sabato 2 febbraio 2019

Una favola al contraio -la storia di Serena Sesta e Ultima Parte


Riassunto delle puntate precedenti:

clicca qui per leggere la seconda parte


Parte Sesta ‘ Ultima parte’

Mentre la mente lucida e spietata di Gabriella aveva iniziato a meditare la vendetta verso quell’infame, la mia mente stava scivolando verso un baratro nero che stava risucchiando la mia vita.

I sensi di colpa e la vergogna mi stavano divorando e non sopportavo più neanche di vedere la mia immagine riflessa allo specchio.

Ogni volta che vedevo la mia faccia riflessa pensavo a quei commenti a come venivo descritta.

Ho pensato infinite volte che era ora di andare a dormire…per sempre e lasciarmi tutto dietro le spalle. Nessun principe mi avrebbe svegliato!

Volevo solo scomparire perché sentivo di non meritare di vivere.

Non sopportavo più niente e nessuno. 

Alla mia famiglia dissi che avevo l’influenza e che non avevo voce per rispondere alle telefonate.

Mia madre ha capito subito che c’era altro. Certo non mi aveva partorito ma riusciva a capirmi anche se non parlavo.

Dopo una settimana che dicevo di essere malata, la mia mamma, senza dirmi nulla ha preso l’aereo e un giorno bussando alla mia porta me la sono trovata davanti.

Dopo averla fatta entrare mia madre mi ha fissato per un minuto, che è sembrato una eternità, e mi ha detto: ‘Adesso mi racconti tutto. Qui ci sono io ora e non me ne vado finché non vuoti il sacco’.

Le ho gettato addosso la mia rabbia, la mia disperazione. 

Ho concluso il mio racconto dicendole: ‘Mamma io non voglio più vivere… non lo merito!’

L’unica cosa che mi ha detto è stata: ‘Dove è il bagno?’

Le ho indicato dove era. Dopo dieci minuti sono andata a controllare.

Mia madre ha sempre avuto la pessima abitudine di non chiudere mai le porte a chiave.

Piano piano ho aperto la porta e l’ho vista in ginocchio davanti al lavandino con una foto della mia ‘vera’ mamma tra le mani.

Piangeva e guardando quella foto sussurrava: ‘Teresa aiuta nostra figlia. Ti prego in ginocchio, come quando ha avuto la scarlattina… Non me la portare via. Non portami via nostra figlia…’

Ho richiuso la porta e sono ritornata in sala.

Dopo poco mia madre è tornata. Si vedeva che aveva pianto ma aveva sul volto un sorriso dolce e determinato.

Mi ha abbracciato forte e mi ha detto: ‘Ti ho sentito quando sei entrata in bagno. Ce la faremo, come sempre figlia mia. Tu non hai nessuna colpa. Sono stata, sono e sarò sempre fiera di te. Alla vita si reagisce. Non ci si arrende! Sappi comunque che le tue mamme sono al tuo fianco.’ 

Certo da ragazzina la mamma che mi ha cresciuto mi portava al cimitero a vedere la sua foto, raccontava di lei ma io ho la vedevo più come una figura sfocata e distante.

Da quel giorno in poi, qualcosa dentro di me è cambiato. 

Non potevo lasciare la mia mamma ed ero sicura che la donna che mi diede la vita sarebbe stata il mio angelo custode… o forse lo è sempre stata.

Abbiamo parlato tanto io e la mia mamma e giorno dopo giorno ho iniziato a capire di essere la vittima e che dalle ferite ci si rialza anche se i lividi non se ne andranno più.

Nel frattempo Gabriella aveva messo in moto la sua vendetta. 

È partita dalla mia denuncia e la sua prima mossa è stata inviarla, insieme a tutto il materiale al magazine per cui lavorava.

Il primo risultato è stato il suo licenziamento.

Ora c’è una causa in corso.

L’avvocato dell’infame ha cercato di contattare Gabriella per offrire una marea di soldi affinché io ritirassi la denuncia.

No caro mio… ora affronti il male che mi hai fatto. Ora non ti diverti più lo so… ora ci divertiamo io e Gabriella che in fatto di spietatezza e senso della vendetta è regina incontrastata.

Morale della storia
Forse quel pezzo di merda di Giacomo non ha messo in conto che Biancaneve e Grimilde potessero diventare alleate!
Adesso sono davvero cazzi suoi!

Oggi Serena non è tornata del tutto serena ma lotta come una leonessa per lei e per tutte quelle donne che hanno passato e passano il suo dramma.

Ci tiene a far sapere che la spinta ad intraprendere l’azione legale e non arrendersi l’ha avuta sentendo una intervista della mamma di Tiziana Cantone.
https://www.ilpost.it/2016/09/15/storia-tiziana-cantone/

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