giovedì 14 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Parte Terza

Riassunto delle puntate precedenti:

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Parte Terza

Ricordo il mio primo giorno di lavoro nell’edificio gigantesco nel cuore della City.

Per arrivare al lavoro prendevo, e prendo tutt’oggi, la metro. Da casa mia, o meglio dalla casa che condivido con due ragazze e un ragazzo, per arrivare in ufficio devo fare solo sei fermate di metro.

Ora, fatemi dire che l’abbonamento costa un sangue ma i mezzi arrivano sempre in orario ma… e si miei cari c’è un ma….

La gente si accalca come animali nei carri bestiame ed in questi scatoloni di ferro tendono a spruzzarsi un litro di profumo che purtroppo non copre la loro puzza nauseabonda.

Io capisco che non c'è il bidet ma cazzo fatevi una doccia!

Io questa gente la farei scendere dalla metro e non solo la muterei ma i recidivi li condannerei a tre giorni di galera.

Ar gabbio devono andare!!!

Scusate il livore ma ho sempre avuto lo stomaco debole e gli odori forti non li sopporto!

Il posto in cui lavoro è popolato da una marea di gente, tutta vestita di nero, che in confronto il nostro outfit per i funerali sembra il carnevale di Rio.

Tutti corrono spasmodicamente verso l’ufficio con quell’aria incazzata di chi aprendo il mobiletto della cucina si è reso conto che il caffè è finito ma poi noti che tutti hanno in mano il bicchierozzo di cartone con una qualche bevanda calda - anzi bollente.

Mi sono chiesta mille volte cosa contenesse poi, dopo poche settimane che ero a Londra ho scoperto il caffè’ americano. Una miscela di acqua calda e qualcosa che somiglia, vagamente, al nostro caffè.

Credevo che con il tempo mi sarei abituata, e invece no! In ufficio c'è sempre la mia amata macchinetta del caffè e guai chi me la tocca!

Diciamo che la vita a Londra non era poi tanto male, ma se sto qui a raccontarvi la mia storia significa che si ho usato Tinder ed è stata proprio questa app malefica che mi ha portata dritta dritta al mio Dating Bad.

Prima di incontrare Darren ho avuto un paio di date, incontri, che definire catastrofici non mi sembra una esagerazione.

C'è’ stato Manuel, un ragazzo spagnolo tanto passionale e mai abitudinario.

Ecco ogni tanto, per scombussolare la routine mi lasciava… così tanto per tenere accesa la fiamma della passione. Ma fanculo Manuel... io c’ho più di quarant'anni me devo sistema’! Adios!

Secondo, ma solo in ordine cronologico, è arrivato Peter, rugbista inglese che sembrava una roccia!

A conoscerlo meglio però la sua pesantezza e lagna cronica mischiata alla sindrome maniaco depressiva hanno avuto il sopravvento e invece di rompere la roccia mi aveva smarronato i coglioni che non ho mai avuto!

Non c’è due senza tre, penserete voi.

E qui ecco che arriva Walter, italiano specializzato in monologhi infiniti farciti di supercazzole spacciate come dogmi religiosi. Per non parlare della sua simpatia … comparabile alle vampate di menopausa che, sono sincera con lui sentivo avvicinarsi!

Dopo il terzo tentativo, uno dovrebbe fermarsi e riflettere sul fatto che se uno a 40 anni è single e usa Tinder qualche problemuccio ce l’ha sicuramente.

 Ma poi si pensa:
‘Mbe vabbè pure io c’ho più di 40 anni e lo uso … non sono mica psicopatica!’

È stato il mio quarto date, Darren, a cambiare le cose.

Con lui ho ottenuto l’accesso libero a vita per l'area Vip della Neurodeliri!

To be continued




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