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Parte quinta
Con Darren, come per tutti i miei ex, i primi tempi sono
statiuna luna di miele.
Certo una cosa che mi è balzata subito agli occhi era quella
che all’inizio avevo catalogato come una oculatezza finanziaria serrata.
La cosa non mi dispiaceva poiché non sono mai stata una
spendacciona.
Poi però le cose sono diventate un po’ troppo estreme.
Mai una cena fuori, sempre a casa mia. Mai un cinema, una
mostra o un cazzo di drink. Assolutamente no ai viaggi, perché sosteneva lui:
come stai a casa tua non stai da nessuna parte.
Gli spartani facevano una vita molto più mondana della
nostra.
Come diceva sempre lui, la nostra non vita sociale era
comunque finalizzata ad investimenti futuri. E voi capite bene che nella mia
mente è scattata subito l’associazione con casa, famiglia e magari un figlio.
Ora mi viene da ridere ma, è stato questo a farmi
innamorare di lui. La sua concretezza e il suo occhio ad un futuro sicuro oltre
che d’amore.
Lo trovate strano? Bè allora è il caso che vi dica
qualcosa su di me che spieghi come Darren fosse un eroe ai miei occhi.
Vi riassumo la mia storia in poche righe: sono cresciuta
in una villa enorme con piscina e jacuzzi. Quando ero poco più che adolescente,
mi sono ritrovata con mia madre e mia sorella in un monolocale della periferia
romana perché mio padre si era giocato tutto al casinò di San Remo. In una sola
sera… aveva impegnato anche le mie barbie al tavolo verde!
Quella esperienza mi ha segnato, ed è per questo che
nella vita sono sempre stata attenta con i soldi.
Diciamo che ho scoperto con il tempo che se mio padre, in
tutta la sua vita, ha sempre avuto le mani bucate, Darren aveva sicuramente il
classico braccino corto.
Il primo campanello d’allarme è suonato quando abbiamo
fatto la spesa insieme per la prima volta.
Mentre eravamo al supermercato vicino casa sua, l’ho
visto scomparire tra le corsie.
Dopo 10 minuti osservo la seguente scena: lui
che confabula a lungo con un commesso che snervato dalla sua persistenza si
allontana e dopo pochi minuti gli da due buste di cibo.
A quel punto un sorriso raggiante si disegna sul viso di
Darren che trotterellando come un deficiente si avvicina e mi dice: ‘Ho fatto
la spesa tutto gratis’
‘Come tutto gratis?’
‘Si questa roba è scaduta e qui la buttano, allora io me
la prendo a costo zero, così risparmiamo no?’
I supermercati non potrebbero neanche regalare il cibo scaduto
perché potrebbe far male, ma a Darren non importava aver messo in difficoltà il
commesso né tantomeno aveva paura per le conseguenze fisiche.
Lui aveva risparmiato e questa era la cosa che lo faceva
più felice.
Infondo non mi sembrava una caratteristica così negativa.
Alcune persone trovano la felicità facendo cose di gran lunga più distruttive.
Infondo non faceva male a nessuno, tantomeno a me.
O così credevo ...
To be continued
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