martedì 6 novembre 2018

Corri che ti prendo - La storia di Alba Sesta Parte

Sesta parte 

Non so bene cosa sia scattato di preciso nella mia testa ma più lui correva via da me più io affrettavo il passo per acchiapparlo. 

Sarà stata la teoria della ‘mela colta dall’albero proibito’, ossia più una cosa che ti piace e sembra irraggiungibile e più fai di tutto per averla, a scatenare nella mia mente idee per poter rivedere Louis e farlo finalmente innamorare. 

Ho cominciato con un classico: controllare il suo profilo facebook e Instagram. Entrambi i profili erano pubblici. 

È lì che ho trovato tutte le informazioni utili per tracciare i suoi movimenti e fare in modo di trovarmi: ‘nel posto giusto al momento giusto’ facendo apparire questo incontro come il frutto di una mera casualità. 

Eh si cari miei, il crimine perfetto andava studiato bene calcolando tutti i margini di errore. 

Grazie ai social ho scoperto che quasi tutti i venerdì andava nel pub vicino all’ufficio a bere birra con i suoi colleghi. A quel punto ho pensato: se lui è lì ci devo essere anche io.  

Dovevo far in modo di non passare inosservata, quindi look tra il sexy e il sofisticato e soprattutto non dovevo presentarmi nel pub da sola.

La scelta dell’uomo è stata semplice. Luke il mio collega gay avrebbe sostenuto la parte del mio date. 

Appena entrati nel locale l’ho subito individuato tra la marmaglia di inglesi già semi-ubriachi. 

Io e Luke ci siamo seduti proprio vicino al suo tavolo e Luke è stato bravissimo a reggere la parte dell’innamorato. 

La messa in scena ha dato i suoi frutti fin da subito. Louis mi ha salutato e quando mi sono allontanata per sedermi vicino a Luke non riusciva a staccare gli occhi da me. 

Sembrava un cane al quale avevano tolto l’osso. Il mio piano stava funzionando! O almeno così credevo. 

ll giorno guardavo il cellulare ogni minuto per vedere un suo messaggio. Di messaggi ne sono arrivati ma nessuno da parte sua. 

Nei giorni successivi la triste storia si è ripetuta. Ricevevo messaggi da tutti tranne che da lui. 

Il mio piano era fallito! Mi rodeva il culo come mai in vita mia. Più di quando sono stata bocciata all’esame della patente perché quel l’ispettrice di merda aveva deciso di far fermare la macchina dopo mezzo metro e deciso la mia sorte solo perché mi ero dimenticata di mettere le cinture. Solo che stavolta non capivo cosa avessi sbagliato!

Avrei dovuto cambiare piano. Ma cosa potevo farlo per riprendermelo? Dovevo pensare qualcosa in fretta perché il tempo stava passando ed io non volevo che lui mi riponesse nel cassetto mentale: ‘la bionda che mi sono scopato a New York’ .

È stato Istagram ha darmi un'ottima dritta. Louis si era iscritto alla maratona di Londra per aiutare la ricerca sul cancro. Si allenava tutti i fine settimana correndo ad Hide Park. 

Avrei partecipato anche io alla maratona. Si vabbe’ le uniche corse che avevo fatto in vita mia erano quelle in cui inseguivo gli autobus in partenza, ma vabbe' le gambe ce le avevo avrei imparato a farle andare più svelte. 

Certo 42 km e 195 metri non erano pochi, ma avevo mesi e un’ottima scusa per correre vicino al mio bell’inglesino. 

La domenica successiva mi sono presentata esattamente nel posto in cui lui postava le foto del suo ‘Traning intenso di preparazione’. Ho attesa 20 minuti che arrivasse e quando non ci speravo più eccolo comparire. 

L’ho salutato con quel falso stupore degno di un'attrice consumata: ‘Ehi ciao che ci fai qui?’ 

Quella è stata la chiave di volta per riaprire il mio capitolo nella sua testa: ‘bionda scopata a New York che corre con me nella maratona’. 

Ci vedevamo ormai tutti i fine settimana e correvamo insieme. Ok, devo ammetterlo lui correva io dopo un po’ mi fermavo altrimenti mi scoppiavano le coronarie. 

Dopo allenamento, quando tornavo a casa, mi ritornavo sudata fradicia e con ogni singolo muscolo dolorante. È stato in quel periodo che ho imparato che è vero l’amore fa male! Dio sa se fa male! 

To be continued



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