Dominatrix
La storia di Jenny
Sesta Parte
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Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
La giornata andò avanti come da routine. Treno, lavoro, casa. Ero stata così impegnata da non controllare il mio conto online e quando la sera l’ho fatto ho scoperto che sul mio conto c’erano 1000 pounds da Mr F. Il doppio di quanto pattuito. Non potrò mai descrivere abbastanza la sensazione di stupore e contentezza che ho provato. Ero davvero al settimo cielo!
Potevo finalmente pagare le bollette e mandare in Italia un bel po’ di soldi e far campare la mia famiglia per almeno tutto il mese.
Ho controllato anche il messaggio su Tinder inviato da F.: ‘Sei stata davvero brava! Quando posso richiamare?’
Di getto ho risposto: ‘E’ stato davvero facile insultarti... d’altronde la tua vita ricca ma totalmente insignificante ha facilitato il mio servizio’.
Stavo diventando veramente brava nel mio secondo lavoro. Tanto brava che con F. ci sentivamo tutte le sere ed il mio conto in un mese stava raggiungendo picchi mai sperati. In una settimana avevo racimolato un bel gruzzolo.
Quindi mi sono chiesta: ‘Perché tornare in quel caffe’ a spaccarmi la schiena per quei quattro soldi quando con due vaffanculi e un paio di 'pezzo di merda' ben assesati potevo vivere molto più che agiatamente’
Il discorso sembrava logico e la mia lettera di dimissioni dal bar sembrava la scelta giusta.
E’ stato in quel periodo che ho pensato:‘Ah la vita... passi l’esistenza a spaccarti la schiena e poi in una sera tutto cambia. In una sera tutto quello che volevi si avvera e senza il minimo sforzo. Amo la mia vita!’
Come prima cosa ho cambiato casa e mi sono trasferita in un appartamento in una elegante palazzina nel quartiere di Balham che avrei dovuto dividere con solo una persona. Non avrei dovuto neanche preoccuparmi se R., il mio nuovo coinquilino, fosse pulito perché incluso nell’affitto, davvero alto se ci ripenso, c’era anche la donna delle pulizie che veniva due volte a settimana e puliva anche le nostre stanze.
Essere una Dominatrix era ormai il mio lavoro a tempo pieno e la paga era eccellente. Finalmente potevo entrare da Harrods e comprare trucchi, vestiti e borse. Devo ammettere che alcune borse super costose mi sono state regalate anche da F..
Finalmente potevo permettermi di mangiare in ristoranti esclusivi. Finalmente non guardavo piu' il prezzo ma prendevo quello che volevo e, cosa importante, potevo mantenere la mia famiglia senza alcuna difficoltà.
Tutto andava bene. Meravigliosamente bene. Troppo bene per durare...
La magia si e’ interrotta quando ho conosciuto N. un ragazzo che al tempo stava frequentando un Master in Economia presso la prestigiosa LSE, London School Economic University. Con la mia sbadataggine ho chiamato, più’ di una volta, la sua università’ LSD... come la droga allucinogena.
In mia difesa posso dire che lui aveva su di me un potere ipnotico. Con lui intavolavo discorsi e visioni della vita a cui forse non mi sarei mai avvicinata da sola. Poi vabbè era un figo pazzesco con le mani enormi perfettamente proporzionate all’attrezzo.
Viveva nel mio stesso palazzo e dopo esserci incontrati un paio di volte nell’ascensore siamo finalmente usciti per un drink.
Ironia della sorte, ora che potevo pagare senza problemi non ho mai pagato. Era sempre N. che pagava per le nostre cene a lume di candela o la mini vacanza in Cornovaglia.
Lui sapeva che ero stata povera e che per il mio onomastico i miei potevano regalarmi solo un gelato. Cosi’ quando il mio onomastico e’ arrivato mi ha portato a prendere il gelato in un negozio all’interno del mercato di Covern Garden. Ho pianto di contentezza quel giorno. Uno perché il gelato era buonissimo. Due perché N. era un ragazzo pieno di attenzioni ed io mi stavo davvero affezionando a lui.
Questa mia felicità aveva un prezzo e presto avrei pagato il conto. Avrei pagato caro quello stile di vita ... troppo lussuoso per me. Tutta questa serenità e contentezza non sarebbe durata per sempre. Tutto sarebbe finito. Io però al tempo questo pensiero lo tenevo ben nascosto nell’angolo oscuro della mia mente.
To be continued


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