lunedì 26 novembre 2018

Asso di Bastoni la storia di Veronica Quinta Parte

Da quella sera rivelatrice in poi, Jason mi chiamava ogni minuto per aggiungere notizie negative in ambito finanziario. 

La più grave è stato lo sfratto. 

Eh sì, il suo padrone di casa lo stava cacciando a pedate perché non pagava da due mesi l'affitto. 

E non è che vivesse in una bettola nella periferia di Londra, al tempo Jason viveva in una casa piccola ma a Notting Hill, un quartiere residenziale dove certo non tutti si possono pagare l’affitto di una casa non condivisa. 

A quel punto il mio principe azzurro era divento un’altra persona: a volte agitato e altre depresso con cambi d’umore che lo facevano assomigliare ad una donna con il mestruo. 

Non mi ha mai chiesto aiuto finanziariamente ma continuava a dire: ‘Non ne esco da questa situazione se non trovo i soldi. Non so come trovarli’. 

I suoi genitori erano morti qualche anno fa, a distanza di pochi anni l’uno all’altro, e di amici veri non ne aveva. 

Sottotitolo: ‘Veronica mi presti i soldi?’. 

Qui non si trattava di due spicci, o almeno non lo erano per me, perché parliamo di 4mila sterline solo per l’affitto. 

Ci aggiungiamo poi lo scoperto del conto in banca da almeno tre mesi, per quelle che lui chiamava ‘le spese di sopravvivenza’: le bollette, cibo, la donna delle pulizie, le fatture della tintoria per far pulire i suoi costosi abiti, e le spese della macchina quindi assicurazione, benzina e manutenzione. Queste ‘spesucce’ ammontavano a altri 4mila euro. 

Il totale era di 8 mila Euro.

Soldi che se ne erano andati perché lui, dopo il divorzio con la sua ex non aveva saputo amministrare le finanze ed il licenziamento ha dato la mazzata finale.

Quei soldi erano tantissimi per me, però quasi senza pensarci gli ho detto: ‘Jason io questi soldi li ho nel mio conto in Italia e posso prestarteli’. 

Ad averceli quei soldi li avevo ma se li avessi versati a lui sarebbero rimaste solo poche centinaia di euro come ‘rete di salvataggio’ per le me. 

Ora voi credete che io sia andata almeno una volta nella sua casa a Notting Hills? Abbia mai visto la sua macchina di grossa cilindrata? Lo abbia mai visto indossare vestiti eleganti? 

La risposta  è NO! 

Ci vedevamo sempre a casa mia, lui veniva sempre con l’autobus, perché la macchina era senza assicurazione, e quando era con me vestiva sempre casual, Jeans e maglione, perché i vestiti eleganti li indossava solo in ufficio. 

Vi chiederete quindi perché io abbia deciso di prestare i soldi ad uno sconosciuto? 

Il perché risiede nella mia innata natura ingenua combinata al sentimento che provavo per Jason in cui l’attrazione fisica si mescolava alla dolcezza e ogni istante che passavo con lui mi sembrava di toccare il cielo con un dito. 

Non so se era amore ma certo in quel breve lasso di tempo intercorso tra il nostro primo incontro e l’inizio dei suoi guai io potevo affermare di essere già cotta al punto giusto! 

Me ne sono accorta quando vedendolo così affannato per i suoi guai stavo male anche io e quando non c’era mi mancava da morire. 

Per lui quel periodo pagavo i conti quando uscivamo a mangiare fuori o andavamo al cinema. 

Quando ero malata lui si è preso cura di me standomi vicino, accompagnandomi dal dottore e, più di una volta è andato a fare la spesa con la mia carta di credito di cui sapeva il Pin.

È stato per questo che senza pensarci due volte ho transferito dal mio conto italiano il necessario per saldare tutti i suoi debiti. 

Saputa questa notizia lui è ritornato ad essere quello dei primi incontri e appena ho fatto il bonifico a suo favore mi ha subito detto: ‘Amore, vedrai trovo un altro lavoro e ti ridò tutto con gli interessi’. 

Così diceva ed io gli ho creduto. 

To be continued 

Nessun commento:

Posta un commento