martedì 12 maggio 2020

Nel Bene e nel Male - Parte Undicesima - La storia di Veronica

Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta
Parte Settima
Parte Ottava
Parte Nona

Parte Undicesima 

Di solito quando si affronta una operazione, anche per la rimozione delle tonsille, è routine far stare il malato almeno una notte in ospedale. Così funziona in Italia ma NON in Inghilterra!

Jack si operò nel tardo pomeriggio, per l'asportazione del tumore al testicolo, e fu dimesso dall'ospedale la sera stessa! Con il trauma fisico dell'operazione e lo stress psicologico che aveva comportato si rialzò da quel lettuccio di ospedale con una fatica immensa che mi commosse.

Dopo averlo aiutato a rivestirsi, con l'aiuto di un infermiere lo abbiamo adagiato su una sedia a rotelle.

Eravamo entrati in ospedale la mattina presto e uscivamo in tarda serata. Era stata una delle giornate più pesanti della mia vita, ma tutto quello che volevo era stare vicino a Jack!

Chiamammo un taxi che ci riportò a casa in venti minuti.

Ricordo come se fosse oggi quando misi il suo braccio intorno al mio collo e sollevandolo riuscii da sola ad arrivare a fare la rampa di scale trascinando anche lui  per arrivare al suo appartamento.

'Non credevo che la mia ragazza fosse così forzuta' mi disse quando con fatica cercai di aprire la porta con lui ancora a penzoloni sulle mie spalle


Sono sempre stata una ragazza con una forte personalità, ma essendo sempre stata magretta, la forza fisica non era certo il mio forte. 

Quella sera gelida e piovosa mi sono caricata Jack sulle spalle, non sentivo il suo peso ma c'era in me una rabbia per il fatto che fosse stato di fatto abbandonato dalla sua famiglia in un momento così difficile. Avevo la ferrea volontà di non fargli mancare nulla e soprattutto dare il doppio del mio il mio affetto. 

Avrei dovuto dormire sul suo divano poichè Jack aveva bisogno di spazio nel letto.  Immaginate voi come ho passato quella notte. 

Appena varcata la porta di casa trovammo Hellen, la sua coinquilina, una ragazzotta inglese che personalmente mi stava simpatica come un dito in culo. Guardò Jack e gli disse queste parole: 'Spero sia andato tutto bene, ora riposati'. 

Sorrissetto di commiserazione, che avrebbe meritato due calci in culo, seguito da una pacca lieve sulla spalla del mio ragazzo e anche Hellen girò il culo e andò in camera sua. 

Nelle settimane successive chiesi alla  mia manager di poter lavorare da casa. 

In un tempo in cui lo smart working di gran voga di questi tempi da corona virus non era una cosa così scontata, la mia manager, che sapeva della situazione di Jack,  non esitò un secondo a fare una eccezione per me. 

Ogni giorno sono stata accanto a lui! Ho pulito casa sua, fatto spesa, cucinato e mi sono presa cura di lui. 

Ero io a supportarlo psicologicamente, a farlo ridere e a dargli quelle carezze materne che tanto cercavano i suoi occhioni marroni. 

La mamma e la sorella latitavano vergognosamente. E ricordo che la cara Jane, che, ve lo ricordo ,abitava a soli venti minuti a piedi da casa del fratello, non aveva scuse. 

Certo era che sia Jane che Sue scrivevano tutti giorni a Jack. 

Messaggi di circostanza tipo: 'Stai bene?' 'Cerca di non sforzarti' 'Ti voglio bene'. E alla fine entrambe menzionavano sempre me nei loro messaggi: 'Dai un abbraccio forte a Veronica' 'Veronica è fantastica'....

Anche tutti i suoi cari amici, si sperticavano in messaggi carini MA  la realtà era che nessuno si è mai visto nè per fargli una visita nè tantomeno per dare una mano a me.  

Quando leggevo quei messaggi farseschi, mi veniva da dare di stomaco!

Nonostante quel mese sia stato difficile passò, e arrivò il momento di affrontare un'altro evento drammatico: scoprire con dei test se il tuomore estratto dal testicolo sinistro di Jack aveva creato metastasi nel suo corpo. 

Si insomma se c'era ancora pericolo! 

Quel giorno ad accompagnarlo alla visita per sapere se il tumore si fosse espanso indovinate chi c'era? 

Esatto! 

Abbiamo trattenuto entrambi il respiro quando il dottore stava per darci il repsonso, che ,fortunatamente, è stata una bellissima sorpresa: Il tumore era stato estratto in uno stato iniziale e non si evidenziavano metastasi, anche se, il dottore consigliava almeno tre sedute di chemioterapia a scopo preventivo. 

Alla parola chemioterapia, sono dovuta uscire dalla stanza con la scusa di andare in bagno perchè stavo svenendo! 

Mi sono appoggiata a quel muro bianco e dandomi due schiaffi da sola mi sono ripresa. Non potevo permettere che Jack si preoccupasse di me in quel momento. 

Comunque sia quel giorno abbiamo festeggiato, io con un bicchiere di vino e lui con un succo di frutta. 

Anche il nostro viaggio a New York fu, alla fine, confermato poichè il medico non lo sconsigliò. 

Partimmo e fummo felici di iniziare la nostra prima vacanza insieme. 



Prendemmo un B&B a Brooklyn e da lì eplorammo la city! Ricordo le risate e le lunghissime camminate per la città!

Il sesso comunque era stato stoppato dalla notizia del tumore. Da lì in poi nulla più che bacetti fugaci e carezze! Ma di trombare manco l'ombra!

Tornati a casa di giovedì io avrei avuto il venerdì di ferie e poi il lunedì successivo sarei tornata alla mia vita di sempre. Il destino decise diversamente.

Appena rientrai nel mio appartamento ricevetti una chiamata da mio fratello che mi disse: 'Veronica ti devo dire una cosa... Veronica ascolta..' E dopo queste parole un pianto così forte che mi fece rabbrividire. A quel punto fu mia madre a prendere la cornetta e a darmi la più crudele delle notizie. 

'Nonna Lilly è stata ricoverata per dei controlli e questa sera ... questa sera se n'è andata!' 

Il cuore mi si fermò, la disperazione si impossessò di me... Mia nonna era la donna che mi aveva cresciuta e amato quanto mia madre. E' stata e sarà sempre tutto per me.

Prenotai quella sera stessa il primo biglietto direzione Roma. . 
Dovevo rivedere la mia nonnina e salutarla fisicamente per l'ultima volta. 

Chiamai Jack e lui si limitò a farmi le condoglianze. Non ricevetti da lui una parola buona, un sostegno ma solo ... frasi di circostanza: 'Mi dispiace' 'Cerca di farti forza'... 

Ritornai da Roma con una tristezza che mi devastava l'anima! Ma nonostante ciò dovevo stare vicino a Jack che avrebbe iniziato le chemioterapia tra poche settimane. 

Le sedute di chemio lasciavano Jack in uno stato fisico precario. 

E a tenere la testa mentre lui si vomitava l'anima indovinate chi c'era? 

Risposta ESATTA!

Dopo tanto male, tutto sembrava tornare lentamente al 'bene'.

Certo era un mese che di trombare non si parlava nemmeno, ma le cirocstanze non incoraggiavano molto. 

I bacetti erano quasi a stampo con un livello di passione pari a quelli che si ha quando si accarezza il cane del vicino. 

Prima, durante e dopo l'operazione,  prima durante e dopo le chemio c'ero sempre stata SOLO io vicino a lui! Sarebbe passato anche questa tempesta ed ero convinta che anche il sesso sarebbe ritornato a fiorire come i fiori a primavera! 

La primavera arrivò ma quell'anno non vidi tanti fiori fiorire! Quello che notai fu una miriade di piccioni che volavano basso e scagazzavano in ogni dove!

Era forse un presaggio? Si lo era!

Un giorno la mia amica Claudia, a cui avevo raccontato la mia storia, mi mandò un messaggio in cui mi invitava con una certa urgenza a vederci, magari un drink dopo aver finito di lavorare.

Francamente non capii l'urgenza ma accettai. 

La vidi tra il gregge inferocito che esce dalla metro all'orario di punta e dopo esserci salutate andammo in un bar vicino la stazione. 

E' stato lì che è venuto a galla il mio Dating Bad. 

Claudia mi mostrò le conversazioni su Tinder tra lei e Jack. Si avete capito bene... il mio Jack. messaggi di prima che si partisse per New York . 

Utilizzava gli stessi messaggi che aveva mandato a me... e anche il metodo di approccio era esattamente lo stesso! 

Claudia aveva scoperto che si trattava del mio ragazzo vedendo le foto di me e di Jack a New York sul mio profilo facebook. 

Non potevo credere a quello che di fatto mi si presentava come una verità inconfutabile davanti ai miei occhi!


Ora vi è chiaro?  Io ero con lui a fargli da infermiera, da madre e da amica aspettando pazientemente di diventare nuovamente anche una specie di amante e questo lurido, porco, schifoso, merdoso chattava ancora su Tinder!

Il destino lo aveva salavato ma il SANTISSIMO Karma aveva fatto si che tra tra le migliaia di ragazze su Tinder lui tirasse l'esca proprio ad una mia amica!!!! 

Dopo essermi fatta spedire le conversazioni su Tinder tra lui e Claudia mi sono diretta a casa del mio futuro ex.

Era un venerdì sera e piombandogli a casa gli mostrai subito i messaggi. Lui sbiancò e tentò di sbiascicare frasi senza senso. 

Io lo guardai fisso negli occhi e gli dissi: 'Ti devi solo che vergognare! Sei un bugiardo codardo e non meriti neanche un secondo di più della mia vita!'

Stavolta ho girato il culo io lasciandolo da solo! 

Ha cercato di inseguirmi per strada, voleva rimanere mio amico! Certo voleva ancora qualcuno su cui contare ... nel bene e nel male. 

Io ho ascoltato pazientemente la sua richiesta, e ho risposto: ' No Thanks' - No Grazie - alzato il medio  e sono scomparsa dalla sua vita. 

Morale della storia: Sono tutti bravi a star bene nel Bene. E' nel Male che anche un culetto arrossato diventa una piaga da decupito!

The End

Se volete seguitemi su facebook  così saprete quando pubblicherò la prossima storia!

lunedì 11 maggio 2020

Nel bene e nel Male - Parte decima - La storia di Veronica

Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta
Parte Settima
Parte Ottava
Parte Nona

Parte Decima

Se qualcuno di voi insinuasse il dubbio che il caro Jack avesse inventato il tumore come scusa per lasciarmi, vi posso garantire che NO è stato tutto drammaticamente VERO.

Da parte di noi imigrati  c'è sempre stata una forte rimostranza ad affidarsi all'NHS, perchè la gran parte delle nostre esperienze con la sanità inglese si sono quasi sempre risolte con una pacca sulle spalle da parte del dottore che, senza manco approfondire o farti una semplice vista, ti dice: 'Non è nulla vai a casa riposati, prendi il paracetamolo e torna tra 15 giorni'.

Paracetamolo sempre, come fosse acqua santa che cura la qualsiasi.

Ed i pazienti non inglesi indovinate che fanno:


Capito si? 


Usciamo tutti con la coda tra le gambe bestemmiando nella nostra lingua madre e appena tornati a casa prenotiamo il primo volo verso il nostro paese d'origine.

La salute First!

Anche io come la maggior parte degli stranieri cercavo di tornare a casa per le questioni di salute, ma la storia di Jack, e l'impegno che nell'anno disgraziato del Corona Virus hanno dimostrato medici ed infermieri,  mi ha fatto cambiare idea riguardo l'adeguatezza del sistema sanitario nazionale inglese.

C'è da ammetterlo, con lui L'NHS, fu perfetta!

Il dottore che lo visitò non perse tempo e lo inirizzò subito ad una visita specialistica in un ospedale anche prestigioso.

Forse il dottore non era inglese? Me lo sto chiedendo ora che vi sto raccontando la mia storia.

L'appuntamento per la visita oncologica avvenne a tempo di record.

Il risultato delle analisi avvenne dopo meno di una settimana e cosa ancora più sorprendente Jack  l'operazione chirurgica per asportare il tumore, che era davvero ad uno stato iniziale, fu prenotata dopo meno di una settima. 

La catastrofica notizia del suo cancro fu anche annunciata a mia madre, che sentivo e sento tutt'oggi tutti i santi giorni, a cui certo non potevo nascondere il mio stato anche perchè sono sicura che l'avrebbe capito.

Fu mia madre a consigliarmi di chiamare zio Pino, dottore dermatologo, ma pur sempre laureato in Italia, dove la laurea te la fanno sudare per anni e anni fornendo anche una ricca e generosa infarinata di tutte le specializzazioni mediche.

Zio Pino, rispose subito alla mia chiamata, e cercò di rassicurarmi, ma in modo del tutto professionale mi disse che solo dopo l'asportazione del tumore si sarebbe potuto prevedere qualcosa di più attendibile.

Ricordo poi, che sia mamma che nonnina Lilli, cercavano di aiutare a modo loro dedicando rosari e preghiere al caro Jack.

Arrivò anche il giorno dell'operazione, che sarebbe dovuta avvenire verso il primo pomeriggio di un lunedi' di pioggia battente. Quel giorno sembrava come se il diluvio universale dovesse fare il bis.



Al suo fianco nel viaggio da casa sua verso l'ospedale c'ero sempre io.

Dopo una notte insonne prenottammo un taxi la mattina verso le 8:30. Verso le 10 Jack aveva già completato tutte le scartoffie burocratiche per l'operazione.

Sempre e solo io al suo fianco, in quei momenti che a ripensarci ora sembrano surreali.

A mezzogiorno si presentò sua madre rilassata come un gatto al sole con un passo leggiadro ed  in mano una scatola di cioccolatini alla menta, i preferiti di Jack. 

Appena ci ha visti ha dato un timido abbraccio a suo figlio, ha salutato me e ha iniziato a parlare del brutto tempo, della vita rilassante nel suo villaggetto, del corso di Yoga per anziani che aveva iniziato una settimana fa. Si insomma tutto tranne che chiedere a suo figlio come stava!  

Ora posto che ogniuno affronta i traumi in modo diverso....

.....Santo Iddio...fosse successo a me, mia madre sarebbe arrivata anche a nuoto a casa mia,  sarebbe stata lei ad accompagnarmi all'ospedale, a tenermi la mano, ad ascoltare le mie paure prima di un intervento che non era proprio come l'asportazione delle tonsille.

Fui io a fare 'da madre' a Jack e Sue si comportava come una che stava andando a trovare un conoscente all'ospedale. 

Venne anche il momento di preparare Jack per la sala operatoria e fui io l'ultima persona che vide prima di esser posto su quel gelido lettino di ferro. 

Lo guardai allornatarsi e provai una stretta al cuore. Le lacrime cominciarono a scorrere sul mio viso.

Sue invece restava calma e controllata e quando la barella di Jack scomparve dall'orizzonte mi guardò e mi disse queste testuali parole: 'E' ora di pranzo, sono affamata, ti va di andarci a mangiare una pizza, qui dietro c'è una pizzeria italiana chesono sicura ti piacerà'

Non credevo alle mie orecchie.... suo figlio, SUO FIGLIO, era in sala operatoria e lei aveva voglia di mangiare! E pensare che fu lei a perdere il suo adorato John, padre di Jack, proprio per un tumore!

Io non toccavo cibo da 24 ore ma il mio stomaco era chiuso. Con stupore per la domanda e per non mostrarmi maleducata feci cenno di asssenso e la seguii verso il ristorante. 

Durante il pranzo, Sue parlò della sua vita e di come era felice con i suoi amici vecchietti a Bognor Regis.  Forse non voleva agitarmi e cercava di distrarmi. Forse quello era il suo modo di reagire a questa tragedia. 

Forse.

Non dissi nulla ovviamente ma di fatto che quell'atteggiamento mi diede sui nervi! 

Alle 3:30  di pomeriggio Jack era ancora sotto i ferri e ad un certo punto nella sala d'aspetto, in cui io e Sue stavamo aspettando la fine dell'operazione, si presentò, alla buon ora, anche, Jane che con una voce da oca giuliva ci salutò come se fosse capodanno. 

'Ciao ... scusate il ritardo avevo un appuntamento dall'estetista per un massaggio agli olii essenziali che prenotai mesi fa. La pagai 100 pounds, se non fossi andata avrei perso i soldi'....

Capito si? Jane, aveva preferito andare a fare il massaggio e NON stare vicino a suo fratello Jack!

Mi ricordo che una domanda mi scoppiò in testa prepotente come l'esplosione di un fuoco di artificio: 

'Ma che cazzo de famiglia di merda c'ha sto poraccio!'

Venne poi il momento che stavamo aspettando, ossia l'annuncio del dottore che ci disse che Jack era appena uscito dalla sala operatoria.

Tutto teoricamente era andato bene, e tra una oretta o due, quando si fosse svegliato, avremmo potuto andarlo a trovare nel suo letto. 

Il momento di rivere il mio Jack era arrivato e io e Sue entrammo nella camerata  dove si trovava,. Era adagiato su una brandina con un separè che lo divideva dal letto accanto. 

Jane si affacciò un secondo, mandò un bacio volante al fratello e gli disse di non mollare... poi vabbè lei doveva tornare a casa e dare da mangiare ai gatti. Ai GATTI capito?

Sue attese che suo figlio riprendesse pienamente conoscienza, gli fece una carezza sulle guance e gli disse: 'Tesoro cerca di stare bene. Io ho il treno tra un ora per tornare a casa. C'è Valeria con te non ti preoccupare' 

E pure lei ha girato il culo e ... Bello CIAO, Bella Ciao, Bello CIAO CIAO....

L'avete letta cantando vero? 

In quel preciso istante la domanda iniziale si tramutò in affermazione.

Che famiglia di merda che aveva!

C'ero rimasta io. Solo io nel Male! 

To be continued

domenica 10 maggio 2020

Nel Bene e nel male - Parte Nona - La storia di Veronica

Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta
Parte Settima
Parte Ottava

Parte Nona

Quando abbiamo comprato i biglietti per New York mi sono sentita felice come non mai!

Visitare New York era sempre stato il mio sogno ed ora si stava avverando!

Certo sarebbe stato meglio se fossi andata con l'uomo che aveva rapito il mio cuore e che infuocava le mie notti, ma l'epoca del principe azzurro che cammina al mio fianco con gli attributi e le abilità specifiche di Rocco Siffredi era terminata con l'età matura.



Jack era l'uomo dell'età della ragione. Un ragazzo buono, che sapeva capirmi, che sapeva coccolarmi e che due bottarelle svelte me le sapeva pure dare!

Ma ecco che la teorie della negatività inversa sarebbe tornata prepotentemente ad affacciarsi nella mia vita.

Come vi dicevo, stava andando tutto troppo bene, o almeno così mi raccontavo. Questo fatto paradossalmente mi preoccupava perchè la mia teoria della negatività inversa aveva sempre funzionato  e per questo mi stavo iniziando a cagare un po' sotto. Giusto un po' eh!

Avrei perso il lavoro? Sarebbe successa l'ennesima lite a causa di quel pazzo di mio padre? Cosa avrei dovuto aspettarmi? Come il destino avrebbe presentato il conto in quel momento di, non dico felicità, ma serenità sicuramente?

Tutto accadde un mercoledì qualunque.

Finito il lavoro ricevo uno dei tanti messaggi da Jack in cui mi invitava a casa sua.

La cosa mi sembrò da subito molto strana poichè non ci eravamo mai visti in mezzo alla settimana.
Non era solo strano, era l'inizio della fine!

Appena Jack mi aprì la porta di casa mi abbraccio stretta come non aveva mai fatto e iniziò a raccontarmi il suo incubo iniziato solo tre giorni fà e di cui io ne ero completamente all'oscuro. 

Quel lunedì facendosi la doccia, Jack notò un bozzetto, neanche tanto piccolo, sul suo testicolo sinistro.

Nonostante lui fosse sempre andato in ufficio, anche con la febbre e la polmonite, quella volta decise di non sottovalutare la cosa.

Quella mattina stessa andò, per la prima volta da quando anni fa si traferì a Londra, a registrarsi all'NHS, che per capirci è più o meno il corrispettivo del nostro medico di base, per avere asssistenza medica.

Insistette molto per avere un appuntamento con un medico quella mattina stessa e, come al solito,  la sua determinazione e i suoi modi gentili-ruffiani gli garantirono la visita nel primo pomeriggio.

Il dottore appena vide il bozzetto sul testicolo gli prescrisse con una certa urgenza una visita oncologica specialistica che Jack riuscì a prenotare dopo due giorni, ossia il mercoledì in cui andai da Jack.

All'ospedale l'oncologo lo visitò accuratamente sottoponendolo a tutti i test del caso. 

Sia il medico di base che l'oncologo non avevano allarmato Jack, ma certo quel bozzo destava preoccupazione.

Quelle interminabili 72 ore Jack le aveva affrontate senza dire nulla a nessuno. Stoicamente da solo! Ma dopo la visita in ospedale aveva deciso di scaricare un pò della paura e rabbia per quello che stava affrontando.

Quel mercoledì sera rimasi a dormire da Jack che, nonostante si sforzasse di mantenere un certo applomb inglese si vedeva che aveva, comprensibilmente, una paura fottuta.

Quella sera cucinai per lui e cercai di supportarlo in tutti i modi.

Mi ricodo che gli dissi: 'Io ci sarò sempre per te. Ci sono stata nel bene e se gli esami che hai fatto faranno emergere qualcosa di male, lo affrenteremo insieme'.

Una lacrima scese dai suoi occhi e un sorriso si disegnò sul suo voto.

Voi penserete: avrebbe dovuto-potuto dirlo alla sua famiglia o ai suoi mici di lunga data? Eh no cari mie, in quel limbo tra il bene ed il male ci sono stata io. Io e basta!

C'è da dire, a onor del vero che in quel momento avevo la convinzione ferrea che al mio Jack non sarebbe mai successo nulla di male. Probabilmente era una ciste o qualcosa di non grave.

La mia non era una speranza ma quasi una certezza. La vita avrebbe presentato il conto del mio momento 'd'oro' senza intaccare nè Jack nè tantomene il nostro rapporto.

Sarebbe andato tutto bene... E invece eccola la teoria della negatività inversa, quella tranvata in pieno volto che ti prende tra capo e collo e ti stende KO senza darti neanche il tempo di capire.

I risulati della visita oncologica di Jack arrivano dopo meno di 48 ore. 

La notizia  dell'esito mi venne data da Jack tramite messaggio mentre ero in ufficio a lavorare.

Sotto trovate il testo fedelmente tradotto: 

'Ciao tesoro, ho ricevuto le risposte agli esami oncologici. Ho un cancro al testicolo. Mi dispiace ma probabilmente non potrò venire a New York.'

Lo stato del tumore era agli inizi ma quella notizia ed il modo in cui l'avevo appresa mi fece quasi svenire.

Ricordo solo di essermi alzata dalla mia scrivania e con gli occhi pieni di lacrime e le mani che tremavano iniziai a girare nell'open space in cui lavoravo.



Devo essere apparsa come una pazza uscita dal manicomio da un'ora.

La mia collega Serena notò subito il mio atteggiamento strano e senza dirmi nulla mi prese per mano e mi portò fuori dall'ufficio.

Appena mi chiese cosa fosse successo ricordo di essere scoppiata a piangere come una fontana. Il mio respiro fu interrotto dai mille singhiozzi. Anche la mia manager e la direttrice generale si sono avvicinate a noi e dopo aver capito quanto ero sconvolta mi hanno pagato un taxi, tra l'altro quello che era a disposizione della direttrice, per tornare a casa mia, a sud di Londra.

Varcata la porta di casa mi cambiai, misi un cambio, i trucchi e lo spazzolino nella borsa della palestra e via di corsa a casa di Jack.

La sera, mentre ero sul treno diretta verso casa sua pensavo a quanto poco sensibile fosse stato il mio ragazzo a darmi una notizia del genere tramite messaggio! 

E poi, ma che cazzo mi fregava a questo punto di New York! Come poteva solo pensare che quello fosse il 'Problema' per me...

Avrei dovuto dargli del COGLIONE, ma visto quello che stava succedendo mi sono astenuta dall'etichettarlo in questo modo.

Almeno per il momento mi sono astenuta. Per il momento!

To be continued

sabato 9 maggio 2020

Nel Bene e nel male - Parte Ottava - La Storia di Veronica


E come si dice in questi casi: Pure sto Natale me l'ero levato dalla palle!

Infondo poi, come vi ho detto, non fu neanche tanto male ... anche se nessuno ancora oggi mi toglie dalla testa che il mio natale piano A sarebbe stato di gran lunga megliore!

E' la storia della mia vita: quando ho tante aspettative queste si trasformano in sonore delusioni che sfociano in sessioni di bestemmioni apocalittici da ultimo girone dei dannati dell'inferno, mentre quando sono convinta che tutto andrà nel peggiore dei modi è allora che la vita mi sorprende positivamente.

La mia teoria sulla vita potrebbe reassumersi in  questo modo: 'Quando camminando credo di vedere il sole tra le nuvolette finisce che mi becco chicchi di grandine grossi come sassi. Se invece tra le nuovolette scorgo il preambolo che porta alla pioggia è allora che vedo un raggietto di sole'.

Ho sempre etichettato questa teoria come quella della negatività inversa ossia quando si crede che qualcosa andrà male quella andrà bene e viceversa . Al contrario, quando i prognostici sono positivi allora ecco che arriva il merdone.

Stavolta, ve lo devo dire, ho iniziato con zero aspettative, poi vedendo raggetti di sole incoraggianti, credevo che anche a gennaio potesse arrivare non certo l'estate ma una semi primavera. 

Tutto con Jack procedeva benissimo.

Ero quasi sempre a casa sua.  Si cucinava insieme, vedevamo fim, uscivamo con i suoi e i miei amici e riguardo il sesso, rispetto alla prima volta, la qualità e la quantità hanno visto una sonora inflessione negativa.

Questo però non mi impediva di vedere in Jack l'uomo con cui avrei condiviso casa, mutuo, un cane e magari un figlio. Si lo so,  era compionessa mondiale di sogni ad occhi aperti!

All'epoca credevo fosse naturale un calo del desiderio sessuale dopo  i primi tempi della relazione. Mi raccontavo una marea di cazzate lo so!

Stavamo insieme da meno di due mesi ed eravamo di fatto all'inizio della relazione! Avremo dovuto, come si dice a Roma, 'fa ancora i botti' ed invece si sparavano quattro miccette e tutti a dormire.

In quei primi mesi  programmammo anche le nostre prime vacanze estive.

Io volevo andare a New York e, anche se lui c'era già stato, sarebbe tornato con me poichè mi disse in tono convinto e sincero: 'Con te sarà tutta un'altra cosa!'.

Avremo poi visitato la zona del Lake Districk National Park. Un area a nord della Grand Bretagna con paesaggi naturalistici che tolgono il fiato



Quando l'estate sarebbe stata agli sgoccioli e Roma sarebbe stata liberata dall'afa e dai turisti cinesi, proposi a Jack di venire con me nella mia città. Lui accettò subito!

Saremmo stati in una casa che i miei tenevano sfitta da quando io ero emigrata, con la speranza che un giorno magari sarei tornata.

Le miei vacanze romane le avrei passsate nella mia cità, a casa mia e con il mio ragazzo. Mia madre, donna di solito pratica e pragmatica ma anche lei atleta di prima levatura di sogni ad occhi aperti, quando seppe la notizia sono sicura che iniziò a sognare il mio matrimonio in chiesa e il nome del primo genito-a.

Lui avrebbe conosciuto i miei ed io andavo d'amore e d'accordo con sua sorella Jane e sentivo abbastanza spesso per messaggio sua madre.

Non credevo di essere mai stata così appagata, serena e anche se il sesso iniziva a scarseggiare mi sentivo addirittura felice.

Andava tutto meravigliosamente bene. 

Eh, lo so a cosa state pensando... Ma quando arriva il vero Dating Bad? 

Ragazzi e Ragazze c'è poco da attendere è nel prossimo capito che scoprirete cosa, e vi assicuro che sarà una sorpresa!

To be continued


venerdì 8 maggio 2020

Nel Bene e Nel Male - Parte settima - La storia di Veronica

Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta

Parte Settima

Il Natale era nell'aria.

Le strade colorate di mille luci e la gente a Londra sempre di fretta a smadonnare ma, visto che il natale era nell'aria sempre con il sorriso sulle labbra perchè questo è il periodo dove tutti sono, o si sforzano di essere, sempre più felici.

Tutto questo avrebbe messo il buon umore pure a Sgarbi, tranne me. Ovviamente. A Me il Natale mi provoca l'orticaria! Il vomito! Preferisco essere presa a calci in culo piuttosto che affrontare questo giorno di merda!

Lo odio da quando ero ragazzina! Mia mamma fa l'estetista e durante questo periodo la sua agenda di appuntamenti era piena ogni giorno della settimana che precedeva questa 'festa'.

Di tempo per scegliere il regalo per me ce n'era poco e figuarsi se quel testa di cazzo di mio padre aveva il pensiero. Mamma faceva il meglio che poteva.

Immagino pure che leggesse la mia letterina ma poi andava a comprare il mio regalino quando aveva un pò di tempo libero, e sfiga ha sempre voluto che MAI la mia amata mammina trovò quello che, con dovizia di particolari  che sfiorava la pignoleria, descrivevo nella letterina a Babbo Natale.

Ogni Natale poi la festa veniva sempre rovinata da qualche parente stronzo che con una parola di troppo provocava qualche lite nella tavolata addobbata di rosso, oro e finta felicità.

Ritratto di me a Natale:


Questo natale avrebbe dovuto essere diverso. Ed in qualche modo lo fu!

Sapendo che sarei rimasta sola il caro Jack mi propose di passare il pranzo di  natale con lui e la sua famiglia, composta da sua madre e sua sorella Jane. 

Ci conoscevamo da un mesetto scarso e conoscere la sua famiglia era davvero troppo prematuro.

Si Ok, la vera ragione dei miei dubbie era data dal fatto che questa proposta faceva svanire il mio Natale da sogno:  pizza, vino, gelato filmetto cazzone e rutto libero sul divano di casa mia.

Si mi rodevano le ovaie ad elica solo a pensarci!


Sono stata davvero combattuta nel decidere.  Avrei potuto rifiutare cortesemente il suo invito dicendo che ne avevo avuto già ricevuto un'altro da una mia amica a Londra. Avrei potuto inventare la classica scusa-bugia dell'ultimo minuto dicendo che proprio quel giorno avevo le 'mie cose' e mi sentivo poco bene.

Ma non mi andava di mentire.  Non era così che volevo si evolvesse il nostro rapporto. C'è poi da dire che io le bugie le odio e non perchè sono una moralista ma perchè non sono capace di portare avanti la pantomima in modo credibile.  

Comunque alla fine, dopo le numeose richieste da parte sua, cedetti e  finalmente acconsentii al suo invito.

Il 24 dicembre arrivò, e visto che il 25 c'è sempre un servizio super ridotto, quasi azzerato di corse di autobus e di metropolitana,  ho accetato di passare la notte della viglilia a casa di Jack.

Eh ... qui arriva la suppostona di natale.

La sera della vigiglia, poche ore prima che io finissi di lavorare mi arrivò  un messaggio da Jack:

'Tesoro, mia madre dormirà a casa mia, nella stanza di Hellen, - che era tornta a casa dai suoi genitori in Cornovaglia - poichè la stanza libera per lei a casa di mia sorella Jane si è allagata. Mamma non vede l'ora di conoscerti stasera a cena! Ti prego non mi dire di no!'.

Voi ora capite bene che dopo un mese di frequentazione, avrei passato la notte a casa del mio ragazzo con mia suocera, una donna di 80 anni mai vista e conosciuta prima, che avrebbe dormito a venti centimetri dalla nostra camera.

Ora io sono parecchio aperta di mente, ma cazzo questo mi sembrava un po' troppo.

Non era tardi per girare i tacchi e tornare al piano A del Natale, ma sta di fatto che a quel messaggio io risposi solo: 'Ok se tua mamma non si imbarazza per me va bene'.

La sera arrivò e salendo le scale dell'appartamento di Jack sentivo veramente il cuore battere a mille all'ora. Sarei stata io quella imbarazzata a merda.

L'incontro avvenne e fu molto meno traumatico del previsto!

Sue, diminutivo di Susan, si era trasferita a Londra quando i suoi figli avano lasciato il villaggetto a nord del Sussex dove erano cresciuto per trovare maggiori opportunità di lavoro nella capitale.

Aveva vissuto in una casa vicino Brixton che un anno fa vendette per trasferirsi a Bognor Regis, letteralemnte Bagno Regio, un paesotto sul mare distante un'ora e mezzo di treno da Londra, meglio conosciuto come area per svernare i vecchi, poichè, a suo dire, il concittadino più giovane aveva 60 anni.

Sue era una donnetta alta poco più o meno 1 metro e 50, con la faccia tonda come suo figlio Jack, due occhioni marroni grandi come quelli di Candy Candy, i capelli tutti bianchi e un viso liscio senza troppe rughe, quasi a voler suggerire una vita senza ostacoli. Una vita tutta in discesa.

In realtà, così non era stato.

Sue era nata nel Regno Unito ma, per ragioni lavorative del padre, aveva passato la sua infanzia e adolescenza in Kenia, quando era una colonia dell'Impero Britannico. Tornata in vacanza in Inghilterra per trovare i nonni  conobbe John e in tre settimane i due si sposarono.

Lei tornò nella sua Gran Bretagna con un marito e la prima figlia in arrivo.

La seconda gravidanza fu una gioia immensa per Sue e John. Quella vita perfetta non era purtroppo destinata ad avere un lieto fine, o come dicono gli inglesi un 'Happy Ending'.

Quando Sue fu incinta di otto mesi e mezzo arrivò la catastrofe. A Johon venne diagnosticato un tumore incurabile. Fece appena in tempo a vedere il suo figlio prima che la malattia spegnesse a poco a poco il suo cervello e poi il suo cuore.

Sue parlava del marito con gli occhi ancora innamorati e con un velo di tristezza e malinconia  infinita ricordava il suo amato John in quella vigiglia di natale fredda ma senza la magia della neve.

Io e Sue ci siamo piaciute da subito. Lei mi ha fatto sentire da subito a mio agio.

Dopo cena arrivò a casa di Jack anche Jane, sua sorella. Con lei è stato davvero amicizia a prima vista.

Era un donnone di 1 metro e 80, di corporatura robusta e, nonostante avesse più di 30 anni vestiva come una teenager con jeans strappati, anfibi anni 90 e maglietta rockettara.

Jane era una forza! Aveva la capicità di portare allegria ma nel contempo sapeva intrattenere con discorsi seri.

Arrivata la mezzanotte tutti scambiarono i regali. Ora io, grazie ai traumi dei regali dei natale passati, non ho mai voglia di comprare nulla a nessuno.

Comunque sia, quando Sue mi pose in mano un pacchetto con una bustina con su scritto il mio nome, mi si gelò il sangue!

Cazzo! Mi aveva fatto il regalo ed io era lì senza nulla da restituire.

Per educazione mi è stato insegnato che si restituisce sempre un regalo! Io detesto il Natale anche per queste cose!

Passato questo primo, e fortunatamente ultimo, momento di imbarazzo, tutto procedette per il meglio.

Potete ben immaginare che il cibo era lontano da quello che solitamente si vedeva in casa di mia madre! Ma vabbè Jane portò una selezione di formaggi buonissimi e il vino davvero non mancò quella sera.

Verso l'una Jane tornò a casa sua era a Tulse Hill, a venti minuti a piedi da casa di sua fratello.

Avrebbe potuto dormire sul divano ma la notte buia, il gelo non la fermarono. Voleva tornare a casa sua dai suoi adorati gatti e alla fine c'e' tornata!

Con sua mamma a dormire nella camera a venti centimetri dalla nostra quella notte ovviamente io e Jack manco ci siamo sfiorati ma sono stata felicissima perchè ci addormentammo abbracciati.

Anche il pranzo di natale fu una esperienza piacevole.

Jack prenotò un tavolo in un pub inglese dove consumammo Il classico British Roast... un banale pollo verdure e salsette varie, che, lo ripeto, non sono i cannelloni, la lasagna e l'abbacchio di mamma! Ma come si dice a Roma: 'Meglio questo che un calcio nel culo!'



Quella che prevedevo sarebbe stata una catastrofe non lo fu affatto!

Era quando tutto andava meravigliosamente bene!

To be Continued

giovedì 7 maggio 2020

Nel Bene e Nel Male - Parte Sesta - La storia di Veronica

Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta

Parte Sesta

Tutto sembrava andare per il meglio. Si dice sempre così non è vero? Finchè non senti il botto sembra che la strada sia tutta liscia senza un sassolino. 

Ma la via della vita è lastricata di sassi e di stronzi pronti a farti cappottare!

Come sempre i segnali c'erano ma nel bene tutto scorre, ed invece nel male che la merda viene a galla.

Comuque, oggettivamente, con Jack tutto sembrava andare a meraviglia. Anche il sesso era buonino. 

La nostra prima volta è stata a casa sua ed è stata una avventura tutta da ridere.

Jack viveva a Tulse Hills, un'area di Londra a due passi dal centro ma che ha l'aspetto di un villaggiotto di campagna.

Abitava in un appartamento all'ultimo piano, che divideva con la sua amica Hellen, a cui si accedeva da una scaletta stretta esterna. 

La prima trombata arrivò dopo timidi bacetti all'inglese che tanto si distanziavano dalle belle limonate alla francese! 

Era pure vero che  l'inglesino non era Rocco Siffredi. A dire la verità neanche ci si avvicinava, ma, sarà stato che non facevo sesso da talmente tanto tempo che sembravono secoli, che quella sua performance non proprio da 'sex machine' mi esaltò e, del tutto inaspettatamente inizai ad ululare come una lupa alla luna piena. 

L'incanto purtroppo finì presto, e non fu colpa per colap sua....

I muri del suo palazzo, come del resto in quasi tutti gli appartamenti londinesi, sono fatti di marzapane e, come si può intuire i suoni non trovano nessuno ostacolo nell'espandersi. 

I miei ululati sono stati ascoltati anche dal vicino di appartamento di Jack, un uomo dalla voce cavernicola che dimostrava 60 anni e che invece di arraparsi si incazò come una belva tanto che dall'altra parte del muro  'delicatamente' sottolineò il suo disappunto che, se non ricordo male, potrebbe tradursi in:

'Ahò ma ve la piantate o no de fà sti versi che io tra due ore me svejo pe annà a preparà er pane. Eh fatela finita no!!!!'



Il vicino panettiere ci aveva fatto tana.
Ancora oggi se ci ripenso rido da sola!

Se solo avessi dato ascolto al vicino panettiere mi sarei risparmiata la cicatrice sul cuore che ha di fatto trasformato una ragazza romantica con la cinica che sono oggi. 

A parte la prima volta, che per molti è la ctastrofe, per noi è stata il fuoco d'artifico, fu solo dopo che  il sesso con Jack divenne tipidino come la borsa dell'acqua calda. 

Compensava però con la sua personalità dolce e i suoi modi gentili. C'era poi il fatto cruciale che anche lui come me voleva una famiglia. 

In realtà quando ero con lui mi sono sempre domandata se anche lui sentiva l'esigenza di rientrare nei 'classici ranghi sociali',  perchè 'ad una certa età si dovrebbe avere una casa, una moglie-marito, almeno un figlio o un cane. Meglio entrambi'. 

Con lui si parlava sempre dei miei e suoi argomenti preferiti: la politica, la filosofia ed i viaggi: le nostre passioni.

Il primo mese è corso via velocissimo ed il calendario ci segnalava che il Natale era 'alle porte'.

Ricordo che quell'anno non sarei potuta tornare a casa poichè avrei dovuto lavorare fino al 24 dicembre e poi tornare a lavorare il 27. 

Considerato che avevo cambiato da poco lavoro, non avevo neanche osato chiedere le ferie e così mi ritrovai a passare il natale da sola. 

Ora, bisogna che ve lo dica chiaramente. IO ODIO IL NATALE.



Il Grinch è il mio eroe e Babbo Natale lo reputo un vecchiaccio pervertito che si diverte a promettere ai bambini il mondo per poi portare le solite cagate scelte da genitori troppo impegnati ad ascoltare i desideri dei loro figli. 

Il Natale dovrebbe essere anche sinonimo di famiglia, ma per me ciò che contava era rivedere la mia mamma e mio fratello. Gli altri potevano pure sparire. 

Comunque sia, il fatto che dovessi passare le feste natalizie a Londra da sola come idea mi piaceva. E pure tanto!

Super mega pizza margherita con mozzarella di bufala spedita espressa con servizio di spedizione a cas. ,Tazzona di gelato cioccolato e vaniglia, almeno una bottiglia di vino e una di prosecco, e dulcis in fundo filmetto cazzone da spisciarsi dalle risate. Il mio Natale sarebbe stato un successo! 

I miei piani perfetti sono stati bruscamente interrotti dalla proposta di Jack, 

Voi penserete: ti ha proposto una vacanza alle Maldieve? No!

Porca vacca e chi se lo aspettava un natale così!

Il mio primo natale con lui fu qualcosa che mai dimenticherò mai.

To Be continued

mercoledì 6 maggio 2020

Nel Bene e nel Male - Parte Quinta - La storia di Veronica

Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte
Quarta Parte

Parte Quinta

Il mio primo appuntamento con Jack è stato organizzato in una delle serate più fredde degli ultimi anni a Londra. 

Come succede nelle grandi città, la sera, il cielo sia d'estate che d'inverso, è sempre nero senza una stella, e appena scesa dalla stazione di Wimbledon, dove Jack il chitarrista rock con la faccia da bambolino amoroso Du Du Da Da Da aveva programmato il nostro dating, mi travolse una ventata gelida che mi congelò pure le tonsille. 

La pioggia veniva giù a secchi e quando controllai su Goggle Map dove fosse Wimbledon Village, ossia il luogo dell'appuntamento mi prese lo sconforto. Sul display del mio cellulare segnalava che  era lontanissimo. Praticamente in Cazzandia da dove ero io in quel momento. 

Ad aggravare il tutto, per raggiungerlo avrei dovuto affrontare una salita che, per una sfaticata come me,  il Monte Bianco in confronto si trasformava in un banale dosso stradale. 

Ricapitoliamo: serata invernale, con un freddo glaciale che pure la regina delle nevi avrebbe avuto qualche brividino,  tanta strada, pure impervia e tortuosa, da fare per arrivare da lui. 

Mettiamoci anche che ero in un ritardo spaventoso! Se non ricordo male, l'appuntamento era fissato alle otto di sera e quando scesi dal treno erano già le otto e mezza. 

Tutto mi suggeriva, neanche troppo velatamente di girare i tacchi e tornarmene a casa. La tentazione c'è stata lo ammetto, ma d'altro canto non volevo rinunciare a conoscere Jack.E poi non era una cosa che una brava bambina come avrebbe mai fatto!

Sarei arrivata da lui sicuramente stanca morta, con i piedi che sarebbero state due canotti dopo la camminata sulla irta salita per arrivare a Wimbledon Village ed il fatto che indossassi tacchi a spillo mi faceva sudare freddo.

Sarei poi stata zuppa come un pulcino, con il trucco colato sugli occhi a mo' di zombie. Si insomma un cesso!

I capelli poi, che con cura avevo stirato alla perfezione seguendo più che il motto de L'Oreal: 'Perchè io valgo!' il mio personale pensiero: 'Senza la mia piastra amica è difficile che basterà avere la figa!'

Comunque, per farvi capire, la mia capigliatura a casa si presentava così:

Pin by Meaghan Grafton on Hair | Long hair styles, Hair styles ...


Dopo aver affrontato il viaggio della speranza verso il pub la mia capigliatura avrebbe avuto un aspetto più vicino ad un cespuglio posizionato in un fosso.


Ma come succede in tutte le storie che iniziano, il colpo di scena avviene quando meno te lo aspetti!

Nel mio Dating con Jack è stato lui a chiamarmi per accertarsi che io fossi arrivata e che, percependo il mio disaggio nell'arrivare a destinazione, con una certa disinvoltura mi prenotò un taxi che in meno di dieci minuti mi porto da lui. 

Ora, ragazzi-e lo so da me che avrà speso pochissimo, che sicuramente ha fatto un favore più a se stesso che a me, visto che mi stava aspettando già da mezz'ora, e che è stato un modo spicciolo per impressionarmi ma, di fatto ha centrato il bersaglio perchè io sono rimasta colpita da quel gesto!

Appena arrivata entrai nel pub e lo notai subito. Era molto più magro di quello che mi aspettavo, aveva i denti sotto tutti storti, e questo di certo non lo potevo prevedere, e i capelli nerissimi come la pece, quasi come se fossero tinti.

Scoprii più tardi che  i suoi capelli era davvero tinti!

I suoi capelli naturali erano color carota,  ma essendo stato bullizzato da piccolo ed essere stato ribattezzato negli anni della scuola come Jack Roscio Marpelo Schizza Veleno, aveva deciso di nascondere il suo vero colore di capelli, che percepiva anche nell'età adulta come fonte di imbarazzo.

Ma torniamo al nostro primo incontro.

Con lui non c'è stato il primo inevitabile imbarazzo che due sconosciuti hanno solitamente ad un appuntamento del genere. Restammo a parlare e ridere per un lasso di tempo che sembrò un battito di ali ed invece furono tre ore. 

Mi offrì del vino decente e degli stuzzichini. Fortuna che da ragazza previdente ho sempre avuto l'accortezza di mangiare almeno un panino prima dei miei Dating bad su Tinder. 

Le ragioni sono due, primo i coglionazzi di Tinder offrono solo alcolici e quindi se non si mangia si rischia di prendersi la Cocozza, come dice la mia amica Claudia. Se poi le cose vanno alle lunghe .... almeno tu hai mangiato e non si sente lo stomaco brontolare tipo cane randaggio nel bosco. 

La serata con Jack si è conclusa con un bacio romantico dato con spontaneità e slancio da parte di entrambi. 

Lui sarebbe potuto essere l'altra metà della mela! Peccato che si è rivelato solo un insulso verme!

To be continued


martedì 5 maggio 2020

Nel Bene e Nel Male - Quarta Parte - La Storia di Veronica

Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte

Parte Quarta

Era il tempo in cui... Così potrebbe iniziare questo quarto capitolo della mia storia.



Tanto tempo è trascorso, tanta acqua è passata sotto i ponti, ma nonostante gli anni ricordo tutto come se fosse successo l'altro ieri. 

Era il tempo in cui vivevo a Southfield, una fermata di metro da Wimbledon, a sud di Londra.

All'epoca dividevo un appartamento di tre stanze con due coinquiline: Clarisa, una ragazza inglese con la faccia da caciotta contadina ribattezzata anche 'Costanza poche tante tanta panza' e Mary, campinessa mondiale di asocialità con specializzazione 'Nun me te inculo manco de striscio'.

Si lo so, ho un talento per caratterizzare le persone! 

Comuque sia , Londra mi stava facendo crescere tanto. 

Mia madre e gli zoccoletti, di gran moda negli anni 80, mi insegnarono l'educazione ed il rispetto. La capitale inglese fece di me una donna determinata e sopratutto che bastava a se stessa. 

Era il tempo in cui lavoravo in centro.  Il mio titolo lavorativo era composto da 10 parole e nonostante il titolo pomposo il mio stipendio era lontano anni luce da cifre da copogiro, anche se, mi permetteva di vivere dignitosamente in un paese dove un bicchiere di vino, pure de merda, lo paghi come lo champagne francese al gran Casinò di Montecarlo! 

Ma torniamo al focus della mia storia, il mio primo incontro con Jack su Tinder, anche perchè vi sento mormorare frasette del tipo: 'Ma quando arriva il Dating Bad?'

....Eccovi serviti! 

Ho visto la foto di Jack, quando ormai mi stavo convicendo che scrivere un compendio con i disaggiati di Tinder avrebbe avuto un certo successo tra i parrucconi universitari e mi avrebbe permesso di tornare a fare ricerca e pubblicazioni. 

La prima foto del suo profilo non mi ha particolarmente impressionato, ma la sceconda.... Oh... la seconda ha fatto strike! E per voi maliziosi non ha mostarto il suo six pack, tartarughino di addominali o culo a mandolino, ma  la foto mostrava lui su un palco che imbracciava la sua chitarra. 

Ho sempre avuto un debole per i chitarristi! Eh lui era pure rockers! 

E poi, come me, era ricercatore universitario di materie sociologiche e psicologiche. Aveva un sorriso accativante e una faccia da buono, o almeno così sembrava. 

Poche righe nella chat di Tinder e scoprimmo che vivevamo vicini. Altre due e tre frasi di circostanza e poi ecco che lui con piglio deciso mi chiese di uscire.

Vedendo quel visetto tondo da bambino, gli occhi grossi da bambolotto, a primo impatto sembrava gay, poi invece il voler concretizzare e le sue frasette ambigue, mai volgari però, mi hanno fatto pensare: 'Ma si dai, ci si prova anche questa volta magari è quello giusto'.

Era il tempo in cui credevo che ....'Non può piovere per sempre...'.

Mi ero dimenticata che vivevo a Londra, e che la pioggia perenne non era un utopia malinconica ma la realtà che disegnava un cielo grigio e asfalto bagnato.

E' stato proprio sulla scia di quel pavimento fradicio che ho dato la culata che mi ha 'inculata'.

To be continue

lunedì 4 maggio 2020

Nel Bene e nel Male - Terza parte - La storia di Veronica

Prima Parte
Seconda Parte

Terza Parte 

Come è che diceva la mamma di Forest Gump? 'La vita è come una scatola di cioccolatini...' ma nella scatola non ci sono solo i cioccolatini, anche se per forma e colore gli assomigliano. Per chi non lo avesse capito sto parlando delle merdine.

No, non ho detto merendine leggete bene, ho scritto MERDINE.  I miei precedenti piccoli Dating Bad, quelli che ho incontrato prima del grande Dating Bad.

Appena arrivata dall'Italia, avevo anche io il pregiudizio che chi cercava l'amore su una app fosse uno-a sfigato-a che proprio 'nu gliela faceva a trovà uno straccio di raggazzo-a' nella vita reale.

Ma si sa che chi sputa in aria gli ritorna indietro il catarro. E voi credete che io abbia fatto eccezione? Certo che no!

Ma partiamo con la compilation delle merdine sfornate dal famoso Tinderello.

La lista cari amici e amiche è lunga! Ci potrei scrivere un compendio universitario intitolato:  I disagaggiati.

Ma partiamo dal primo classificato: Il vegano che ama gli animali e si batte come un leone per difendere i loro diritti!

Bravo! Bene! Che alta moralità! Che gran cuore!

Poi, parlando con il vegano scopri che è americano e non solo votò Trump, ma ne appoggiava anche la politica estera. Ricordiamolo, per amore di cronaca, Trump ADORA gli americani, per carità anche gli animali made in USA, ma, non esitò a separare bambini messicani dai loro genitori che volevano solo trovare una vita migliore negli Stati Uniti.

Quei bambini soli, che piangevano e urlavano il loro dolore nel trovarsi da soli senza genitori in una gabbia ... Quei bambini non meritavano che qualcuno si battesse per loro?



Ma no, il vegano americano razzista avrebbe dato la sua vita per non fare uccidere l'agnellino a Pasqua ...Però avrebbe accettato di far traumare o fatto morire di stenti quei porevi bambini. La loro colpa? Essere Messicani e quindi NON Americani!

A questo punto l'unico consiglio che diedi al Vegan-Razzista è stato : Facce pace cor cervello!

Saldamente in seconda posizone tra i disagiati che popolano Tinder c'è quello che ho ribattezzato il 'Non so de che cazzo parlo ma intanto parlo'. Una specie di Luca Giurato ma con una dislessia non verbale ma intellettiva alquanto accentuata.

Mi spiego meglio: è colui che parla di corda in casa dell'impiccato, o se volete, per dirvela in maniera spicciola, è come il vestito che indossò la Santanchè alla prima della Scala di Milano.



Sul gradino più basso del podio troviamo un ever-green:  il Bugiardo cronico, che sin da piccolo ha frequentato solo scuole private ed esclusive, laurea ad Oxford, Master a Cambridge e Dottorato di Ricerca a Yale. Poi ti manda un messaggio, dove io italiana, e quindi non inglese madrelingua, noto almeno 5 errori da matita rossa!

Tana libera il bugiardo!

Il Bugiardo cronico è poi quello che si vanta di essere cugino di ventiquattresimo grado della regina Elisabetta, poi durante il drink si scaccola come un addannato e dopo la terza birra parte di rutto libero. 

Ovvio le categorie non terminano qui, ma vi assicuro che queste sono le più frequenti su Tinder. 

Quando credevo che i miei dating bad fossero solo un esperimento sociale per poterci poi ridere con le mie amiche ho incontrato Jack!

Sembrava diverso e poi perchè non andare?

To be continued