lunedì 24 dicembre 2018

Mai senza di te -La Storia di Silvia Parte Quinta

Parte Quinta

Quasi non ci credevo quando, guardando il mio cellulare la mattina dopo ho scoperto che Tommy aveva risposto al mio banalissimo messaggio: “Ciao come stai?” con un invito a vederci per il fine settimana.

Avere  solo un appuntamento con lui mi sembrava davvero un miracolo di cui non avrei mai creduto possibile la trasformazione in realtà.

Ci siamo visti per la prima volta a Clapham Junction, una zona di Londra dove ristoranti etnici ed europei si fondono con i pub inglesi e i locali a metà tra la discoteca e il luogo chic.

Il pub dove ho incontrato per la prima vota Tommy era vicino alla stazione dei treni ed era il classico pub inglese con una selezione di 20 birre, dove la Peroni che in Italia la bevono i muratori in pausa qui veniva pagata come una bottiglia di vino medio.

La scelta del vino, al contrario, era davvero ristretta: il classico Pinot Grigio talmente aspro e cattivo che mejo l’aceto, il Sauvignon Blanque pari al vino che serviamo noi quando tutti sono già ubriachi e terza opzione per i bianchi,  il vino Sud Africano che sa di Tavernello. I rossi invece erano al gusto di antibiotico che a quel punto, se come me non ti piace la birra, vai sul cocktail rinnegando le origini italiche e la mia passione per il buon vino.

Scusate se mi sono persa in queste descrizioni vinicole ma c’è un perchè e lo capirete in seguito. Per ora vi dico che per me il vino, al pari del cibo, è stato sempre un fattore confortante nella mia vita.

Ma torniamo ora al mio primo appuntamento con Tommy il figo.

Appena l’ho visto mi è mancato il respiro.

Aveva una giacca in pelle nera e un paio di jeans stretti che fasciavano delle gambe muscolose e un culo che a Michelangelo gli sarebbero venuti i complessi.  Sotto la giacca indossava una maglietta a maniche corte attillata dove si metteva in mostra la classica tartaruga.

Guardandolo da vicino assomigliava anche parecchio a Raul Bova, ai tempi d’oro.

Quella sera tutto è stato perfetto, le nostre chiacchiere, le nostre risate, il nostro primo bacio e la nostra prima trombata.

M’be vabbè quella non è stata proprio perfetta ma anche nel cinema si ripete sempre perché il primo ciak, si sa, è una prova generale.

Dopo il nostro primo incontro ero convinta che anche lui sparisse nel nulla cosmico, come gli altri. Io comunque ero già contenta così! Conoscevo i miei limiti e già essermelo scopato era un risultato da incorniciare per me!

La mattina dopo invece, con mia grande sorpresa, mi ha mandato un messaggino tenero in cui mi diceva che voleva rivedermi. 

E così giorno dopo giorno mi sono convinta che lui stava diventano il mio ragazzo!

Avete presente quando sognate di vincere alla lotteria? O quando avete scoperto che Brad aveva deciso di divorziare da Maleficelina Jolie e vi immaginate la pernacchiona colma di soddisfazione fatta dalla ex Jennifer Aniston? O ancora quando il vostro capo, quel gran bastardo cinico schiavista di merda, vi comunica che è a casa in preda alle coliche renali e voi pensate: se ti escono dal culo tutte le stronzate che escono dalla bocca allora stai crepando dai dolori e te lo meriti! Altro pernacchione colmo di malvagia euforia che ti mette di buonumore e ti riconcilia con l’universo.

Ecco se avete presente la gioia di una vincita, la soddisfazione per una rivalsa che cercavate da tempo immemore ed infine immaginate che tutte queste cose vengano divulgate alle vostre ex amiche che sicuramente vi vomiteranno i soliti complimenti falsi, almeno quanto quelli che ho riservato loro per accattivarmi la loro benevolenza, che vi riempiranno di quella malefica euforia citata nel terzo esempio, dove tutto si chiude con le aspettative di quello che avevate creduto fosse la vostra splendida realta’.


Figo era figo eh! Non come Brad Pitt ma insomma nella vita ci si accontenta anche del sosia di Raul Bova!

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