lunedì 16 luglio 2018

La fiera delle Bugie Quarta Parte

La fiera delle bugie
La storia di Giulia
Parte quarta


Credit Immagine: Marilena Onorato in arte Lena_oart


Era un mercoledì’ qualunque ed io ero a casa sola, perché A.  era in Arabia per lavoro, stavo finendo di editare un articolo per il magazine. In quel tardo pomeriggio di settembre dalla finestra vedevo un sole opaco che si preparava a calare. Tutto avrei pensato tranne che il buio avrebbe annerito per sempre la mia vita perfetta. 

Stavo preparando la mia cena, una insalata triste con un uovo sodo, quando ho sentito il campanello della porta suonare. Non so’ perché ma sono corsa ad aprire. 


Giuro non aspettavo nessuno quella sera ma ricordo la foga nell’ arrivare alla porta. Apro senza neanche chiedere chi e’ e davanti a me vedo un ragazzo biondo con il piercing al naso e due occhi azzurri come il mare. Ci siamo guardati per un minuto senza dire una parola. E’ stato lui a iniziare a parlare: ‘Ciao sono V., mi dispiace disturbarti ma ti chiedo un po’ del tuo tempo perché devo parlarti di A.’.

Chi era questo? Cosa voleva? Che doveva dirmi? Apro la porta completamente e, ancora senza dire una parola, lo invito con lo sguardo ad entrare. Lui si guarda intorno e dice: ‘Questo posto e’ diventato bellissimo. L’ ultima volta che ci sono stato era un po’ sciatto. Ora e’ favoloso. Sei stata tu a cambiarlo vero? A. non ha gusto”. 

A quel punto si accomoda sul mio divano rosso, si schiarisce la voce e mi fa una domanda strana: ‘Sei la moglie di A?’. Io rispondo: ‘No, non ancora per il momento conviviamo. Tu chi sei?’. A quel punto il viso di V diventa bianco cadaverico le mani cominciano a sudare e con voce rauca mi dice ‘Io sono V. il fidanzato di A. e a quanto pare il figlio di mignotta non se la spassava solamente con me e con te, ma ha anche una mogliettina ed un figlio’

Sentendo quelle parole sono scoppiata in una risata isterica. Ho iniziato poi ad urlare frasi senza senso tipo: ‘Dove sono le telecamere? Sono su “scherzi a parte”? O sono gli scherzi delle Iene?’. 

V. era li’ in silenzio con le mani sul viso e gli occhi pieni di lacrime. E’ a quel punto che ho capito che lui stava dicendo la verita’. Era visibilmente scosso perche’ quella sera lui era convinto di trovare nell’ appartamento di St John’s Wood la moglie di A. e suo figlio, ed invece aveva trovato la sua amante donna. 

Dopo dieci minuti di pura isteria in cui ho rotto il vaso di porcellana cinese e scucito con le mie sole mani le cuciture della tenda ho capito che stavo davvero cacando fuori dal vasetto e dovevo ricompormi. Ora più’ che mai dovevo riacquistare la calma e la lucidita’ mentale. Con A. sognavo di vivere ‘scene da un matrimonio’ e non ‘scene da un manicomio’. 

Dopo il momento di pazzia, dove credo di aver meritato il premio: ‘La pazza del secolo’ mi sono ricomposta e con voce apparentemente tranquilla ho detto: ‘Io mi vado a fare una camomilla, se vuoi ti preparo un te’. V ha risposto: ‘Io adesso avrei bisogno di scolarmi un bottiglia di vino...o meglio di Vodka’. L’idea non era malvagia. A fanculo alla camomilla in un lampo siamo usciti e abbiamo comprato due bottiglie di vino, una di prosecco e quattro pacchi di patatine. A fanculo pure all’insalata e all’ uovo sodo!

Tornati a casa V. ha iniziato a spiegarmi come e’ arrivato alla verità. Ha scoperto da poco che A., che definiva l’amore della sua vita, e’ in realtà un uomo sposato. A fargli aprire gli occhi e’ stata come al solito una casualita’. 

Circa cinque giorni fa il cellulare di A. suona ripetutamente mentre lui era in bagno a fare la doccia. V. era, al contrario di me, uno che non si faceva solo le domande ma cercava le risposte. Cosi’, pur sapendo quanto A. fosse ‘geloso’ del suo cellulare ha notato due messaggi vocali nel suo telefono. 

Sara’ stata la noia o il fatto che l’occasione fa l’ uomo ladro, ma pur sapendo che fosse scorretto e che avrebbe fatto arrabbiare da morire A. senza pensarci due volte li ha ascoltati. 

Il primo: ‘Signor A. T. sono K.L., la chiamo su questo numero perche’ l’altro sembra staccato. Abbiamo preparato per lei, sua moglie e suo figlio i documenti necessari per il visto a New York. Le confermo che anche i biglietti aerei sono confermati. La Signora T. e il piccolo J la aspettano dopo domani all’aeroporto di Heathrow.’ 

Secondo messaggio: ‘Signor A. sono M. - il nome del suo segretario - ho provveduto a informare sua moglie che lei sta tornado da Dhahran. Ha chiamato il signor K.L. le confermo che domani partirà con la sua famiglia da Heathrow. Ho provveduto a prenotare un taxi che la accompagnerà dall’appartamento di Richmond - dove A. conviveva con V.-’ fino all’aeroporto di Heathrow. Resto a disposizione per qualsiasi altra cosa e le auguro una buona vacanza con la sua famiglia a New York!’ 

In un primo momento ha pensato anche lui ad uno scherzo. Poi ha composto i due numeri e con abilità investigativa ha scoperto che quello che credeva fosse la loro vita era una realtà parallela di A. che si era davvero sposato e aveva un bambino. 

V. aveva poi ricercato prove e aveva trovato molti indizi da cui partire. Eh cari miei quando si ha la pulce nell’orecchio di solito l’insettino si trasforma in elefante e tu speri che non ti caghi nel timpano! Ma le speranze sono quasi sempre illusorie e ti ritrovi con una vagonata di merda che ti sommerge. 


E’ in quel momento che decidi di stare al gioco e vedere quanto una persona possa essere così’ schifosamente falsa. V. era diventato un segugio e la sua corsa non si sarebbe fermata finche’ non fosse riuscito a trovare la moglie di A.’ Tutti gli indizi sembravano portare o alla casa di St. John’s Wood, era li che V. avrebbe guardato in faccia la donna che aveva portato all’ altare il suo A. e che gli aveva regalato anche un figlio. Ed invece ad aprire la porta ero stata io... l’amante n. 2. 


To Be continued

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