domenica 1 luglio 2018

S come Sesso Prima parte

S come Sesso
La storia di Sara
Prima parte

Il fulmine non colpisce mai lo stesso punto due volte vero?. La fisica dice: ‘Dal momento che il fulmine (carica elettrica negativa) è attirato a terra da sorgenti di carica elettrica positiva, nel momento in cui cade, le due cariche si annullano e quindi non si verificano più le condizioni per cui possa cadere un'altra volta nello stesso posto'. Forse nella teoria questo accade ma per quanto riguarda il vecchio adagio popolare, che rimanda alla metafora, credetemi la sfiga colpisce e non sta a guardare il dove, lo fa’ e basta. Se e’ vero che l’impensabile puoi realizzarsi, esiste la concreta possibilità che, secondo il forum di Yahoo, ‘il fulmine può cadere due volte nello stesso punto, ma non certo in un breve lasso di tempo’. Ecco io sono la persona che può’ sconfermare anche questa ennesima eccezione. Il fulmine può cadere nello stesso posto due volte e tra il primo e il secondo colpo può passare un battito di ali. Tu chiamala se vuoi sfiga, coincidenze astrali dove Venere e’ in guerra con Marte, Cupido sta diventando frigido e Saturno non si fa mai i cazzi propri. Oppure banalmente un inciampo dietro l’altro perche’ se non guardi dove vai la strada, la maggior parte delle volte, te la fai in salita. La scorciatoia ti porta a fare il giro del palazzo più di una volta e la frustrazione di esserti persa ti porta a non guardare neanche più la strada da percorrere e, a quel punto mancando la dovuta attenzione, mettere un piede su una merda di cane fresca diventa davvero facile. 

Tre anni di matrimonio con Andy mi avevano risucchiato la speranza. Non di una vita agiata fatta di mille attenzioni e splendide vacanze in posti esotici alloggiando in hotel di lusso. No, non questo. Io avevo tutto e per amici e parenti ero la ‘super fortunata’. L’unico dettaglio, anzi il dettaglio più importante, che mancava clamorosamente nella relazione tra me e Andy era il sesso. Dopo un triennio senza una sana e completa scopata la speranza di poter colorare anche di un grigio pallido quel matrimonio bianco, che più bianco non si poteva, era ormai sostituita da una routine stantia come il latte andato a male da una settimana. Ero sposata con un uomo che aveva il libido sessuale di un bambino di tre anni. Quando l’ho sposato sapevo che non era esattamente un latin lover, e d’altronde ero stufa marcia dei rapporti brevi e intensi che ti lasciano solo l’appagazione momentanea dell’orgasmo e i sorrisi imbarazzati la mattina seguente. Io ed Andy avevamo iniziato a frequentarci come colleghi e poi nel tempo era diventato il mio migliore amico. All’inizio c’era una intesa particolare tra noi, un feeling emotivo fortissimo che ci legava come la calamita al frigorifero. Ci capivamo con uno sguardo e guardavamo nella stessa direzione. Il mio desiderio di essere moglie e madre e il suo di formare una famiglia erano perfettamente in linea. Diciamo anche che eravamo allineati perfettamente, come due linee parallele. Se mi fossi ricordata della teoria euclidea che dice: ‘due rette parallele non si incotrano se non all’infinito’, e quindi mai, forse avrei esitato un po’ prima di accettare la proposta di matrimonio di Andy. E invece no, le dormite in classe nell’ora di geometria mi avevano fatto dimenticare questa teoria nell’angolo più remoto e oscuro del cervello e la risposta alla domanda di Andy : “Will you marry me?” - Mi vuoi sposare?- sussurrata durante una cena romantica  e’ stata ‘ Yes’. Il mio si era convinto e sicuro. Era Andy l’uomo con cui avrei voluto costruire la mia vita ed invecchiare. Certo di attività sessuale nel nostro breve fidanzamento ce ne era stata ben poca, ma prima del matrimonio ne parlammo, e anche a lungo. Andy non aveva mai voglia di fare sesso ero sempre io che facevo la prima mossa e, ironia del caso spesso era lui ad avere mal di testa e raggirava le mie avance dicendo: ‘dai no che hai appena avuto mestruazioni’. Ci sono uomini che fanno tranquillamente sesso con donne mestruate oppure, i più schizzinosi aspettano contando anche i secondi, che il ciclo almeno si attenui. Che Andy usasse tutte le scuse del mondo per evitare di fare sesso con me era un problema non di poco conto.  Ne abbiamo discusso migliaia di  volte. Fisicamente era un uomo normalissimo, così dicevano i dottori, c’era però qualcosa che lo inibiva e alla fine ha deciso di andare da uno psicologo. Con il tempo l’effetto ‘strizzacervelli’ aveva agito su Andy in modo lievemente positivo. Certo non facevamo sesso come conigli ma la macchina del sesso stava iniziando a funzionare, anche se per il momento eravamo nella fase accensione, spingi la frizione e ingrana la prima marcia. ‘Vedrai con l’aiuto dello psicologo sarò un uomo normale’ diceva. Io ci sono cascata... ‘co tutte le shoes’ e in una soleggiata giornata di primavera al cospetto di parenti e amici ho varcato l’ingresso della lussuoso giardino di Chiswick Garden ricoperto di camelie rosse e bianche e arrivata all’altare ho pronunciato la frase di rito‘ Si sarò tua moglie nella buona e nella cattiva sorte’. La sorte avversa, quella grande figlia di una mignotta, si e’ palesata poche ore dopo dal nostro matrimonio. Nel lussuoso hotel dove avremmo dovuto passare la nostra prima notte di nozze tutto era assolutamente perfetto. Tutto da sogno. Peccato che l’arredo e l’atmosfera da mille e una notte non sarebbe mai bastata a consolarmi dall’incubo che mi avrebbe accompagnato per gli anni a venire. ‘Ma dobbiamo fare per forza quella cosa rivoltante?’. Questa e’ stata la prima affermazione di Andy appena dopo aver varcato la porta della nostra stanza . Ci ho messo un po’ a capire e poi qualcosa e’ scattato . Alludeva al sesso. Era l’inizio della fine. 

Ho sperato ogni giorno che lui cambiasse che alle promesse si sarebbero succeduti i fatti e che di conseguenza la nostra camera da letto avrebbe vissuto una nuova vita. E invece no, niente da fare. Il letto era diventato la parte di arredo che serviva per dormire e di sesso non si parlava neanche piu’. Avrei preferito fossero stati cazzi amari ed invece erano semplicemente problemi del cazzo! Nel senso più letterale del termine. Le rarissime volte che facevamo l’amore sembrava una brutta pantomima. In tre anni io non ho mai , MAI, raggiunto l’orgasmo. L’unica funzione che il pisello di Andy espletava in modo ineccepibile era farlo pisciare. Era uno dei pochi uomini che centrava in pieno il water senza schizzare i bordi. Ho creduto fosse gay, che magari fosse stato molestato da piccolo, avesse traumi sessuali irrisolti, o  che magari il problema fossi io. E invece no. Andy non era interessato al sesso come io non lo ero alle partite di calcio. Il suo livello di libido sessuale era vicino allo zero e per questo io andavo in bianco il 99,9% delle volte. Tre anni dopo, durante una cena nella nostra cucina gli ho detto: 'Andy voglio il divorzio e lo voglio il prima possibile’. E stato come  realizzare che sarei uscita di prigione a breve, che avrei ripreso in mano la mia vita. Lui non si e’ scomposto di una virgola e ha risposto: 'Ma perché siamo una coppia fantastica! Dai finisci la zuppa che si fredda'. E’ stato in quell’istante che ho capito che, al mio ricco ed elegante marito inglese, oltre alla inabilità nello scopare si aggiungeva un problema comportamentale evidente. L’area del suo cervello che governa le relazioni interpersonali era uno stanzino buio, freddo e inospitale, proprio come il nostro letto. Andy ha provato in mille modi a farmi desistere dal mettere in atto il divorzio. Era un uomo di successo capace di convincere con uno sguardo o una frase ad effetto. Era un combattente nato che mai avrebbe abbandonato il campo prima di aver provato a vincere usando tutte le armi a sua disposizione. Una sera e’ arrivato a dirmi: 'Capisco che il problema sono io. Se vuoi puoi farti un’amante basta che non me lo dici’. Eh no caro mio la farsa della coppia perfetta non la recito piu’ perche’ ne ho fin sopra i capelli di far finta. Andate a fare in culo tu e le apparenze da mantenere ad ogni costo. Avevo promesso di essere tua moglie anche nella cattiva sorte ma questa sceneggiata da quattro soldi era ormai diventata tanto distruttiva quanto infernale. 

Ogni fallimento, specialmente nelle relazioni umane e’ un dramma. Il divorzio, nonostante fossi stata io a chiederlo, e’ stato un trauma che non cicatrizzerà mai completamente. Del fatto che avessi perso Andy come marito non mi importava molto. Averlo perso per sempre come amico mi spezzava il cuore. Quando ho detto ai miei genitori che avrei divorziato, mio padre, che sin dal giorno che aveva visto Andy per la prima volta lo aveva adorato come un figlio, mi ha detto, alludendo ai miei problemi adolescenziali sfociati  anche nell’anoressia: 'Sicuramente e’ colpa tua. Tu e i tuoi problemi del cazzo!”. Avrei tanto voluto rispondere a tono: ‘E no caro babbo, i problemi del cazzo sono da attribuire all’uomo perfetto che vedevi tu”. Avrei davvero voluto dire queste esatte parole, ma sono rimaste incastrate in gola e non hanno trovato la forza di uscire.


Dovevo reagire. Lo dovevo a me stessa e al futuro che volevo. Lo spirito di sopravvivenza prende sempre il sopravvento e per non pensare alla fine del mio rapporto con Andy ho pensato bene di iscrivermi a Tinder. Infondo perche’ no? E’ gratis e sicuramente un modo come un altro per trovare un’altro Andy che pero’ a letto gioca a scopa... e non con le carte sia chiaro! Le scartoffie burocratiche che mi avrebbero liberato dalle convenzioni stavano per essere scritte ed io ero pronta a voltare pagina. Primo passo cambiare la foto dal profilo di facebook. E’ li che Tinder pesca l’immagine del tuo profilo. Trucco parrucco e posa. Un selfie con la faccia da single ed il gioco e’ fatto. Passavo le pause al lavoro guardando le immagini dei possibili candidati. Nessuno mi convinceva. poi un bel giorno, quando stavo per chiudere il mio account Tinder mi arriva un messaggio da I. I. si presentava come il figo della situazione con un corpo e un viso da modello tipo i maschi sulle copertine delle pubblicità di Dolce e Gabbana e una distanza da casa mia di 600 metri. Eh si Tinder localizza le esche più vicine cosi’ ogni utente può decidere di scartare chi vive dall’altra parte della città. Viso angelico, corpo da statua greca, in più con i suoi messaggi adulatori e ruffiani mi faceva sentire bellissima e soprattutto desiderata. Dopo pochi giorni dalla nostra prima chat I. mi invita a casa sua. L’intento e’ esplicito e senza frasi arzigogolate, doppi sensi e falsi moralismi. ‘Vuoi scopare?’. I. aveva usata la parola chiave che attirava la mia attenzione. Un tempo sarei stata offesa da tanto materialismo, ma dopo gli anni in cui sulla mia vagina c’e’ stato il cartello ‘chiuso per cessazione attività', quelle parole mi hanno rincuorato. Si riapriva la saracinesca. Finalmente! Dopo aver accettato il suo invito mi scrive: “depilati non mi piacciono le donne pelose”. Il sesso stava finalmente tornando nella mia vita e in me saliva il nervosismo e la felicità. Finalmente toglievo le ragnatele dal garage e qualcuno ci avrebbe parcheggiato presto. Speravo solo che per la mia prima scopata da single nel garage entrasse una  maserati 150 cavalli e non una vespetta. Dopo anni di quasi totale astinenza forzata il destino aveva accumulato un debito di sesso con me considerevole ed io ero prontissima a riscuotere il credito. 

2 commenti:

  1. Aspetto la seconda parte!!!!!! Complimenti, il tuo modo di scrivere mi cattura!!!!

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  2. Grazie Francesca . Grazie mille! Il tuo commento mi rende felicissima! Sto edittando la seconda parte : )

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