venerdì 27 luglio 2018

Visto da lontano sembrava amore Parte Quinta

Visto da lontano sembrava amore
La storia di Ilaria
Parte Quinta 





























Il giorno del matrimonio pioveva che Dio la mandava, il vento piegava gli alberi e il bus che ci avrebbe portato al municipio arrivo' in ritardo e strapieno di gente. 

La’ dentro mi sentivo come un topo in trappola. Uscire dal bus non ha cambiato il mio stato mentale, mi mancava il respiro i piedi si muovevano a rallentatore. Insomma la mia mente stava processando a velocità impressionante l’enorme cazzata che stavo per compiere. 

Lungo quel corridoio che portava all’ufficio predisposto per i matrimoni civili mille pensieri affollavano la mia mente. Ho 23 anni e nell’arco di due saro’ divorziata. Che succede se lui non si innamorera’ di me? Cosa accadra' ora se trovo l’uomo della mia vita e lui vuole dei figli e desidera sposarmi?. 

Ho scosso la testa un paio di volte ‘No non succedera’. Nulla di ciò che sognavo e’ accaduto fino ad ora. Nulla fino ad oggi in cui mi sono scoperta una preveggente di fatti che sarebbero successi poco dopo. 

Una Cassandra de noiartri che in quanto alla previsione di sfiga nei minimi dettagli meritava una standing ovation. Anzi la Ola!

La mano tremava al momento della firma per diventare ufficialmente la moglie europea di M., salvarlo dalla merda e infilarmici io.

Al ritorno lui aveva una faccia da ‘Ho vinto alla lotteria’ io da ‘Che cazzo ho combinato!’. 

Ciò che mi ha irritato da subito e’ stato che M. non ha detto nulla. Neanche un Grazie. Aveva raggiunto il suo scopo ed era certo che la strada ora sarebbe stata in discesa per lui. 

Dopo due giorni dall’unione civile io mi sono trasferita a casa sua. Era necessario poiché tutto nei primi mesi doveva apparire ‘normale’ e non destare sospetti. Ho caricato tutte le mie cose su un taxi, che ho pagato io, e appena arrivata al suo indirizzo, ho trasportato tutto fino al quarto piano della palazzina dove lui viveva. 

M. stava seduto sul divano e non ha mosso un dito per aiutarmi. Neanche ‘Benvenuta’ si e’ degnato di dirmi. Insomma la mia convivenza con lui iniziava da subito sotto aspetti plumbei e sicuramente non rassicuranti. 

M. viveva in un appartamento con otto persone racchiuse in 5 camere e un solo bagno. La cucina era piccola ed angusta con un divano letto attaccato alla macchina del gas. 

La triste notizia, che ovviamente non avrei mai immaginato, era che quel divano  - letto puzzolente sarebbe stato il mio letto.  Come mi e' stato detto la sera stessa da quello che ormai era mio marito, lui non poteva ne dormire ne tantomeno avere rapporti sessuali con me poiché ‘Agli occhi di Allah non ero sua moglie’. 

Sono rimasta congelata alla notizia. Giuro che se mi avesse tirato una coltellata non sarebbe uscito neanche un rigolo di sangue. La prima notte l’ho passata li seduta sul mio modesto divano. Non ho chiuso occhio ed ero sicura che il brutto doveva ancora arrivare. 

Alle prime luci dell’alba sento scendere qualcuno dai piani superiori era un ragazzo di pelle olivastra che vedendomi li con la faccia rigata dalle lacrime e le occhiaie che arrivavano fino al mento mi ha sorriso e con un filo sottile di voce mi ha chiesto chi ero e perché ero triste. 

In meno di quindici minuti ho tirato fuori tutta la tristezza ed la bile che provavo. Non ho pero’ menzionato il fatto che ero la novella sposa di M. Era troppo umiliante dire ad alta voce ad uno sconosciuto quanto ero stata ingenua. 

Lui mi ha guardato e mi ha offerto il caffè latte, un toast con la marmellata e della macedonia. Poi  mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha detto: ‘Benvenuta io mi chiamo K.’. 

K. era l’unico dentro quella casa a dimostrarsi gentile e sempre disponibile ad aiutarmi mostrandomi dove erano le pentole, come maneggiare lo scaldabagno o essere sicura che la porta principale fosse ben serrata. 

M. non mi degnava di uno sguardo era sempre impegnato a cercare un nuovo lavoro, del resto ora che era cittadino europeo poteva candidarsi per qualsiasi altro impiego più qualificato. 

Lo vedevo girare per casa con abiti nuovi e una impressionante collezione di Ray Ban.

Un giorno gli chiesi come faceva a permettersi di spendere tutti quei soldi, lui rispose in tono sprezzante: “Avevo messo i soldi da parte per poter pagare l’avvocato e appellarmi all’espulsione, poi invece non ne ho avuto più bisogno!”. 

Certo che no, hai trovato l’idiota che ti ha sposato e che fai dormire vicino alla macchina del gas. E se qualcosa va storto togli di mezzo pure l’impiccio e non hai neanche bisogno di divorziare!

To be continued

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