lunedì 18 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Parte Sesta

Riassunto delle puntate precedenti

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Parte Sesta

Mi rivolgo a voi single ‘in età da marito’. A voi che ogni volta che incontrate la vecchia zia o la vicina di casa vi rivolgono sempre la stessa fottuta domanda: ‘Ma quando ti sposi? Almeno ce l’hai il fidanzato?’

A quella domanda invasiva e fastidiosa come la sabbia sulle mutande tutte noi vorremo rispondere:

‘Senti … io fortunatamente sono nata in un’epoca in cui per la donna la sola ragione di vita non è preparare la cena al marito e smerdare il culo ai figli! Io non sono costretta a sposarmi con il primo stronzo che passa… Io lavoro, posso mantenermi da sola! Ma poi se mi sposo o no, se scopo o no a te precisamente che cazzo te ne frega?’

Ecco così vorremmo rispondere, ma anche se siamo convinta che meglio sole che male accompagnate quella domanda ci mortifica facendoci sentire inadeguate.

Quando poi si incontra qualcuno che ci fa sentire speciali, che ci riempie le giornate e che scopa pure bene ci convinciamo che stiamo avvicinandoci alla meta, e la prossima volta potremmo rispondere: 

‘Cara vecchia zia Pia, sai cosa io ho trovato un uomo che, a differenza di tuo marito, non si ubbriaca e mi pesta di botte’.

‘Cara vicina rompicoglioni, sai che sono innamorata di un uomo, non come te che te lo sei dovuta sposare perché tuo padre te lo ha imposto!’ 

‘Per tutte le impiccione… io me lo sono scelto su una app il mio uomo!’

Questo per dirvi che Darren era totalmente diverso dai miei ex. Era quello che, scusate il gioco di parole, non aveva quello che non volevo e che mi aveva fatto soffrire in passato.

Con lui tutto sembrava facile. O meglio quasi tutto!

Il piccolo problemino della taccagneria restava, ma vabbe’ sticazzi nessuno è perfetto no?

Il nostro rapporto andava talmente bene che dopo 6 mesi abbiamo deciso di andare a vivere insieme nella casa che Darren aveva ricevuto inaspettatamente in eredità da suo zio.

L’appartamentino si trovava a Peckam, un quartiere a sud di Londra molto hippie. La cosa ottima era che è a due fermate di treno dal celebre London Bridge.

Aveva una stanza grande e una piccolina, un angolo cottura, una sala da pranzo con divano e un bagnetto. Era perfetta per noi due.

Appena l’ho visto me ne sono subito innamorata.

I miei sogni sono però svaniti quando Darren mi fece una proposta che mi lasciò di stucco.
‘Visto che abbiamo due stanze, una la potremo affittare? Che ne dici?’

Ma anche No! Non c’era motivo di affittarla, considerato che non pagavamo mutuo e lavoravamo entrambi.

Ma a nulla sono valse le mie lamentele, la casa era sua e lui mi ha convinto che condividere bollette e avere una entrata extra ci avrebbe fatto comodo.

Alla fine, con molta riluttanza ho acconsentito anche perché lui mi promise che sarebbe stata una ‘cosa temporanea’.

Da quel momento in poi è iniziato l’inferno!

È stato in quel momento che ho scoperto che Darren non era solo taccagno ma malato e la sua ossessione mi mandava fuori di testa!

Non comprava detersivi, non perché ci tenesse all’ambiente ma perché sosteneva che l’acqua e l’olio di gomito erano il miglior rimedio per tutto.

Io e quel poveraccio di Ermanno, il nuovo coinquilino che dormiva nella stanza piccola, avevamo l’acqua calda solo per 1 minuto esatto per fare la doccia. Dopo il minuto la doccia iniziava a emanare solo acqua gelida.

Darren aveva applicato un cronometro allo scaldabagno per far azionare quel marchingegno malefico.

Per il lavandino invece l’acqua calda non c’era proprio!

Purtroppo quell’inverno è stato davvero gelato, ma voi credete che Darren abbia mai acceso i riscaldamenti? NO! manco un secondo.

Avevo le mani del colore delle prugne ed il naso talmente rosso che sembravo Babbo Natale. Quel poveraccio di Ermanno ebbe anche la febbre, ma questo credete abbia intimorito Darren? COL CAZZO!

L’ultima goccia che ha fatto straboccare il vaso è stato quando quel simpaticone di Darren ci ha imposto di non scaricare quando facevamo la pipì ma solo quando si faceva qualcosa di solido. In questo modo avremo risparmiato sulla bolletta dell’acqua.

Eh Nooo! Qui si trattava di igiene e di farmi rivoltare lo stomaco ogni volta che entravo in bagno! Non si poteva proprio fare.

Io ed Ermanno ci siamo allora alleati per fare un discorsetto serio a Darren.

Quando abbiamo finito di parlare, Darren con tono calmo e rivolgendosi solo a me ha detto: 

‘Paola, tu non hai nessun titolo per parlare, partecipi alle spese ma non paghi l’affitto quindi se vuoi protestare puoi farlo ma dal prossimo mese mi paghi il dovuto’.

Era l’inizio della fine che sarebbe arrivata da qui a breve.

To be continued


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