lunedì 30 luglio 2018

Dominatrix - La storia di Jenny Prima Parte

Dominatrix
La storia di Jenny
Prima parte

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart


Mettiamola pure così: si vuole sempre quello che non si e’ mai avuto e si crede irraggiungibile. Il desiderio di vedere tutti i  sogni diventare realtà e’ lo scopo per cui continuiamo a sognare. Ci si incaponisce talmente tanto che si finisce per perdere di vista cosa potrebbe succedere se davvero si avverassero. 

Come quando vedi la nutella sull’ultimo scaffale del mobile, ma siccome sei alta 1 metro e 50 fottutissimi centimetri non ci arrivi. Pensi e ripensi al gusto della nutella sul pane che sta proprio lì sul tavolo già tagliato. Sali sul mobile, ti arrampichi che al confronto Spiderman sembra tuo nonno. Ma nulla da fare! La nutella sta troppo in alto e tu non ci arrivi. 

Bestemmi forte anche in aramaico, te la prendi con chi l’ha messa così in alto e ti disperi perché pensi: ‘Ma porca zozza volevo solo un cucchiaio di nutella... manco quello mi merito? E’ una vita de merda!’. 

Poi, all’improvviso, come per magia arriva qualcuno che con agilità prende il barattolo, te lo apre e ti fa una proposta: ‘Ti do il barattolo solo se tu farai due salti in avanti e due indietro’. Tu salti in avanti, salti indietro e quello che sembra il tuo eroe ti porge la nutella. 

A quel punto pensi: ‘Ma quanto e’ stato facile! Qualcuno lassù mi ama...sarà stato il mio angelo custode, che impietosito dalla mia vita miserrima ha deciso di darmi finalmente una gioia.’

Io però all’angioletto custode non ci ho mai creduto veramente... il mio poi, se mai esistesse, e’ sicuramente strabico e al momento del bisogno lui, combinazione, e’ sempre clamorosamente assente. Svanisce come una scorreggia in un campo sterminato di grano. Senza la poesia dell’amore profano però!

Quando hai il barattolo in mano ti ripeti: ‘Solo un cucchiaio, magari bello pieno’. E lo sai anche tu che non e’ cosi’! Che ti prendi per il culo da sola. 

La realtà e’ che un cucchiaio dopo l’altro finisci per raschiare il fondo. A me e’ successa praticamente la stessa cosa, credevo che con il minimo sforzo si potesse ottenere il massimo... anzi il sognato! C’è sempre l’altro lato della medaglia. Non si vede ma c’è! 

Se ti va bene la nutella ti fa uscire un brufolo. Se non sai trattenerti e mangi davvero tutto il barattolo la cellulite ‘te se attacca come una cozza sullo scoglio’. Se poi non sei abituata alla nutella, perché hai sempre mangiato pane e olio per merenda, allora il cagotto ti aspetta a braccia aperte ed il cesso diventa il posto che non puoi lasciare anche se la puzza ti rivolta lo stomaco più della merda in cui sei finita. 

I soldi facili non esistono. Questo e’ stato il mantra che quasi quotidianamente mi ripetevano i miei genitori. ‘Il pane va sudato. Il lavoro ha sette scorze - strati - la più dura e’ la mollica’. ‘Nessuno ti regala niente per niente’. Si insomma il senso era chiaro: ‘Sei nata povera bella mia e ti devi fare il culo, non dico per vivere, ma per sopravvivere’. 

A me da bambina e’ mancato tutto. I vestiti erano quelli logori e sbiaditi concessi dalla vicina di casa che aveva sei figli. Io praticamente ero la settima ad indossarli. Mai una gita  e mai una vacanza. 

Il gelato era un lusso che mi concedevano il giorno del mio compleanno e del mio onomastico... in realtà indovinate come mi chiamo all’anagrafe? Gennara! Sono Gennara. Si esatto in onore al santo protettore. Nonostante il nome scelto in suo onore a me il santo non ha fatto grazie ne sconti nella vita. 

Il ‘sogno Americano’ traviato del self-made man-woman a Scampia, dove sono nata e cresciuta, esisteva e lo si poteva vedere concretamente. Tra quei palazzoni ingrigiti, la rabbia della gente che non riesce a sopravvivere e la malavita ho consumato la mia infanzia e adolescenza. 

Ho visto troppe volte i miei compagni di scuola e di gioco trasformarsi in piccoli delinquenti o peggio iniziare a far parte delle paranze, le squadre di ragazzini giovanissimi assoldati  dai clan camorristi della zona. 

Quanta violenza. Quanto squallore in quelle vite gettate in pasto agli avvoltoi. Ricordo che in quegli anni vedendoli indossare vestiti e accessori griffatissimi pensavo:‘Beati loro!’. 

Avevano tutto quello che io sognavo. Il prezzo però da pagare per loro e’ stato davvero salato. Le loro vite si stavano consumando come una candela al vento. Quel vento ha infestato, e ancora infesta, con un’aria putrida la mia terra. E’ per questo che a venticinque anni ho deciso di andarmene di lì. 

Volevo trovare l’Eldorado a Londra. Sarebbe stato in quella città’ multietnica e piena di opportunità che avrei ricominciato non più a sopravvivere ma vivere. 

Non potevo permettermi un corso di inglese e così facevo corsi online gratuiti sul web. Avevo scaricato  anche  Dualingo, una app gratuita che ti insegna la grammatica e la pronuncia delle lingue straniere, tra  cui l’inglese. 

Una volta messo piede a Londra avrei imparato. Insomma ero riuscita a sopravvivere a Scampia per tanto tempo senza mettere mai piede in galera me la sarei cavata anche a Londra. 

Anzi, ero convinta che lì avrei fatto ‘il botto’. E infatti il botto l’ho sentito! Mi ha frantumato non solo i timpani ma anche i sogni. 


To be continued


Nessun commento:

Posta un commento