L’inverno londinese rifletteva in pieno la mia concezione di depressione. Il cielo cupo di un grigio tetro da sembrare a lutto, il vento che ti entra dentro le ossa, la gente che corre, corre e corre. Mi chiedevo ma dove cazzo corre tutta sta gente?
Quando ho realizzato che questi correvano per andare a lavorare sono scoppiata a ridere! Noi italiani di solito corriamo per tornare a casa dopo il lavoro, per andarci non ci infiliamo in una metro che sembra un carro bestiame con il rischio di rimanere incastrate tra le porte e tranciarsi un braccio o una gamba.
COL CAZZO! Di solito si aspetta la prossima che poi passa dopo un minuto esatto! Che poi un minuto in più o in meno cosa cambia? Per i ‘lavoratori corridori’ a Londra credo faccia una differenza vitale!
La mia casa la condividevo con 5 persone, tre ragazze e due ragazzi. Per me è stato un vero shock vedere gente che non lavava i piatti sporchi per giorni, lasciava le scarpe puzzolenti vicino al frigorifero per poi non parlare del bagno e di quello che ho trovato!
Dopo il primo mese a Londra già sentivo la mancanza di casa. Non era una nostalgia latente ma un bisogno impellente di ritrovare i miei spazi e le mie abitudini.
Si lo soche all’inizio ero scappata per cambiare vita ma questa era un inferno! Tutto quello che avevo sognato si stava avverando ma al rovescio!
Qui non avevo amici, solo qualche conoscente e la solitudine mi stava davvero uccidendo.
È stato per questo che ho scaricato l’app di Tinder.
Certo dopo aver visto tutte le mie aspettative infrante non avevo tante illusioni.
Il primo incontro su Tinder è stato un disastro completo! Dopo aver chattato per due settimane con Michael alla fine abbiamo trovato un giorno ‘libero per lui’ nella sua agenda fitta di impegni, per poterci vedere.
Avevamo appuntamento a Piccadilly Circus alle 7 di un venerdì. Dopo averlo aspettato per quasi un ora, e senza avere risposta ai miei messaggi me ne sono andata a casa umiliata come una sposa lasciata all’altare!
Non era tanto il fatto che lui si fosse comportato da Stronzo patentato, ma le aspettative che riponeva in quell’uscita. Per una sera sarei stata in compagnia e questo non era successo!
Questo avvenimento mi ha talmente buttato giù il morale che per un po’ non ho più usato Tinder.
La mia vita era concentrata sul corso di inglese e, contemporaneamente, iniziavo ad imparare a cavarmela da sola in una città che credevo di adorare invece ho iniziato ad odiare furiosamente.
Con il tempo, e parlo di un anno, le cose sono iniziate a cambiate, ho cambiato casa e qui ho trovato gente che aveva un minimo di decenza e almeno scaricava il water! Stavo conoscendo nuove persone e, sfruttando il mio diploma di graphic designer, avevo poi iniziato a lavorare un giornale online.
Avevo la mia routine e la mia vita iniziava a prendere una forma meno grigia.
Londra non mi sembrava poi così brutta e cattiva infondo. È stato in questo periodo che ho pensato: 'perché non ributtarsi sul mercato e tentare la sorte?’
Come? Con Tinder!
Questa volta le cose sono andate diversamente almeno all’inizio.
Si dice: ‘Chi ben comincia è a metà dell’opera’. Io speravo a questo punto di iniziare a riprendere in mano il pennello!
To Be continued

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