Seconda Parte
Si dice che l’amore e’ cieco ma la sfiga ci vede benissimo.
Nella mia storia la sfortuna entra in scena solo da comparsa perché si lo ammetto e’ stata anche colpa mia. Anzi diciamola tutta e’ stata solo colpa mia e della mia deficienza nel capire, non dico al volo ma con una certa tempestività, quando determinate situazioni diventano pericolose.
E’ stata la mia inabilita’ nell'intuire cio’ che a tutti, o quasi tutti voi, sarebbe risultato chiaro e nitido da subito a condurmi verso quello che io oggi chiamo ‘la parte oscura di Coso’.
Tutto e’ iniziato quando ho deciso di trasferirmi a Londra.
La vita a Roma iniziava a starmi stretta. Vivevo ancora con mia madre una donna di 70 anni che ogni giorno mi ripeteva: ‘Figghia mia, ma trovati un uomo e sposati altrimenti resti con me per tutta la vita!’
Io adoro mia madre ma lei non avrebbe sicuramente capito che se me mi fossi trasferita in un’altro quartiere, senza un uomo accanto, e quindi senza intenzione di ‘fare famigghia’, era solo perché volevo essere più indipendente e soprattutto libera, se avessi voluto, di lasciare i calzini sporchi a terra senza sentire le sue solite ramanzine.
Mia madre avrebbe interpretato questi miei desideri come un abbandono ‘del nido’.
L’ultima cosa che volevo al mondo era far soffrire mia madre, anche perché era l’unico genitore che mi era rimasto, da quando mio padre mori’ quando avevo 12 anni.
Lei era il mio mondo ma io avevo bisogno di aria.
Aria nuova per poter vivere una vita da donna e non più da adolescente che deve avvertire la madre il sabato sera quando rientra dopo mezzanotte. Si insomma mi ero rotta le palle di fare Cenerentola, tra l’altro senza la trasformazione in principessa.
Di ‘principi azzurri’ poi non ne avevo visto neanche l’ombra
Cambiare città, con la scusa di un trasferimento temporaneo, per migliorare l’inglese sarebbe stata la scusa perfetta per poter volar via dal nido senza far disperare mia madre, che aveva fatto la stessa esperienza quando aveva 20 anni.
E’ stata la mia amica Martina, a dare il ‘colpo decisivo’ per emigrare all'estero: ‘Vero, devi smuovere le energie, viaggiare e soprattutto cambiare vita. E’ cosi’ che l’universo nota la tua intraprendenza e ti ricambia facendoti incontrare la persona giusta nel tuo cammino’.
Io interpretai da subito questo discorso pensando che trasferendomi in una città straniera avrei ‘smosso’ le energie giuste che mi avrebbero permesso di incontrare l’uomo della mia vita. A questo punto anche mia madre sarebbe stata felicissima di vedere che la sua ultimogenita femmina, dopo due maschi, si sarebbe finalmente ‘accasata’.
Avevo la testa piena di sogni ed aspettative.
Ero determinata a costruirmi una nuova vita a Londra, una delle più grandi e multietniche metropoli europee.
Avrei perfezionato il mio inglese, che già parlavo abbastanza bene perché da quando sono nata mia madre mi ha sempre parlato prevalentemente in questa lingua e, solo quando si incazzava, in siciliano.
Avrei poi conosciuto tanti nuovi amici e soprattutto imparato a cucinare, cosa che a casa mia non mi era permessa, perché era mia madre la regina della cucina.
Sapevo che questa nuova avventura non sarebbe stato affatto facile... pensavo piovesse invece e’ nevicato!

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