domenica 9 dicembre 2018

Rometta e Romeo Nona e Ultima parte


Riassunto delle puntate precedenti

Parte Nona Ultima Parte

Il tempo però passava inesorabile ed io ero finita a soggiornare in un’ostellaccio di quart’ordine per quasi un mese.

Romeo sembrava sparito. Oltre a non rispondere alle chiamate aveva iniziato a rispondere a monosillabi ai miei messaggi, a questo punto sempre più insistenti e neanche troppo velatamente ricattatori.

Sembravo l’amante che intima: “Se non dici la verità a tua moglie gliela dico io!”, solo che qui non esisteva nessuna moglie al momento, ma i suoi genitori.

Ricordo che quel pensiero di essere la donna nascosta, quella da non essere presentata ai genitori solo perché di un’altra religione mi faceva incazzare come una bestia.

Telefonavo in continuazione a mia madre, e lei ripeteva sempre: ‘Rometta questo è un furfante, ha qualcosa da nascondere! Soffri un po’ per questa cosa, io ti sarò vicina, ma poi vedrai il tempo curerà le ferite.’

Su una cosa aveva ragione mia madre, lui stava nascondendo qualcosa: prima di tutto i suoi genitori dovevavo stare ad Oxford per poco tempo ed invece erano ancora qui.

Secondo, in tutto questo tempo non ci eravamo più visti, e le sue rassicurazioni diventavano sempre meno rassicuranti.

È stato per un mero caso che ho scoperto le risposte alle mie domande.

Un giorno passeggiando per il centro di Oxford ho visto Rosella e Francisco. Certo non sono andata via da casa loro in ottimi rapporti ma neanche sbattendo la porta.

Li ho salutati cordialmente e alla domanda ‘Come stai?’ io ho semplicemente risposto: ‘Insomma….’

A quel punto la verità mi è stata scaricata in faccia come si scarica una cariolata di merda sul terreno da concimare.

Rosella, ha colto nella mia risposta la mia tristezza e mi ha detto: ‘Mi dispiace che le cose siano andate così – e qui credevo si riferisse al nostro rapporto burrascoso nella sua casa , poi però il discorso ha preso tutt’altra piega – Romeo si è rivelato un vero e proprio bastardo!’

Cosa? Che cosa c’entrava Romeo? Cosa sapeva lei che a me era ignoto? L’ho lasciata parlare senza interromperla.

‘A noi aveva fatto credere che tu saresti rimasta per qualche giorno, invece, quando poi te ne sei andata ci ha rivelato che i suoi genitori stavano arrivando per fargli conoscere la futura moglie. Te l’ha detto vero che si sposa presto in una moschea famosa di Londra….

Quelle parole mi hanno letteralmente fatto gelare il sangue nelle vene! Credevo di essere in un brutto sogno. Ho cercato di rimanere calma e ho semplicemente risposto in tono sprezzante e sarcastico: ‘Se lo vedi fagli tanti auguri da parte mia’.

Ho girato i tacchi e sono corsa verso la direzione opposta.

Sono corsa nella mia camera del Bed&Breakfast e dopo aver pianto l’anima ho chiamato mia madre.

Lei aveva capito tutto molto prima di me e mi ha semplicemente risposto: ‘Te l’avevo detto io che era un gran figlio di puttana, senza le palle per andare contro suo padre’.

Certo è stata dura sentirsi dire la verità non da lui.

Di sicuro mi sono sentita umiliata e usata per tutto questo tempo in cui la nostra relazione cresceva tra le sue bugie e le mie false illusioni, perché sono sicura che lui sapeva da molto prima che io non sarei mai potuta diventare sua moglie.

Per non parlare poi del fatto che mia madre c’aveva visto più lungo di me e questo era il momento della sua rivincita. Aveva avuto ragione lei!

Non ho mai avuto molta stima di mia madre fino a quel momento, ma lei ha dimostrato che per amore mio avrebbe accettato un genero musulmano. 

La sua obiezione era data dal fatto che lei aveva intuito che non era l’uomo per me, aveva qualcosa che non quadrava. Poi io mi sarei anche potuta convertire ma non avrei mai indossato lo Shador o accettato le possibili intromissioni, non di mia suocera ma di mio suocero che era di fatto un alim e aveva l'ultima parola non sulla legge laica ma su quella musulmana!

Con tutto il rispetto per le musulmane praticanti, io sono sempre stata un bastian contrario e non mi sarei ritrovata in quella vita.

Nonostante mia madre non si sia quasi mai spostata dal piccolo villaggio dove vivevo, sentendomi così triste e depressa, ha preso il primo volo ed è venuta ad Oxford.

Mi ha aiutato a scegliere una nuova casa e i nuovi mobili.

Insomma avrò pure perso il mio Romeo, ma ho scoperto di avere una mamma che mi adora anche se continua a chiamarmi Rometta, nonostante io gli abbia chiesto di chiamarmi Romy.

Di Dhakir, non ho più saputo nulla. Ho rispedito le chiavi di casa e tolto il mio nome da tutte le bollette. 

Di lui mi è rimasta una foto ingiallita fatta alle macchinette che tengo in una scatola nera con tutte le cianfrusaglie che avevo da ragazzina. 

Morale della storia:
Non è la religione a dividere gli uomini ma la loro ottusità nel non vedere che l’amore dovrebbe andare oltre. Nella mia storia oltre le apparenze c’erano solo bugie!

Rometta oggi non è più single e convive con un altro ragazzo ad Oxford!  

E' diventata anche quello che la madre voleva diventasse: una madre e presto sarà anche moglie di un ragazzo nigeriano che la signora Addolorata adora! 

Ha avuto una bambina che si chiama Vittoria, quindi non il nome di sua madre ma, lei è stata comunque contenta del nome perché era quello di una sua trisavola!

Oggi che Rometta è madre comprende che anche lei come sua madre cerca ogni giorno di stimolare sua figlia verso la vita che lei reputa la più giusta. Poi mi ha rivelato: ‘Vittoria sarà libera di fare quello che vuole ma io intanto la educherò come credo. Forse, anzi sono sicura, mia madre ha fatto lo stesso…e ora la capisco!

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