mercoledì 15 agosto 2018

Piccolo Spazio Pubblicità'

Poche righe in questa serata di ferragosto per dirvi GRAZIE! Grazie a chi ha letto le storie fino ad ora pubblicate. Credevo davvero che il blog avesse un target di sole donne e soprattutto single. Mi sbagliavo! 

Tra chi legge il blog c'e' una larga maggioranza di  persone fidanzate, sposate e con figli. Mi sono chiesta più di una volta perché queste donne, magari appagate sentimentalmente, leggono storie queste storie? Sono stata giornalista per anni e quando ho una curiosità non esito a fare una domanda. La risposta me l'ha data E.: 'Io ho avuto due ragazzi in vita mia e uno di  questi me lo sono sposato. Mi incuriosisce questo nuovo modo di trovare l'anima gemella'.  

Ho poi piacevolmente constatato che una bella fetta di lettori e' di genere maschile. Questo dimostra che le storie raccontate, mettono in luce forse temi affini per entrambi i generi. Le bugie, le illusioni e gli inganni non fanno sconti di genere!

Alcuni di voi mi hanno poi rivelato che leggendo le mie storie si sono sentiti come se ad ascoltare per la prima volta fossero davvero stati loro. Una trasposizione che mi ha fatto capire come il modo di raccontarvi le avventure su Tinder dei miei amici e conoscenti sia stato efficace per coinvolgervi in prima persona. 

Ad ogni colpo di scena che mi veniva raccontato mi rendevo conto di quanto possano essere terribilmente complicati i rapporti umani quando c'e' di mezzo l'amore. Credetemi tutti-e i-le protagonisti-e sono persone molto intelligenti e mature emotivamente , non certo adolescenti,  e il filo che le accomuna e' stato di non aver mai predetto il finale, che come vi sarete accorti non e' quasi mai a lieto fine. 

Quello che ho imparato io, e che sto ancora imparando, e' che la vita riserva sempre tante di quelle sorprese che Pasqua puoi essere anche domani!

Dai lettori di Dating Bad sono arrivati anche molti messaggi e magari nuove storie che potrebbero avere come location non più il perimetro londinese! 

Guardando infatti le statistiche la maggior parte dei lettori e' composta da Italiani residenti in Italia. Seguono gli Italiani a Dublino e a Parigi per poi arrivare in Australia e perfino negli Emirati Arabi... insomma e' ufficiale la sfiga in amore e' un tema che senza frontiere!

Durante questi mesi ho ricevuto tanti commenti e messaggi, soprattutto dalle pagine di facebook dove ho postato per far conoscere il blog. 

Tutti i vostri messaggi mi hanno reso le giornati migliori! Uno su tutti lo ricorderò' per sempre: proveniva da una ragazza italiana V., di Bari che mi ha scritto: ' Grazie! Sto leggendo le storie e mi sono fatta tante risate. Mi hai fatto passare un po' di tempo in cui mi sono quasi dimenticata che  sono all'ospedale e domani mi opero per rimuovere un tumore Benigno.' 

V. se mi stai leggendo spero che tutto sia andato bene!

Vi lascio anticipandovi che molto presto verrà pubblicata una nuova storia... e come al solito spero che vi piaccia.

Un ringraziamento speciale a Marilena Onorato  che autrice di tutte le copertine del blog

https://www.instagram.com/lenaoart/Lenaoart

Un abbraccio a tutti 

martedì 14 agosto 2018

Business Love -La storia di Nico Sesta e Ultima parte

Business Love
La storia di Nico
Sesta e ultima parte

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

Molte cose erano cambiate nella mia vita come anche nella vita di L. ma alla tradizionale vacanza estiva a Mykonos il mio business man non voleva proprio rinunciare. 

Anche questa volta L. aveva già pianificato la vacanza con il solito amico ed io non era incluso nel suo piano. Ho accettato la decisione a denti stretti perché a quel punto ero davvero innamorato di lui e l’idea di perderlo non era minimamente contemplabile nella mia testa. Ho lasciato correre quell'evento anche se il ricordo del suo 'mai ammesso' tradimento con il suo ex cominciava a rivenirmi su come quando si mangia la peperonata con le cozze a mezzanotte. 

L’idillio tra noi si e’ spezzato senza alcuna possibile ricucitura il giorno prima della sua partenza per l’isola greca, notoriamente gay friendly, ossia accogliente per i gay... diciamo pure terreno fertile per gli uomini che cercano uomini. L’estate poi era periodo in cui si apriva la caccia ... e quell’isola era piena di cacciagione. 

Ricordo ogni minimo dettaglio di quella maledetta sera. La sua valigia era sul letto e lui si stava facendo la doccia in bagno, rovistando tra le sue cose e ho notato che tra il costume e la borsa da mare c’era un barattolo grande di vasellina. 



Ora non c’e’ bisogno che vi spieghi perche’ quello che avete intuito e’ corretto. 

In un momento tutto e’ diventato nero. Sentivo la rabbia salire fino ad arrivare alle vene del cervello e farle esplodere come un vulcano di pensieri funesti. 

Non c’e’ stato neanche un secondo in cui ho provato a dare un’altra spiegazione. L’unica possibile era che quel figlio di una gran mignotta andava a Mykonos per scoparsi pure l’aria che respirava. 

Neanche una lacrima mi e’ uscita in quel momento. Nulla! C’era solo la frustrazione che si prova nel vedere che tutto ciò che si e’ costruito sta andando a puttane... anzi in questo caso a gigolo’!

Appena e’ uscito dalla doccia mi ha sorriso e mi ha detto: ‘ Ti manchero' da morire lo so!’. E’ stato in quel preciso momento che ho estratto dalla valigia il barattolo di vasellina e glielo ho tirato beccandolo in testa. 

Non so cosa mi sia successo e credetemi sono sempre stata una persona pacifica, ma avvicinandomi a lui senza dire una parola ho iniziato a inveire pesantemente mentre le mie mani, le stesse che un quarto d’ora prima lo accarezzavano, ora lo prenderlo schiaffi e pugni. 

Mi sono fermato solo quando ho visto che gli stava uscendo il sangue dal naso. Vedendo quel sangue ho riacquistato lucidità e mi sono finalmente fermato. 

E’ seguita una notte insonne passata ai lati opposti del suo tavolo da pranzo. A quel punto e’ uscito dai miei occhi un oceano di lacrime. La rabbia era completamente svanita ed aveva lasciato il posto all'amara delusione che mi stava aggredendo. 

Lui mi ha spiegato che ci teneva davvero a me ma io non ero l’uomo della sua vita. Non ha mai esplicitamente nominato il fatto che io non avessi un lavoro ed uno stipendio minimamente comparabile al suo, ma ha sottolineato più volte quelle che lui chiamava  ‘le differenze tra noi’. 

Per un momento ho visto anche i suoi occhi scuri ricoprirsi di lacrime. E’ stato solo un momento credetemi ero io che ero KO, lui il giorno dopo sarebbe comunque partito e sono sicuro si sia divertito e anche parecchio con i suoi nuovi ‘amici di letto’. 

Dopo tutto quello che era successo e la nostra lunga discussione sono tornato a casa stremato. Quella e’ stata la prima di tante notti insonni. 

Le poche ore che dormivo avevo gli incubi ed il giorno al lavoro ero produttivo come una macchina ferma al semaforo anche se la luce e’ verde. 

Stavo dimagrendo vistosamente, i miei occhi erano sempre spenti e non avevo più voglia neanche di andare in palestra o vedere gli amici. Fortunatamente di amici ne ho sempre avuti tanti e, cosa importante loro mi vogliono davvero bene. Dopo tanti sforzi sono riusciti con pazienza certosina a tirami fuori dal burrone di solitudine e tristezza in cui mi era cacciato.

E’ stato grazie a loro e anche agli psicofarmaci che ho assunto se sono tornato, molto lentamente, a vivere una vita normale. 

Non ero più l’ape che volava di fiore in fiore. Non volevo più nessuno accanto a me, neanche per il sesso. 

Il giorno del mio compleanno i miei amici mi hanno portato in un famoso locale di Soho e li’  tra tanta gente indovinate chi incontro? Si esatto proprio L. in compagnia di un ragazzo!

Il cuore per un attimo ha smesso di battere quando l’ho visto. Non potevo evitare di guardarli perché si trovavano proprio di fronte al mio tavolo ed a meno che io non avessi abbassato gli occhi erano nella mia visuale. Gli occhi non li ho abbassati mai, perché non avevo nulla di cui vergognarmi!

Lui ha avuto anche il coraggio di venire al mio tavolo e con aria calma, come se nulla fosse, mi ha prima fatto gli auguri e poi mi ha presentato R. il suo ‘date’: un ragazzo italiano a cui per circostanza ho dovuto anche stringere la mano. 

Quello e’ stato il più brutto compleanno della mia vita. Quel poco di normalità riconquistata stava sgretolandosi di nuovo facendomi finire di nuovo sul fondo. 

Il tempo ha come sempre aggiustato poi tutto. So che e’ una frase fatta ma giorno dopo giorno ho, con fatica, ripreso in mano le redini della mia vita. 

Il primo passo verso la mia guarigione e’ stato reinstallare Tinder e rimettermi su piazza. Perché va bene soffrire e metabolizzare il dolore ma la punizione del celibato la lasciamo a preti!

Nel tempo ho poi cambiato anche vari lavori, ed oggi lavoro nell’area comunicazione per una banca che ha sede a due passi dall’ufficio di L. 

Strana la vita vero? Oggi sarei l’uomo perfetto per lui, ma lui non lo sarebbe più per me. Non nascondo che a volte penso a lui. La cicatrice ancora non si e’ del tutto rimarginata ma io oggi voglio qualcuno che mi ami per come sono, non per ciò che rappresento. 

Morale della storia: Il mondo della apparenza ha sempre rovinato la sostanza dei sentimenti. 


'Quando? Quando succede che il principe si innamora del povero-a? E soprattutto a chi e’ successo veramente? 
A quella gran culo di Cenerentola 'Cit. Pretty Woman 
Io con lui mi sentivo Cenerentolo ma quel gran culo, metaforicamente parlando, non ce l'ho mai avuto!

The End



lunedì 13 agosto 2018

Business Love - La storia di Nico Parte Quinta

Business Love 
La storia di Nico

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

La nostra storia andava avanti giorno dopo giorno tra la passione intensa che ci univa, le contraddizioni che ci dividevano e l’illusione che il presente potesse estendersi anche al futuro anteriore. 

Non mi sono mai reso conto abbastanza di quanto lui fosse a disagio per il lavoro che facevo. Infondo guadagnavo i miei soldi onestamente. E se era vero che volevo cambiare lavoro diciamo che questo pensiero non era certo la mia ossessione. 

Di tanto in tanto guardavo le offerte di lavoro e una sera ho notato una posizione aperta per Bloomberg, l’agenzia finanziaria piu’ famosa della city. Ho applicato senza nessuna illusione, sapevo perfettamente quanto sia competitivo quel campo. Provare comunque non costava nulla e ho provato! 

Quando mi hanno chiamato per sostenere il primo colloquio io ero contento ma L. era euforico come quando butti l’asso di briscola quando a tavola c’e’ il tre. Per l’occasione mi ha inviato a celebrare in un ristorante francese dove abbiamo ordinato ostriche e champagne. Che poi a me le ostriche manco me piacciono... viscide come le lumache e insipide come il riso in bianco. Lo champagnino invece andava giu’ come l’acqua fresca. 

La delusione e’ stata grande quando, dopo aver passato il colloquio telefonico preliminare ed aver affrontato i due colloqui in sede mi e’ arrivata la solita lettera: ‘Nonostante il suo curriculum vitae... bla bla bla... In questa occasione abbiamo deciso di scegliere un candidato con maggiore esperienza’. 

Per L. quella notizia e’ stata come ricevere la classica ‘mazzata tra capo e collo’. Ci credeva piu’ lui che io nella possibilita’ di lavorare in una compagnia così prestigiosa.

Se fossi riuscito avrei sicuramente dimostrato che mi stavo avviando ad una carriera nella finanza e di conseguenza mi potevo inserire nel suo 'mondo'.

Se solo quella lettera fosse terminata con ‘Siamo lieti di assumerla’, io forse avrei colmato parte del vuoto che mi distanziava da un uomo ambizioso fino all’inverosimile e con la caratteristica saliente di dare importanza maggiore al titolo e non alla storia. 

Nonostante per tutto l’arco della nostra relazione io fossi rimasto nella mia vecchia posizione lavorativa, qualcosa in me stava cambiando. Volevo di più. Meritavo di piu’. E’ stato infatti in quel periodo che ho iniziato a cercare attivamente un’altro lavoro, ed in questa decisione lui mi spronava ed incoraggiava sempre. 

Avere un compagno e fidanzato alla ‘sua altezza’ era vitale. Qualcosa di meno delle sue aspettativa faceva  soffrire il suo super ego.

Con lui io mi sentivo come Cenerentolo sempre un po' nell'ombra ma comunque amato. La prova che lui tenesse a me e’ arrivata dopo mesi che stavamo insieme quando lui mi ha presentato ‘in società’’, ossia ai suoi amici ricchi. 

Ho notato da subito che gli altri ospiti degli eventi a cui ho partecipato con lui  erano di uno squallore che in confronto il reparto geriatria sezione cateteri era uno spasso. 

Si parlava sempre e solo di lavoro. Il business era il centro nevralgico di ogni chiacchierata. 

Quelli che poi L. chiamava ‘amici’ erano in realtà ‘connection’ ossia uomini e donne che potevano fungere da ponte per arrivare ... indovinate dove? Esatto a fare altro business. 

Io tra quella marea di squali ero senza alcun dubbio un pesciolino rosso fuor d’acqua, ma c’era sempre lui accanto a me e questo mi bastava. 

Il tempo passava e quella che doveva essere una one night stand, ossia una scopata e via, si stava consolidando come una relazione stabile.  Luglio stava arrivando di nuovo e con lui Il nostro primo anniversario. 

E’ stato infatti luglio a portare L. tra le mie braccia, sarebbe stato poi il mio buon senso a togliermelo letteralmente dalle mani. 

To be continued

domenica 12 agosto 2018

Business Love - La storia di nico Parte Quarta

Business Love
La storia di Nico

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
Credit Foto: Nico



La storia prometteva bene anche se il fatto che lui fosse stato a Mykonos e li’ aveva incontrato, non per una mera casualità, il suo ex storico, mi faceva incazzare. 

L’incazzatura e’ svanita completamente quando ho pareggiato il conto. A Dublino, in una delle mie vacanze solitarie, mi sono scopato un parrucchiere locale. Niente di che ma come si dice 1 a 1 palla al centro.

Dopo essere tornato dalla mia vacanza morivo dalla voglia di rivederlo e lui non ha deluso le mie aspettative. La nostra relazione si consolidava giorno dopo giorno. 

Di vacanze e fine settimana romantici con lui ce ne sono stati tanti. Il primo week end romantico insieme e' stato a Canterbury, li' abbiamo passeggiato mano nella mano tra le vie di quel gioiello medievale situato nella campagna inglese. In quel borgo antico e affascinate ho iniziato a capire che il 'date' stava diventando qualcosa di più serio. 

E’ seguita poi la vacanza ad Ibiza, che io avevo gia’ prenotato prima di conoscerlo. Lui per me si e’ anche ‘sacrificato’ e ha prenotato un posto vicino al mio sul volo Rayan Air. 

C'e' stato poi il viaggio da sogno in Thailandia e Cambogia. Quello, nella mia mente, era il nostro viaggio di nozze. Non ho mai avuto l’idea di sposarmi e non avevo cambiato idea, ma quella vacanza e’ stata speciale. E’ stato li’ che ci siamo detti ‘Ti Amo’ per la prima volta. Per me di sicuro e’ stata la primissima volta che quelle due parole venivano unite e dette ad una persona. 

Ricordero’ sempre l’alba ad Angok Wat, Siemens Reap in Cambogia. Ci siamo svegliati alle 4 di mattina, abbiamo camminato per mezz’ora e poi abbiamo visto questo spettacolo:



Siamo rimasti incantati davanti a tanta bellezza e senza dire nulla abbiamo percepito nell’aria fresca di quel magico inizio che nonostante le grandi differenze per noi stava nascendo davvero qualcosa di speciale. 

In ogni momento passato con lui, sia in viaggio che a Londra, strideva però come una corda di violino strappata, c'era una netta dissonanza tra il mio stile di vita ed il suo. 

Lui viaggiava sempre in prima classe, soggiornava in hotel che avessero come minimo quattro stelle e ogni ristorante o bar doveva avere il cameriere in livrea altrimenti neanche veniva preso in considerazione. Era vitale per il mio business man che il posto in cui soggiornava per le vacanze avesse la jacuzzi e il balcone con vista. L’arredo doveva essere curato nel minimo dettaglio e ovviamente il personale doveva rispondere ai suoi comandi ogni qualvolta schioccava le dita. 

Io viaggiavo su un binario completamente opposto. Per me ciò che conta e' vivere il momento e non importa se alloggio in un ostello o in una camera d’albergo. Io ricerco immagini che saranno poi i ricordi dei miei viaggi, le emozioni che un posto mi da’ e la sensazione di nostalgia quando ritorno alla mia routine.

Un'altro abisso che ci divideva era  la sua naturale attitudine ad ostentare a tutti i costi la sua ricchezza e il suo narcisismo portato ai massimi livelli. Tutto il mondo doveva girare intono a lui. Era stato educato ad essere un privilegiato ma questo non lo aveva mai esentato dal dover dimostrare sempre di meritare il lusso a cui non poteva e voleva rinunciare.

E’ superfluo dire che la stragrande maggioranza delle volte pagava tutto lui. E se per qualcuno questo poteva essere un vantaggio non indifferente per me era imbarazzante. Le poche volte che lo pregavo di lasciarmi pagare il conto mi sono ritrovato a risparmiare su tutto per far quadrare i conti a fine mese. 

La cosa mi faceva rodere parecchio il culo, ma poi c’era lui che con quel sorriso da gran figlio di puttana, quale era, faceva passare tutte le incazzature.

Maledizione! Non avrei dovuto sottovalutare questi aspetti. In quel periodo avevo gli occhi ‘foderati di prosciutto’.  

Mettiamola così: io sono vegetariano e il prosciutto per principio me lo sono tenuto sugli occhi. Come si dice Non c'e' peggior cieco di chi non vuol vedere. 

To be continued


sabato 11 agosto 2018

Business Love- La storia di Nico Parte Terza

Business Love
La storia di Nico
Parte Terza


Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

Il nostro primo incontro e’ stato in piena estata, era luglio, ed e’ avvenuto di sabato sera a casa sua. 

Casa sua, per la cronaca era a knightsbridge, a due passi da Harrods ... dove fa shopping anche la regina e, tanto per essere chiari, li' una mela costa più o meno come un accessorio in saldo da Zara.  

Il suo attico era pieno di mobili antichi e lusso. Non vi nascondo che appena mi ha aperto la porta il respiro mi e’ mancato per un attimo.  In quell'istante ho pensato : ‘Ma che ci faccio io qui?’ Poi ho guardato lui  bello come le giornate di primavera dopo un lungo inverno e  bono come il maritozzo alla crema dopo mesi di dieta ferrea. A quel punto la risposta  e' venuta da se': ‘Speriamo che stasera si balli la samba sotto le lenzuola!'

L. e' alto e il suo corpo sembra scolpito. Il culo poi non ha niente da invidiare al David di Michelangelo. Quella sera indossava una camicia bianca di cotone su pantaloni neri e scarpe stringate. Era semplicemente l'emblema della 'figaggine'. 

Ma con lui c'e' stato da subito qualcosa di diverso. Non  era il figo di turno che mi trombavo.  Sin dal nostro primo incontro si e' non solo accesa la scintilla,  ma e' divampato da subito un incendio.

Tutto e’ stato perfetto, assolutamente perfetto tranne un piccolo particolare. L. e’ ossessionato con l’ordine. Quando la mattina seguente ho fatto la doccia... nella sua mega doccia circondata da vetro, appena finito, lui ha sentito l’irrefrenabile bisogno di passare il panno di daino per asciugare ogni singola goccia. 

Ricordo di aver trovato la cosa alquanto strana all’inizio. Ma era solo l’inizio e, a parte questo particolare, con lui mi sono sentito da subito a mio agio. Quando eravamo insieme nel suo mega appartamento io mi sentivo 'a casa', anche se quella casa forse non me la potro’ mai permettere. 

Dopo una settimana di incontri dove il romanticismo si fondeva con serate bollenti, L. mi dice che aveva già prenotata una vacanza a Mykonos con un suo amico. 

I primi tre giorni senza di lui il mio cellulare era sommerso da suoi messaggi sdolcinati tipo: ‘mi manchi’, foto del tramonto sul mare con testi del tipo: ‘vorrei condividere questo spettacolo con te’. Il quarto giorno L. era sembrava sparito, come fosse stato risucchiato nelle fauci della terra. 

A quel punto un po' preoccupato ho mandato io un messaggio chiedendo: ‘Ciao tutto ok?’. E la sua risposta mi ha gelato il sangue... oltre che farmi girare i coglioni ad elica!

‘Nico, sono qui con il mio amico, ma avevo prenotato il volo con quello che allora era il mio ex ragazzo. Lui ora e’ qui. Con lui e’ stato sempre un tira e molla ed ora siamo nella stessa isola...’

Non so perché, e non so a quale titolo, nel leggere quel messaggio mi sono reso conto di essere geloso di L.. Io che geloso non lo ero mai stato in vita mia! Ero comunque intenzionato a riprendermi quello che volevo e appena il suo aereo e’ atterrato a Londra l'ho subito contattato facendogli una semplice domanda: ‘ Sei di nuovo single?’ 

Si! Lo era e la sera stessa mi ha invitato in un ristorante super lussuoso a Covern Garden dove cibo e vino deliziavano davvero il palato. Il conto sulla ricevuta era vicino a quanto pagavo mensilmente io per la mia stanza a Clapham ma L. senza indugio ha strisciato la sua Mastercad con una nonchalance che mi ha impressionato... come me quando io mi concedo il cappuccino da Starbucks per intenderci. 

Quella serata e’ finita come doveva finire. Come speravo davvero che finisse: nel suo letto.

Quell’enorme letto popolava i miei sogni... be’ diciamo che la coperta in pelo di capra tibetana che L. si ostinava ad usare era di un kitsch che davvero stonava con l’appartamento. Si lo ammetto mi faceva davvero cagare, ma ero sicuro che se le cose avessero seguitato ad andare bene, come andavano nei primi tempi, quella coperta l’avrei rispedita in Tibet per rimetterla addosso alle capre da cui proveniva. 

To be continued



venerdì 10 agosto 2018

Business Love - La storia di Nico Parte Seconda

Business Love
La storia di Nico
Parte Seconda
Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

E dire che ho sempre avuto le spalle larghe e sopportato tutto con una certa indifferenza e non curanza. Il fatto di essere nato in un paesino della Campania ed aver capito di essere gay, fin dal giorno che sono venuto al mondo, mi aveva preparato ad affrontare la vita con maggiore determinazione.

Il periodo buio e’ stato per me, come per tutti , l’adolescenza, quando mi sentivo diverso e gli occhi della gente lo sottolineavano giudicandomi in modo impietoso.  L’ho superato semplicemente pensando che io sono unico e se le persone non mi avessero accettato per come sono ne avrei trovate delle altre. Il mondo e’ grande e vasto, proprio come le opzioni su Tinder!


Ho vissuto in molte città ho conosciuto tanta gente, ho viaggiato per il mondo, molto spesso da solo. Ogni ostacolo lo superavo scrollandomelo dalle spalle come fosse polvere e correndo sempre più forte verso un’altra meta. 

Credevo quasi di essere invincibile e che l’amore non mi avrebbe mai piegato. Sono un ragazzo che ha sempre portato con orgoglio la sua barba rossa e gli occhi verdi. In Italia non sono in tanti ad avere questi colori ed mi sentivo un po' speciale per queste caratteristiche fisiche. Ho sempre curato il mio corpo allenandone ogni muscolo e ho  sempre avuto cura nel vestire e soprattutto nell’agire. 

Sono quello che si puo’ definire un Dandy a cui non e’ pero’ mai mancata la sensibilità e l’intelligenza per interpretare correttamente le situazioni. Sapevo sempre quando era tempo di chiudere il sipario e, cosa importante, non avevo mai perso il sonno e la tranquillità quando una storia finiva anche se sentivo che mi ero affezionato allo stronzo di turno. 

Tutto questo succedeva prima che incontrassi L.

Fino all’incontro con L. ero uno che volava di fiore in fiore. Sapevo quello che volevo, scopare era il mio unico vizio e Tinder, che io ho ribattezzato Tinderello, era il mio campo di caccia. 

Tutti i miei amanti sembravano assomigliarsi fisicamente: mori, occhi scuri, pelle olivastra e fisico da big Jim. Niente biondi slavati, con gli occhi chiari, rinsecchiti con la pelle color avorio. 

Penserete voi che ero nella città sbagliata poiché quello appena descritto e’ lo stereotipo dell’uomo inglese. Be’ vi dico una cosa: a Londra di inglesi se ne vedono ben pochi e l’emigrato tipo macho mediterraneo, la mia preda preferita, qui abbonda come  il cacio sui maccheroni. 

Ho sempre studiato bene i profili dei miei potenziali amanti. Mai uomini che avevano solo foto con gli occhiali da sole. Sono tutti gnocchi con l’occhiale griffato poi l’incantesimo finisce quando se li tolgono. 

Scartati senza pietà quelli che postavano foto mostrando solo la faccia e mai a figura intera. Di solito sono quelli che c’hanno la pancetta da impiegato e il culo basso e flaccio. No grazie... Next!- Il prossimo!

Non mi piacciono le sorprese e via anche i profili con le foto diciamo vintage. Va bene che la moda ritorna in auge ma si vede quando una foto e’ datata. I pantaloni a zampa andavano negli anni 70 e se tu dici di avere la mia stessa età in quel periodo non avresti dovuto neanche essere nato!

Non avevo bisogno di una relazione stabile perché avevo tutto quello che volevo: un lavoro, che mi permetteva di vivere a Londra, certo non da re ma benino, tanti amici con cui passare serate, la mia routine in palestra, a cui non sapevo rinunciare,  ed infine Tinder che mi permetteva di conoscere nuovi ragazzi quando e come volevo. 

Questa era la mia vita pre-L. Poi un giorno in ufficio nella mia pausa pranzo l’ho notato sull’app. Era, ed e’ tutt’ora, bello come un dio greco. Un fisico scolpito e gli occhi di un intenso color nocciola, le mani lunghe ed il sorriso accattivante. 

Ricordo che ho guardato le sue foto per quasi tutta la durata del mio break e ne ero rimasto ipnotizzato. Eppure non era poi tanto diverso dai tipi con cui ero uscito. Non so’ spiegare ma c’era qualcosa di lui che mi attirava come una calamita al frigorifero. 

La descrizione del suo profilo diceva che lavorava in banca e come frase d'acchiappo c'era questa: ‘Ambizioso e perfezionista. Francese con una naturale attitudine all’eleganza.  Sotto il doppio petto che indosso la mattina ci potrebbe essere il tuo principe azzurro. Sei pronto a rischiare? Io di sicuro!’

Ora, mettiamo le cose in chiaro: io al principe azzurro, come stereotipo dell’uomo perfetto, non ci ho mai creduto ed ero convinto che la sua fosse una descrizione piuttosto pretenziosa e anche un po’ banalotta, ma il mio indice ha virato sulla destra e dopo un secondo e’ apparsa la scritta: 

‘It’s a Match’. Anche L. aveva trovato in me qualcosa. 

Era ora di iniziare a giocare. Non c’erano rischi perché io non avevo nessuna intenzione di innamorarmi. Il tempo ha poi mischiato le carte in tavola in un modo imprevedibile e lui si e’ trasformato, nonostante tutto,  davvero nell'incarnazione del mio principe azzurro.   

To be continued


giovedì 9 agosto 2018

Business Love - La storia di Nico Prima Parte

Business Love
La storia di Nico
Prima Parte

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart


Londra e’ il cuore pulsante dell’Europa finanziaria. Qui fare business significa non solo lavorare duro e sacrificare la propria vita. No cari miei. Qui c’e’ di piu'! Devi anche sceglierti gli amici giusti e soprattutto il partner dell’uomo di successo, quello che non deve chiedere MAI, deve sempre essere all’altezza della situazione. 

Per i businessmen i requisiti da seguire sono pochi e semplici: il compagno ideale deve ostentare eleganza. E per eleganza intendo non solo nel modo di parlare e interagire con le persone ma riguarda soprattutto come indossi.

Ralph Lauren e’ considerato il top mentre virare su un pantalone o accessorio di Dolce e Gabbana sa di ‘tanto volgare’. Per cartita' di Dio, non sia mai. Perche’ l’abito fa davvero il ricco e Primark puzza di plebaglia da qui a Bombei. 

Secondo canone da seguire per il candidato partner dell’uomo di successo e’ una eccellente organizzazione mentale che ovviamente deve essere associata a una altrettanto flessibilità nell’incrocio delle agende. Prima il lavoro poi il piacere. Mai il contrario. Questo e' il comandamento scritto a lettere di sangue nel codice deontologico di chi vive per fare affari. 

Insomma Money sul podio e tutto il resto e’ necessario per fare altro money. Chiaro no?

Terzo punto, essenziale per chi decide di stare accanto ad un uomo ricco, aristocratico e potente e’ avere un lavoro con una posizione che almeno raggiunga il piano manageriale con un salario adeguato ad un tenore di vita che non solo deve essere considerato agiato ma deve almeno sfiorate il concetto di lusso.

Intendiamoci bene qui l’amore conta fino a un certo punto. Perche’ l’avere deve sempre superare l’essere e l’apparenza deve sempre risplendere.

In parole povere ti puoi scopare pure il barbone ma  in certi ambienti si presenta solo l’uomo ‘degno’ della posizione socio-economica che si ricopre. 

Sarebbe imbarazzante se un manager di una prestigiosa banca svizzera, con filiale a Londra, scegliesse accanto a se uno che e’ impiegato nel Customer Service per una catena di abbigliamento lontana anni luce dagli sfarzi della haute couture parigina. 

Ora, provate ad indovinare chi sono io? Il riccone? No risposta sbagliata! Io sono stato il partner del Business-man.

Sono colui che ha scelto di imbarcarsi in una storia che sapeva già di impossibile ma e’ nata sulla scia di una alchimia sessuale fortissima che nel tempo si e’ tramutata in altro.

All’epoca vivevo con uno stipendio da fame e prendevo telefonate in cui il cliente alterato esordiva nel seguente modo:

Cliente stronzo: ’Ma ndo cazzo stanno i jeans che ho comprato? Sono due giorni che l’aspetto e ancora non se vedono. Io ci devo andare al compleanno del mio amico con quei jeans’
Io avrei tanto voluto rispondere: ‘Ma che cazzo me frega a me ndo stanno i tuoi jeans. Mettiti un altro paio di jeans e non rompere i coglioni. Sono jeans non e’ che stai aspettando un rene’ 

C’era poi chi comprava online alla cieca, ossia senza neanche vedere bene l’articolo che sceglieva:

Cliente deficiente: ‘Questa maglietta c’ha i buchi. Pare che e’ stata rosicchiata dai sorci’ 
Io: ‘No guardi il design della maglietta e’ proprio cosi’. E’ stata prodotta con quei buchi’
Cliente deficiente: ‘Siete dei pezzi di merdaaaaa io voglio la maglietta senza buchiiiiii. Hai capito? La maglietta senza buchi!’ 
Io avrei tanto voluto rispondere: ‘Ma quanto sei imbecille se non guardi con attenzione neanche quello per cui spendi i tuoi soldi. Ma vabbè sarai così idiota che al mattino stenterai a distinguere la faccia dal culo’.

Io venivo pagato per sentire le lamentele dei clienti - il 90% era composto da idioti patentati - a cui ahime’ e’ stato concesso anche il diritto di voto. Ho sempre pensato che e’ anche per questo che l’Italia affonda! Ed e’ anche per questo che me ne sono andato. 

La paga poi era decisamente sotto la media, considerato che facevo un lavoro d’ufficio e che a rotazione lavoravo anche nei fine settimana. 

Semmai ve lo stiate chiedendo, no io non provengo da una famiglia ricca. Sono figlio della classe media a cui non e’ mancato mai nulla ma certo non sono stato mai viziato. 

E che ci faceva uno come me con un Bussiness man? Che avevamo in comune? Cosa ci ha unito? 

Sicuramente ci ha fatto conoscere Tinder. Quello che e’ accaduto poi io l’ho chiamato Amore. Il primo della mia vita e fino ad ora l’unico. 

Talmente forte e talmente sbagliato da farmi letteralmente perdere la testa. 

Alcune relazioni sentimentali vengono curate dal tempo e dagli amici. La mia e’ stata curata dallo Zanaks, che e’ un sedativo per calmare i nervi e produrre sonnolenza affinché potessi dormire la notte, almeno quelle tre ore consecutive.


martedì 7 agosto 2018

Dominatrix - La storia di Jenny Ottava e ultima parte

Dominatrix
La Storia di Jenny
Ottava e ultima parte 
Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

Un giorno, ero nel mio appartamento a riflettere su come uscire da quel marasma quando ricevo una chiamata di N.

Mi aveva procurato un colloquio di lavoro per una compagnia di eventi, dove stavano cercando una senior marketing communicator per una azienda di cui il fondatore era un suo caro amico. Il destino balordo ha poi voluto che la posizione aperta era per una persona di madre lingua italiana. 

Non nascondo che ero talmente terrorizzata che ripensavo al mio esame di maturità come se fosse stata una passeggiata.

L’appuntamento era fissato per il pomeriggio stesso,  non avevo un Curriculum Vitae adeguato, anzi inventato per l’occasione, e soprattutto capivo di marketing come miss universo capisce di riscaldamento globale... ossia una emerita cippa!

Quel giorno ho mentito a N. dicendo che avevo la febbre e lui c’e’ cascato ovviamente. Come poteva dubitare?

Ho trascorso tre giorni e tre notti a leggere di marketing e comunicazione aziendale. Ho studiato teorie e le migliori risposte da dare ai colloqui. Non ero pronta. Non lo ero affatto, ma dovevo affrontare quella situazione così il quarto giorno ho chiamato l’azienda chiedendo se era ancora possibile fare il colloquio. 

Ho pregato affinché mi dicessero: 'No signorina i colloqui sono terminati. La terremo in considerazione per il futuro’. E invece NO! La segretaria mi ha detto che potevo andare anche il pomeriggio stesso. 

Ero distrutta dalla fatica e avevo davvero paura di fare una gran figura di merda. 

I miei timori si sono puntualmente avverati perché il colloquio è stato una catastrofe. Pure topo Gigio si sarebbe accorto che mi stavo arrampicando sugli specchi e non sapevo neanche interpretare le domande che mi venivano rivolte. 

Il momento finale del colloquio e’ stato quello più umiliante. Mi e’ stato chiesto di fornire le referenze con tanto di telefono o email per poter verificare che tutte le stronzate che avevo inserito nel Curriculum Vitae fossero vere. 

Ho guardato le due persone che mi stavano facendo il colloquio e senza neanche accorgermene sono scoppiata a piangere. Ma non la solita lacrimuccia che riga il viso. No ho pianto come se non ci fosse stato un domani e sono uscita dalla stanza come una pazza esce dal manicomio dopo l’elettroshock. 

Arrivata a casa mi sono guardata allo specchio: avevo il trucco colato sugli occhi e il viso  gonfio come chi ha preso una raffica di schiaffi. 

Avevo recitato fino ad ora la parte della ragazza di successo per poter giustificare il tenore di vita benestante ottenuto in realtà insultando un uomo per farlo eccitare. Anche se non vendevo il mio corpo, facevo quello per cui erano pagate le prostitute. 

Quel pensiero mi ha dato la nausea. Volevo tornare ad essere chi ero: una ragazza che lavora onestamente per raggiungere quello che vuole.

La parte difficile e’ stata rivelare tutto a N. Lui all’inizio ha pensato che lo stessi prendendo in giro. Quando ha realizzato che dicevo la verita’ mi ha guardato e mi ha detto: ‘Non voglio avere a che fare con gentaglia come te. Sei una bugiarda, una manipolatrice ... una puttana!’. Si e’ poi girato e ha sbattuto la porta dietro di se mettendo la parola fine alla nostra relazione. 

Una puttana... cosi’ mi aveva definito.  Se ci ripenso ancora risento la sua voce e quelle sue ultime parole. Ancora bruciano come il limone sugli occhi. 

Tinder mi aveva dato l’opportunità di vivere per un po' il mio sogno da ricca, di poter fingere di essere un’altra persona e indirettamente mi ha permesso di scoprire l'amore. 

Ho dovuto vendere le borse e le scarpe e con il ricavato ho dato l’acconto per una stanza in un appartamento a Stratford, una area ad est di Londra, da condividere con altre tre ragazze. Il prossimo passo e' stato cercare un lavoro e l’ho trovato come Receptionist in un hotel di lusso. 

Li'  vedevo ogni giorno donne ricchissime vestite con abiti stupendi. Le guardavo incantata ma poi ripensavo al mio periodo da donna con le Jimmy Choo ai piedi e i vestiti sartoriali. Credevo di avere tutto ma non avevo me stessa.

Sarei ipocrita a non  dirvi che quella libertà economica mi mancava e mi manca tutt'oggi. Il salario del mio nuovo lavoro non era granchè ma era il mio inizio. 

Un nuovo inizio! In quel hotel ho trovato tanti amici che nel tempo sono diventati la mia seconda famiglia. Oggi ripenso a quel periodo e mi sembra ancora che tutto sia stato un sogno. Un sogno diventato incubo che ha poi fatto svegliare una me nuova, diversa. 

Morale della storia: Tutto si paga e quando arriva il conto l’oste vuole essere pagato. Certe storie insegnano che e' meglio fare un passo alla volta e raggiungere il tuo massimo senza barare. Nessuno ti regala niente per niente e quella stronza della vita non fa sconti a nessuno.

The End




lunedì 6 agosto 2018

Dominatrix - La storia di Jenny Settima Parte

Dominatrix
La storia di Jenny

Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart

N. non sospettava neanche che io fossi una Dominatrix. Avevo giustificato il mio tenore di vita inventando un lavoro come Marketing Manager - per il mercato italiano - in una compagnia di assicurazioni che aveva sede nel centro di Londra.

Il mio appartamento era un gioiellino: la cucina stile shabby chic aperta su un ampio soggiorno ammobiliato con mobili vintage. C’era solo un bagno con una vasca enorme e udite udite anche il bidet - cosa rarissima a Londra- poiché’ il mio padrone di casa era un italiano. Gli inglesi sono infatti un popolo diciamo spartano, per loro la carta igenica e’ piu’ che sufficiente per pulirsi il culo dopo il bisogno solido.  

La mia camera era poi deliziosa: un letto a baldacchino a due piazze e una piccola scrivania con sedia in mogano. L’armadio, sempre in mogano scuro, era ampio e con una sezione scarpe che era diventata il mio orgoglio. 

Le mie giornate le passavo a pensare come potevo insultare F.
Quella cattiveria che avevo all’inizio pero’ stava scemando e iniziavo a provare rimorso per le cattiverie che dicevo a F. Infondo era grazie a lui se vivevo la mia ‘favola’. 

Si lo so, lui mi pagava profumatamente tutte le sere per sentirsi l’ultima pezza da piedi del mondo. Il mio salario era poi triplicato quando avevo iniziato a insultarlo sotto l’aspetto sessuale: dalle minacce sadomaso alle allusioni sulle misure del suo pene fino alle performance sessuali in cui lui era sempre umiliato fino al limite umano. 

Da quando ho conosciuto N. la mia fantasia di Dominatrix si stava colorando di rosa. Non ero piu’ la ‘gheparda’ de na vorta... stavo diventando biancaneve e ahimè’ questo si ripercuoteva sul mio lavoro. 

F. iniziava a non chiamarmi piu’ cosi’ spesso, fino a che un bel giorno le sue chiamate sono interrotte del tutto e con esse anche gli assegni che mi permettevano quella vita. 

Ho cercato di ricontattarlo io ma un giorno ho ricevuto una chiamata dalla sua segretaria che con voce meccanica mi ha detto:' Buon pomeriggio Signorina Jenny la chiamo per farle sapere che il Signor F. non desidera più ricevere i suoi servizi'. 

Non ho vissuto questo evento come una tragedia. L’unica cosa che mi incuriosiva era che non sapevo e non avrei mai saputo che faccia avesse F.  Infondo ciò che contava era sempre stato il denaro che dal suo conto passava al mio.

Me lo sono sempre pero' immaginato come un oligarca russo. Un omone grasso con i baffi alla Stalin e l'aria annoiata tipica del bambino che ha tanti giochi ma non gioca con nulla. 

All'inizio sono stata contenta  della notizia del mio 'licenziamento'. In fondo ero felice di non essere più una Dominatrix e volevo disperatamente tornare ad essere me stessa. Poi la mia mente ha processato pragmaticamente quello che stava succedendo: l’amore mi aveva fatto perdere il lavoro e ora avrei dovuto pensare a come fare per mantenere stile di vita che stavo conducendo. 

Ad ogni accredito di F. io trasferivo sempre una parte ai miei genitori che erano conviti che io facessi la au pair, ossia la babby sitter, in una casa di ricchi inglesi e, ovviamente, vivevo da loro. Ero stata talmente stupida da aver sempre speso, anzi sperperato il resto dei soldi in vestiti scarpe e borse. Per non parlare dell’affitto!

Vivevo credendo che il mio lavoro sarebbe continuato per sempre. Non avevo mai pensato al fatto di poter perdere F. come ‘cliente’. Ed invece e’ successo davvero. La mia rabbia era svanita e proprio ora che la vita mi stava dando tutto ciò che sognavo, incluso N., quel tutto si stava sgretolando come un castello di sabbia buttato giu’ da un tsunami.

I soldi iniziavano a scarseggiare e una sera N. vedendomi triste e pensierosa mi ha chiesto cosa mi stava succedendo. Ho detto la verità: ‘Ho perso il lavoro’. Ho poi giustificato dicendo che la mia azienda stava riducendo il budget e di conseguenza la mia posizione da Manager sarebbe stata sopressa. 

Lui mi ha abbracciato forte e mi ha detto: ‘Non ti preoccupare la troveremo insieme una soluzione’. Ho pianto sentendo quelle parole. Nessuno mai nella vita mi aveva fatto sentire così protetta e amata. Con lui avrei potuto affrontare ogni ostacolo. 

Peccato che l’ostacolo più grande era che avevo detto una marea di cazzate, soprattutto in ambito lavorativo. La merda stava venendo a galla ed io no sapevo come nuotarci dentro. 

To be continued