Riassunto della puntate precedenti:
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Parte Quinta
Quasi non ci
credevo quando, guardando il mio cellulare la mattina dopo ho scoperto che
Tommy aveva risposto al mio banalissimo messaggio: “Ciao come stai?” con un
invito a vederci per il fine settimana.
Avere solo un appuntamento con lui mi sembrava
davvero un miracolo di cui non avrei mai creduto possibile la trasformazione in
realtà.
Ci siamo visti
per la prima volta a Clapham Junction, una zona di Londra dove ristoranti
etnici ed europei si fondono con i pub inglesi e i locali a metà tra la
discoteca e il luogo chic.
Il pub dove ho
incontrato per la prima vota Tommy era vicino alla stazione dei treni ed era il
classico pub inglese con una selezione di 20 birre, dove la Peroni che in
Italia la bevono i muratori in pausa qui veniva pagata come una bottiglia di
vino medio.
La scelta del
vino, al contrario, era davvero ristretta: il classico Pinot Grigio talmente
aspro e cattivo che mejo l’aceto, il Sauvignon Blanque pari al vino che
serviamo noi quando tutti sono già ubriachi e terza opzione per i bianchi, il vino Sud Africano che sa di Tavernello. I
rossi invece erano al gusto di antibiotico che a quel punto, se come me non ti
piace la birra, vai sul cocktail
rinnegando le origini italiche e la mia passione per il buon vino.
Scusate se mi
sono persa in queste descrizioni vinicole ma c’è un perchè e lo capirete in
seguito. Per ora vi dico che per me il vino, al pari del cibo, è stato sempre
un fattore confortante nella mia vita.
Ma torniamo ora
al mio primo appuntamento con Tommy il figo.
Appena l’ho visto
mi è mancato il respiro.
Aveva una giacca
in pelle nera e un paio di jeans stretti che fasciavano delle gambe muscolose e
un culo che a Michelangelo gli sarebbero venuti i complessi. Sotto la giacca indossava una maglietta a
maniche corte attillata dove si metteva in mostra la classica tartaruga.
Guardandolo da
vicino assomigliava anche parecchio a Raul Bova, ai tempi d’oro.
Quella sera tutto
è stato perfetto, le nostre chiacchiere, le nostre risate, il nostro primo
bacio e la nostra prima trombata.
M’be vabbè quella
non è stata proprio perfetta ma anche nel cinema si ripete sempre perché il
primo ciak, si sa, è una prova generale.
Dopo il nostro
primo incontro ero convinta che anche lui sparisse nel nulla cosmico, come gli
altri. Io comunque ero già contenta così! Conoscevo i miei limiti e già
essermelo scopato era un risultato da incorniciare per me!
La mattina dopo
invece, con mia grande sorpresa, mi ha mandato un messaggino tenero in cui mi
diceva che voleva rivedermi.
E così giorno
dopo giorno mi sono convinta che lui stava diventano il mio ragazzo!
Avete presente quando
sognate di vincere alla lotteria? O quando avete scoperto che Brad aveva deciso
di divorziare da Maleficelina Jolie e vi immaginate la pernacchiona colma di
soddisfazione fatta dalla ex Jennifer Aniston? O ancora quando il vostro capo,
quel gran bastardo cinico schiavista di merda, vi comunica che è a casa in
preda alle coliche renali e voi pensate: se ti escono dal culo tutte le
stronzate che escono dalla bocca allora stai crepando dai dolori e te lo
meriti! Altro pernacchione colmo di malvagia euforia che ti mette di buonumore
e ti riconcilia con l’universo.
Ecco se avete
presente la gioia di una vincita, la soddisfazione per una rivalsa che
cercavate da tempo immemore ed infine immaginate che tutte queste cose vengano
divulgate alle vostre ex amiche che sicuramente vi vomiteranno i soliti
complimenti falsi, almeno quanto quelli che ho riservato loro per accattivarmi
la loro benevolenza, che vi riempiranno di quella malefica euforia citata nel
terzo esempio, dove tutto si chiude con le aspettative di quello che avevate
creduto fosse la vostra splendida realta’.
Figo era figo eh!
Non come Brad Pitt ma insomma nella vita ci si accontenta anche del sosia di
Raul Bova!
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