Riassunto delle puntate precedenti
Parte Nona Ultima Parte
Il tempo però passava
inesorabile ed io ero finita a soggiornare in un’ostellaccio di quart’ordine
per quasi un mese.
Romeo sembrava
sparito. Oltre a non rispondere alle chiamate aveva iniziato a rispondere a
monosillabi ai miei messaggi, a questo punto sempre più insistenti e neanche
troppo velatamente ricattatori.
Sembravo l’amante che
intima: “Se non dici la verità a tua moglie gliela dico io!”, solo che qui non
esisteva nessuna moglie al momento, ma i suoi genitori.
Ricordo che quel
pensiero di essere la donna nascosta, quella da non essere presentata ai
genitori solo perché di un’altra religione mi faceva incazzare come una bestia.
Telefonavo in
continuazione a mia madre, e lei ripeteva sempre: ‘Rometta questo è un
furfante, ha qualcosa da nascondere! Soffri un po’ per questa cosa, io ti sarò
vicina, ma poi vedrai il tempo curerà le ferite.’
Su una cosa aveva
ragione mia madre, lui stava nascondendo qualcosa: prima di tutto i suoi genitori dovevavo stare ad Oxford per poco tempo ed invece erano ancora qui.
Secondo, in tutto questo tempo non ci eravamo più visti, e le sue rassicurazioni diventavano sempre meno rassicuranti.
Secondo, in tutto questo tempo non ci eravamo più visti, e le sue rassicurazioni diventavano sempre meno rassicuranti.
È stato per un mero
caso che ho scoperto le risposte alle mie domande.
Un giorno
passeggiando per il centro di Oxford ho visto Rosella e Francisco. Certo non
sono andata via da casa loro in ottimi rapporti ma neanche sbattendo la porta.
Li ho salutati
cordialmente e alla domanda ‘Come stai?’ io ho semplicemente risposto: ‘Insomma….’
A quel punto la
verità mi è stata scaricata in faccia come si scarica una cariolata di merda
sul terreno da concimare.
Rosella, ha colto
nella mia risposta la mia tristezza e mi ha detto: ‘Mi dispiace che le cose siano
andate così – e qui credevo si riferisse al nostro rapporto burrascoso nella
sua casa , poi però il discorso ha preso tutt’altra piega – Romeo si è rivelato
un vero e proprio bastardo!’
Cosa? Che cosa
c’entrava Romeo? Cosa sapeva lei che a me era ignoto? L’ho lasciata parlare
senza interromperla.
‘A noi aveva fatto
credere che tu saresti rimasta per qualche giorno, invece, quando poi te ne sei
andata ci ha rivelato che i suoi genitori stavano arrivando per fargli conoscere
la futura moglie. Te l’ha detto vero che si sposa presto in una moschea famosa
di Londra….
Quelle parole mi
hanno letteralmente fatto gelare il sangue nelle vene! Credevo di essere in un
brutto sogno. Ho cercato di rimanere calma e ho semplicemente risposto in tono
sprezzante e sarcastico: ‘Se lo vedi fagli tanti auguri da parte mia’.
Ho girato i tacchi e
sono corsa verso la direzione opposta.
Sono corsa nella mia
camera del Bed&Breakfast e dopo aver pianto l’anima ho chiamato mia madre.
Lei aveva capito tutto molto prima di me e mi ha semplicemente risposto:
‘Te l’avevo detto io che era un gran figlio di puttana, senza le palle per
andare contro suo padre’.
Certo è stata dura
sentirsi dire la verità non da lui.
Di sicuro mi sono
sentita umiliata e usata per tutto questo tempo in cui la nostra relazione
cresceva tra le sue bugie e le mie false illusioni, perché sono sicura che lui
sapeva da molto prima che io non sarei mai potuta diventare sua moglie.
Per non parlare poi
del fatto che mia madre c’aveva visto più lungo di me e questo era il momento
della sua rivincita. Aveva avuto ragione lei!
Non ho mai avuto
molta stima di mia madre fino a quel momento, ma lei ha dimostrato che per amore
mio avrebbe accettato un genero musulmano.
La sua obiezione era data dal fatto
che lei aveva intuito che non era l’uomo per me, aveva qualcosa che non
quadrava. Poi io mi sarei anche potuta convertire ma non avrei mai indossato lo
Shador o accettato le possibili intromissioni, non di mia suocera ma di mio
suocero che era di fatto un alim e aveva l'ultima parola non sulla legge laica ma su quella musulmana!
Con tutto il rispetto
per le musulmane praticanti, io sono sempre stata un bastian contrario e non
mi sarei ritrovata in quella vita.
Nonostante mia madre
non si sia quasi mai spostata dal piccolo villaggio dove vivevo, sentendomi
così triste e depressa, ha preso il primo volo ed è venuta ad Oxford.
Mi ha aiutato a
scegliere una nuova casa e i nuovi mobili.
Insomma avrò pure
perso il mio Romeo, ma ho scoperto di avere una mamma che mi adora anche se
continua a chiamarmi Rometta, nonostante io gli abbia chiesto di chiamarmi
Romy.
Di Dhakir, non ho più
saputo nulla. Ho rispedito le chiavi di casa e tolto il mio nome da tutte le
bollette.
Di lui mi è rimasta una foto ingiallita fatta alle macchinette che
tengo in una scatola nera con tutte le cianfrusaglie che avevo da
ragazzina.
Morale della storia:
Non è la religione a dividere gli uomini ma la loro ottusità nel non vedere
che l’amore dovrebbe andare oltre. Nella mia storia oltre le apparenze c’erano
solo bugie!
Rometta oggi non è
più single e convive con un altro ragazzo ad Oxford!
E' diventata anche quello che la madre
voleva diventasse: una madre e presto sarà anche moglie di un ragazzo nigeriano
che la signora Addolorata adora!
Ha avuto una bambina che si chiama
Vittoria, quindi non il nome di sua madre ma, lei è stata comunque contenta del
nome perché era quello di una sua trisavola!
Oggi che Rometta è
madre comprende che anche lei come sua madre cerca ogni giorno di stimolare sua
figlia verso la vita che lei reputa la più giusta. Poi mi ha rivelato: ‘Vittoria
sarà libera di fare quello che vuole ma io intanto la educherò come credo. Forse,
anzi sono sicura, mia madre ha fatto lo stesso…e ora la capisco!
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