Riassunto delle puntate precedenti:
Parte Quarta
La vita a Londra
mi stava dando qualche soddisfazione in campo lavorativo.
Dopo vari
curriculum vitae spediti ho trovato un lavoro come segretaria per uno studio
legale italiano nella city.
Il lavoro era di
una noia mortale e, in linea con lo stile italiano, il più giovane associato
aveva 60 anni e la collega più giovane era una donna di 64 anni che archiviava
le pratiche e nel restante tempo faceva la maglia, in attesa di andare in
pensione.
La disperazione
più nera mi ha convinto a provare Tinder.
Tinder è stato
inizialmente un dramma a fosche tinte.
Avrei selezionato
anche l’ultimo dei cettolaqualunque pur di poter passare una serata diversa da:
autobus, casa, doccia, cibo precotto nel micro-onde e tivù fino a tarda notte.
Insomma avrei
dato l’anima per poter uscire e passare una serata diversa con un ragazzo.
L’anima de li mortacci loro nessuno rispondeva ai miei inviti!
Nessuno! Manco il
ragazzotto con la faccia da caciotta e gli occhiali stile ragionier Filini.
Pure lui dopo una chat durata poche ore ha preso la via di fuga ed è sparito
nel nulla cosmico.
La mia solitudine
si è trasformata ben presto in depressione e l’unica che alla fine mi ha dato
un buon consiglio per accalappiare i ragazzi è stata la mia coinquilina, che
avevo ribattezzato la cinese dormiente, ma che alla fine tanto tonta non era ma
al contrario si è dimostrata sincera e schietta e soprattutto, aveva una
visione più pratica su come funziona Tinder.
"Silvia
cara, tu hai un bel viso e un seno enorme. La maggioranza degli uomini su
questa app vogliono solo scopare. Se gli mostri la parte migliore di te quelli
poi una chance in più te la danno per uscire".
Seguendo il suo
consiglio ho rimosso la foto del matrimonio di mio cugino, in cui indossavo un
vestito attillato che mi faceva sembrare una balena spiaggiata.
Via anche la
foto di me al mare con un costume intero che in confronto Marisa Laurito era
miss Italia. Cancellata senza ropensamenti anche la foto di me che cucino,
perché come diceva la cinese dormiente, gli uomini su Tinder non cercano moglie
ma semmai un’amante che magari non gli cucina i biscotti ma che gli faccia
trovare la biscotta pronta, calda e profumata.
Con questi
accorgimenti ho iniziato ad avere molto più riscontro e non solo dai cessi
ambulanti, che continuavo a selezionare pur di avere un raggio di opportunità
più allargato, ma anche da ragazzi molto carini.
Da allora le mie
serate hanno iniziato ad animarsi di incontri e di illusioni.
Un bacio ed ero
al settimo cielo perché credevo di ‘aver trovato il fidanzato’ per scoprire poi
che dopo che avevo bevuto mezza bottiglia di vino e lui un numero imprecisato
di birre, da sbronzo credeva di avere vicino Kim Kardashian in versione
bagascia.
Il giorno dopo la
mia ricerca iniziava da capo. Stava diventando una questione di principio! Avrebbe
dovuto accadere anche a me di trovare qualcuno da amare. Infondo anche quel limone acido di mio cugina
era riuscita a raccattare qualcuno!
Questo inseguimento
è finito quando in una triste serata invernale, seduta sul mio divano ho
selezionato Tommy, un ragazzo polacco figo come non mai.
Fisico palestrato
con gli addominali scolpiti alla perfezione, capelli neri ricci finti
spettinati e due occhi azzurri da far impallidire il cielo.
Ero pienamente
cosciente che con lui avevo zero possibilità ma ho provato lo stesso.
Se non giochi non
vinci mi ripetevo.
Mai avrei sperato di vincere lui ma di fatto quella volta
vinsi.
Avrei dovuto
ricordarmi di quel detto che dice: "Non preoccuparti di vincere una
battaglia ma la guerra".
Ecco io con lui ho avuto l’ebrezza della vittoria
momentanea, il seguito ha lasciato ferite di guerra che ancora porto.
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