Riassunto delle puntate precedenti:
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Settima e Ultima parte
La dieta che il
mio caro Tommy aveva ‘creato’ per me era al limite della fame: caffe senza zucchero
a colazione, a pranzo una mela e una banana o pollo e insalata, rigorosamente
senza nessun condimento, per cena zuppa di verdure.
Niente pane, per
carità che ci sono i carboidrati, niente carne rossa perché troppo grassa, e
ovviamente no dolci, no cose fritte e soprattutto no alcol, e quindi anche il
mio bicchiere di vinello la sera era stato abolito per sempre.
Se avessi sentito
di essere sul punto di svenire, avrei dovuto mettermi in bocca una mentina,
ovviamente quelle a zero calorie!
Qui non serviva
un dietologo per capire che questa dieta era sbagliatissima.
Ogni persona di
buon senso l’avrebbe mandato a fare in culo senza passare dal via e si sarebbe
magari affidata ad un professionista, con una laurea, per perdere
peso.
Ma voi credete
che io l’abbia fatto? La risposta giusta è no!
La mia voglia di
compiacerlo mi ha spinto a seguire ogni suo fottutissimo ordine. Si avete
capito bene lui ordinava ed io eseguivo ogni cosa che lui mi diceva per perdere
peso.
Ogni settimana
veniva a casa mia per pesarmi e si accorgeva sempre se io avevo ‘sgarrato’
anche solo prendendo il cappuccino invece del caffè.
Ogni chilo perso
rappresentava una sua vittoria, mentre io ero diventata una macchina nelle sue
mani che veniva ricompensata per la sua ‘collaborazione’ non con fiori ma con
sedute di massaggi modellanti per il corpo o creme anticellulite.
Gli esercizi
fisici a cui ero giornalmente sottoposta erano estenuanti e mi toglievano
letteralmente le energie.
Mangiare mi
mancava da morire e bere ancora di più. Stare sul divano a non fare una beata
minchia era diventato un miraggio.
Pensavo e sognavo
sempre quello che non potevo più avere.
Ricordo che in
quel periodo ero diventata più triste di Tristezza in Inside Out e con uno incazzamento
perenne che avrebbe messo all’angolo anche Sgarbi!
Solo con Tommy ero
rimasta la ‘vecchia Silvia’, il resto del mondo stava conoscendo una me
cattiva, rancorosa e soprattutto maleducata.
Tutte le persone
che mi erano accanto in quel periodo, per fortuna pochissime, stavano
assistendo alla metamorfosi da Biancaneve alla strega cattiva e ne restavano
tutti vivamente scioccati.
Perdevo chili e contemporaneamente
la mia personalità si stava trasformando: ero passata da lecchina a cecchina,
pronta a sparare cattiverie gratuite per sfogare la mia frustrazione di non
poter mangiare quasi nulla.
La mia relazione
con Tommy sembrava andasse a gonfie vele, finché questa estate non sono svenuta
due volte per la strada. Sono andata dal dottore e la prima cosa che mi ha
fatto fare è stata salire su una bilancia.
Quando ha visto
il mio peso, 44 chili, mi ha fatto sedere e con un discorso lungo e articolato
mi ha dato la sua diagnosi: anoressia.
Ricordo che
quando ha pronunciato la frase 'Stai diventando ANORESSICA’ sono rimasta
traumatizzata.
Sapevo che c’era
qualcosa che non andava ma non mi ero resa conto di essere entrata in quel
tunnel buio che avrebbe potuto portarmi alla morte.
Prima di
andarmene dallo studio medico, il dottore mi ha messo in mano un biglietto da
visita di uno psicologo italiano e mi raccomandava di provare a contattarlo.
Tornata a casa,
mi sono spogliata e guardata allo specchio e il trauma è diventato terrore.
Avevo le ossa
dello sterno che sembravano uscire dalla pelle. Le mie gambe erano sottili come
i giunchi. Il seno e il culo erano spariti. Io stavo scomparendo!
Il giorno stesso
ho chiamato il Dottor Rossi e il giorno succesivo avevo già un appuntamento nel
suo studio.
La notizia che
ero in analisi ha fatto letteralmente saltare i nervi di Tommy.
Era chiaro che
lui non sarebbe più stato il leader maximo della mia vita.
Attraverso uno
psicologo avrei capito che non ero innamorata di Tommy, ma avevo una paura fottuta che mi potesse
lasciare.
A quel punto lui
ha anticipato i tempi e mi ha scaricato con un messaggio su WhatsApp.
È stata la mia
salvezza! Quel giorno ho ricominciato a vivere e con l’aiuto del Dottor Rossi
oggi sto combattendo la mia battaglia per far rinascere il mio corpo, imparare
a volermi bene esoprattutto cercare negli altri un aiuto ma mai affidargli la
mia vita.
Stavolta la
guerra la vinco io!
Morale della storia:
Se non hai ancora imparato a guidare la tua vita
non farla guidare a nessuno perché, se sbandi, la macchina è tua e agli altri
potrebbe non fregare un cazzo se si frantuma in mille pezzi!