Tutto è accaduto in una delle estati più calde che Londra avesse mai visto nella sua storia.
La città era invasa da un caldo torrido, inusuale e asfissiante.
Dopo aver passato la notte da me, Jason ha preso la metro, per tornare a casa. La metro quella mattina era strapiena, ed è stato facile per Martina inserirsi vicino a lui, perché non sapeva chi fosse.
La sera prima infatti non si erano visti perché la mia amica era rimasta tutto il tempo nella sua stanza e aveva utilizzato il bagno della soffitta.
Con mia grande sorpresa, Martina mi ha mandato un messaggio in cui mi informava che il caro Jason non è sceso a Notting Hill ma si è attraversato Londra per andare a sbattere a Harrow on the Hill, un quartiere popolare e degradato nella zona 5 di Londra nord... praticamente l’estrema periferia dove Londra perde tutto il suo fascino e mostra la miseria di chi vive ai margini.
Appena saputo dove era ho raggiunto Martina.
Per un minuto ho dato una giustificazione irreale: ‘Magari i miei soldi sono finiti per aiutare la sua famiglia che è in difficoltà,e lui si è vergognato a dirmi questa crudele verità! Se fosse così lo perdonerei’.
Ma pensate che la mia intuizione fosse stata giusta? Magari qualcuno di voi lo pensa ma purtroppo da lì a breve avrei scoperto a cosa mi avrebbe portato l’Operazione Asso di Bastoni’.
Seguendolo da lontano e sempre stando attente a non essere scoperte abbiamo notato che era in una casa vecchia e fatiscente. Da lì è uscito solo a sera inoltrata.
Nel frattempo io gli mandavo messaggi chiedendogli dove era e lui rispondeva: ‘ Sto facendo un colloquio di lavoro! Fammi l’in bocca al lupo’
Io avrei tanto rispondere: ‘Crepa tu non il lupo, bugiardo!’, ma fortunatamente mi sono trattenuta!
Verso le 8 di sera è uscito e si è diretto verso un’altra casa.
Io e Martina siamo state lì ad aspettarlo e non mollavamo la presa. È stata la notte più lunga della mia vita. Io e Martina sedute su una panchina vicino all’abitazione lo abbiamo atteso fino a che non è uscito di lì.
Erano le prime luci dell’alba quando Jason si è incamminato verso la prima casa.
Appena andato via Martina ha suonato il campanello dell’appartamento dove lui aveva passato la notte.
Io non avevo il coraggio perchè già immaginavo mi aprisse la moglie con due o tre ragazzini mocciolosi al seguito.
Niente moglie o figli, quella era una casa dove organizzavano tornei di poker ed è stata la mia amica che si è dimostrata scaltra come una volpe a scoprire che quella sera il mio ‘amato Jason’ aveva riperso altri soldi.
Probabilmente i miei soldi.
È stato lì che ho capito che Sherlock Holmes era lei, io ero semplicemente Watson!
Siamo tornate a casa stremate dalla nottata. Durante il viaggio di ritorno nessuna delle due ha proferito una parola.
Appena aperta la porta mi sono fiondata nella mia stanza e sdraiata sul letto mi sono maledetta un milione di volte.
La mia ingenuità mi aveva fatto distorcere talmente tanto la realtà che ora mi ritrovavo con il cuore spezzato ed il portafogli vuoto.
Credevo che più giù di così non si potesse andare.
Credevo e mi sbagliavo.

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