giovedì 27 dicembre 2018

Mai Senza di te - La Storia di Silvia Settima e Ultima Parte

Settima e Ultima parte

La dieta che il mio caro Tommy aveva ‘creato’ per me era al limite della fame: caffe senza zucchero a colazione, a pranzo una mela e una banana o pollo e insalata, rigorosamente senza nessun condimento, per cena zuppa di verdure.

Niente pane, per carità che ci sono i carboidrati, niente carne rossa perché troppo grassa, e ovviamente no dolci, no cose fritte e soprattutto no alcol, e quindi anche il mio bicchiere di vinello la sera era stato abolito per sempre.

Se avessi sentito di essere sul punto di svenire, avrei dovuto mettermi in bocca una mentina, ovviamente quelle a zero calorie!

Qui non serviva un dietologo per capire che questa dieta era sbagliatissima. 

Ogni persona di buon senso l’avrebbe mandato a fare in culo senza passare dal via e si sarebbe magari affidata ad un professionista, con una laurea, per perdere peso.

Ma voi credete che io l’abbia fatto? La risposta giusta è no!

La mia voglia di compiacerlo mi ha spinto a seguire ogni suo fottutissimo ordine. Si avete capito bene lui ordinava ed io eseguivo ogni cosa che lui mi diceva per perdere peso.

Ogni settimana veniva a casa mia per pesarmi e si accorgeva sempre se io avevo ‘sgarrato’ anche solo prendendo il cappuccino invece del caffè.

Ogni chilo perso rappresentava una sua vittoria, mentre io ero diventata una macchina nelle sue mani che veniva ricompensata per la sua ‘collaborazione’ non con fiori ma con sedute di massaggi modellanti per il corpo o creme anticellulite.

Gli esercizi fisici a cui ero giornalmente sottoposta erano estenuanti e mi toglievano letteralmente le energie.

Mangiare mi mancava da morire e bere ancora di più. Stare sul divano a non fare una beata minchia era diventato un miraggio.

Pensavo e sognavo sempre quello che non potevo più avere.

Ricordo che in quel periodo ero diventata più triste di Tristezza in Inside Out e con uno incazzamento perenne che avrebbe messo all’angolo anche Sgarbi!

Solo con Tommy ero rimasta la ‘vecchia Silvia’, il resto del mondo stava conoscendo una me cattiva, rancorosa e soprattutto maleducata.

Tutte le persone che mi erano accanto in quel periodo, per fortuna pochissime, stavano assistendo alla metamorfosi da  Biancaneve alla strega cattiva e ne restavano tutti vivamente scioccati.

Perdevo chili e contemporaneamente la mia personalità si stava trasformando: ero passata da lecchina a cecchina, pronta a sparare cattiverie gratuite per sfogare la mia frustrazione di non poter mangiare quasi nulla.

La mia relazione con Tommy sembrava andasse a gonfie vele, finché questa estate non sono svenuta due volte per la strada. Sono andata dal dottore e la prima cosa che mi ha fatto fare è stata salire su una bilancia.

Quando ha visto il mio peso, 44 chili, mi ha fatto sedere e con un discorso lungo e articolato mi ha dato la sua diagnosi: anoressia.

Ricordo che quando ha pronunciato la frase 'Stai diventando ANORESSICA’ sono rimasta traumatizzata.

Sapevo che c’era qualcosa che non andava ma non mi ero resa conto di essere entrata in quel tunnel buio che avrebbe potuto portarmi alla morte.

Prima di andarmene dallo studio medico, il dottore mi ha messo in mano un biglietto da visita di uno psicologo italiano e mi raccomandava di provare a contattarlo.

Tornata a casa, mi sono spogliata e guardata allo specchio e il trauma è diventato terrore.

Avevo le ossa dello sterno che sembravano uscire dalla pelle. Le mie gambe erano sottili come i giunchi. Il seno e il culo erano spariti. Io stavo scomparendo!

Il giorno stesso ho chiamato il Dottor Rossi e il giorno succesivo avevo già un appuntamento nel suo studio.

La notizia che ero in analisi ha fatto letteralmente saltare i nervi di Tommy.

Era chiaro che lui non sarebbe più stato il leader maximo della mia vita. 

Attraverso uno psicologo avrei capito che non ero innamorata di Tommy, ma  avevo una paura fottuta che mi potesse lasciare.

A quel punto lui ha anticipato i tempi e mi ha scaricato con un messaggio su WhatsApp.

È stata la mia salvezza! Quel giorno ho ricominciato a vivere e con l’aiuto del Dottor Rossi oggi sto combattendo la mia battaglia per far rinascere il mio corpo, imparare a volermi bene esoprattutto cercare negli altri un aiuto ma mai affidargli la mia vita.

Stavolta la guerra la vinco io!

Morale della storia:

Se non hai ancora imparato a guidare la tua vita non farla guidare a nessuno perché, se sbandi, la macchina è tua e agli altri potrebbe non fregare un cazzo se si frantuma in mille pezzi!

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