giovedì 30 agosto 2018

Nata Cattiva - La storia di Carmen Seconda Parte

Nata Cattiva


Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
http://marilenaonorato.com/ 

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La mia vita è trascorsa in un paesino calabro dove la mia personalità cattiva si è sviluppata giorno dopo giorno. Fin dalla tenera infanzia infatti la cattiveria è germogliata forte e rigorosa come una pianta velenosa pronta a infettare chiunque la toccasse. 

Io era infatti la ragazzina che bullizzava i più deboli: ricordo che la mia vittima preferita era Anna, una bambina in sovrappeso che chiamavo Annona la Grassona. Sono stata poi l’adolescente che inventava bugie per far litigare i miei compagni di scuola. Per poi diventare la giovane donna che appena assunta come segretaria in uno studio medico ha ‘preso in antipatia' una sua collega, solo perché più bella e capace di lei, e ha fatto in modo di farla licenziare producendo volontariamente errori sul lavoro e attribuendoli a lei. 

Definirmi cattiva è sicuramente un complimento. Io ero la classica bastarda che ognuno non si augura mai di trovare sulla propria strada. 

Per comprendere il perché, bisogna ritornare indietro nel tempo. La delusione dei miei genitori nel mettere al mondo una bambina è stata sempre il punto focale della mia infanzia, come la favola della buona notte che iniziava così: ‘C’era una volta una regina che voleva tanto un bambino e invece sei nata tu... ma vabbè noi ti vogliamo bene lo stesso’.

Per la cronaca, mia madre si chiamava davvero Regina ma non aveva assolutamente nulla di regale. Era una donna sciatta, maleducata e profondamente infelice. La sua infelicità era alleviata dall’alcool che consumava già di prima mattina. 

Uno dei ricordi più nitidi che ho della mia infanzia era l’immagine di me seduta in cucina con il mio latte e cioccolata e mia madre con il suo primo Gin Tonic della giornata. Molte volte era talmente ubriaca che si dimenticava di venirmi a prendere a scuola. 

Ho perso il conto poi di quante volte sono stata picchiata perché a casa non c’era il Gin. Ricordo che un natale giocando in cucina ho fatto accidentalmente cadere la sua preziosa bottiglia di Gin. Per questo errore ho preso talmente tante botte che sono finita al pronto soccorso. 

Ero il punching ball della dipendenza di mia madre a cui nonostante tutto volevo e voglio bene perché lei c’è stata e non mi ha mai abbandonato come ha fatto quell’infame di mio padre. 

Di lui ho vaghi ricordi. Quando avevo 9 anni è stato arrestato per rapina a mano armata e dopo aver scontato la pena è sparito per sempre. 

Come potete bene immaginare non ho mai avuto amici veri ma pochi conoscenti che appena scoprivano il mio livello di cattiveria mi evitavano come si evitano i gatti neri che attraversano la strada. 

Ad essere sinceri la gente mi schifava proprio. Come dargli torto? Ma il fatto che la mia cattiveria fosse stata neutralizzata dall’indifferenza altrui mi faceva stare malissimo. Non potevo più farla uscire. Mi sentivo come un drogato senza droga. 

Stavo di merda e l’unica soluzione era emigrare. Via da quel cesso di paese dove neanche lo spazzino mi rivolgeva la parola. Volevo trasferirmi in una città grande per espandere a ragnatela la mia cattiveria. 

La scelta è ricaduta su Parigi perché adoro la lingua francese e poi, devo ammetterlo, spargere il mio veleno nella città degli innamorati era una sfida allettante per una professionista della cattiveria come me. 

È stato pochissimo tempo dopo essermi trasferita nella capitale francese che ho iniziato ad utilizzare Tinder per trovare le mie vittime. In fondo, ero una ragazza di trenta anni con un viso dai tratti regolari, due occhi neri come la notte e le classiche curve mediterranee. Avrei dovuto solo buttare l’esca e scegliere bene il pesce che avrei poi arrostito. 


mercoledì 29 agosto 2018

Nata Cattiva - La storia di Carmen Prima parte

Nata Cattiva

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

Diffidate sempre delle persone che toccano livelli di infelicità così bassi da farvi scivolare nel loro inferno.  Non mi riferisco ai depressi ma agli infelici ‘puri’, ossia coloro a cui la vita ha dato talmente tanti schiaffi e pugni che aspettano pazientemente il bersaglio giusto per risputargli in faccia il fiele che hanno dovuto ingoiare negli anni. 

Comprendo perfettamente che questa affermazione vi sembrerà davvero generalista e soprattutto spietata ma è il risultato della mia storia e di un conto astronomico che sto pagando allo psicologo da cui sono in cura da quasi un anno. 

Pensandoci, se avessi tenuto in corpo tutto quel malessere ora avrei semplicemente la gastrite che è, secondo me, la malattia di chi è nato buono e interiorizza quotidianamente le mazzate della vita senza ributtarle ‘in circolo’ come facevo io. 

A me invece hanno insegnato che agli attacchi si risponde sempre, e come si dice: chi mena per primo mena due volte. La prima perché la vittima è colta di sorpresa e la seconda è il colpo in sé. Sferrare il primo schiaffo all’improvviso e senza alcuna apparente ragione era la mia specialità, nonché la medicina che mi permetteva di affrontare meglio la vita. 

Devo ammettere che io sono sempre stata una codarda e ho sempre graziato chi mi ha distrutto la vita e aggredito senza pietà coloro che mi stavano accanto volendomi un bene dell’anima. 

Lo trovi strano? Si anche io! È per questo che pago il dottor N. Un ometto di almeno sessanta anni, alto 1 metro e 50 centimetri scarsi, pelato con il classico riportino composto da massimo dieci capelli tutti spostati da destra verso sinistra, pieno zeppo di tic e che per giunta scorreggia almeno venti volte in un ora. 

Devo dire che nonostante la flatulenza produca una puzza irrespirabile, pari a quella delle camere a gas nei campi nazisti, quel mostriciattolo dello psicologo, che indossa sicuramente l’ultimissima versione di Acqua di Fogna by Christian Puzzor, sta cercando di scavare fino in fondo alla mia cattiveria e risolvere il dilemma: perché sei stata così cattiva?

Io sono nata cattiva cari miei. E' scritto nel mio DNA. Questa malattia non mi è stata diagnosticata perché nessun dottore la riconosce come tale. 

La mia prima cattiveria è stata nascere donna. Quando mia madre rimase incinta di me tutti credevano che io fossi un bambino. Mio padre aspettava l’erede masculo. Avevano già deciso il nome, che come da tradizione del sud Italia doveva essere quello del nonno paterno. 

Il fiocco azzurro è stato acquistato quando mia madre era al quinto mese di gravidanza e una vecchia, nota nel paesino calabro dove sono cresciuta come Togna ti toglie la rogna, ossia il malocchio, le aveva predetto, senza ombra di dubbio, che io sarei stata un bel bambino. Un maschietto appunto. 

E invece no! In una fredda notte di dicembre di 32 anni fa sono nata io. Lo sconforto si abbatte' come un fulmine a ciel sereno seguito dall’annuncio della mia venuta al mondo: Danno la triste notizia della nascita di una bambina la madre, il padre, i nonni, gli zii, i cugini e parenti tutti. 

Mi hanno raccontano spesso che al momento della scelta del nome, che ovviamente non era stato minimamente pensato a causa di quella stronza maschilista di Togna, mio padre ha chiesto all’infermiera come si chiamasse e ha dato a me lo stesso nome. 

Si insomma la mia vita non e' cominciata nel migliore dei modi e il prosieguo è stato anche peggio. L’unica cosa che ha affievolito fino a far quasi scomparire la mia innata cattiveria è stato un incontro su Tinder. Se era amore non lo so, ma come canta Ligabue ci somigliava bene. 



To be continued

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venerdì 24 agosto 2018

Piccolo Spazio Publicita' ...

Stavo vedendo poco fa le statistiche del blog riguardo a voi lettori! Il numero cresce di giorno in giorno e siete sparsi davvero per il mondo. Ovviamente siete tutti italiani ed infatti in pole position ci sono gli Italiani in Italia. Poi come prevedibile un gradino sotto ci sono gli Italians nel Regno Unito. perché fino ad ora le storie sono ambientate a Londra, dove vivo. Il gradino più basso del podio e' per gli Italiani in Germania. Ma lo vedete anche voi nell'ultima riga: 16 persone che provengono da Unknown Country ... Ossia paesi sconosciuti.... 


Forse sull'isola che non c'e' si sara' sparsa la voce che qui si stava parlando di Peter Pan? 

Scherzi a parte, ma dove abitano questi 16 cristiani per non essere individuati dalla mappa di Blogspot... che insomma non e' una piattaforma nata ieri...Bho? Se ci siete illuminateci. 

Comunque sono qui per dirvi che finalmente anche per me e' arrivato il Bank Holiday,  ossia il giorno festivo che sara' Lunedi' 27... eh cari miei io a Ferragosto ero in ufficio a guardare le foto dei miei amici di facebook seduti sulla spiaggia con il trancetto di cocco in una mano e lo sprizzetto nell'altra. Ora e' arrivato il mio momento... parto anche io e spero che la sfiga si giri un secondo e faccia si che non piova sempre. Comunque resto nel regno di Nonna Lizy - la regina Elisabetta - 

La nuova storia verra' pubblicata verso fine mese e sarà' la storia di Carmen. 
E' stata lei a racontattarmi tramite facebook per raccontarmela e siamo state su skype dalle 21 fino alle 1 e mezza. E' una storia davvero insolita fatta di sfumature che prendono forma solo verso la fine. 

So che avrete sicuramente letto tutte le storie ma per chi non l'ha fatto metto tutti i link:


E l'ultima storia

Ciao Italiani .. dovunque voi siate vi ringrazio e vi auguro un buon fine settimana.


giovedì 23 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana Settima - Ultima parte

For ever Peter Pan
La storia di Fabian



Non ero mai stata così felice in vita mia. Quasi non ci credevo che avrei passato il capodanno con lui in Spagna. Si vabbe’ a casa dei suoi  dove per trombare avremmo dovuto comunque affittare una camera in un motel ma...era un passo enorme in avanti. 

Il cuore era contento ma il mio cervello, che non ha mai smesso di analizzare i fatti aveva le sue riserve e mi faceva vedere quello che davvero succedeva: ‘Bella guarda che le notifiche su Tinder ancora sono attive. Proprio come il tuo spagnolo che proprio non se lo sa tenere chiuso nei pantaloni’. 

In effetti quel rompiballe del mio cervello aveva ragione. Lui continuava con la sua vita da Peter Pan di sempre. 

Le cose anche in casa iniziavano a prendere una piega davvero brutta. Il mio appartamento di due stanze era perfetto per tre persone ma decisamente scomodo per quattro. 

Si dice che l' ospite e’ come il pesce e dopo tre giorni puzza... dopo mesi poi l’olezzo diventa insopportabile. E M. era di fatto un ospite che  gratuitamente stava usufruendo della nostra casa. 

Ora io ero innamorata di lui ma i miei coinquilini no e stavano perdendo la pazienza ad averlo sempre intorno. Un conto trovare il bagno occupato da me che ero loro amica e soprattutto pagavo l’affitto. Tutto un’altro paio di maniche era trovarlo occupato da un ospite. Per un tempo breve poi ci si passa sopra ma dopo un mese iniziano a rompersi le palle. 

E’ stato una sera dove la tensione si tagliava con il coltello che M. ha deciso che anche se per poche settimane avrebbe trovato un’altra sistemazione. E cosi’ ha fatto. 

Fortunatamente la sua casa, o meglio stanza in un appartamento condiviso, era a quindici minuti con l’auto da casa mia. 

Nonostante non abitassimo più insieme l’unica cosa che era cambiata fu  il fatto che io passavo le notti nella sua camera e non lui nella mia.  

Una sera mentre stavamo cenando lui inizia a parlarmi dei suoi progetti in Spagna e di come avrebbe ricostruito definitivamente la sua vita li’. 

Mai. E dico MAI mi ha incluso nei suoi piani. Alla fine mi ha detto: ‘Restiamo in contatto così se dopo capodanno deciderai  di passare ci vediamo’. 

Quelle parole mi hanno immobilizzato. Il respiro ha iniziato a mancarmi, la salivazione era azzerata e le gambe tremavano. 

Il cervello in quell'istante ha subito avuto un sussulto e con voce ferma e decisa mi ha intimato: ‘Basta Fabiana. Ora basta finisci qui questa storia perché e’ chiaro che lui e’ e resterà per sempre un Peter Pan. Ti sei illusa fin troppo, hai sognato ad occhi aperti ora svegliati. SVEGLIATI!’ 

Il cuore era in silenzio. Un silenzio irreale che assomigliava ad una sconfitta talmente cocente dove ogni parola e’ superflua per definire la disfatta. 

Ho annullato i biglietto per la Spagna la sera stessa. Non aveva più senso prolungare il martirio di un sogno infranto. 

Ora tu penserai finalmente l’hai mandato affanculo vero? Fabiana l’ha fatto quella sera stessa vero? 

Bisogna provarle certe emozioni forti, così forti che ti consumano l’anima e così intense che ti bruciano dentro come un enorme falò. No, io non ce l’ho fatta. Non sono stata capace di rinunciare alle sue braccia, al suo sorriso e quel suo modo intrigante di guardarmi un attimo prima che facevamo l’amore. 

Il giorno che e’ partito io ero in ufficio, che nel frattempo si era trasferito nel quartiere di Victoria, dove coincidenza c’e’ anche la mega stazione degli autobus che ti portano ovunque ... anche all’aeroporto. 

Era dalla stazione di Victoria che lui sarebbe partito per sempre da Londra e, per forza di cose dalla mia vita. 

Il  giorno della sua partenza ero in ufficio e scalpitavo. Non volevo vederlo. Io dovevo vederlo. Sono uscita dall’ufficio  alle due e mezza dicendo solo ad una mia collega che avrei dovuto assentarmi. Dopo di che ricordo solo che ho iniziato a correre verso l’ascensore, poi l’uscita e la strada verso la stazione. 

Lui era li’ con il suo zaino in spalla e si guardava intorno per cercare l’auto giusto. Appena mi ha vista mi e’ corso incontro. Ci siamo abbracciati per un attimo che mi e’ sembrato eterno. 

L’ultimo bacio prima dell’addio e’ stato come spargere sale su una ferita aperta, bruciava ma era inevitabile. 

Sono tornata in ufficio dopo tre ore con gli occhi di chi e’ stato ad un funerale. Ed infondo piangevo perché qualcosa dentro me quel giorno sono sicura che sia davvero morto. 

Quando Agosto volgerà alla fine dei suoi giorni anche io abbandonerò Londra per sempre. Tornerò a Palermo per un po’ perché ho bisogno di ‘casa’ e ad inizio autunno sarò’ pronta per iniziare una nuova avventura. Dove? A Barcellona... Lontana da lui ma nella sua stessa nazione. 

La storia con M. e’ finita perché la distanza ci ha diviso  e ci dividera' ancora.  Io non saro’ cosi’ tanto sprovveduta da farmi incantare ancora dai sentimenti per lui. Addio per sempre Peter Pan!

Morale: Quando incontri Peter Pan e non sei la sua Wendy non mandarlo sull’isola che non c’e’ ma direttamente affanculo! Risparmierai tempo e lacrime. 

Nota per Fabiana: Ciao Amica mia! Ti verro’ a trovare a Barcellona... e non e’ una promessa ma una minaccia lo sai LOL

ps: Questo vale anche per te ... amica fiorentina trasferita in Australia! 

pps. Basta con le amiche che lasciano Londra ... Mo basta eh!


The End 

mercoledì 22 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana Parte Sesta

For Ever Peter Pan
La storia di Fabian
Parte sesta

Al ritorno dalle sue vacanze avevo preso la mia decisione: avrei seguito il suo consiglio e mi sarei guardata in giro... o meglio avrei ridato vita al mio Tinder per restituire a M. lo sconforto e la delusione di trovarsi ad essere ‘uno tra i tanti’. 

Non so’ se e’ stato perche’ io ero innamorata o per una serie di coincidenze ma ogni singolo profilo non andava bene e quei pochissimi che sceglievo dopo chat lunghe come la divina commedia finivano con un nulla di fatto. 

Il fatto era che mi mancava lui e quando mi ha ricontattato con la scusa di aver lasciato alcune sue cose a casa mia io non sono stata capace di dirgli un deciso: ‘Te le spedisco’. Cosi' lui e’ tornato a casa mia e come immaginerete nel mio letto. 

Da li’ e’ ricominciato tutto, ma stavolta le carte erano ben visibili sul tavolo ed io con quel nuovo inizio accettavo anche la sua indole da Peter Pan innamorato contemporaneamente di tutto e di nulla. 

In quel periodo ho conosciuto anche tutti i suoi amici e lui i miei, inclusi i miei coinquilini che si erano abituati alle sue visite abbastanza frequenti nella nostra casa. Per un momento mi sono anche illusa che nella sua vita io stessi diventando la sua ‘sparkle’ ossia la sua scintilla. 

Ogni santo giorno c’era una battaglia tra il mio cervello ed il cuore. 

Il primo analizzava i fatti criticamente e mi diceva : ‘Fabiana dagli un calcio in culo e rimettiti sulla piazza per cercare quello che vuoi veramente. Tu meriti di più di un coglione che si rifiuta di diventare adulto. Tu hai bisogno di un uomo e lui non lo diventerà forse mai’ 

In contrasto c’era il cuore: ‘Guarda bella mia che so’ benissimo quello che senti: le farfalle nello stomaco e la voglia che hai di abbracciarlo ogni volta che lo vedi. E’ per lui che anche se e’ pieno inverno ti togli pure l’ultimo pelo del culo. E’ per lui che stai andando in palestra... e’ con lui che vuoi stare. Quindi stai con lui! Poi magari avviene un miracolo che ne sai?’

Le mie illusioni di far crescere M. si sono vanificate quando una sera dopo aver fatto l’amore lo vedo armeggiare con il suo laptop, mi avvicino e noto che stava comprando un biglietto di sola andata per tornare a casa sua, in Spagna. 

E si cari miei lui mi stava facendo ciaone. Magari me lo avrebbe detto o magari no comunque sia averlo scoperto per caso mi ha fatto gelare il sangue. 

Entro la fine dell’anno lui sarebbe partito senza più ritornare ma c’erano ancora tre mesi in cui io ero decisa a staccarmi da lui... tanto prima o poi sarebbe successo no? 

Avrebbe dovuto andare così. Cazzo! Avrei dovuto troncare subito ed invece no! Ho dato retta al quel rincoglionito del cuore. 

C’erano però dei segnali che gli stavano dando ragione: il suo contratto d’affitto scadeva a breve e lui avrebbe dovuto cercare un’altra stanza solo per pochi mesi. 

E’ molto difficile a Londra trovare contratti d’affitto per poco tempo e quindi gli ho proposto di stare da me. Quello e’ stato il periodo più bello! Di fatto convivevamo e facevamo le stesse cose che fa una coppia incluso andare al supermercato insieme a fare la spesa. 

La mia camera era un casino paragonabile ad un campo rom.. tra i suoi scatoloni e le mie scarpe facevamo lo slalom per arrivare al letto ma tutto sembrava andare nel modo che io volevo e magari avremmo trovato un modo per stare insieme. Io sarei stata disposta a seguirlo se solo avessi intravisto la possibilità del suo definitivo abbandono dell’isola che non c’e’ per poter finalmente crescere nel mondo reale. 

Tutto faceva sperare che fosse così e quando una sera dopo aver fatto l’amore lui mi dice: ‘Ti va di passare Capodanno in Spagna a casa dei miei?’ Io credevo di svenire dalla felicità. Lui mi avrebbe presentato ai suoi genitori! Questo era un passo in avanti che lo allontanava a distanza chilometrica da Peter Pan. 

Il cuore a quel punto era in gran tripudio. Applausi scoscianti, coriandoli e trombette per lui che  contro ogni aspettativa, stava avendo ragione! 

‘Lo vedi caro cervello, il mondo non gira solo con i ragionamenti logici... ci sono anche i sentimenti e a volte vincono loro!’ Tie’ mo piatela in quer posto ... peranacchione e chiusura del sipario!

In men che non si dica avevo fatto i biglietti per la Spagna. Non avrei capito praticamente quasi una cippa di quello che avrebbero detto i suoi genitori, amici e parenti perché non parlavo una parola di spagnolo ma sentivo che sarebbe stato il capodanno più bello della mia vita. 

Presentarmi ai suoi era per me come salire sul podio di una maratona lunga ed estenuante dove tutta la desolazione e la rabbia patita per mesi stava finalmente volgendo in una magnifica ricompensa. Sarebbe andata bene me lo sentivo. Me lo diceva il cuore

martedì 21 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana Quinta parte

For Ever Peter Pan
La storia di Fabiana

Sono stati i primi giorni caldi che si sono affacciati su Londra per dare l’inizio all’estate a darmi il coraggio di affrontare l’argomento Tinder con M. 

Eravamo nella mia cucina e lui aveva portato con se lo zaino da viaggio perche’ l’indomani sarebbe dovuto partire per le vacanze in Germania. Erano giorni che mi stavo rodendo il fegato a pensare quante tedesche si sarebbe scopato durante le sue numerose tappe nelle diverse città’ che voleva visitare. 

E’ stata la mia cucina la location della nostra pima discussione. Parlando delle sue vacanze io ho ho esordito dicendo: ‘Immagino che le notifiche di Tinder li’ ti intaseranno il telefono’. Lui mi ha guardato, ha sorriso e mi ha risposto semplicemente: ‘Io sono fatto così' e dopo una breve pausa ha iniziato a svelare una verita’ che e’ sempre stata davanti ai miei occhi ma era avvolta da una nebbia talmente folta che la paragonerei solo quelle delle mattine invernali in  Val Padana.

‘Io voglio trovare una donna che faccia scattare in me la ‘scintilla’ e quella donna non sei tu anche se sto benissimo con te’. Giuro, ha detto proprio queste parole. Sentendole la prima cosa che ho pensato e’ stata: ‘Dattici fuoco co la scintilla testa di cazzo!’

Io non ero la sua anima gemella, e quel pomeriggio a casa mia ho scoperto che in 40 anni di vita M ha avuto solo una relazione durata un anno... e questo succedeva a meta’ della sua vita, ossia quando era appena ventenne. Per il resto sono state tutte storielle durate al massimo due settimane. 

A sentire lui questa ragazza gli aveva spezzato il cuore e lui ricercava qualcuno che potesse sostituirla. Infondo lui era come la scarpetta di Cenerentola ... che provava tutti i piedi per ricercare quello giusto.  

Che poi nella realtà ad 'infilare', e non il piede in una scarpa sia chiaro, era lui.  A giudicare dalle foto sui profili Tinder di ragazze 'Cenerentola style' non ce ne era la minima traccia. Diciamo che sembravano tutte delle mignotelle di quart'ordine... quasi tutte inglesi ovviamente. 

La storia puzzava tanto di ‘non so scegliere perché le occasioni su Tinder sono talmente tante che cambiare e’ facile come cambiarsi un paio di mutande’. Certo di mutande pure ne avrà sfilate tante e non ha avuto neanche il pudore di mentire.  

E’ arrivato persino a dirmi: ‘ Fabiana guardati intorno anche tu. A me darebbe fastidio su tu scopassi con qualcun altro ma lo accetterei perché io faccio la stessa cosa’. 

Avrei dovuto apprezzare la sua onesta', il fatto che lui avesse detto davvero chi era senza nascondersi dietro scuse patetiche. La cruda verita' mi ha devastato. 

Ora immaginate che l’uomo che amate, di cui pero' non siete le compagne ufficiali ,vi dicesse queste identiche parole. Provate a mettervi nei miei panni... ecco dopo che vi sarà’ passata la bile scoprirete un vuoto enorme intorno e un istinto irrefrenabile di far uscire uscire l’anima dagli occhi. Le lacrime hanno iniziato a irrigarmi il viso, sembravano un fiume in piena senza il minimo accenno di una diminuzione del flusso. 

Non c’era nulla che potesse cambiare. Lui era così, ricercava la donna perfetta che sapeva infondo non avrebbe mai trovato e intanto si scopava lo scopabile su Tinder. 

Quando lui e’ partito per la Germania io me sono andata con una mia amica a Malaga... si lo so’ sono recidiva ancora la Spagna ma c’e un perche’ ho scelto ancora questo paese come meta per staccare da una città’ come Londra che nonostante sia una delle capitali europee più grandi, iniziava a starmi stretta. 

lunedì 20 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana- Quarta Parte

For Ever Peter Pan
La storia di Fabiana

Dopo aver trovato lavoro il passo successivo era cercarmi una casa. Anche in quel caso,  botta di culo tremenda: una coppia di amici siciliani era alla ricerca di un alloggio a Londra. E’ con loro che alla fine sono andata a vivere in un appartamentino ad Ealing Broadway, una zona molto carina che segna il punto più a ovest della linea rossa della Central line, la linea metro che ti porta fino al cuore di Londra e, coincidenza favorevole, a quello che era allora il mio ufficio. 

Il ‘caso’ ha voluto che la mia nuova casa fosse a due passi dalla scuola dove insegnava il mio ombre spagnolo. Ora, lo capite da voi che la location era per me ottima!

Lui praticamente faceva casa, lavoro e sesso a casa mia. Io facevo lo stesso perché indovinate un po’ il mio ufficio non era poi tanto distante da casa sua. 

Il sesso con lui era favoloso ma non c’era solo quello che mi attirava a lui. E’ stato quel contorno di attenzioni, interessi in comune, di abbracci e risate a farmi innamorare. Io oramai sapevo tutte le parolacce in spagnolo e lui sapeva bestemmiare come un pescatore di cozze di Mazara del Vallo.

Il tempo stava facendo sbocciare qualcosa che si discostava dalla ‘scopata fine a se stessa’. Stava assumendo un orizzonte diverso anche se sempre molto sfumato. Con lui sono andata in Cornovaglia e tra quei paesaggi mozzafiato e il nostro sacco a pelo diviso in due posso dirvi che e’ stata una esperienza che rimarra’ per sempre nella mia mente. 

Sempre con lui ho viaggiato alla scoperta del nord della Spagna sempre con lo zaino in spalla, le scarpe comode e tanta complicita’.

Ci siamo persi tra le stradine lungo il fiume del minuscolo paesino di Bayonne . 

Abbiamo poi visitato Biarritz dove abbiamo mangiato i prodotti locali e riso per ore guardando un vecchio ubriaco che credeva di essere Elvis e sosteneva che io ero sua moglie Priscilla... mbe’ vabbe’! 

Ci siamo poi spostati a San Sebastian dove siamo rimasti incantati per ore a guardare il tramonto sulla bellissima spiaggia di la Concha e scalato il monte Urgull per ammirare lo spettacolo che si vedeva da lassù. 

Il nostro viaggio e’ terminato a Bilbao dove in una serata romantica stavo per dirgli ‘Ti Amo’. Poi fortunatamente la seconda birra ha fatto effetto e sono dovuta andare in bagno per fare pipi’. Il Bagno comunque mi salva sempre dalle situazioni difficili!

C’e da dire pero’ che quelle cazzo di notifiche di Tinder erano una costante ed io, masochisticamente, proprio non sapevo trattenermi dal leggere i messaggi della ‘concorrenza’. 

Questa situazione mi bruciava come la sabbia di mezzogiorno nel giorno più caldo di un'estate torrida. Cosa mi tratteneva dall’affrontare di petto la situazione? La risposta e’ sempre stata “ In fondo, nonostante tutto io non sono la sua ragazza’. 

Ero ancora il suo ‘date’. Nonostante i viaggi, le nostre camminate per i parchi di Londra ed il tempo che passava inesorabilmente, sempre e comunque insieme in un periodo che ormai si stava dilatando e sconfinava dal periodo limite de ‘l’incontro conoscitivo iniziale’ ossia appunto il date. Il problema era che io ero sulla carta ancora a quel livello iniziale della relazione. 

C’e’ poi da dire che avevo il terrore di affrontare l’argomento. E se ti stai chiedendo il perché te lo dico: non volevo essere la donna di mezzo per lui. Forse non so’ inconsciamente al tempo pensavo: ‘se ne scoperà anche cento ma poi torna sempre e solo da me.’ 

Questa non era una consolazione ma il classico appiglio in mezzo al cielo. Diciamo che molto più' spartanamente  il mio pensiero al tempo era: 'O te la fai star bene così o te la pigli inderculo e rimani sola'. 

Quello che mi stava accadendo era davvero agli antipodi rispetto al mio modo di concepire una relazione. Io sono stata, sono e sarò sempre monogama. Il mio non e’ un puntiglio ma semplicemente un modo di essere. 

Questo fatto prima o poi sarebbe venuto a galla prepotentemente annullando anche le mie ansie e paure di trovarmi un futuro che non includesse lui. Sarebbe arrivato il momento. Non sapevo quando ma sarebbe arrivato e lo temevo come si teme la bilancia dopo le vacanze di Natale. 


To be continued 

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domenica 19 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana - Terza parte

For Ever Peter Pan
La storia di Fabiana

Lo spagnolo sicuramente non sapeva giocare a baseball ma vi assicuro che possedeva una mazza bella grossa e la sapeva usare anche MOLTO bene. Il ragazzo dimostrava una certa solerzia e perfezione sotto le lenzuole: stava sul pezzo assiduamente e con costanza. 

Che poi se in quel momento stesse pensando a Costanza o Marina questo non lo potevo dire con certezza. Certo era che il cellulare di M. si illuminava e vibrava in continuazione ed io che di natura mi faccio sempre i cazzi miei, anche quella volta sono rimasta coerente e non mi sono smentita così mentre lui era nella mia cucina a preparare la colazione io ho sbirciato sul suo cellulare. 

Ok vi dico la verità ho letto i messaggi su Tinder ed erano tutti recentissimi.
L’hijo de puta - figlio di puttana in spagnolo -  si dimostrava un Tindarolo attivo e pimpante. La prima volta che l’ho scoperto non ho avuto neanche il coraggio di chiedere, magari mistificando la mia rabbia con quell’ironia tipica inglese mischiata magari ad finta curiosità . 

Ho semplicemente fatto finta che quei messaggi letti, dai toni inequivocabilmente porcarecci, che lui scambiava con le altre, non esistessero o meglio si andassero a nascondere in un angolo remoto e buoi della mia mente insieme alle tabelline, la prima declinazione del verbo essere in latino e le scarpe ortopediche che indossavo da bambina. 

Le notifiche sono sempre state una costante nel nostro rapporto. Io lui e Tinder. Un triangolo perverso da cui io mi rifiutavo di uscire. 

A dire la sincera verità avevo una paura fottuta di poterlo perdere e per molto, anzi troppo tempo, mi sono morsa la lingua per non chiarire questa situazione. Infondo noi non eravamo una coppia, facevamo solo dates, ossia incontri.

A quegli incontri io non rinunciavo mai. Anche quando in aeroporto facevo quello che avevo nominato 'il turno del fornaio': sveglia alle tre del mattino per iniziare alle quattro e finire poi verso le due del pomeriggio. Tornavo a casa invece di buttarmi sul letto e sprofondare in un sano sonno comatoso, mi toglievo la divisa infilavo i miei jeans e una maglietta attillata e  correvo verso il treno pronta per attraversare la città solo magari per vederlo un ora. 

Lui era la mia droga ma i viaggi per andare a vederlo erano davvero snervanti, per non parlare poi del biglietto del treno che stava dissanguando i miei già miseri risparmi. 

Amavo il mio lavoro all’aeroporto ma i turni notturni combinati con quelli diurni mi stavano uccidendo. In secondo luogo abitare in culonia rispetto a tutto quello che ti può offrire Londra era davvero scocciante. E si ok lo ammetto, anche il fatto di essere così lontana da lui iniziava a darmi un po’ fastidio. 

Per questi motivi ho iniziato a cercare un’altro lavoro. Tra le varie opzioni lavorative sui vari siti ne ho selezionata solo una ed ho spedito il Curriculum Vitae solo a questa compagnia che aveva sede a St Paul, proprio di fronte alla famosa cattedrale. Due ore dopo aver sostenuto il colloquio ho ricevuto dalla manager il messaggio che ero stata assunta. 

Dire addio ai miei colleghi non e’ stato facile. Quando si e’ soli in una citta’ come Londra si tende a legare molto di più con gli altri e si costruiscono rapporti che poi, al di là delle strade che inevitabilmente si dividono, si tramutano in amicizie vere fatte di tanti ricordi che ricostruiscono un tratto di vita dove davvero si cammina fianco a fianco. 

Soprattutto stavo lasciando il mio amato aeroporto e la cosa non e’ stata semplice, ma la vita li’ aveva dei ritmi sregolati ed io in quel momento della mia vita avevo bisogno di regolarita’ e routine. 

Soprattutto, diciamocelo ora senza prenderci per il culo volevo che lui diventasse la mia routine! 

To be continued 

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sabato 18 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana - Seconda Parte

For Ever Peter Pan
La storia di Fabiana
Seconda Parte

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Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
http://marilenaonorato.com/ 



Tutto e’ iniziato perché con la vita stressante all’aeroporto non si trovava il tempo di rimorchiare. Quale migliore scelta se non Tinder per scegliersi magari lo scopamico? 

Infondo era come fare shopping ma era  gratuito. Certo qualche fregatura la prendi ma questo succede sempre anche quando compri nei negozi. Con Tinder non c’e neanche lo scomodo di ritornare la merce, basta un messaggio e ti sei tolta la rottura di coglioni di turno. 

Su Tinder si vedono questi tizi che in foto sembravano Raul Bova e poi invece dal vivo sono la copia sputata di Alvaro Vitali. 

Mi e’ capitato qualche volta di fare ‘la volata’ ossia con la solita scusa di andare in  bagno uscivo dalla porta di servizio del pub e ciaone. Quei poveracci li ho lasciati li’ come gli allocchi ad aspettare che uscissi. 

C’e’ un pub vicino Tottenham Court Road che e’ lungo come la Milano Reggio Calabria e ha varie uscite ‘appizzate’ in vari punti. Quel pub lo conosco come le mie tasche e quando la foto del tizio mi insospettiva andavo sempre lì. Alla vista del cozzaro photoshoppato avevo tante di quelle opzioni per fare ’la volata’ che non avevo che da scegliere da dove evaporare 

Ricordo che una volta, quando ero già sul bus di ritorno a casa uno dei tizi bidonati mi ha anche scritto: ‘Va tutto bene in bagno?’ ...Se ciaoooo! Addio carooooo!!! 

Si lo so’ potete dirmi che sono una codarda anche un po’ stronza ma infondo lui aveva ingannato me ed io lo ripagavo con la stessa moneta. Ricordatevi che io al tempo abitavo in zona sei e per arrivare al centro ci mettevo una vita. Quando il viaggio non valeva lo sforzo usciva la carogna che c’era in me. 

Penserete voi: avresti potuto prendere il drink ed inventare la solita scusa: ‘Scusami e’ tardi domani devo lavorare’, o la classica intramontabile: ‘E’ stata una giornata pesante ho mal di testa vorrei tornare a casa’. E invece no! Mi divertivo a fare la magia del Mago Oronzo: scomparire e fare la pernacchia allo stronzo. PRRRRRRR.....

Poi una sera gironzolando su Tinder ho notato M. che ha subito catturato la mia attenzione. Viveva ad est di Londra ed io avevo casa praticamente agli antipodi.  Per farvi capire ci divideva la stessa distanza che c’è tra Roma e Firenze, ma vabbè io per vedere se lui fosse stato davvero il figaccione made in Spagna ritratto nelle foto ero disposta a farmi la traversata. 

Dopo pochi messaggi su Tinder stavamo già organizzando il nostro primo incontro. Il locale però lo ha scelto lui. Ci saremo visti in un piccolo locale di Shoreditch nel cuore pulsante della Londra Hippie e Nerd. 

Di questo primo ‘date’ posso confermare che M. era anche piu’ bello di come si vedeva in foto ma la prima sera abbiamo solo parlato del più e del meno e manco una limonata c’è uscita. 

Dopo solo una settimana di chat su Tinder e’ arrivato il secondo appuntamento. E’ stato lì che le danze si sono aperte ... e che danze cari miei. Che danze!

Nonostante lui avesse 40 anni e facesse l’insegnante di spagnolo in una scuola inglese viveva con altre 6 persone, mentre io al tempo condivido il mio appartamento con una collega. 

Un giovedì mattina chattando con lui ho rivelato che la mia coinquilina quel sabato aveva il turno di sera all’aeroporto e quindi avevo praticamente casa tutta per me. Lui mi ha risposto dopo un secondo : ‘Allora vengo io ad Heathrow. Certo poi non ci saranno i treni per tornare a casa quindi dormo da te vero?’ 

Questa sua proposta mi ha un spiazzato non poco all’inizio. Il sesso per me e’ sempre stato lo slancio del momento e mai una cosa pianificata come si leggeva, neanche troppo tra le righe, da quello che scriveva lui.  

Lui comunque quel sabato e’ arrivato a casa mia ed io ho dovuto superare l’impasse con diversi bicchieri di vino. Grazie all’alcol avevo abbandonato i freni inibitori e quella sera ho compreso a pieno e senza ombra di dubbio il significato del sesso multiorgasmico. 

Ogni donna dovrebbe provarlo almeno una volta nella vita. Altro che vitamine e creme alla bava di lumaca! Il sesso fatto bene ti dona una pelle che Biancaneve te spiccia casa. Ma soprattutto ti da una energia pari a 10 uova sbattute e un sorriso che e’ uguale a chi ha vinto alla lotteria. 

E quello era solo l’inizio. Il ragazzo non ha mai deluso sul quel punto di vista era su un’altro aspetto che la carenza assomigliava sempre di più alla totale mancanza. 

To be continued 


giovedì 16 agosto 2018

For Ever Peter Pan - La storia di Fabiana- Prima Parte

For Ever Peter Pan
La storia di Fabiana
Prima parte 

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart



Avete presente quando siete al supermercato e vi trovate la seguente scena: il bambino caccoloso che piange perché vuole non solo la lecca lecca alla fragola, ma anche quella alla coca cola e alla ciliegia... il ragazzino viziato le vuole tutte! E poi c’è la mamma che cerca di calmarlo nel seguente modo: ‘Ma bello de mamma te ne compro solo una ma sara’ speciale... ecco questa prendiamo questa e basta dai!’. 

Ma pensate che il ragazzino piagnucoloso abbia almeno una battuta d’arresto nella sua lagna? Manco per il cazzo. Continua a volerle tutte! 

E’ in quel preciso momento che, ammettiamolo candidamente, ognuno di noi pensa la seguente frase: ‘Signora bella ma due sonori sganassoni proprio non glieli sai dare a tuo figlio?’. E invece la signora si ostina ad accarezzare il bambino senza imporsi con un chiaro no.... perché come sosteneva la Montessori non bisogna traumatizzarli i bambini ma spiegargli le ragioni del rifiuto.

La mamma del supermercato non ha tempo e non si mette a fare il discorsetto al figlio mentre e’ in fila e va a finire che gliele compra tutte. Quando poi apre la porta di casa e il suo pargoletto stronzetto la abbraccia, lei si dimentica di cosa andava detto.

Lui capirà, sarà la vita ad insegnargli che avere tutto non e’ possibile e che ad un certo punto bisogna rinunciare per scegliere quello che ci rende felici anche se la scelta ricade su qualcosa che si discosta da quello che avevamo in mente. Questa e’ la speranza che nutre la mamma. 

La stessa che avevo io quando mi sono innamorata di un eterno Peter Pan. Si vabbe’ non si chiamava Peter ma era comunque bono come er pane. 

Ebbene si, sono stata con uno che a 40 anni puntava il dito sempre su un’altra lecca lecca perché quella che aveva in mano gli piaceva ma il gusto di quella esposta era sempre  più invitante. 

Io, come la madre del supermercato, non sono stata capace di dire subito un chiaro e deciso no accompagnato da un sacrosanto Vaffanculo. Al contrario mi sono ingoiata il mio orgoglio più di una volta per paura di perderlo e ho passato con lui un anno e mezzo della mia vita. 

La mia vita e’ iniziata in Sicilia, precisamente a Palermo, dove sono nata e cresciuta. Ho sempre lavorato e quando ho deciso di emigrare a Londra, l’ho fatto perche' avevo trovato il lavoro che avevo sempre sognato: lavorare come hostess di terra per un aeroporto internazionale. E non parlo di un aeroporto qualunque ma di Heathrow. Il re degli aeroporti nel Regno Unito. 

Heathrow e' paragonabile ad un tipico paesotto dove l’aeroporto occupa la maggior parte della superficie. Tecnicamente e’ ancora Londra ma si trova in zona sei e dista dal centro più di un ora di viaggio con il treno. Io abituata a vivere in città non mi ritrovavo proprio in quella realtà così piccola. 

La mia vita scorreva veloce ed il lavoro assorbiva la maggior parte del mio tempo. Il rumore costante degli aeroplani sopra la mia testa erano diventati ormai la mia ninna nanna. 

La mia vita sentimentale era un po’ più complessa. Dopo aver terminato una storia di sei anni, appena tornata single, mi sono buttata in nuove storie finite tutte nello stesso modo: dopo di me gli uomini trovavano l’anima gemella ... e se la sposavano pure. 

Il destino di merda mi aveva sempre posizionato nel mezzo. Io ero la ‘donna di mezzo’, quella che precede la donna giusta per intenderci. 

Nonostante questo karma di merda che mi inseguiva da tempo non ho mai rinunciato alla ricerca di qualcuno di speciale che potesse completarmi e quando ho scoperto Tinder ho pensato che considerato gli orari di merda che faccio al lavoro e che sono in un posto lontano dalle zone fighe di Londra, perché non provare con questa app?. 

E’ iniziato tutto cosi’, per curiosita’ e per trovare una buona motivazione per evadere da Heathrow ed esplorare ciò che Londra poteva offrirmi. L’ho scoperto più tardi cosa la capitale inglese aveva in serbo per me. Ma e’ stato troppo tardi poiché io non sapevo tagliare il cordone ombelicale di una relazione in cui solo io ero infognata fino al collo. 

To be continued