giovedì 9 maggio 2019

Belladonna - La storia di Maurizio - Parte dodicesima ULTIMA PARTE

Riassunto delle puntate precedenti




Parte Dodicesima: 

La tentazione di scappare via da quello che ormai avevo sentito era forte.

È un po' come quando sei raffreddato e finche' non vedi con i tuoi occhi lo schifo non ne riesci a comprendere la puzza nauseabonda che ti ha sempre accerchiato.

Ma arriva sempre il momento in cui la puzza la senti e forte!

Talmente forte che ti fa venire i conati di vomito.  Tutto era chiaro come una cartolina.... la mia Belladonna aveva capito che la sua bellezza mi aveva ubriacato ed il mio desiderio di 'fare famiglia' e diventare padre sarebbe stata la sua carta vincente per farsi sposare e poi magari riscuotere i miei anni di sacrifici e rinunce... anni di merda per cosa poi? Un pugno di mesi da sogno e il resto della vita da incubo.

Avrei voluto scappare via da quell'inferno, far finta che nulla fosse successo convincermi che era solo un incubo... e invece no! La verità era di fronte agli occhi del Coglione!

Sono entrato nella sala abbozzando un sorriso e avvicinandomi l'ho baciata la sua fronte.

Mi guardava come se fossi un fantasma ma vedevo ancora in lei la speranza che io fossi ancora sotto il suo sortilegio velenoso.

'Amore sei tornato?'

'Si Bella avevo dimenticato le chiavi'

'Le hai trovate?'

'Si certo eccole ce le ho in mano. Tu hai le tue chiavi vero?

'Si certo!'

'Allora fammi un piacere ridammele! Prendi i tuoi quattro stracci, le tue mille cazzate e la tua infinita falsità... Bella sei bella ma dentro fai schifo!'

Quando la belva è in agonia si finge morta per poi azzannarti quando ti avvicini a controllare.

' Amore hai sentito la mia chiamata? guarda che era uno scherzo! Sapevo che eri dietro la porta'.

Si certo... e Gesù Cristo è morto di freddo, Babbo Natale esiste e il Bunga Bunga erano solo cene eleganti!

Da quel momento in poi si è ripresentata la scena di lei in lacrime, la stessa che avevo visto quando venne fuori la cazzata della scuola di Design. Ha tentato mille volte di abbracciarmi, ha iniziato a piangere e a supplicarmi.

Non so spiegarvi ciò che mi è successo ma all'improvviso provavo repulsione solo a guardarla.
È stato in quell'attimo che il mio amore si è trasformato in veleno e con tono pacato le ho detto:

'Te lo ripeto vattene da questa casa. Sappi che NON pagherò la tua seconda rata del corso.'

A quel punto la strega è venuta fuori e con tono sprezzante e un sorriso strafottente mi ha guardato e detto: 'Te la farò pagare!'

Ho sentito un brivido freddo corrermi dietro la schiena, una sensazione di panico che mi mozzava il respiro.

Se ne è andata quella mattina stessa portandosi via il mio cuore e i miei sogni. Avrebbe potuto finirla così, e invece NO!

La sua vendetta doveva ancora arrivare ed il suo veleno era ancora in corpo pronto ad infettarmi. Ha lasciato passare 48 ore dalla sua uscita di scena per poi ripresentarsi con un messaggio in cui mi invitava a prendere un caffè in un bar vicino al mio ufficio.

Cosa volesse ottenere non lo sapevo e non volevo neanche saperlo ma Giulia a cui avevo raccontato tutto mi ha consigliato di andare all'appuntamento ricordandomi parola per parola tutto quello che avevo ascoltato quella maledetta mattina.

Prima che uscissi dall'ufficio, quando ormai ero davanti all'ascensore, ho visto Giulia corrermi incontro affannata: 'Maurizio una cosa importante registra la conversazione che avrai tra poco. Registrala capito?'

Non riuscivo a capire il perché di quello strano consiglio della mia collega ma appena arrivato al bar ho settato il mio cellulare sulla modalità registrazione vocale.

Lei è arrivata dopo poco, Bella come non mai! Si è seduta vicino a me e ha provato in tutti i modi a ricreare quell'incantesimo di cui per tanto, troppo tempo, ero stato vittima.

'Lasciami spiegare Maurizio, quello che hai sentito quella maledetta mattina è stato un malinteso ti giuro! Diana è sposata con un uomo molto ricco ed è lei la persona che manipola e inganna. Mi ha fatto sempre sentire una stupida perché' a suo dire non sono mai stata capace di raggirare un uomo come sapeva fare lei. È per questo che ho inventato tutto quello che hai sentito! È stata una stupida rivincita nei suoi confronti. Tu sai chi sono io, quanto ti amo! Ti prego Maurizio!'

Per un secondo giuro che le sue lacrime e la sua scusa patetica stavano facendo effetto. Quanto avrei voluto crederle... Quanto lo sa solo Dio!

La tentazione fortissima di cancellare i brutti ricordi è stata spazzata via quando nella mia mente è riecheggiata la sua ultima frase, detta un attimo prima di uscire definitivamente dal mio appartamento: 'Te la farò pagare!',

'No Bella! Non ti credo, la maschera te la sei tolta quella mattina quando ho finalmente visto chi sei!'

Il suo sguardo rabbioso da animale ferito ed il ghigno di una iena riapparvero sul suo viso. Era pronta a mettere in atto la sua vendetta.

'Maurizio capisco certo, ma voglio una congrua 'buona uscita’ per il tempo che ti ho dedicato! Voglio che finisci di pagare il corso e 20 mila pound sul mio conto entro una settimana'.

Ero paralizzato dall’incredulità! Perché mai avrei dovuto pagarla? Ma con chi cazzo ero stato tutto questo tempo?  Era una prostituta?

No ... le prostitute hanno più dignità .

Lei era proprio MIGNOTTA! Quelle che ogni uomo spera di non trovare. Quelle che ogni madre prega che suo figlio non incontri MAI. Quelle che fanno indignare pure le donne!

Una Bottana Industriale!

Sul perché' avrei dovuto sborsare la buona uscita la mia Belladonna ha risposto con una naturalezza che mi ha lasciato basito.

'Se non mi dai il dovuto ti denuncio per maltrattamenti psicologici e fisici. Non conviene a nessuno mettersi in questa situazione ... '

A quel punto ero impietrito, sarebbe stata la mia parola contro la sua... come avrei dimostrato il contrario?

Poi, come per magia, mi sono ricordato che stavo registrando la conversazione, come mi aveva suggerito la mia saggia collega.

Cara la mia bella donna non c'era trippa per coglioni questa volta!

Ho lasciato che il respiro rispendesse la sua cadenza normale e senza dire una parola mi sono alzato e me ne sono andato.

Credeva di aver vinto... Chissà che faccia avrà fatto quando gli ho spedito via messaggio la registrazione!

Da quella volta in poi lei è sparita dalla mia vita per sempre! Di lei mi rimane il suo smalto color rosso nel bagno, una sola ciabatta rosa e le nostre 1000 foto insieme.

Ho chiuso tutto in una scatola di scarpe che ho riposto nello sgabuzzino di casa.

Oggi sono un professionista realizzato, guadagno benissimo e ho ancora i miei amici.

Domenica prossima vado al matrimonio di Giulia e Martina le mie belledonne che mi hanno aiutato e mi aiutano tutt'oggi ha far scomparire del tutto il fantasma di Isabella.

Non so se la sua presenza se ne andrà mai dalla mia vita. Quello che so per certo è che se prima mi fidavo poco ora non mi fido più di chi mi dà ragione e mi asseconda sempre!

Ora voglio una Belladonna dentro!

Morale:

Quando va tutto troppo bene o ti stanno inculando o ti stanno per inculare!

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mercoledì 8 maggio 2019

Belladonna - la storia di Maurizio Parte Undicesima

Riassunto delle puntate precedenti:


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clicca qui per leggere la nona parte
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Parte unidcesima


Avete presente quei giorni in cui il destino vi invia alcuni inequivocabili segnali per dirvi che certe giornate andrebbero dormite?

Ecco io a queste cazzate non ci credevo, o almeno fino alla mattina in cui tutto è cambiato nella mia vita. 

Iniziamo con il dire che appena mi sono alzato dal letto sono scivolato nelle calze di Bella e il mignoletto è andato a sbattere proprio lì sullo spigolo malefico del letto. 

Ora la maggior parte di voi sa di cosa parlo... un dolore lancinante che, credeteci o no, era la prima volta provavo.

Ero infatti uno di quei 'miracolati' che non avevano mai provato quella tortura e il merito, credo sia stato sempre di mia madre che fin dal mio primo passo mi ha sempre ricordato 'amorevolmente': 'Maurizio guarda dove metti i piedi che se ti fai male te ne do il doppio'.

Quella maledetta mattina ho strillato come un maiale al macello e bestemmiato come un indiavolato tirando in causa i personaggi maggiori del vangelo. 

Minchia che dolore infame che, a pensarci ora, presagiva ad un malessere molto meno doloroso fisicamente ma letale.

Il secondo segno premonitore di sventura nera fu la caldaia rotta e la doccia gelata. È stato in quel momento che tutti i santi, compresi quelli minori, sono stati nominati.

E se è vero come è vero che non c’è due senza tre, la terza premonizione è stata quella che mi ha portato al baratro.

Arrivato fino alla metro mi sono reso conto che avevo dimenticato le chiavi di casa a casa. Quella mattina pioveva a dirotto.

A quel punto, lo capirete da voi che avevo i coglioni che giravano ad elica!

Sono corso come un matto fino a casa schivando le persone e arrivando alla porta mi sono pure reso conto di averla lasciata semi aperta.

Non era la prima volta che succedeva che quella cazzo di porta schifosa rimaneva aperta poiché' per chiudersi definitivamente doveva essere sbattuta. Chiaramente io quella mattina non avevo spinto l'anta con la dovuta forza.

Quella porta semi aperta al momento ha rappresentato l'accesso nell'appartamento senza disturbare Bella e nella mia mente c'era un #finalmenteunagioia... ma era solo una mera illusione e, dopo meno di un minuto l'inizio della fine è andato in scena in un modo talmente banale e imprevedibile che, ancora oggi ripensandoci stento a credere di esser stato io il protagonista di ciò che mi è successo. 

Entrando dall'ingresso notai subito le chiavi sul tavolino vicino alla porta. Avrei dovuto prenderle e andare via sbattendo la porta alle mie spalle, ma così non è stato perché' ho sentito Bella che dalla sala da pranzo parlava con una sua amica tramite skype. 

Ero in ritardo e davvero non c'era tempo di salutarla ma avvicinandomi la sentivo ridere ed ero curioso di scoprire il perché. 

'Diana, ma è Maurizio che dovrebbe baciare la terra che calpesto! Davvero tesoro ci vuole il mio coraggio per stare accanto a quel flaccidume .... è poi noioso e scopa come un coniglio! Non sai che fatica a far finta di ridere alle sue battute di merda!'

Diana: 'Ma tu sei una attrice! Lui sembra adorarti, ti ha anche perdonato per la cazzata del Curriculum'

Isabella: 'Si, in quella occasione ho dato il meglio.... sono stata da Oscar! Ogni giorno metto su la commedia. L'unica cosa che mi fa andare avanti è l'obiettivo finale'

'Che sarebbe?'

'Il matrimonio! E presto credimi ci sarà! Forse la cicogna e' in arrivo'

'Davvero?'

Risate in sottofondo

'Ma certo che no! Prendo la pillola! Faccio pisciare nel test Rachel la mia compagna di corso incinta ed il gioco è fatto! Il coglione sarà contentissimo ed io sarò sua moglie in meno di un mese... poi dopo le nozze metto in scena 'il finto aborto', la finta depressione ed ecco servito il mio happy ending: il divorzio!

'Sei sicura di farcela?'

'Diana, come hai detto tu sono un'attrice e so reggere benissimo la parte!'

Ascoltando quella conversazione credevo di essere in un incubo, mi tremavano le gambe e mi veniva da vomitare. Quella donna nel mio soggiorno era identica alla mia Bella ma non poteva essere lei!

Magari era uno scherzo. Magari tra due minuti Bella mi avrebbe abbracciato e sarebbe apparso lo striscione 'Ciao Maurizio benvenuto su Scherzi a Parte' o ' Welcome to Candid Camera'. 

E invece col cazzo! La mia gioia era finta come i Rolex che vendono i Vucumpra' in spiaggia. Dopo essermi ubbriacato con la Belladonnna era ora di scoprire gli effetti indesiderati del dopo sbornia!

In punta di piedi mi sono diretto verso la porta, sono uscito senza richiuderla. 

Quella mattina per lei il coglione avrebbe dovuto essere in ufficio, ancora innamorato perso del suo alter-ego da principessa. 


Peccato che quello stesso coglione, per un fortuito caso, aveva scoperto la verità!

martedì 7 maggio 2019

Belladonna - La storia di Maurizio - Parte Decima -


Parte Decima:

Il momento della verità era arrivato ed io ho iniziato a cagarmi addosso quando ho inserito la chiave nella porta nella toppa. 

Si avete capito bene, ero io la parte 'offesa': avevo fatto di tutto per farle avere il lavoro e lei mi avevo preso per il culo. Nonostante questo, ero io ad avere una paura fottuta di affrontarla.

Perché? Perché' non avrei più sopportato di tornare single, solo ... senza di lei. 

Solo ora che lo sto raccontando mi rendo conto di quanto patetico possa essere stato. D'altro canto questa è la mia storia, so io cosa ho provato e vi dico che è duro e crudele quando la realtà manda all'aria tutte le aspettative, i sogni e le speranze di felicità. 

Essere di fronte a Bella e raccontargli cosa era stato raccontato a me, mostrarle la email è stata la cosa per me più difficile del mondo. 

Appena ho finito di parlare io, lei mi ha guardato per un secondo che è sembrato eterno. 

Non sapevo casa aspettarmi, pensavo solo che lei, sentendosi sbugiardata potesse scappare via e non tornare più, liberandomi dal rimorso e facendomi cadere nel mio baratro di solitudine.

E invece no!

Ha iniziato a piangere scongiurandomi di perdonarla.

Lei aveva sempre voluto fare la graphic designer ma la sua famiglia non ha mai potuto permettersi di pagare la retta di una scuola professionale. Quando è capitata l'occasione, sarebbe meglio dire quando io ho creato per lei l'occasione, Bella aveva pensato bene di provare convinta di poter imparare sul campo.

Ingenua lei? Si sicuramente, ma quell'avvenimento avrebbe dovuto insegnarmi qualcosa di fondamentale: non potevo più fidarmi di Bella! 

Ma era difficile smettere di credere alla persona che amavo, anzi ascoltando la sua storia alla fine di una lunga serata vedendola davvero triste e umiliata da quella situazione ho preso le sue mani e le ho detto: 'Amore te lo pago io il corso, scegli tu la scuola!'

Lei mi ha abbracciato forte e da quella sera in poi è tornata ad essere la mia Bella, quella che avevo conosciuto nella luna di miele: dolce, sorridente, solare, sempre positiva.

Come per magia, tutto sembrava nuovamente andare benissimo, ma il periodo d'oro questa volta non è durato così a lungo.

La nostra routine non era più quella dell'inizio anche perché' io stavo davvero lavorando sodo in ufficio per ottenere una promozione importante che mi avrebbe permesso di guadagnare più soldi per 'la mia nuova famiglia'.

Bella non si lamentava del tempo che non potevamo passare insieme, anzi mi incoraggiava ed era convinta che ce l'avrei fatta ad ottenere quello per cui mi stavo impegnando come un matto... sacrificando anche il mio tempo con lei.

Tutto è accaduto per caso. Per un maledetto o benedetto caso!

Era una mattina qualunque, di una giornata qualunque in cui pensavo che nulla potesse accadere ed invece la sfiga e lì pronta a tirarti un calcio nelle palle quando davvero non te lo aspetti.



È stato dimenticandomi delle chiavi di casa quella mattina che ho aperto la porta dell'inferno.

sabato 4 maggio 2019

Belladonna - la storia di Maurizio - Parte Nona

Parte Nona

Si lo so era parecchio intuibile da capire eppure … c’è tanta gente che esce nelle ore 'calde' quando fa 40 gradi, quando pure le serpi stanno dentro le buche. 

Ci sono anche persone, e non sono poche, che guardano dalla finestra vedendo i nuvoloni neri, contemplano il fascino prima della tempesta, la guardano evolvere poi quando il cielo si rasserena si dannano l'anima perché' : 'Ma no cazzo! Avevo le lenzuola stese fuori!'

Ecco io posso essere catalogato in entrambe le categorie in lizza per il premio 'Rincoglionito per amore dell'anno' in cui me la batto forse solo con Riccardo Fogli il cornuto sputtanato all'Isola dei Famosi. 

Fatto sta che la favoletta rosa tra me e Isabella, che come avrete capito a questo punto io chiamavo Bella, diventava meno bella ogni giorno. (Non sono poeta ma c'ho pensato prima di dire sta stronzata a Clelia)

Tutto è iniziato a trasformarsi quando lei ha iniziato il nuovo lavoro.

Ogni sera quando aprivo la porta di casa non trovavo più la mia Bella ma una donna che sorrideva ancora, ma di un sorriso tirato e falso.

Ho pensato che fosse lo stress dei primi giorni in un nuovo ufficio con tante cose nuove da imparare e che il tempo avrebbe aggiustato tutto.

Aspettavo pazientemente di vedere riapparire la mia Bella, quella dell’inizio, ma passavano i giorni, le settimane ed i mesi e di lei rimaneva la sua folgorante bellezza e that's it... e basta!

Fatto sta che Bella era diventata una Bella Stronza. La sera tornava sempre tardi e non dava spiegazioni, appena proponevo qualcosa da fare nel fine settimana sbuffava come una ragazzina viziata, quando le raccontavo la mia giornata mi guardava con l'aria di una atea costretta ad assistere alla messa.

Ora, io posso essere stato ingenuo ma voglio chiarire subito che so benissimo che all'inizio tutto va bene e che come diceva mia nonna : 'le magagne si scoprono con il tempo'.

La prima, è stata un vero e proprio colpo al cuore.

Tutto è iniziato quando Martina, la collega senior di Bella e ragazza della mia collega Giulia,  mi ha mandato un messaggio: 'Maurizio dopo il lavoro possiamo vederci per un drink? Devo parlarti'.

Cosa avesse voluto dirmi me lo sono domandato più volte e l'unica risposta plausibile che mi sono dato è stato confermare che la mia Bella era una pippa al lavoro e stava per essere licenziata.

La gentile e dolce Martina mi avvisava che la mia ragazza sarebbe stata disoccupata a breve.

A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre, e difatti le mie premonizioni in parte si sono avverate! Ma c'era dell'altro che bolliva in pentola!

Ho visto Martina all'uscita della fermata Nothing Hill e ci siamo avviati verso un pub lì vicino.

Appena sono arrivati i nostri drinks, Martina ha iniziato a parlarmi di Bella.

Le mie premonizioni erano fondate, lei non sapeva fare il lavoro, ma la cosa che mi ha scioccato è stato il fatto che la compagnia aveva contattato la scuola dove lei diceva di aver ottenuto il diploma di Graphic Designer ed era scritto a chiare lettere che MAI in quella scuola c’era stata una alunna con il suo nome e cognome che aveva frequentato i loro corsi.

Non riuscivo a credere a quello che avevo sentito e ho ripetuto ben due volte: 'Ma sei sicura di quello che affermi Martina?', per tutta risposta lei mi mise davanti agli occhi la email dove il direttore della scuola confermava, parola per parola, quello che mi era stato comunicato cinque muniti prima.

Se c’è una cosa che mi ha fatto sempre incazzare come una bestia sono le bugie e non nascondo, avendola raccomandata, mi sono sentito più merda di come mi sentii all'inizio quando chiesi il favore a Giulia.

Quella sera sono tornato a casa con una delusione e rabbia che mi divoravano il fegato e la paura fottuta di non saper affrontare con lei quello che avevo scoperto. Ma il terrire di perderla fu la cosa che davvero mi paralizzava.



Ve lo dico subito, non è stato questa colossale cazzata da parte sua a far finire questa relazione!

venerdì 3 maggio 2019

Belladonna - la storia di Maurizio - Parte Ottava

Riassuto delle puntate precedenti:

Parte Ottava


Nei primi mesi della nostra relazione mi sembrava di vivere un sogno! Ma è sempre così no? La luna di miele è solo l'antipasto della luna di fiele dei Dating Bad!

Quello che vi posso dire è che il nostro periodo d'oro è stato davvero scintillante!

Si viaggiava tanto: in due mesi abbiamo fatto un fine settimana a Parigi e uno a Praga, per non parlare poi delle nostre gite fuori porta nella campagna inglese dove la stragrande maggioranza delle volte si dormiva in Hotel.

Si trombava parecchio ed ero sempre io a prendere l'iniziativa. Dopo la figura del Cazzo - e non lo dico in senso metaforico - il sesso tra me e Bella aveva raggiunto livelli di miglioramento considerevoli!

Si usciva spesso a mangiare fuori in ristoranti diversi che sceglievo sempre io e a lei andava sempre benissimo.

Nonostante sia sempre stato uno di quelli che ha sempre criticato ferocemente tutte le donne, definite zoccolette opportuniste, che volevano essere trattate da principesse, ho sempre trattato, anzi viziato Isabella.

Bastava che lei vedesse qualcosa in vetrina che le piacesse e dopo un minuto ero io ad entrare, pagare, impacchettare quello che voleva per poi donarglielo.

Era un riflesso incondizionato ed il premio che ricevevo era il suo fantastico sorriso.

Ahhh quel sorriso quando le porgevo il pacchetto sotto il naso era una droga a cui non sapevo rinunciare.

Non avrei mai pensato che un sentimento già così forte potesse aumentare ma di fatto è successo proprio così.

Isabella diventava giorno dopo giorno la donna che avrei voluto accanto per il resto dei miei giorni, la sposa che avrei atteso sull'altare, la madre dei miei figli. 

Eh sì care lettrici donne, sfatiamolo pure questo ennesimo mito: anche noi uomini quando ci innamoriamo vogliamo sia per sempre!

Nella buona e nella cattiva sorte, anzi è stato quando il suo sorriso si è appannato che io sono diventato oltre che il Babbo Natale tutto l'anno, anche il suo 'cavalier servente' colui che in poche parole è  la versione il maschile della sindrome della crocerossina.

Il primo atto di salvataggio della mia bella principessa è stato toglierla dalle grinfie delle sue due coinquiline, a suo dire, invidiose e perfide.

In poche settimane l’avevo convinta a spostarsi a casa mia e anche se occupò di fatto tre quarti del mio armadio e tutto lo spazio per le scarpe io ero felice come un bambino di aprire la porta di casa e trovare lei ogni sera.

Lei non pagava un penny per l'affitto ed ero stato io ad insistere anche affinché' non contribuisse a nessuna delle spese di casa. In questo ero ancora Omo del Sud!

Quando poi ha iniziato a raccontarmi che la sua manager la bullizzava e che doveva assolutamente cambiare lavoro perché essere una receptionist limitava le sue capacità e non le permetteva di sfruttare il suo diploma come Graphic Design, senza nemmeno che la richiesta uscisse dalla sua bocca mi sono subito attivato per cercarle un altro lavoro.

È stato grazie a Giulia, una mia collega, che sono riuscito a farle ottenere un colloquio per una delle più famose agenzie di Design a Londra.

Certo non è risultata la più brava nella competizione lavorativa ma una spintarella per farla assumere per una posizione di junior position l'ha data Martina, la ragazza di Giulia.

Il giorno che Isabella ha firmato il suo nuovo contratto di lavoro Giulia, siciliana doc come me mi disse: 'Cumpa' co issu simo pari'. - Con questo siamo pari -

Si riferiva al fatto che tutto l'aiuto che le diedi all'inizio del suo training nell'uffico in cui lavoravamo insieme le volte che le ho 'parato il culo' davanti al nostro capo erano favori che aveva ampiamente reso con quella che definiva in maniera ironica: 'L'assunzione italica' alludendo alla raccomandazione della sua dolce metà per piazzare la mia.

Fosse successa a qualsiasi altra persona di essere assunta per vie 'traverse' a Londra, mi sarei incazzato come una biscia.

'E la meritocrazia e bla bla bla...Sono sempre i ruffiani a piazzarsi o piazzare e bla bla... Che gente di schifosa!'...

Ecco io per lei ero diventato quello che avevo sempre odiato! Ma non mi importava. Volevo solo vederla felice!

Durante il periodo, che potrei definire la nostra lunga luna di miele, non c'e' stata una lite, uno screzio o anche un piccolo disaccordo. Tutto filava liscio come in quei filmetti romantici dove dopo la tempesta i due si amano per l’eternità e oltre. 

Si insomma quelle cazzate lì, solo che nella nostra storia il mare era calmo e ci batteva sempre il sole. Poi un giorno d'improvviso qualcosa è cambiato.

Sento già alcuni di voi urlare: 'A cojoine è solo questione di tempo poi vedrai che bella tranvata che ti arriva dalla tua Belladonna...


Avete ragione ... era solo questione di tempo.
To be continued

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giovedì 2 maggio 2019

Belladonna - la storia di Maurizio - Settima Parte

Riassunto delle puntate precedenti: 


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Parte Settima


Quando abbiamo cominciato a frequentarci per me è stato come toccare il cielo con un dito.

Ogni volta che la dovevo vedere sembravo avere la stessa impazienza di quando ero ragazzino e aspettavo la mattina di natale per scartare il regalo.

Solo che la 'sorpresa' da parte di Isabella mi è stata quasi gentilmente concessa dopo un mese.

Voi immaginate che quando arrivò finalmente il momento è stato come stappare lo spumante! 

Solo che, vacca boia schifa, non ho fatto in tempo a stappare che il tappo è saltato e il fiume è straripato in un secondo netto!

FIGURA DI MERDA COLOSSALE!

Quella sera volevo morire! Solo i maschietti possono capire la profonda umiliazione del coito veloce... Be’ vabbè diciamo che più che una scopata sembrava una sveltina ... molto svelta... troppo svelta! Pick Indolor!

Un mese di corteggiamento serrato in cui ho dato davvero il meglio di me stesso, sorprendendola e viziandola come una principessa per poi arrivare al momento clou come l'ultimo dei cojoini!

Dopo il fast fuck - la scopata ultra rapida - ero ammutolito, sembrava che una slavina mi avesse travolto ed io non riuscivo a liberarmi dalla montagna di neve.

È stato in quel momento che ho scoperto che Isabella non era solo bella ma sapeva come affrontare e superare gli ostacoli brillantemente.

È stata lei a rompere il ghiaccio e trovare le parole giuste per trasformare quella che per me era una tragedia in qualcosa che mi facesse sentire di nuovo UOMO!

'Maurizio tu non ci crederai ma sono venuta anche io! Ci siamo troppo desiderati!'

Quelle parole mi hanno riempito il cuore di gioia e fatto capire che con Isabella non sarebbe stato un flirt o una infatuazione. Mi stavo innamorando davvero!

Oltre alla sua innegabile bellezza, l'aspetto che mi ha fatto cadere nella sua rete è stato il suo carattere.

Isabella era sempre sorridente, positiva, indipendente e soprattutto sembrava avere i miei stessi gusti, condividere la mia stessa visione della vita, la mia fede politica, il mio modo di vivere.

Ma soprattutto, quello di cui sembrava più affascinata era la mia smodata determinazione nella scalata al successo lavorativo.

Mi sentivo come se fossi, oltre il suo amante e amico, anche il suo punto di riferimento.

Avevo la sua ammirazione, che a volte sconfinava in qualcosa che somigliava alla venerazione.

Avrei dovuto capire che qualcosa non quadrava, che non potevo essere sempre nel giusto e che due esseri umani a volte si scontrano perché sono due entità diverse.

Ecco avrei dovuto farmi due domande e darmi due risposte oggettive e invece niente!


È stata lei troppo brava o io troppo deficiente?
To be continued