Riassunto delle puntate precedenti:
clicca qui per leggere la prima parte
clicca qui per leggere la seconda parte
clicca qui per leggere la terza parte
clicca qui per leggere la quarta parte
clicca qui per leggere la quinta parte
clicca qui per leggere la prima parte
clicca qui per leggere la seconda parte
clicca qui per leggere la terza parte
clicca qui per leggere la quarta parte
clicca qui per leggere la quinta parte
Parte Sesta
La storia era
iniziata ed è giusto a questo punto parlarvi di chi era Tommy e quale impatto
ha avuto nella mia vita.
Tommy era un
ragazzo polacco emigrato a Londra quando aveva 20 anni. Faceva il personal
trainer e non era un riccone come quello che si era accaparrata Sara ma certo
aveva un tenore di vita abbastanza alto che gli permetteva di pagare sempre lui
quando uscivamo.
Dire che era un
fissato con la forma fisica era poco. Diciamo che per lui la perfezione fisica
era una ossessione.
Il suo argomento
di conversazione preferito era come mangiare sano: senza grassi, senza
carboidrati e, aggiungevo io senza gusto!
Quando non
parlava di cibo disquisiva per ora sul fitness con particolare enfasi sul come
fare esercizio fisico può darti la carica per affrontare qualsiasi cosa.
Peccato però che spesso e volentieri prima di uscire si faceva strisce di cocaina
così lunghe che manco Pablo Escobar se le sarebbe mai sognate!
Da quando stavo
con lui era un continuo bombardamento di cosa fare o non fare per stare in
forma.
Chiaro che il mio
corpo era lontano anni luce dai suoi canoni e mi illudevo che lui stesse con me
per la mia personalità. Bè si diciamolo ad alta voce, se per conquistare gli
altri li lusingavo a lui lo idolatravo proprio ed era per questo che lui aveva
scelto me.
L’ancella che
pendeva dalle sue labbra, che gli dava sempre ragione, che lo riempiva di
complimenti e soprattutto non lo criticava mai!
C’era però un
dettaglio che avrei dovuto modificare per poter essere la sua donna perfetta,
quella che non avrebbe mai abbandonato! Dovevo cambiare il mio corpo ed assomigliare
alle modelle che piacevano a lui.
Qui non si parla
delle curvy, ossia le donne rotonde tipo Sophia Loren ma di quelle che sfilano
in passerella che quando le vedi sembrano scheletrini con addosso vestiti
griffati.
Tante volte,
subdolamente e con fare visibilmente manipolatorio, sottolineava il fatto che
se fossi dimagrita gli sarei piaciuta di più.
Con il tempo le
sue pressioni sono diventate sempre più esplicite.
Camminando per
strada mi indicava sempre ragazze magre elogiandone la silhouetteperfetta, mi
ripeteva che io avevo dei lineamenti del viso splendidi ma… “C’era da lavorare
sul mio corpo", mi guardava sempre con disappunto quando al ristorante
ordinavo il dolce o il vino.
È stato quando ha
iniziato a diradare i suoi messaggini del mattino che ho sentito dentro di me
il suono assordante dell’allarme che ha riacceso la paura di perdere lui, come
avevo perso mio padre.
Magari una
sciacquetta pelle e ossa se lo sarebbe preso solo perché io non avevo la forza
di limitare le porcate che mi mangiavo quando qualcosa andava male.
Lo avrei perso se
non fossi diventata come lui voleva.
Innamorata come
ero, non potevo neanche pensare di vivere senza di lui.
Appena la
sindrome d’abbandono ha dato il primo segnale, ho capito che dovevo correre ai
ripari, e la prima cosa che ho fatto è stata mandargli un messaggio
annunciandogli che mi sarei messa a dieta.
La sua risposta
al mio messaggio è stata: “Amore sono fiero di te! Affronteremo il tuo
dimagrimento insieme. Puoi fidarti di me, ti dirò io cosa mangiare e cosa fare
e vedrai che sarà un successo! Ti amo.”
Io ero al settimo
cielo perché ero convinta che quella mossa lo avrebbe legato a me.
Credevo mi amasse
e volesse solo migliorare un po’ il mio corpo. Mi sbagliavo!
Il suo ego smisurato,
alimentato dalla mia personalità fragile, unita poi alla sua attitudine al
controllo e alla manipolazione si sono palesate con chiarezza.
Nessun commento:
Posta un commento