle ho pensato. Diverso dai soliti maschietti ‘troietti’ che se la tirano fino a strapparla la corda e beccarsi il sacrosanto vaffanculo. No, lui no. Lui dimostra audacia e mostra già dalle prime battute una sicurezza disarmante. 

Al nostro primo appuntamento lui è in ritardo di cinque minuti e appena arriva trafelato si presenta con un sorriso a dentatura completa e, come da migliore tradizione inglese, si scusa più di una volta. Il pub dove ci incontriamo è raffinato e neanche a dirlo l’arredo e’ in puro stile vittoriano. Trasuda un misto di eleganza e vecchie sbronze consumate sul bancone di mogano scuro del bar.  Ordina e paga una bottiglia di vino. Dunque, mettiamola cosi', che lui abbia pagato ne sono stata felice perche' il l Pinot Grigio, che a Londra sembra essere di gran moda e fa tanto 'Italian's style', costava una tombola, ma, ed ecco il rovescio della medaglia, il fatto che non mi abbia consultato mi ha indispettito non poco. Si è limitato a dire in un italiano molto inglesizzato: ‘Va bene vero?’. No che non va bene! Per non passare per la solita rompipalle patentata annuisco e strappo un mezzo sorriso. Ci sediamo ad un tavolo illuminato da una candela gia' semi consumata. Lui mi dice che ha una laurea in inglese e latino e dirige una compagnia di marketing che ha creato lui stesso qualche anno fa. Emana ambizione da tutti i pori e riesce a catalizzare la mia attenzione. Io faccio domande su domande, alcune delle quali trappola, ossia che presuppongono risposte non banali ma rivelatrici di personalità’. Lui risponde sempre con coerenza e gira la domada a me. Sono pochi i maschi che prestano attenzione a quello che succede e rispondono colpo su colpo. Adam è uno di quelli. E intanto, nonostante il vino avesse il sapore del tavernello con un retrogusto acetato va giù come fosse acqua fresca.  Dopo mezzora di ‘intervista’ lui mi invita a cena nella seconda sezione del pub che non ha più’ nulla di elegante ma piuttosto sembra una trattoria rustica che di rustico ha solo l’apparenza. I piatti scelti sembrano mini antipastini, ottimi come aperitivi ma certo miserrimi se si pensa ad una cena vera e propria. Il vino lo sceglie lui ovviamente. Pinot grigio ... ancora! Stavolta però è migliore, o così è sembrato alle mie papille gustative che già’ avevano bevuto metà del finto Pinot grigio. Nonostante la cena povera di cibo la conversazione è stata comunque piacevole. A fine serata controllo il sito per vedere quale sia l’orario del treno che mi porta a casa. Mi gira la testa e tutto ciò che voglio è sdraiarmi sul mio letto abbracciare il mio cuscino e cadere in un sonno comatoso. Come da migliore sfiga noto che dovrò aspettare quindici minuti sulla piattaforma del treno a Balham e dieci  su quella di Clapham Junction. Già immagino la scena che si profilerà all’orizzonte: io in compagnia di qualche vecchio alcolizzato barcollante, e il solito gruppo di ragazzini con l’acne che ad un certo punto immancabilmente sbratteranno anche l’anima vicino a me. A quel punto mi rendo conto di essere anche io un po’ brilla ma ancora capace di camminare decentemente sui tacchi e parlare in inglese, anche se maccheronico. Adam mi sorprende dicendomi “Ho prenotato il taxi in dieci minuti sarai a casa’. Il taxi arriva dopo 2 muniti che ero fuori dal locale, apro la portiera mi siedo tiro e un bacino a Adam. Appena arrivata a casa sprofondo vestita nel mio letto ancora disfatto. La mattina dopo, dopo il secondo caffè realizzo che la serata non è stata affatto malvagia. Anzi, tutto il contrario.

Al secondo appuntamento con Adam decido di prendere io in mano la situazione. Sceglierò io il posto, il cibo e il vino. Contatto Adam e lo invito in un locale italiano a Wimbledon abbastanza vicino per me. La scelta è stata ponderata bene e le critiche sul web del ristorante sono tutte ottime. Adam sembrava non aspettasse altro e senza nessun indugio ha risposto al mio messaggio con un incoraggiante: ‘Si dai!’. Lo incontro alla stazione di Wimbledon, lui arriva, ci salutiamo e lo porto a fare un aperitivo in un pub vicino la stazione. E’ sabato sera e il pub è pieno di gente, ordiniamo una birra e mi parla dei suoi hobbies. Primo fra tutti lo sport, anzi gli sport. Fa piscina, boxe, climbing, yoga, ottimo per lo stretching dice lui, e poi scia appena può. Dulcis in fundo per rimarcare la sua personalita’ 'chic' mi rivela una vera e propria passione per il golf, sport che pratica nel tempo libero. In quel momento ho pensato ‘ma dove cazzo lo trova il tempo per fare tutto?’. La domanda su cosa mi piace fare nel tempo libero è poi stata girata a me. Io avrei voluto dire: ‘Il mio hobby preferito è piazzarmi sul divano con pane e nutella a vedere Shrek’. Ed invece ho detto una mezza bugia o una falsa verità’, dipende dal punto di vista: ‘Io vado in palestra’. Il che non era del tutto falso. Andavo in palestra una o due volte a settimana perchè otto ore tutti i giorni seduta in ufficio sentivo il sedere diventare un tutt’uno con la sedia e avevo davvero bisogno di muovermi un po’. Certo non avrei mai scalato montagne o fatto duecento vasche in piscina. Quello non lo avrei fatto manco per tutto l’oro del mondo.  Lui sorride ed io, facendo i salti mortali, riesco a deviare il discorso su qualcosa di un po’ più’ intellettuale. La scelta cade sulla politica. Specificatamente la politica italiana anzi i politici italiani. Adam ne sa parecchio di corruzione e intrallazzi politici made in Italy e non mancano le battutine pungenti e fastidiose come l’ortica.  Ma cazzo non potevo parlare della cultura e le opere d'arte italiane no? Questo conferma che con il vino faccio domande brillanti, mentre la birra, oltre a farmi pisciare ogni due per tre, mi rende idiota. Finisco la pinta il più' in fretta possibile e con un sorriso imbarazzato dico ‘andiamo a mangiare? Ho fame!”. Arrivati all’indirizzo del ristorante troviamo invece un bar chiuso. Adam controlla su internet ed in un due secondi netti scopre che il ristorante da me scelto è stato chiuso tre mesi fa. Ecco quello è stato uno di quei momenti in cui pensi ‘certe serate andrebbero dormite'. COLOSSALE FIGURA DI MERDA! Lui non si scompone e camminiamo finche’ troviamo un ristorate italiano. Mi guarda e dice ‘ andiamo qui va bene vero? ‘ ed io lo seguo. Il locale è carino, ai muri sono attaccati i poster di Sophia Loren e Alberto Sordi, l’arredo e’ semplice e accogliente e c’e' anche un caminetto. Il tavolo vicino al camino e’ vuoto ed io mi siedo li’. Ancora fiumi di vino e piatti squisiti. Solo chi è emigrato può’ apprezzare a pieno un antipasto a base di mozzarella di bufala, mortadella e prosciutto crudo. Solo chi manca dal Bel Paese da mesi o anni riesce a commuoversi per una pizza preparata e cotta nel modo giusto senza l’odiosa opzione di ananas e ketch up sul menu’. Lui mi racconta della sua famiglia: ha tre sorelle e 11 nipoti. Quasi dodici precisa. Io con un solo fratello e zero nipoti mi sentivo una privilegiata. Ma pensa a natale che borgia in casa sua e ogni mese un compleanno. Per pasqua la kinder dovrebbe regalare una tessera fedeltà’ per il povero Adam. Niente di tutto ciò’. Lui fa il regalo solo alle sorelle non ai nipoti nothing , niente, nisba ‘sono troppi’ si giustifica lui. Aaahhhh! La famiiiiggghhia è un concetto tutto italiano. Poi mi parla della sua infanzia. Avevo notato sin dal nostro ingresso che il tavolo vicino al camino non era esattamente quello che lui avrebbe scelto. La mia prima idea su questa sua riluttanza al tavolo  e' stata: ‘non l ha scelto lui quindi non lo soddisfa’ e invece no, c’era molto di più sotto i pregiudizi e le apparenze.  A rivelare la scomoda verita’ e’ stato proprio lui. Da bambino era parecchio pestifero, e quarto figlio maschio, dopo tre femmine, deve essere stato sicuramente super viziato. Fatto sta che un giorno, all'età di 11 anni, lui e i suoi amichetti hanno acceso un falò nel bosco vicino casa e, complice il vento sfavorevole, il fuocherello si è espanso a dismisura fino ad incendiare l’intera vallata. Ecco stavo cenando con un ex piromane a cui il trauma infantile ha creato una certa ritrosia nello stare vicino ad un fiamma che arde. Ovviamente il fatto ha provocato conseguenze anche gravi e, l’allora piccolo Adam, non se l’ è cavata con un ‘This is wrong you can’t do it’ - Questo non si fa e’ sbagliato - ma è stato spedito in una boarding school, una scuola per bambini ricchi e spocchiosi lontano da casa. Avessi fatto io la stessa cosa al tempo le mazzate si sarebbero sprecate. Altro che scuola per bambini ricchi, mia madre avrebbe perfezionato il suo ‘lancio dello zoccolo’, di cui aveva già’ ad un livello altamente avanzato. Ma no,  il padre di Adam, da inglese ha fatto poche scene e reputato che la migliore soluzione era togliersi dalle palle il figlio piromane. Avra’ applicato la teoria: ’lontano da casa lontano dal fuoco’. Non e’ stato cosi. Adam sarebbe tornato ad essere un ‘bad boy’ - cattivo ragazzo- nel periodo universitario ma questo me lo dirà al nostro terzo appuntamento. Raccontando questa storia, Adam sembrava a suo agio e la interpretava come una ragazzata. La conseguenza di essere stato di fatto allontanato dalla famiglia era per lui la cosa più naturale. Dal racconto non trapelava la benché minima emozione su un fatto che ha, di fatto, segnato il suo isolamento dalla famiglia in un periodo delicato come l'infanzia e la prima adolescenza. Intanto la cena si concludeva e anche la nostra seconda bottiglia di vino. Lui ha provato a convincermi che avrebbe pagato lui ma io imperterrita ho infilato la mia carta di credito e composto il pin. Questi sono quei momenti in cui pensi : ‘Sono una donna indipendente e pago anche io i conti!’. Poi la mattina seguente, quando controlli il saldo del tuo conto, ti ricordi improvvisamente di ricevere uno stipendio da fame e di vivere in una delle citta' piu’ care al mondo. Ed e' proprio in quell’istante che anche se sei convintamente atea, come lo sono io, dalla tua bocca volano madonne come rondini a primavera. Ritornando alla sera, appena conclusa la cena siamo usciti dal ristorante, fuori l’aria era gelida, il vento sembrava tagliarmi il viso e in strada c’erano le solite ragazzine inglesi con cappottini di finta pelliccia, minigonne giro
TO BE CONTINUED