Parte Prima
Vi ricordate quando eravate
adolescenti e vi buttavate a capofitto nelle storie sognando che il ragazzetto
di turno fosse ‘l’amore della vostra vita’?
Con quei tuffi ad occhi chiusi
se piavano certe capocciate che i bernoccoli restavano come imperitura memoria.
Una lezione che ci allontanava
sempre di più dal mondo dei sogni e ci spingeva verso l’età adulta.
Quei segni invisibili che ci
portiamo ancora dentro ci inducevano a ripetere la solita frase:
‘Col cazzo che il prossimo
fidanzato sarà…’ il seguito cambiava a secondo del difetto principale che
aveva: geloso, ossessionato con il calcio, egocentrico etc..
Appena una storia finisce ci
si dispera ma, il lato positivo della medaglia, è il fatto che si chiariscono
le idee non tanto su ciò che si vuole dalla prossima relazione ma quello che si
deve perentoriamente evitare.
Si chiama esperienza e in caso
si dovesse ricadere nello stesso errore, selezionando il prossimo fidanzato con
lo stesso difetto dell’ex già scaricato l’opzione è solo una:
Lo sciacquone non è stato
scaricato bene e lo stronzo ancora galleggia… almeno nella mente di chi è
rimasto intrappolato nella storia impossibile.
Io, fortunatamente non sono
mai caduta nell’errore di stare insieme ad un uomo che aveva le caratteristiche
negative dei miei ex.
A quarantatre anni credevo
poi di avere una visione chiara e limpida di chi avrebbe dovuto essere il mio
compagno.
Eh sì alla mia età credo che
etichettare l’uomo che mi sta accanto come fidanzato lo trovo, personalmente,
ridicolo.
L’esperienza c’era, la
maturità pure, ma soprattutto avevo un occhio d’aquila per scovare, dopo pochi
secondi i tipi da evitare.
Bastava una frase o un gesto
per farmi capire la personalità egocentrica, egoista e narcisista.
Dopo cinque anni con Tullio,
di cui 4 e mezzo di tradimenti più o meno velati, sapevo riconoscere un
potenziale traditore solo da come respirava.
Eh.. le corna, quando si
smette di portarle ‘con eleganza’ e si capisce che sono solo lacrime versate
inutilmente non tanto per il figlio di puttana ma per il puttaniere di turno.
È
lì che entra in gioco l’esperienza.
Credevo che raggiunta l’età
adulta avessi ormai sperimentato abbastanza per poter scovare l’uomo che
potenzialmente potesse essere il mio compagno.
Quanta ingenuità ho avuto!
Non si finisce mai di imparare
e le capocciate si prendono sempre!
Come dire, su quella strada
non ci passo perché la volta scorsa ho pestato la merda.
Che poi a pensarci bene i cani
cagano un po’ dove capita e bisogna sempre fare attenzione per poter prevenire
l’errore.
Perché se è vero che sono
sempre stata attenta a non ricadere negli stessi sbagli ce ne sono sempre dei
nuovi dietro
l’angolo pronti a rimettere in discussione tutto e quando riesci ad aprire gli
occhi incaccolati di illusioni e aspettative ti
guardi allo specchio e scopri il nuovo bernoccolo!
E si cazzo fa male!
Ora, voi converrete con me,
che quando si conosce la strada è difficile che si scelga il sentiero in salita
per arrivare al traguardo.
Al contrario quando ci si trova in una strada
sconosciuta due sono le opzioni: o si accorcia oppure ci si
perde.
Ma secondo voi io la strada
l’ho accorciata o mi sono persa?
La seconda che ho detto!
To be continued
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