Riassunto delle puntate precedenti
Parte Terza
Dalla separazione
dei miei in poi, la mia vita è stata tutta un rincorrere e non solo compiacere
ma adulare tutti come fossero Dio.
I retaggi del
catechismo mi hanno insegnato ad amare il tuo prossimo come te stesso. Io mi
sono sempre ferocemente odiata. Sentivo di non essere mai all’altezza di
nessuna situazione e mi affidavo sempre agli altri che per starmi vicino credevo
dovevano essere trattati come degli esseri superiori da coccolare e adulare.
Non conoscevo
altro modo per farmi accettare che leccare culi… e quanti culi ho leccato,
diciamo che ne ho visti più io che una tazza del cesso.
Mi sono sempre
contornata di persone che mi hanno sfruttato fino all’osso e poi buttato via
con fare riluttante come fossi un clinex smocciolato. L’inizio della mia
avventura a Londra non ha fatto eccezione!
E’ stata la mia
‘amica’ a convincermi a trasferirmi con lei nella capitale più cosmopolita e
divertente del Regno Unito.
Io non avevo
nessuna intenzione di trasferirmi ma avevo i soldi che servivano per affittare
un bilocale in centro e scorte di denaro per vivere decentemente per un po’.
Giusto il tempo
per la bella Sara di trovarsi un lavoro e poi avremmo diviso le spese.
In quel periodo
lei mi trattava come ‘fossi sua sorella’, poi d’un tratto il vincolo di
sorellanza si è rotto.
Quella gran
zoccola mi ha piantato in asso quando, dopo solo un mese che eravamo a Londra,
ha conosciuto su Tinder un ricco broker finanziario di 15 anni più vecchio di
lei e con un lussuoso appartamento a Chelsie, la zona più chic e ricca di Londra.
La cara Sara lo
trattava come una pezza da piedi ma aveva dalla sua parte una bellezza
prorompente e un fare da gatta morta che
hanno conquistato il riccone.
Lei mirava a
conquistare lo status di moglie per non vedere svanire, da un giorno all’altro,
i privilegi da regina che stava vivendo nel presente.
È stato a quel
punto che da sorella sono diventata ancora sorellastra per lei, e ai suoi
occhiero diventata solo un intralcio. Una che si può cancellare con un colpo di
spugna, ben bagnata però in modo che possa andare a fondo.
Da quando si è
trasferita da lui, aveva cominciato a non rispondere più ai miei messaggi e
alle mie chiamate.
E quando le ho mandato l’ultimo messaggio proponendole di
prendere un caffè e istigando in lei un grammo di pietà visto che ero sola come
un cane, lei mi ha risposto lapidando la mia già fragilissima autostima:
"Silvia ha
rotto i coglioni con le tue lamentele. Tu e il tuo finto buonismo potete andare
a farvi fottere.’"
Questo messaggio
mi ha devastato. Non sapevo che fare senza di lei, in una città per la quale
ero e rimanevo non solo una straniera ma una estranea.
A quel punto
avrei dovuto fare le valigie e tornare a casa, ma il contratto d’affitto per la
casa aveva scadenza tra 11 mesi e avrei perso tutta la caparra se me ne fossi
andata.
A denti stretti
ho deciso di rimanere a Londra, cercando, prima di tutto, di sub-affittare la
camera di Sara e trovandomi un lavoro.
La mia nuova
coinquilina è stata una cinese che parlava pochissimo l’inglese e dormiva tutto
il giorno per poi lavorare in un call center di notte. O almeno così diceva...
E’ stata la
grande solitudine a farmi scaricare e poi usare Tinder. In fondo sapevo che non
avrei trovato il ricco principe azzurro che mi avrebbe trattato da regina.
Sapevo di non essere come Sara, o almeno ero convinta di non avere il gene
della zoccolagine che lei possedeva in grandi dosi, quindi non avrei raggiunto
i suoi risultati.
È vero pure che
l’inferno che ho passato non lo avevo messo minimamente in conto.
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