martedì 12 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Prima Parte


Parte Prima

Vi ricordate quando eravate adolescenti e vi buttavate a capofitto nelle storie sognando che il ragazzetto di turno fosse ‘l’amore della vostra vita’?

Con quei tuffi ad occhi chiusi se piavano certe capocciate che i bernoccoli restavano come imperitura memoria.

Una lezione che ci allontanava sempre di più dal mondo dei sogni e ci spingeva verso l’età adulta.

Quei segni invisibili che ci portiamo ancora dentro ci inducevano a ripetere la solita frase:

‘Col cazzo che il prossimo fidanzato sarà…’ il seguito cambiava a secondo del difetto principale che aveva: geloso, ossessionato con il calcio, egocentrico etc..

Appena una storia finisce ci si dispera ma, il lato positivo della medaglia, è il fatto che si chiariscono le idee non tanto su ciò che si vuole dalla prossima relazione ma quello che si deve perentoriamente evitare.

Si chiama esperienza e in caso si dovesse ricadere nello stesso errore, selezionando il prossimo fidanzato con lo stesso difetto dell’ex già scaricato l’opzione è solo una:

Lo sciacquone non è stato scaricato bene e lo stronzo ancora galleggia… almeno nella mente di chi è rimasto intrappolato nella storia impossibile.

Ora, come diceva mia nonna, in questi casi ‘Ma co chi te la voi pià se non con te stesso-a’.

Io, fortunatamente non sono mai caduta nell’errore di stare insieme ad un uomo che aveva le caratteristiche negative dei miei ex.

A quarantatre anni credevo poi di avere una visione chiara e limpida di chi avrebbe dovuto essere il mio compagno.

Eh sì alla mia età credo che etichettare l’uomo che mi sta accanto come fidanzato lo trovo, personalmente, ridicolo.

L’esperienza c’era, la maturità pure, ma soprattutto avevo un occhio d’aquila per scovare, dopo pochi secondi i tipi da evitare.

Bastava una frase o un gesto per farmi capire la personalità egocentrica, egoista e narcisista.

Dopo cinque anni con Tullio, di cui 4 e mezzo di tradimenti più o meno velati, sapevo riconoscere un potenziale traditore solo da come respirava.

Eh.. le corna, quando si smette di portarle ‘con eleganza’ e si capisce che sono solo lacrime versate inutilmente non tanto per il figlio di puttana ma per il puttaniere di turno. 

È lì che entra in gioco l’esperienza.

Credevo che raggiunta l’età adulta avessi ormai sperimentato abbastanza per poter scovare l’uomo che potenzialmente potesse essere il mio compagno.

Quanta ingenuità ho avuto!

Non si finisce mai di imparare e le capocciate si prendono sempre!

Come dire, su quella strada non ci passo perché la volta scorsa ho pestato la merda.

Che poi a pensarci bene i cani cagano un po’ dove capita e bisogna sempre fare attenzione per poter prevenire l’errore.

Perché se è vero che sono sempre stata attenta a non ricadere negli stessi sbagli ce ne sono sempre dei nuovi dietro l’angolo pronti a rimettere in discussione tutto e quando riesci ad aprire gli occhi incaccolati di illusioni e aspettative ti guardi allo specchio e scopri il nuovo bernoccolo!

E si cazzo fa male!

Ora, voi converrete con me, che quando si conosce la strada è difficile che si scelga il sentiero in salita per arrivare al traguardo. 

Al contrario quando ci si trova in una strada sconosciuta due sono le opzioni: o si accorcia oppure ci si perde.

Ma secondo voi io la strada l’ho accorciata o mi sono persa?

La seconda che ho detto!

To be continued


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