domenica 23 dicembre 2018

Mai Senza di Te - La storia di Silvia Parte Quarta

Riassunto delle puntate precedenti:

Parte Quarta

La vita a Londra mi stava dando qualche soddisfazione in campo lavorativo.

Dopo vari curriculum vitae spediti ho trovato un lavoro come segretaria per uno studio legale italiano nella city.

Il lavoro era di una noia mortale e, in linea con lo stile italiano, il più giovane associato aveva 60 anni e la collega più giovane era una donna di 64 anni che archiviava le pratiche e nel restante tempo faceva la maglia, in attesa di andare in pensione.

La disperazione più nera mi ha convinto a provare Tinder.

Tinder è stato inizialmente un dramma a fosche tinte.

Avrei selezionato anche l’ultimo dei cettolaqualunque pur di poter passare una serata diversa da: autobus, casa, doccia, cibo precotto nel micro-onde e tivù fino a tarda notte.

Insomma avrei dato l’anima per poter uscire e passare una serata diversa con un ragazzo. L’anima de li mortacci loro nessuno rispondeva ai miei inviti!

Nessuno! Manco il ragazzotto con la faccia da caciotta e gli occhiali stile ragionier Filini. Pure lui dopo una chat durata poche ore ha preso la via di fuga ed è sparito nel nulla cosmico.

La mia solitudine si è trasformata ben presto in depressione e l’unica che alla fine mi ha dato un buon consiglio per accalappiare i ragazzi è stata la mia coinquilina, che avevo ribattezzato la cinese dormiente, ma che alla fine tanto tonta non era ma al contrario si è dimostrata sincera e schietta e soprattutto, aveva una visione più pratica su come funziona Tinder.

"Silvia cara, tu hai un bel viso e un seno enorme. La maggioranza degli uomini su questa app vogliono solo scopare. Se gli mostri la parte migliore di te quelli poi una chance in più te la danno per uscire".

Seguendo il suo consiglio ho rimosso la foto del matrimonio di mio cugino, in cui indossavo un vestito attillato che mi faceva sembrare una balena spiaggiata. 
Via anche la foto di me al mare con un costume intero che in confronto Marisa Laurito era miss Italia. Cancellata senza ropensamenti anche la foto di me che cucino, perché come diceva la cinese dormiente, gli uomini su Tinder non cercano moglie ma semmai un’amante che magari non gli cucina i biscotti ma che gli faccia trovare la biscotta pronta, calda e profumata.

Con questi accorgimenti ho iniziato ad avere molto più riscontro e non solo dai cessi ambulanti, che continuavo a selezionare pur di avere un raggio di opportunità più allargato, ma anche da ragazzi molto carini.

Da allora le mie serate hanno iniziato ad animarsi di incontri e di illusioni.

Un bacio ed ero al settimo cielo perché credevo di ‘aver trovato il fidanzato’ per scoprire poi che dopo che avevo bevuto mezza bottiglia di vino e lui un numero imprecisato di birre, da sbronzo credeva di avere vicino Kim Kardashian in versione bagascia.

Il giorno dopo la mia ricerca iniziava da capo. Stava diventando una questione di principio! Avrebbe dovuto accadere anche a me di trovare qualcuno da amare.  Infondo anche quel limone acido di mio cugina era riuscita a raccattare qualcuno!

Questo inseguimento è finito quando in una triste serata invernale, seduta sul mio divano ho selezionato Tommy, un ragazzo polacco figo come non mai. 

Fisico palestrato con gli addominali scolpiti alla perfezione, capelli neri ricci finti spettinati e due occhi azzurri da far impallidire il cielo.

Ero pienamente cosciente che con lui avevo zero possibilità ma ho provato lo stesso.

Se non giochi non vinci mi ripetevo. 
Mai avrei sperato di vincere lui ma di fatto quella volta vinsi.


Avrei dovuto ricordarmi di quel detto che dice: "Non preoccuparti di vincere una battaglia ma la guerra". 

Ecco io con lui ho avuto l’ebrezza della vittoria momentanea, il seguito ha lasciato ferite di guerra che ancora porto. 

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