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Parte Terza
Ricordo il mio primo giorno di lavoro nell’edificio
gigantesco nel cuore della City.
Per arrivare al lavoro prendevo, e prendo tutt’oggi, la
metro. Da casa mia, o meglio dalla casa che condivido con due ragazze e un ragazzo, per arrivare in ufficio devo fare solo sei fermate di metro.
Ora, fatemi dire che l’abbonamento costa un sangue
ma i mezzi arrivano sempre in orario ma… e si miei cari c’è un ma….
La gente si accalca come animali nei carri bestiame ed in
questi scatoloni di ferro tendono a spruzzarsi un litro di profumo che purtroppo
non copre la loro puzza nauseabonda.
Io capisco che non c'è il bidet ma cazzo fatevi
una doccia!
Io questa gente la farei scendere dalla metro e non
solo la muterei ma i recidivi li condannerei a tre giorni di galera.
Ar gabbio devono andare!!!
Scusate il livore ma ho sempre avuto lo stomaco
debole e gli odori forti non li sopporto!
Il posto in cui lavoro è popolato da una marea di
gente, tutta vestita di nero, che in confronto il nostro outfit per i funerali sembra il carnevale di
Rio.
Tutti corrono spasmodicamente verso l’ufficio con
quell’aria incazzata di chi aprendo il mobiletto della cucina si è reso conto che il caffè è finito ma poi noti
che tutti hanno in mano il bicchierozzo di cartone con una qualche bevanda
calda - anzi bollente.
Mi sono chiesta mille volte cosa contenesse poi,
dopo poche settimane che ero a Londra ho scoperto il caffè’ americano. Una
miscela di acqua calda e qualcosa che somiglia, vagamente, al nostro caffè.
Credevo che con il tempo mi sarei abituata, e invece
no! In ufficio c'è sempre la mia amata macchinetta del caffè e guai chi me la
tocca!
Diciamo che la vita a Londra non era poi tanto male,
ma se sto qui a raccontarvi la mia storia significa che si ho usato Tinder ed è
stata proprio questa app malefica che mi ha portata dritta dritta al
mio Dating Bad.
Prima di incontrare Darren ho avuto un paio di
date, incontri, che definire catastrofici non mi sembra una esagerazione.
C'è’ stato Manuel, un ragazzo spagnolo tanto
passionale e mai abitudinario.
Ecco ogni tanto, per scombussolare la routine mi
lasciava… così tanto per tenere accesa la fiamma della passione. Ma fanculo
Manuel... io c’ho più di quarant'anni me devo sistema’! Adios!
Secondo, ma solo in ordine cronologico, è arrivato
Peter, rugbista inglese che sembrava una roccia!
A conoscerlo meglio però la sua pesantezza e lagna
cronica mischiata alla sindrome maniaco depressiva hanno avuto il sopravvento e
invece di rompere la roccia mi aveva smarronato i coglioni che non ho mai
avuto!
Non c’è due senza tre, penserete voi.
E qui ecco che arriva Walter, italiano
specializzato in monologhi infiniti farciti di supercazzole spacciate come dogmi religiosi. Per non parlare della sua simpatia
… comparabile alle vampate di menopausa che, sono sincera con lui sentivo
avvicinarsi!
Dopo il terzo tentativo, uno dovrebbe fermarsi e
riflettere sul fatto che se uno a 40 anni è single e usa Tinder qualche
problemuccio ce l’ha sicuramente.
Ma poi si pensa:
‘Mbe vabbè pure io c’ho più di 40 anni e lo uso …
non sono mica psicopatica!’
È stato il mio quarto date, Darren, a cambiare le
cose.
Con lui ho ottenuto l’accesso libero a vita per
l'area Vip della Neurodeliri!
To be continued
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