giovedì 25 aprile 2019

Belladonna - Seconda Parte - La storia di Maurizio

Riassunto delle puntate precedenti

Parte Seconda

Descrivere chi sono io e come ero prima di aver incontrato lei è un passaggio obbligatorio per farvi capire, e per capire io stesso meglio, quello che è successo e soprattutto il perché. 

Sono nato a Milano ma ho passato la mia infanzia e adolescenza a Quarto Oggiaro. 

Per chi di voi non lo sapesse Quarto Oggiaro è da sempre considerato dai Milanesi snob come la terronia del Nord. 

Ad onore del vero quando ero ragazzino io, parliamo di 35 anni fa,  molti dei miei vicini di casa erano emigrati dal sud Italia, e la mia famiglia non faceva eccezioni. 

Noi siamo Siculi! Oltre il colore olivastro della pelle, gli occhi e i capelli neri il nostro cognome ci legava inderogabilmente ad uno dei padrini mafiosi più sanguinari di sempre. 

Così tanto per dire... bastava pronunciare il mio cognome che si cagava sotto anche il preside. 

Questa situazione, soprattutto nel quartiere dove vivevo avrebbe dovuto essere un privilegio ed invece io provengo da una famiglia che dell’onestà e dell'etica ha fatto sempre un vanto.

Siamo sempre stati poveri ma onesti! Be' diciamo che la mia famiglia è sempre stata super onesta, il resto del parentado emigrato al Nord un po' meno!

Tra quei casermoni grigi ho visto la trasformazione dei miei compagni di gioco e di scuola in zombi, pronti ad uccidere per avere la loro dose. 

Ho visto amici rovinarsi la vita per una pasticca di extasi, altri  vedersi aprire le porte della galera per seguire i soldi facili .... facile come tirare il grilletto di una pistola e scoprire che il difficile veniva dopo, quando si realizzava di aver tolto la vita ad un altro essere umano. 

Nessuno è così potente o immune dal rimorso e tutti fanno prima o poi i conti con la delusione di non potersi esimersi dal rimpianto feroce di quello che si poteva evitare. 

Ho sempre navigato mille miglia da quel mare di violenza e degradazione che era, e tristemente è ancora oggi,  Quarto Oggiaro. 

Sono restato fuori da ogni bega e distaccandomi dagli eventi disastrosi dei miei parenti. Ho sempre camminato a testa alta, anche quando mio cugino è stato arrestato per spaccio e tentato omicidio. Quando la mia migliore amica decise di prostituirsi per un buco in più sul braccio. Quando anche il mio vicino di casa e allenatore di calcio che consideravo il mio idolo, è stato portato via in manette. 

Nulla, io non ho provato nulla vedendo queste scene. Cinico penserete voi? Si forse, ma tenermi lontano dal fuoco mi ha sempre protetto dall'essere bruciato vivo. 

Fin da ragazzino ho sempre pensato che se è vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire è altrettanto vero che non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato. 

Non ho mai sprecato energie per nessun altro se non per me stesso, sopravvive all'inferno senza neanche una bruciatura mi ha reso un ragazzo dal carattere di ferro che ha utilizzato la sua corazza fatta di determinazione e costanza per scalare la piramide e arrivare in cima. 

Gli anni universitari che per tutti rappresentano il tempo del fancazzismo per me sono stati una tortura. 

Dopo 10 ore di lavoro come commesso in un negozio di scarpe al centro di Milano, appena si chiudeva correvo a prendere il tram e tornare a casa. 

Esausto fisicamente mi buttavo sui libri fino a che l'alba non faceva capolino dalla finestra. Poche ore di sonno e poi con lo zaino in spalla andavo all’università. 

Questa è stata la mia vita da universitario, in cui feste e aperitivi erano solo un miraggio. Mancava il tempo per vivere la parte più bella della vita, ossia gioventù.

I soldi per uno spritz li avrei anche avuti ma preferivo non spenderli per l'alcol, sapevo che avrebbero potuto servirmi per altro. 

Ho sempre stretto i denti e guardato lontano. Sapevo che i miei sforzi mi avrebbero ripagato, e così è stato. 

Mi sono laureato a 24 anni in Economia con 110 e lode! 

Quando si presentò l'occasione di una borsa di studio per un Master a Londra in Finanza Internazionale ecco che il mio talento e i soldi non sperperati in drinks mi aprirono la porta che mi h aportato dove sono ora. 

Qui seduto nel mio ufficio al diciannovesimo piano dell'edificio più alto di Londra dove godo di una vista magnifica di Londra. 

Superando anche le mie più rosee aspettative sono arrivato al TOP!

Poi è arrivata lei. Vorrei pensarla come un inciampo ma ha rappresentato la caduta.


Vorrei poter dire è tutta colpa sua mentre ancora oggi maledico me stesso per non aver capito quello che era sempre stato sotto i miei occhi.

To be continued 
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