Parte Prima
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta
Parte Settima
Il Natale era nell'aria.
Le strade colorate di mille luci e la gente a Londra sempre di fretta a smadonnare ma, visto che il natale era nell'aria sempre con il sorriso sulle labbra perchè questo è il periodo dove tutti sono, o si sforzano di essere, sempre più felici.
Parte Seconda
Parte Terza
Parte Quarta
Parte Quinta
Parte Sesta
Parte Settima
Il Natale era nell'aria.
Le strade colorate di mille luci e la gente a Londra sempre di fretta a smadonnare ma, visto che il natale era nell'aria sempre con il sorriso sulle labbra perchè questo è il periodo dove tutti sono, o si sforzano di essere, sempre più felici.
Tutto questo avrebbe messo il buon umore pure a Sgarbi, tranne me. Ovviamente. A Me il Natale mi provoca l'orticaria! Il vomito! Preferisco essere presa a calci in culo piuttosto che affrontare questo giorno di merda!
Lo odio da quando ero ragazzina! Mia mamma fa l'estetista e durante questo periodo la sua agenda di appuntamenti era piena ogni giorno della settimana che precedeva questa 'festa'.
Di tempo per scegliere il regalo per me ce n'era poco e figuarsi se quel testa di cazzo di mio padre aveva il pensiero. Mamma faceva il meglio che poteva.
Immagino pure che leggesse la mia letterina ma poi andava a comprare il mio regalino quando aveva un pò di tempo libero, e sfiga ha sempre voluto che MAI la mia amata mammina trovò quello che, con dovizia di particolari che sfiorava la pignoleria, descrivevo nella letterina a Babbo Natale.
Ogni Natale poi la festa veniva sempre rovinata da qualche parente stronzo che con una parola di troppo provocava qualche lite nella tavolata addobbata di rosso, oro e finta felicità.
Ritratto di me a Natale:
Questo natale avrebbe dovuto essere diverso. Ed in qualche modo lo fu!
Sapendo che sarei rimasta sola il caro Jack mi propose di passare il pranzo di natale con lui e la sua famiglia, composta da sua madre e sua sorella Jane.
Ci conoscevamo da un mesetto scarso e conoscere la sua famiglia era davvero troppo prematuro.
Si Ok, la vera ragione dei miei dubbie era data dal fatto che questa proposta faceva svanire il mio Natale da sogno: pizza, vino, gelato filmetto cazzone e rutto libero sul divano di casa mia.
Si mi rodevano le ovaie ad elica solo a pensarci!
Si Ok, la vera ragione dei miei dubbie era data dal fatto che questa proposta faceva svanire il mio Natale da sogno: pizza, vino, gelato filmetto cazzone e rutto libero sul divano di casa mia.
Si mi rodevano le ovaie ad elica solo a pensarci!
Sono stata davvero combattuta nel decidere. Avrei potuto rifiutare cortesemente il suo invito dicendo che ne avevo avuto già ricevuto un'altro da una mia amica a Londra. Avrei potuto inventare la classica scusa-bugia dell'ultimo minuto dicendo che proprio quel giorno avevo le 'mie cose' e mi sentivo poco bene.
Ma non mi andava di mentire. Non era così che volevo si evolvesse il nostro rapporto. C'è poi da dire che io le bugie le odio e non perchè sono una moralista ma perchè non sono capace di portare avanti la pantomima in modo credibile.
Ma non mi andava di mentire. Non era così che volevo si evolvesse il nostro rapporto. C'è poi da dire che io le bugie le odio e non perchè sono una moralista ma perchè non sono capace di portare avanti la pantomima in modo credibile.
Comunque alla fine, dopo le numeose richieste da parte sua, cedetti e finalmente acconsentii al suo invito.
Il 24 dicembre arrivò, e visto che il 25 c'è sempre un servizio super ridotto, quasi azzerato di corse di autobus e di metropolitana, ho accetato di passare la notte della viglilia a casa di Jack.
Eh ... qui arriva la suppostona di natale.
La sera della vigiglia, poche ore prima che io finissi di lavorare mi arrivò un messaggio da Jack:
'Tesoro, mia madre dormirà a casa mia, nella stanza di Hellen, - che era tornta a casa dai suoi genitori in Cornovaglia - poichè la stanza libera per lei a casa di mia sorella Jane si è allagata. Mamma non vede l'ora di conoscerti stasera a cena! Ti prego non mi dire di no!'.
Voi ora capite bene che dopo un mese di frequentazione, avrei passato la notte a casa del mio ragazzo con mia suocera, una donna di 80 anni mai vista e conosciuta prima, che avrebbe dormito a venti centimetri dalla nostra camera.
Ora io sono parecchio aperta di mente, ma cazzo questo mi sembrava un po' troppo.
Non era tardi per girare i tacchi e tornare al piano A del Natale, ma sta di fatto che a quel messaggio io risposi solo: 'Ok se tua mamma non si imbarazza per me va bene'.
La sera arrivò e salendo le scale dell'appartamento di Jack sentivo veramente il cuore battere a mille all'ora. Sarei stata io quella imbarazzata a merda.
L'incontro avvenne e fu molto meno traumatico del previsto!
Sue, diminutivo di Susan, si era trasferita a Londra quando i suoi figli avano lasciato il villaggetto a nord del Sussex dove erano cresciuto per trovare maggiori opportunità di lavoro nella capitale.
Aveva vissuto in una casa vicino Brixton che un anno fa vendette per trasferirsi a Bognor Regis, letteralemnte Bagno Regio, un paesotto sul mare distante un'ora e mezzo di treno da Londra, meglio conosciuto come area per svernare i vecchi, poichè, a suo dire, il concittadino più giovane aveva 60 anni.
Aveva vissuto in una casa vicino Brixton che un anno fa vendette per trasferirsi a Bognor Regis, letteralemnte Bagno Regio, un paesotto sul mare distante un'ora e mezzo di treno da Londra, meglio conosciuto come area per svernare i vecchi, poichè, a suo dire, il concittadino più giovane aveva 60 anni.
Sue era una donnetta alta poco più o meno 1 metro e 50, con la faccia tonda come suo figlio Jack, due occhioni marroni grandi come quelli di Candy Candy, i capelli tutti bianchi e un viso liscio senza troppe rughe, quasi a voler suggerire una vita senza ostacoli. Una vita tutta in discesa.
In realtà, così non era stato.
Sue era nata nel Regno Unito ma, per ragioni lavorative del padre, aveva passato la sua infanzia e adolescenza in Kenia, quando era una colonia dell'Impero Britannico. Tornata in vacanza in Inghilterra per trovare i nonni conobbe John e in tre settimane i due si sposarono.
Lei tornò nella sua Gran Bretagna con un marito e la prima figlia in arrivo.
Sue era nata nel Regno Unito ma, per ragioni lavorative del padre, aveva passato la sua infanzia e adolescenza in Kenia, quando era una colonia dell'Impero Britannico. Tornata in vacanza in Inghilterra per trovare i nonni conobbe John e in tre settimane i due si sposarono.
Lei tornò nella sua Gran Bretagna con un marito e la prima figlia in arrivo.
La seconda gravidanza fu una gioia immensa per Sue e John. Quella vita perfetta non era purtroppo destinata ad avere un lieto fine, o come dicono gli inglesi un 'Happy Ending'.
Quando Sue fu incinta di otto mesi e mezzo arrivò la catastrofe. A Johon venne diagnosticato un tumore incurabile. Fece appena in tempo a vedere il suo figlio prima che la malattia spegnesse a poco a poco il suo cervello e poi il suo cuore.
Sue parlava del marito con gli occhi ancora innamorati e con un velo di tristezza e malinconia infinita ricordava il suo amato John in quella vigiglia di natale fredda ma senza la magia della neve.
Io e Sue ci siamo piaciute da subito. Lei mi ha fatto sentire da subito a mio agio.
Dopo cena arrivò a casa di Jack anche Jane, sua sorella. Con lei è stato davvero amicizia a prima vista.
Era un donnone di 1 metro e 80, di corporatura robusta e, nonostante avesse più di 30 anni vestiva come una teenager con jeans strappati, anfibi anni 90 e maglietta rockettara.
Era un donnone di 1 metro e 80, di corporatura robusta e, nonostante avesse più di 30 anni vestiva come una teenager con jeans strappati, anfibi anni 90 e maglietta rockettara.
Jane era una forza! Aveva la capicità di portare allegria ma nel contempo sapeva intrattenere con discorsi seri.
Arrivata la mezzanotte tutti scambiarono i regali. Ora io, grazie ai traumi dei regali dei natale passati, non ho mai voglia di comprare nulla a nessuno.
Cazzo! Mi aveva fatto il regalo ed io era lì senza nulla da restituire.
Per educazione mi è stato insegnato che si restituisce sempre un regalo! Io detesto il Natale anche per queste cose!
Passato questo primo, e fortunatamente ultimo, momento di imbarazzo, tutto procedette per il meglio.
Potete ben immaginare che il cibo era lontano da quello che solitamente si vedeva in casa di mia madre! Ma vabbè Jane portò una selezione di formaggi buonissimi e il vino davvero non mancò quella sera.
Verso l'una Jane tornò a casa sua era a Tulse Hill, a venti minuti a piedi da casa di sua fratello.
Avrebbe potuto dormire sul divano ma la notte buia, il gelo non la fermarono. Voleva tornare a casa sua dai suoi adorati gatti e alla fine c'e' tornata!
Con sua mamma a dormire nella camera a venti centimetri dalla nostra quella notte ovviamente io e Jack manco ci siamo sfiorati ma sono stata felicissima perchè ci addormentammo abbracciati.
Anche il pranzo di natale fu una esperienza piacevole.
Jack prenotò un tavolo in un pub inglese dove consumammo Il classico British Roast... un banale pollo verdure e salsette varie, che, lo ripeto, non sono i cannelloni, la lasagna e l'abbacchio di mamma! Ma come si dice a Roma: 'Meglio questo che un calcio nel culo!'
Quella che prevedevo sarebbe stata una catastrofe non lo fu affatto!
Era quando tutto andava meravigliosamente bene!
To be Continued
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