Parte Seconda
I quaranta anni sono stati per me l'età più bella:
ho iniziato ad accettare i miei fianchi larghi e il mio culo grosso (grazie Kim
Kardashian che hai fatto fuori i culi secchi portando al successo noi ‘culone’).
I miei pensieri e le mie opinioni venivano fuori
con maggiore determinazione, perché aho’ mi ero rotta le ovaie a stare zitta e alimentare la mia gastrite.
Il regalo più bello che mi sono fatta per l’inizio
degli ‘anta’ è stato vivere la vita con maggiore leggerezza.
Si lo so potrebbe essere contraddittorio rispetto alla
norma: più si cresce più crescono le preoccupazioni e si perde la
spensieratezza adolescenziale che ti faceva dire: Ma sti cazzi!’
Ecco, io quello sticazzi me lo sono ripreso a due
mani!
Sticazzi se sono stata tradita, se sono rimasta
attaccata ad un uomo che a 38 anni aveva l'intelligenza emotiva di un bambino di sei, se l’amica del cuore, quella che
reputavo come una sorella, ha cercato di fregarmi uno scatafascio di soldi
coinvolgendomi in un progetto lavorativo che in realtà serviva ad usare i miei risparmi per fargli
finire di pagare il muto.
Che poi brutta stronza cosmica… se me li chiedevi
quei soldi te li avrei prestati pure!
Ma vuoi mettere non essere in debito e rubarli.
Peccato per lei che ho scoperto i suoi piani due
ore prima di firmare il contratto che avrebbe lasciato il mio conto in
rosso.
Porella c’è rimasta male quando ha visto i suoi
piani andare a puttane.
Poi quando ha scoperto che a puttane ci andava
anche il suo adorato maritino le cose si sono messe davvero male per lei.
Si chiama Karma! Ma questo l’ho scoperto anni dopo
la mia ‘disavventura mancata’ con lei!
Credetemi il fatto che la mia più cara amica mi
volesse fregare mi ha lasciato delle cicatrici che ancora non sono del tutto rimarginate.
Nonostante tutto io sono andata avanti, e sapete
perché’? Ve lo dico io… ho ricominciato ad applicare il mantra magico:
‘Sticazzi!
Sticazzi se la vita fa schifo io la cambio quando
voglio!
È così che un bel giorno ho fatto le valigie e mi
sono trasferita a Londra.
Londra, con le sue luci le sue ombre.
La sua indifferenza ed i legami forti che si creano
tra gli emigrati italiani.
Dopo 4 anni a Londra mi sono convinta che la
coesione tra gli italiani a Londra sia molto più’ forte che in ‘madrepatria’.
La ragazza che hai conosciuto in metro che ti dà la
sua email per revisionare il tuo Curriculum Vitae in inglese.
La collega di lavoro che diventa la persona che
quando hai la febbre alta e non ce la fai neanche ad alzarti dal letto ti bussa
alla porta per portarti la zuppa calda e il paracetamolo e ti dice con tono
materno:
‘Paola, domani non andare al lavoro riguardati!’
Il ragazzo conosciuto ad una festa che ti segnala e
ti raccomanda per il tuo nuovo lavoro. Ma non pensate ad una raccomandazione
all’italiana anche perchè la decisione finale la prende comunque il manager ed è
basata sempre sulle conoscenze e le potenzialità’ del candidato.
Se vali poco, qui non conta la parola neanche del
Padre Eterno!
Alle aziende localizzate a Londra interessa il
business… i money, i piccioli, gli sghei, o come li volete chiamare!
La raccomandazione consiste solo nello spendere due
parole buone per te, e questo potrebbe fare la differenza nella decisione del boss se mai fosse indeciso tra scegliere te o un
altro candidato.
E comunque, raccomandazione o no il lavoro l’ho
preso io.
Da lì ho iniziato una nuova vita che mi ha
insegnato la nuova lezione.
To be continued
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