Riassunto delle puntate precedenti:
Parte Settima
Quel periodo me lo ricordo come un
momento magico della mia vita.
Stavo vivendo una storia d’amore
stupenda, a lavoro andava benissimo, le mie conoscenze ed il mio intuito mi
avevano portato in un anno a divenire prima Team leader del progetto poi Responsabile
del reparto di Biologia Molecolare e quindi vice del Direttore del
dipartimento.
Insomma, grandissime soddisfazioni.
Grandi
trionfi e soprattutto rivincite sui miei colleghi inglesi che ora erano
diventati di fatto miei sottoposti e, se possibile, mi odiavano ancora di più!
La cosa non mi scalfiva neanche di
striscio perché tutto procedeva nel migliore dei modi.
Avevo la sensazione di vivere in una
bolla di sapone colorata e avevo paura, una paura fottuta che potesse esplodere
da un momento all’altro.
Il mio passato nel piccolo paese molisano
con il suo medioevo a volte ritornava a galla, e quando un giorno, mentre
facevo colazione nella mia cucina, ho sentito il suono della civetta sono
rimasta terrorizzata. Una vecchia credenza popolare narra che quando quell’uccellaccio
canta per tre volte una disgrazia è in arrivo.
Io sono sempre stata una donna di
scienza ma a questa superstizione ho sempre creduto!
Ora sarà stata una casualità ma da
quel momento in poi è iniziata la discesa.
Quel pomeriggio stesso ho infatti
ricevuto un messaggio di Romeo, che mi diceva che doveva parlami. Ho iniziato a
tremare come una foglia ed il suono della civetta è rimbalzato nella mia testa
per interminabili minuti come il ritocco di un funerale.
Contavo i minuti per tornare a casa e
sentire la mia sentenza.
Quella sera, io e Romeo ci siamo seduti
al tavolo della nostra sala e quando mi ha visto così agitata mi ha subito
abbracciato e dopo aver fatto l’amore ha iniziato a darmi le cattive notizie: i
suoi genitori dall’Iraq stavano arrivando a Londra per venirlo a trovare.
È stato quella sera che ho scoperto
che Romeo, o meglio Dhakir, era il figlio di un alim, ossia un membro della
casta degli ulamā, detti anche profeti dell’Islam… Chi cazzo
erano e cosa cazzo facessero me lo ha detto Google: gli studiosi e gli
esperti delle scienze religiose: teologia, esegesi coranica, e soprattutto
diritto. È questo sapere, unito alla pietà personale, a conferire agli ‘ulamā’ una particolare
autorevolezza come guardiani e interpreti della tradizione religiosa e della
Sharia, ossia la legge musulmana.
Se alla mia famiglia
era stato omesso il particolare che Romeo era musulmano, la sua famiglia sapeva
che era ancora scapolo! Quindi in meno di un mese io avrei dovuto trovare un
altro alloggio, poiché per la legge musulmana anche gli uomini dovevano arrivare
puri al matrimonio, unione sacra che OBBLIGATORIAMENTE, doveva essere contratto
con una donna musulmana. Nessuna eccezione era presa in considerazione dalla
sharia!
La soluzione era fare
le valigie e portare via tutte le mie cose da quella casa, trovarmi un alloggio
temporaneo, per 10 giorni, finché i genitori non fossero andati via, e poi
tornare.
Si insomma avete
capito, avrei dovuto uscire da casa mia come una ladra.
All’inizio credevo di
avere tempo per impacchettare tutto e ‘transferirmi da qualche parte temporaneamente’.
Mi sbagliavo! Il
giorno dopo Dhakir, mi ha detto che i suoi sarebbero arrivati tra due giorni e
che aveva già parlato con Rosy e Francisco che hanno acconsentito ad ospitarmi
a casa loro per il tempo ‘necessario’.
Il mio adorato Romeo
avrebbe confessato ai genitori del nostro amore ed io già avevo detto che se la
mia religione fosse stata un problema mi sarei convertita alla sua.
Credevo che convertirmi
all’isalm potesse essere solo una formalita’.
Impacchettare tutto e
portalo a casa dei nostri amici in così poco tempo è stata una impresa
titanica. Ho anche affittato uno spazio, che mi è costato una fortuna, per riporre
temporaneamente tutte le mie cose.
Le bestemmie alle
svariate madonne si mischiavano a nuove blasfemie con Maometto e Allah come
protagonisti. La mia trasformazione era già in atto ed io nonostante tutto mi
sentivo positiva.
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