martedì 7 maggio 2019

Belladonna - La storia di Maurizio - Parte Decima -


Parte Decima:

Il momento della verità era arrivato ed io ho iniziato a cagarmi addosso quando ho inserito la chiave nella porta nella toppa. 

Si avete capito bene, ero io la parte 'offesa': avevo fatto di tutto per farle avere il lavoro e lei mi avevo preso per il culo. Nonostante questo, ero io ad avere una paura fottuta di affrontarla.

Perché? Perché' non avrei più sopportato di tornare single, solo ... senza di lei. 

Solo ora che lo sto raccontando mi rendo conto di quanto patetico possa essere stato. D'altro canto questa è la mia storia, so io cosa ho provato e vi dico che è duro e crudele quando la realtà manda all'aria tutte le aspettative, i sogni e le speranze di felicità. 

Essere di fronte a Bella e raccontargli cosa era stato raccontato a me, mostrarle la email è stata la cosa per me più difficile del mondo. 

Appena ho finito di parlare io, lei mi ha guardato per un secondo che è sembrato eterno. 

Non sapevo casa aspettarmi, pensavo solo che lei, sentendosi sbugiardata potesse scappare via e non tornare più, liberandomi dal rimorso e facendomi cadere nel mio baratro di solitudine.

E invece no!

Ha iniziato a piangere scongiurandomi di perdonarla.

Lei aveva sempre voluto fare la graphic designer ma la sua famiglia non ha mai potuto permettersi di pagare la retta di una scuola professionale. Quando è capitata l'occasione, sarebbe meglio dire quando io ho creato per lei l'occasione, Bella aveva pensato bene di provare convinta di poter imparare sul campo.

Ingenua lei? Si sicuramente, ma quell'avvenimento avrebbe dovuto insegnarmi qualcosa di fondamentale: non potevo più fidarmi di Bella! 

Ma era difficile smettere di credere alla persona che amavo, anzi ascoltando la sua storia alla fine di una lunga serata vedendola davvero triste e umiliata da quella situazione ho preso le sue mani e le ho detto: 'Amore te lo pago io il corso, scegli tu la scuola!'

Lei mi ha abbracciato forte e da quella sera in poi è tornata ad essere la mia Bella, quella che avevo conosciuto nella luna di miele: dolce, sorridente, solare, sempre positiva.

Come per magia, tutto sembrava nuovamente andare benissimo, ma il periodo d'oro questa volta non è durato così a lungo.

La nostra routine non era più quella dell'inizio anche perché' io stavo davvero lavorando sodo in ufficio per ottenere una promozione importante che mi avrebbe permesso di guadagnare più soldi per 'la mia nuova famiglia'.

Bella non si lamentava del tempo che non potevamo passare insieme, anzi mi incoraggiava ed era convinta che ce l'avrei fatta ad ottenere quello per cui mi stavo impegnando come un matto... sacrificando anche il mio tempo con lei.

Tutto è accaduto per caso. Per un maledetto o benedetto caso!

Era una mattina qualunque, di una giornata qualunque in cui pensavo che nulla potesse accadere ed invece la sfiga e lì pronta a tirarti un calcio nelle palle quando davvero non te lo aspetti.



È stato dimenticandomi delle chiavi di casa quella mattina che ho aperto la porta dell'inferno.

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