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Parte Seconda
L'inizio della mia storia non si discosta da quelle che avete già letto in precedenza.
Anche io sono partita dall'Italia, precisamente dalla mia amata Roma. Non l'ho fatto per trovare nuove occasioni di lavoro o per noia, ma per fuggire da una vita che dietro la patina della finzione nascondeva tanto dolore.
Parte Seconda
L'inizio della mia storia non si discosta da quelle che avete già letto in precedenza.
Anche io sono partita dall'Italia, precisamente dalla mia amata Roma. Non l'ho fatto per trovare nuove occasioni di lavoro o per noia, ma per fuggire da una vita che dietro la patina della finzione nascondeva tanto dolore.
A ventisette anni volevo solo scappare.
Ero si giovane ma non più una ragazzina. Avevo una convinzione ferrea: le persone non cambiano e certe situazioni sono destinate solo a restare in stand by per poi espodere nuovamente e con più forza.
Certe volte fuggire non è segno di codardia ma di istinto di sopravvivenza. C'era la mia vita da salvare ed io l'ho salvata!
Ero si giovane ma non più una ragazzina. Avevo una convinzione ferrea: le persone non cambiano e certe situazioni sono destinate solo a restare in stand by per poi espodere nuovamente e con più forza.
Certe volte fuggire non è segno di codardia ma di istinto di sopravvivenza. C'era la mia vita da salvare ed io l'ho salvata!
Un bacio alla mia adorata mamma, che ha davvero sofferto per la mia partenza, una valigia con quattro stracci dentro e la scusa plausibile che dopo una laurea avrei dovuto migliorare l'inglese e praticarlo in Inghilterra era la soluzione ideale.
Via da quello che mi faceva male per trovare quello che mi avrebbe ridato una parvenza di vita vera dove il sorriso sarebbe apparso senza che forzassi i muscoli della bocca per disegnare un arco con le labbra.
Un biglietto senza ritorno in mano accompagnato da tanta incoscienza e un filo di spregiudicatezza.
Ma senza entrambe si resta sempre al punto di partenza quindi furono benvenute anche quelle!
Ma senza entrambe si resta sempre al punto di partenza quindi furono benvenute anche quelle!
Londra con la sua cornice di nuvole scure ha paradossalmente aperto orizzonti più visibili in cui io ho scoperto finalmente la vera me. Sopravvivere in una grande metropoli non è stato facile ma questa esperienza mi ha insegnato che solo togliendo la maschera si può apprezzare davvero ciò che ci circonda.
Trasferirmi in una grande città, senza conoscere nessuno e parlando un inglese davvero basico, tipo: 'The cat is over the table' e 'The pen is on the table' non è stato facile, ma io lo trovavo dannatamente eccitante!.
La vita ti costringe a cambiare e il Regno Unito, più specificatamente Londra, è stata la mia rinascita.
La mia prima sistemazione in The UK - United Kingdom - , è stata in una stanza situata in una soffitta a Eastbourne, una cittadina sul mare a, più o meno, 135 kilimetri da Londra.
Come ci sono finita lì? Ad Eastbourne seguivo un corso di inglese, e l'agenzia che organizò il tutto mi assegnò una stanza nella casa di Beth che era a soli dieci minuti a piedi dalla scuola e cinque dal mare.
Beth era una signora anziana che come si dice a Roma 'non magnava per non cagare ... ' perchè tirare lo sciacquone avrebbe consumato l' acqua e lei doveva risparmiare, sempre e comunque e sopratutto su tutto.
Come ci sono finita lì? Ad Eastbourne seguivo un corso di inglese, e l'agenzia che organizò il tutto mi assegnò una stanza nella casa di Beth che era a soli dieci minuti a piedi dalla scuola e cinque dal mare.
Beth era una signora anziana che come si dice a Roma 'non magnava per non cagare ... ' perchè tirare lo sciacquone avrebbe consumato l' acqua e lei doveva risparmiare, sempre e comunque e sopratutto su tutto.
In casa, oltre a me c'erano anche tre ragazze giapponesi che io chiamavo Pin Pon Pan e un africano che dormiva sempre e per questo lo avevo ribattezzato 'il Moro Addormentato'.
Beth descriveva alla perfezione il prototipo della donna sola e avvizzita dalle sciagure della vita. Si insomma una stronza acida come un limone andato a male.
Una che a colazione, inclusa nel prezzo del fitto, ti dava una fetta di toast e un velo di marmellata che stendeva lei personalmente con un coltellino piccolo come quello delle bambole. Il cappuccino era composto da tre granelli di caffe di infima categoria e latte palesemente allungato con l'acqua.
La cena, anche essa compresa nel fitto, era pure peggio. C'era sempre quella fettina di roast beef sottile come l'ostia e una cagatina di purè.
Pure all'ospedale avrebbero servito un piatto più ricco e appetibile!
Pure all'ospedale avrebbero servito un piatto più ricco e appetibile!
Beth dava il peggio di se la mattina, cronometrando ogniuno di noi, ospiti, il tempo di 'occupazione della doccia'.
Erano concessi massimo tre minuti a persona.
Allo scoccare del quarto minuto la cara Bettina tutta darling e honey, baci e abbracci, finti come le perle sulle bancarelle dei marocchini sulla spiaggia, si trasformava in Linda Blaire dell'esorcista.
Dopo le sfuriate le tre giappas erano talmente terrorizzate che gli occhietti a mandora assumevano la forma del pesce palla. Pin, Pon, Pang assumevano la stessa espressione sbigottita della Carafagna diventavano, Mah, Che, Caz.
Il Moro Addormentato, nero come la notte, diventava color cappuccino.
L'unica che non restava impressionata dalle sfuriate di Beth la stronza ero io. Ce ne voleva per impressionare me. Trovavo anzi le sue urla divertenti.
Diciamoci la verità, non capivo una beata minchia di quello che diceva quindi non ne restavo granchè impressionata.
Diciamoci la verità, non capivo una beata minchia di quello che diceva quindi non ne restavo granchè impressionata.
E' stato in quel vilaggiotto del Sussex che ho festeggiato la vittoria dell'Italia campione del mondo! Eh si era il lontano 2006 quando si strillava tutti: Il Cielo è BLU sopra Berlino!
Al corso, conobbi un ragazzo e una ragazza di Bologna, e fu con loro che festeggia la vittoria azzurra in un pubaccio di infima categoria contornati da Inglesi e Francesi.
In un mese di 'studio' ero diventata fluente in bolognese ma il mio inglese restava a livelli bassi. Bassissimi. Si insomma non avevo imparato nulla, o forse stavo iniziando ad imparare tutto.
In un mese di 'studio' ero diventata fluente in bolognese ma il mio inglese restava a livelli bassi. Bassissimi. Si insomma non avevo imparato nulla, o forse stavo iniziando ad imparare tutto.
Finito il corso, ho fallito il test di inglese, ma a quel punto me ne fregava un sega. Fino ora mi ero confrontata con un piccolo villaggetto di mare del Regno Unito. Volevo fronteggiare Londra.
E' stato così che in una insolita giornata di sole ho portato la mia valiggia di cartone nella mia prima casa a Londra, un appartamento vicino Camden Town.
Nel bene e nel male qui io ero sola. Per la prima volta ho imparato davvero a volare da sola. Ed il volo in solitudine mi piaceva.
Tanti sono stati i salti, altrettanti gli scivoloni e, ovvio, ci sono state anche le cadute. Jack, il mio Dating Bad, è stata la caduta più rovinosa.
Lui non mi ha tolto l'illusione di trovare l'uomo della mia vita ma la fiducia verso il prossimo!
E' comprensibile che ora non capiate quanto è stato 'fio de na mignotta'.
Lo scoprirete presto!
To be continued
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