La Fiera delle Bugie
La storia di Giulia
Parte Quinta
Credit Immagine: Marilena Onorato in arte Lena_oart
In quella lunga serata con V. ci siamo raccontati tutto. E molti particolari coincidevano. Quando il sole ha fatto capolino dalla mia finestra, l’alcol e le patatine erano finiti, ci siamo resi conto che avevamo passato la notte a parlare e preparare un piano per trovare sua moglie e dirgli che razza di bastardo aveva sposato.
Prima però c’era una urgenza da sbrigare. Far sapere ad A. che non avrebbe più potuto giocare a carte coperte. La verità era venuta a galla e lo stronzo era ben visibile e rivoltante anche più della fogna di bugie che aveva costruito con tanta dovizia di particolari.
Il giorno dopo sarei dovuta andare in redazione ma credetemi era l'ultima cosa che mi passava per la testa. Dopo una notte insonne io e V. avevamo bisogno di mangiare e riordinare le idee. Anzi diciamo che quella mattinata fredda autunnale ci ha svegliato e davanti ai pancakes, toast e le uova strapazzate con salmone abbiamo trovato la lucidità giusta per programmare la vendetta.
Il primo passo da compiere era scoprire se fosse stato vero che A. era un ingegnere che lavorava a Dhahran e per conto di chi. Stranamente nessuno dei due aveva dettagli sul suo lavoro o sapeva bene quali fossero i suoi hobbies o le sue passioni.
Quel gran bugiardo si era sempre concentrato sulle cose che sia io che V. volevamo. Ascoltava molto, parlava poco e agiva sempre per compiacerci. Nessuno dei due infatti ha ricordato un litigio in cui lui si opponeva ai nostri desideri. Anzi li anticipava!
Di lui e della sua vita si sapeva poco o nulla, tranne che facesse l’ingegnere per una grande compagnia petrolifera e seguiva a Dhahran un progetto importante. Il primo passo da compiere era scoprire se almeno il suo lavoro fosse stato vero, dove si trovava il suo ufficio a Londra e soprattutto dove stava la beatamente ignara terza cornuta, ossia sua moglie.
La missione ‘La Fiera delle bugie’ stava nascendo e richiedeva tutta la mia attenzione. Ho chiamato in ufficio e mi sono presa una settimana di ferie. Così, senza dare neanche spiegazioni perché in fondo la fama da stronza ce l’avevo appiccicata addosso, come l’etichetta sulle banane Chiquita, e quell’atteggiamento non ha stupito nessuno o fatto preoccupare nessuno della mia redazione.
V. ha una memoria fotografica pazzesca e pur avendo visto il numero di M., il segretario di A. per una frazione di secondo lo aveva infilato nel suo cervello e lì era restato. Per due giorni io e V. abbiamo pianificato la telefonata a M., in cui lui, che di mestiere fa l’ attore, si sarebbe finto un uomo d’ affari e avrebbe chiesto un incontro con l’ing. A.
Diciamo che in mano avevamo poco ma l’abilità istrionica di V. ha reso tutto verosimile.
V: ‘Buon giorno sono Mr. Igor Von Furstenberg - ho avuto il contatto questo contatto da K.T che e’ un mio caro amico. La chiamo perché ho bisogno di parlare con Mr. A.T. per una questione importante’.
Il tutto doveva rimane sul vago perché in mano avevamo davvero poche informazioni sul nostro uomo perfetto.
M - che stupido non era ha ribattuto: ‘Buongiorno Mr. Von Furstenberg, posso domandarle se può accennarmi di cosa si tratta. Sarò poi io a passare l’informazione a Mr. A.T. Sono il suo assistente personale, mi creda tutte le sue informazioni le gestisco io’
E bravo il damerino... ma noi eravamo preparati a questa risposta
V: ‘Mi dispiace Mr. M, ma il fatto e’ delicato e posso rivelarlo solo a Mr. A. Spero capira’. So che al momento e’ a New York con la signora T ed il piccolo J. Le chiedo la cortesia di dirle che ho chiamato e che ci vedremo a Londra, dove vorrà lui, appena torna’.
Nessuno dei due sapeva quando A. sarebbe tornato. A me aveva detto tramite skype che sarebbe ‘finalmente tornato tra le braccia che amava più di se stesso’ tra 15 giorni, mentre a V. aveva rivelato che ‘sarebbe stato un mese d’inferno senza poterlo vedere’.
Ma l’ inferno caro mio te lo stavamo preparando noi!
Incalzato dalla voce ferma di V., M ha capitolato e ha rivelato: ‘Mr. T atterrera' a Heathrow il 12 Ottobre alle 10:30 di mattina - ossia tra 14 giorni esatti. Non mi pare il caso che vi incontriate in aeroporto. Posso organizzare un incontro nell’ufficio londinese della compagnia XYR. Chiedo se la può ricevere nel primo pomeriggio va bene? Intanto lo chiamo e poi le potrò dare la conferma’.
Non sappiamo cosa abbia detto M. ad A. ma certo ‘il fatto e’ delicato’ che il fantomatico Igor avrebbe potuto dire solo al bugiardo cronico aveva allertato l’uomo che sia io che V. credevamo essere perfetto.
Il giorno dopo M. richiama V, o meglio Igor.
‘Il signor A. l’ aspetta nel suo ufficio a Londra alle 14:30 del 12 Ottobre. Sa’ dove e’ l’ufficio di A. vero?
E no M., anche questa informazione era mancante... tanto tempo speso insieme e sapevamo entrambi che ‘aveva un ufficio in centro in cui andava raramente poiché la maggior parte del tempo lavorativo lo passava in Arabia’.
Igor - alias V.: ‘Purtroppo l’avevo annotato nella mia agenda che ieri ho dimenticato sul taxi. E’ in centro vero? Mi potrebbe ridare l’indirizzo’.
A quella domanda ci saremmo aspettati che M. si mettesse in allerta, ed invece Igor con la sua voce calma e decisa lo aveva convinto. Avevamo la data e l’indirizzo. Aspettavamo pazientemente il giorno X in cui la giostrina della ‘Fiera delle bugie’ si sarebbe fermata per sempre.
To Be continued
Se volete essere aggiornati su quando posterò le parti mancanti della storia
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Pensavo che quello che mi fosse capitato fosse meglio di un film ma qsta storia batte la mia!!
RispondiEliminaCiao Lily, se vuoi raccontarmi la tua storia contattami in privato. Non pubblico mai i riferimenti e i nomi veri delle protagoniste : )
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