lunedì 26 novembre 2018

Asso di Bastoni la storia di Veronica Quarta Parte

Appena ho visto le foto su Tinder di Jason, un ragazzo inglese, mi ha subito colpito il suo sguardo affascinante e bambinesco allo stesso tempo. 

Si insomma sembrava metà James Dean e metà Ciccio Bello. Quella combinazione così atipica mi ha fatto decidere per il ‘sì dai mi piaci e spreiamo se ti piaccio anche io’. 

Lui mi avrebbe scelta? Si/No o sarebbe stata l’ennesima perdita di tempo? Dopo un giorno ho scoperto che sì ‘La cosa era reciproca!’ 

Dopo poche battute in chat su Tinder lui mi ha subito invitato a prendere un drink. 

Ci siamo incontrati in un pub vicino Camden Town, la zona più funky di Londra. 

In quel locale le candele ed l’arredo in stile retrò davano una prima impressione che si trattasse di un ambiente piuttosto sofisticato. In realtà la qualità dei mobili era scadente quasi quanto il bicchiere di vino che ho bevuto quella sera. 

Nonostante fossimo finiti in una bettola, quella è stata in assoluto la serata più bella che avessi passato a Londra da quando mi ero trasferita. 

Con lui riuscivo a parlare di tutto e soprattutto ascoltava quello che dicevo con l’attenzione di uno scolaretto con la maestra. Annotava con cura soprattutto il mio malessere e la mia solitudine e aveva sempre la frase giusta ad effetto per lenire le mie ferite. 

Quella sera sono tornata a casa come se il macigno che avevo sullo stomaco fosse stato ormai espulso. 

Mi sentivo liberata come quando devi andare a fare la cacca e finalmente appoggi il culo sulla tazza ed esce quello che ti fa stare male. 

Da quel momento in poi è iniziata la mia storia con Jason. 

Il primo mese è stato tutto perfetto. Talmente tanto perfetto da farlo sembrare la trama di un film romantico. 

L’idillio si è incrinato quando una sera, uscendo insieme, ho notato che i suoi silenzi erano prolungati e lui era sempre più assente. 

Qualcosa nell'ingranaggio magico si stava incrinando ed io volevo scoprire cosa avesse prodotto l’intoppo. 

La cosa più naturale da fare era chiedere cosa fosse successo. È stato lì che la Maga Cloris ha tirato fuori ..... ‘La luna nera’. 

Ora era lui un fiume in piena da cui traboccavano disgrazie di ogni genere, prima fra tutte il suo rapporto con la ex moglie che lo stava dissanguando. 

La ex- moglie? Ma era stato sposato? Questo piccolo particolare non era mai venuto fuori prima. 

Oltre la casa e metà del suo conto in banca, la ex aveva preteso una buona uscita stellare poiché quando erano sposati lui aveva una posizione dirigenziale con uno stipendio altissimo che nel giro di un anno è stato drasticamente ridimensionato perché l’azienda per cui lavorava stava ‘perdendo business’. 

Nel tempo la situazione lavorativa è andate peggiorando fino a che pochi giorni dopo arrivò anche la batosta del licenziamento perché gli affari da male sono andati, come si dice in siciliano, a schifio!

Si insomma una sfiga nera che anche un gatto nero attraversando la stessa strada del mio povero Jason si sarebbe scorticato i coglioni. 

Raccontando questa storia lui aveva negli occhi la frustrazione di non aver capito e gestito la situazione nel lavoro e nella vita personale in modo diverso. 

Lui rispecchiava quello che io avevo provato pensando alla mia vita in Italia, l’unica differenza era che io non stavo andando  sul lastrico. 

L’unico desiderio era aiutarlo e farlo risorgere, in fondo era stato lui a far rinascere in me la speranza di una nuova vita e di un amore. 

Io avrei fatto di tutto per far sparire i suoi problemi, perché quello che c’era tra di noi doveva ritornare ad essere la magia che aveva fatto iniziare tutto. 

To be continued 


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