Riassunto delle puntate precedenti:
Parte terza
Partiamo
dall’inizio!
A
scuola non sono mai andata bene ma fin da subito ho sempre avuto una manualità
eccellente e un senso del gusto sviluppatissimo che mi hanno permesso di sviluppare le mie doti di cuoca fin da quando
ero una ragazzina.
Cucinare
mi è sempre piaciuto molto. Ed è per questo che ho studiato per diventare chef.
Dopo
aver passato i migliori anni della mia vita a lavorare come lavapiatti e
cameriera nella trattoria di mio zio a Frosinone, con lo stesso stipendio per
10 anni, senza malattie e ferie e trattata come uno zerbino, alla fine a 28
anni ho deciso di mandare a fanculo mio zio ed il parentato tutto.
Ho
fatto le valigie ed un biglietto di sola andata per Londra.
È li
che ho incontrato il mio Dating Bad.
Certo
la vita a Londra non è stata facile.
La
ricerca della casa è stata una odissea. È stato in quel periodo che ho iniziato
a mettere in dubbio la mia capacità di saper leggere sopra le righe e prevenire
i disastri.
C’è da
dire, a mia discolpa, che quando come tetto sulla testa hai una camera che
dividi con otto persone in un ostello putrido, le considerazioni e le analisi
profonde vanno ad sbattere contro la disperazione di uscire da quel postaccio.
Se non
lo sapete, vi dico che nella capitale inglese anche per ottenere una stanza si
fanno colloqui e in quella manciata di minuti tu fai di tutto per ottenere la
stanza e di riflesso chi ti intervita si presentano al meglio per far si che tu
accetti la loro offerta di afftto.
All’inizio
ho vissuto in una stanzetta di 5 metri quadri a Camden Town.
Condividevo
la casa con Demetra una ragazza greca, ossessionata tra le altre cose, dalla
pulizia. L’ho ribattezzata Furia, come Furio di Bianco Rosso e Verdone.
Ogni
giorno mi tempestava di messaggi: hai chiuso la finestra? hai spento il gas?
hai fatto la differenziata?...E che palle!
Non la
sopportavo. E si la cosa era reciproca!
Mi sono
poi spostata a Stratford, una zona a nord est di Londra, non particolarmente
carina ma con un mega centro commerciale e vicina al centro della città.
Qui
vivevo con altre due ragazze. Entrambe inglesi e studentesse anche abbastanza
pulite ma ogni fine settimana facevano una festa a casa nostra.
I loro
party di solito finiva alle prime luci dell’alba. La mattina per entrare in
cucina dovevo fare lo slalom per evitare il vomito sparso come concime nel
terreno.
Sono
scappata anche da lì! Pensai: non c’è due senza tre… ed invece la terza casa è
quella in cui abito tutt’oggi!
A parte
l’odissea della casa, trovare lavoro è stato facile, ed in meno di un anno da
kitchen-porter, ossia lavapiatti, sono diventata aiuto cuoco in un noto
ristorante al centro di Londra.
Insomma
andava tutto benissimo ed io ero diventata amica Terry della mia coinquilina.
Le cose
sono cambiate quando ha deciso di utilizzare Tinder e a causa dei dating non
trovava più il tempo per uscire con me.
Più
volte Terry mi ha incoraggiata a scaricare l’app e alla fine mi sono decisa.
Non vi
dico i primi appuntamenti sono stati da ridere.
Il
primo era uno danese-cinese, di cui non ricordo il nome, vanitoso che al
confronto Malgioglio diventava umile come San Francesco.
Sono
poi uscita una sola sera con Ralph, da me ribattezzato lo scaccolatore
insaziabile. Il perché è semplice, oltre a ravanarsi il naso alla ricerca
spasmodica delle caccole lui si premiava
mangiandosele pure.
De
Gustibus non disputandum est. Come a dire ‘va bene se sei contento te, ma col
cazzo che rivedi me!’
Il
terzo sarà quello giusto o sarà il peggiore?
Il
terzo è stato Timothy!
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