lunedì 9 luglio 2018

S come Sesso Parte Sesta

S come Sesso
La storia di Sara
Parte sesta - Ultima parte 

Dopo qualche giorno dal nostro ultimo incontro al ristorante L. mi ha mandato un messaggio invitandomi a casa sua ed io non ho saputo rispondere come avrei dovuto, ossia: ‘Eh no Pinocchio, le bugie almeno te le faccio pagare tenendoti sulla corda. Se vuoi fare il bastardo almeno paga le conseguenze’. E invece chi ha rotto i cocci non solo non li ha pagati ma sono rimasti pure in mano a me che francamente non sapevo che farmene. Ma nonostante tutto c’era qualcosa che mi legava a lui in una maniera che non sapevo controllare. 

Le sue bugie e la sua arroganza erano dettagli che credevo appartenessero alla sua insicurezza e che, con il tempo sarebbero stati sostituiti da una relazione che lo avrebbero spinto a sentirsi piu’ a suo agio. Credevo che con il tempo avrebbe buttato giu’ il muro di diffidenza che aveva eretto nei confronti delle donne, soprattutto le non- native inglesi. 

Accettando l’invito di L. avevo deciso di mettere da parte tutto quello che era successo. Mi ero convinta che ripartendo da zero tutto sarebbe andato bene. Dovevo solo essere positiva, incanalare le energie verso prospettive rosee e guardare alla relazione con L. con occhi diversi.

Anche se ci sono dei segni che il destino ti da e ognuno di noi dovrebbe captare ed interpretare correttamente per poter prevenire catastrofi o avere il sentore che si stia andando verso la vittoria. 

Se per esempio devi andare ad un appuntamento e nell’ordine: ti bruci la pelle del collo piastrandoti i capelli, il pennello per truccarti ti scivola e finisce nel cesso e scopri, dopo esserti vestita, che le scarpe con il tacco che sarebbero state perfette con l’outifit scelto hanno il tacco rotto, allora c’e’ una vocina flebile che solitamente sussurra ‘Ma ndove vai se la fortuna non ce l’hai?’. Poi invece c’e’ un altra vocina che rimbomba in testa e strilla: 'Ma stai a crede a ste cazzate. Esci e vai a prenderti quello che vuoi.’ La seconda voce si e’ imposta con prepotenza non appena finito di leggere il messaggio di L che mi invitava a casa sua. 

Lui abitava in un lussuoso complesso residenziale a nord di Londra. Portiere, palestra all’ interno dell’edificio e giardino privato. Prima di suonare al suo campanello ho preso lo specchietto dalla borsa per controllare se il make up e i capelli fossero a posto. Nonostante non avessi sudato e quel giorno e non tirava un filo di vento, guadandomi allo specchio ho notato sbavature del rosetto, il rimmel lievemente calato sugli occhi a ‘mo’ di panda’ ed il mio chignon era completamente rovinato dai mille e piu’ ciufetti di capelli sfuggiti al controllo nonostante le spruzzate copiose di lacca extra forte. 

Quello era un’altro segno che io ho completamente sottovalutato. La vocina contraria risuonava nelle orecchie con un tono compiaciuto ‘ Aho’ ma ancora ce voi prova'? Ma lo vedi si o no che stasera non e’ aria per te?’. La vocina pro L. mi suggeriva: “Mo te stai a fissa’ troppo, aggiusta tutto e suona sto campanello’. Ed io, senza esitazione alcuna ho seguito l’ultimo consiglio.  

L’appartamento di L. sembrava uscito dal un catalogo di rivista d’arredo super lusso. Parque’ scuro, mobili color miele, tende di seta e pochi quadri di valore ad adornare le pareti bianche avorio. Le finestre ampie che davano sul giardno condominiale filtravano la luce rendendo anche i riflessi del tramonto di un colore caldo e avvolgente. 

Mi ha accolto con un bacio e mostrandomi subito la tavola completamente imbandita da cibo che sembrava squisito e un vaso con ghiaccio con dentro una bottiglia di champagne. Mica prosecco, champagnino, e della marca che adoravo. In quel preciso momento ho creduto che la vocina negativa che mi sconsigliava di non andare era solo il solito gattaccio nero che si insinua negli eventi positivi. 

Tutto quella sera sembrava assolutamente perfetto e, complice lo champagne e il vino io avevo visioni allucinatorie futuristiche: mi vedevo come padrona di casa ad ospitare party e cene tra amici. Lo studio di L. sarebbe diventato la cameretta di nostro figlio ed io sarei stata felice e contenta con l’uomo che amavo e che stasera speravo mi avrebbe soddisfatto sessualmente.  

C’e da dire che a volte i sogni si avverano, e dell’ allucinazione l’unico punto andato in porto subito e’ stato fare sesso con L. Grande alchimia tra noi certo. Lui era coinvolto sentimentalmente questo era sicuro, perche’ ‘ha funzionato’. Il resto del sogno futuro si sarebbe avverato nel tempo. Avrei dovuto solo pazientare. 

La mattina dopo credevo di trovare il tenero amante della sera prima, ma invece di ‘Buongiorno tesoro’, L. mi ha elegantemente cacciato di casa: ‘Devo uscire per vedere il miei amici per un brunch. Sbrigati a prepararti tra un ora esco’. Questo invito poco gentile e’ stato marcato  da un tono di voce davvero spiacevole. Tutti i sogni e le aspettative erano stati catapultati nel cesso e lo sciacquone stava incanalandoli gia’ nella fogna. 

Vi starete chiedendo se sto ancora con lui? Ebbene si, esco ancora con L. e lui mi presenta come la sua fidanzata. Anche lui come me non accetta lo status di single. Mi tratta ancora male ed io ogni volta che resto sola con i miei pensieri faccio la lista delle decine di cose che mi fanno incazzare di lui ma poi basta un suo messaggio con scritto ‘Buongiorno’ ed io non sono capace di tagliare sto cordone ombelicale che mi lega a lui. 

E’ chiaro che lui e’ attratto da me che mi vuole vicino, sono la ragazza carina che mostra ai suoi amici o al suo capo, ma non ha alcuna intezione di legarsi. Questo mi fa incazzare ma non mi da la forza necessaria per lasciarlo una volta per tutte. 

La mia e’ una condizione patologica che rifiuta l’abbandono di un uomo su cui ho fantasticato troppo. Cosi’ mi ha spiegato la psicologa che vedo ormai una volta alla settimana e che mi sta costando una tombola.  Che poi la stessa cosa me la dicono anche le mie due nuove amiche che mi ripetono all'unisono: ‘Sara volta pagina e scrivi un capitolo dove solo tu sei la protagonista!’. Forse un giorno riuscirò a tornare bene come single. Ci sto lavorando. Un giorno aprirò il mio profilo Tinder, e ricomincerò a cercare qualcosa che assomiglia un po’ di piu’ a cio’ che speravo succedesse e non e’ ancora successo.  Forse un giorno. Spero sia domani.

Morale della storia: I sogni sono si desideri ma quando poi diventano deliri bisognerebbe risvegliarsi e ripartire da se stesse. 

Nota: Questa storia e’ stata scritta ann fa... tanti anni fa. Poi le cose per Sara sono cambiate e la vita ha iniziato a ripargarla di tutto, e con gli interessi direi. Sara ce l’ha fatta, ha ascoltato i miei consigli ed e’ ripartita da se stessa. Ha iniziato ad amarsi ed ha trovato l’Amore . Quello vero. 

Quello che ti fa sentire desiderata e accettata per come sei. Il suo  nuovo compagno non e’ pero’ stato il risultato di uno ‘swipe’ di Tinder, ma della sua decisione di lasciare il suo appartamento e trovarne un’altro, a Nord di Londra, da dividere con altre persone. Tra loro ha trovato G., il suo Mr G.! A Dicembre del 2018 Babbo Natale gli ha regalato anche una bambina stupenda. Bionda e solare come lei!

Poi un giorno, uno giorno qualsiasi di metà Maggio, quando tutto sembrava scorrere tra una pappa alla sua adorabile principessina, nuovi progetti di vita e i suoi immancabili mal di testa, qualcosa e’ andato terribilmente storto. 

Sara ha sentito che quel mal di testa la stava aggredendo in modo davvero feroce. Il paracetamolo non alleviava per nulla il dolore lancinante. Andare all’ospedale per un semplice controllo non costava nulla. 

Ed invece li’ la vita ha deciso di spegnere la sua luce. Per sempre. Sara e’ svenuta nella sala d’aspetto dell’ospedale e non si e’ più risvegliata. 

A settembre avrebbe dovuto sposarsi. Maledetta vita che al momento della riscossione del credito ha deciso di staccare la spina. Game over proprio quando era il tuo momento ... il momento della felicita’. 

La mia amica non c’e’ piu’ ed e’ stato, ed e’ a ancora oggi, duro non poterla più vedere. Non riesco ancora a parlarne scusate. Ho editato la sua storia piangendo e ridendo pensandola ancora qui con me a bere martini e a raccontarci le nostre storie. 

Dovunque tu sia brilla come solo tu sapevi fare. Ti vorro’ per sempre bene!  Valeria

1 commento:

  1. Oh Wow!
    Il finale ti lascia davvero senza parole!
    Brava Valeria continua così! Mi piace davvero tanto leggerti, non deludi mai le mie aspettative!!

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