sabato 4 maggio 2019

Belladonna - la storia di Maurizio - Parte Nona

Parte Nona

Si lo so era parecchio intuibile da capire eppure … c’è tanta gente che esce nelle ore 'calde' quando fa 40 gradi, quando pure le serpi stanno dentro le buche. 

Ci sono anche persone, e non sono poche, che guardano dalla finestra vedendo i nuvoloni neri, contemplano il fascino prima della tempesta, la guardano evolvere poi quando il cielo si rasserena si dannano l'anima perché' : 'Ma no cazzo! Avevo le lenzuola stese fuori!'

Ecco io posso essere catalogato in entrambe le categorie in lizza per il premio 'Rincoglionito per amore dell'anno' in cui me la batto forse solo con Riccardo Fogli il cornuto sputtanato all'Isola dei Famosi. 

Fatto sta che la favoletta rosa tra me e Isabella, che come avrete capito a questo punto io chiamavo Bella, diventava meno bella ogni giorno. (Non sono poeta ma c'ho pensato prima di dire sta stronzata a Clelia)

Tutto è iniziato a trasformarsi quando lei ha iniziato il nuovo lavoro.

Ogni sera quando aprivo la porta di casa non trovavo più la mia Bella ma una donna che sorrideva ancora, ma di un sorriso tirato e falso.

Ho pensato che fosse lo stress dei primi giorni in un nuovo ufficio con tante cose nuove da imparare e che il tempo avrebbe aggiustato tutto.

Aspettavo pazientemente di vedere riapparire la mia Bella, quella dell’inizio, ma passavano i giorni, le settimane ed i mesi e di lei rimaneva la sua folgorante bellezza e that's it... e basta!

Fatto sta che Bella era diventata una Bella Stronza. La sera tornava sempre tardi e non dava spiegazioni, appena proponevo qualcosa da fare nel fine settimana sbuffava come una ragazzina viziata, quando le raccontavo la mia giornata mi guardava con l'aria di una atea costretta ad assistere alla messa.

Ora, io posso essere stato ingenuo ma voglio chiarire subito che so benissimo che all'inizio tutto va bene e che come diceva mia nonna : 'le magagne si scoprono con il tempo'.

La prima, è stata un vero e proprio colpo al cuore.

Tutto è iniziato quando Martina, la collega senior di Bella e ragazza della mia collega Giulia,  mi ha mandato un messaggio: 'Maurizio dopo il lavoro possiamo vederci per un drink? Devo parlarti'.

Cosa avesse voluto dirmi me lo sono domandato più volte e l'unica risposta plausibile che mi sono dato è stato confermare che la mia Bella era una pippa al lavoro e stava per essere licenziata.

La gentile e dolce Martina mi avvisava che la mia ragazza sarebbe stata disoccupata a breve.

A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre, e difatti le mie premonizioni in parte si sono avverate! Ma c'era dell'altro che bolliva in pentola!

Ho visto Martina all'uscita della fermata Nothing Hill e ci siamo avviati verso un pub lì vicino.

Appena sono arrivati i nostri drinks, Martina ha iniziato a parlarmi di Bella.

Le mie premonizioni erano fondate, lei non sapeva fare il lavoro, ma la cosa che mi ha scioccato è stato il fatto che la compagnia aveva contattato la scuola dove lei diceva di aver ottenuto il diploma di Graphic Designer ed era scritto a chiare lettere che MAI in quella scuola c’era stata una alunna con il suo nome e cognome che aveva frequentato i loro corsi.

Non riuscivo a credere a quello che avevo sentito e ho ripetuto ben due volte: 'Ma sei sicura di quello che affermi Martina?', per tutta risposta lei mi mise davanti agli occhi la email dove il direttore della scuola confermava, parola per parola, quello che mi era stato comunicato cinque muniti prima.

Se c’è una cosa che mi ha fatto sempre incazzare come una bestia sono le bugie e non nascondo, avendola raccomandata, mi sono sentito più merda di come mi sentii all'inizio quando chiesi il favore a Giulia.

Quella sera sono tornato a casa con una delusione e rabbia che mi divoravano il fegato e la paura fottuta di non saper affrontare con lei quello che avevo scoperto. Ma il terrire di perderla fu la cosa che davvero mi paralizzava.



Ve lo dico subito, non è stato questa colossale cazzata da parte sua a far finire questa relazione!

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