Come
molte delle protagoniste delle favole, anche io sono rimasta orfana di madre da
piccolissima.
Ho ricordi molto sfocati della sua voce, del suo profumo e del suo sorriso.
Ho ricordi molto sfocati della sua voce, del suo profumo e del suo sorriso.
Dopo,
neanche un anno che la mia povera mamma è stata sepolta, mio padre ha sposato
Marzia, la donna con cui, si mormorava in paese, avesse già una relazione
mentre sua moglie combatteva un cancro al seno che ha spento la sua vita per
sempre.
Marzia
non è stata MAI una matrigna cattiva. Mi ha voluto e mi vuole tanto bene.
È
stata lei che mi accompagnava a scuola, che mi aiutava a fare i compiti e mi ha
sopportato nel difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Non
mi ha mai considerato una figliastra e, anche quando sono arrivate le mie
sorellastre, che ho sempre considerato sorelle, mi ha sempre trattato da figlia
vera.
Carezze
e sculacciate a me come a loro, senza esclusioni di vincoli di sangue.
Quando
una di noi combinava una marachella, lei per par con dicio usava il famigerato
e, orami credo mitologico, battipanni per tutte e tre.
Mia
sorella Diana, era la più grassoccia e decisamente meno agile di me e Viola,
quindi era sempre lei la prima a prenderle.
Oggi
ci scherziamo su e le ricordiamo il nostro grido di battaglia: ‘Diana corri che
mamma ha preso il battipanni…’
A
quel punto iniziava una corsa per casa che diventava un gioco per noi finché il
battipanni non raggiungeva il nostro culetto. A quel punto Game Over! Fine!
Per
me lei non è mai stata Marzia. Lei è stata,
è, e sarà sempre la mia Mamma!
La
mia esistenza è sempre trascorsa in serenità ma crescendo a pane e favole ho
capito che sto cazzo de Principe Azzurro era davvero difficile da trovare.
I
ragazzi mi hanno sempre usata e dopo aver trombato: Ciaone!
Il
mio lavoro da segretaria nel piccolo studio medico del paese dove vivevo era di
una noia mortale.
Tutte
le mie amiche, passati i trenta anni, erano sposate e con figli.
La
mia vita invece era rimasta uguale a quando avvevo 18 anni solo che invece di
cazzeggiare a scuola, cazzeggiavo nel mio uffico.
Volevo
cambiare vita anche io, così un giorno incontrando una mia ex compagna di
classe delle media che viveva a Londra, mi sono detta quasi per gioco: ‘Ma quasi quasi emigro pure io...’.
E
così in una torrida giornata di inizio agosto di due anni fa ho infilato tutto
in una valigia e sono partita per Londra.
Appena
atterrata ero terrorizzata. Non capivo nessuno e nessuno capiva me.
Non
potete capire come ci si sente in quelle situazioni! Una sensazione di
inferiorità e di frustrazione che fanno piangere.
I
mesi passavano e forse perché nei primi sei mesi non avevo contatti con
italiani, il mio inglese migliorava vistosamente.
Avevo
un lavoro come commessa in un atelier e la mia nuova vita era piena di ostacoli
e sfide che mi elettrizzavano.
Però...
eh si c’era un però, quello più sentito e scontato che comprende solo chi
emigra all’estero.
Mi
mancava il bidet. Ma come cazzo fanno a cagare e pulirsi il culo solo con la
carta igenica?... Bè in effetti poi ho scoperto che esisttono delle salviettine
umidificanti che non sostituiscono proprio il bidet ma migliorano la vita.
A Londra
la prima cosa che ho imparto in inglese sono state le parolacce:
I
classici Fuck off – Vaffanculo
– Bitch – Letteralmente vuol dire Cagna ma è usato per dire stronza/o
– Cunt – Letteralmente è vagina nella versione scurrile
– Scumbag – Merda Umana/Testa di cazzo … e tanto altro che sono sicura saprete già.
– Bitch – Letteralmente vuol dire Cagna ma è usato per dire stronza/o
– Cunt – Letteralmente è vagina nella versione scurrile
– Scumbag – Merda Umana/Testa di cazzo … e tanto altro che sono sicura saprete già.
Questa
è la lezione Number One per ogni emigrato a Londra.
Quello
che ho notato è stato il fatto che i sudditi di sua Maestà hanno più che altro
l’insulto diretto verso la persona. Tranne Mother fuck, ossia figlio di puttana.
Gli
inglesi tendono a non far partecipare gli altri nell’insuto a te… si insomma
sono poco inclusivi anche in questo!
Noi
romani quando insultiamo qualcuno non ce la prendiamo solo con chi abbiamo di
fronte ma nel calderone della nostra ira ci infiliamo gli antenati morti: Li
mortacci tua, o accompagniamo il tuo vaffanculo menzionando anche tua mamma, si
insomma quella che veniva etichettata generalmente prima come mignotta.
In
questi casi diciamo ‘ vaffanculo te e tua madre’.
Ma non finisce qui, nelle liti più accese si
allarga il campo: ‘ vattene affanculo te e tre quarti della palazzina tua’,
sostituibile a seconda dell’incazzatura con ‘tre quarti dei parenti tua…’così
tanto per non mandarti da solo a ‘quel paese’… Nun sia mai te perdi!
Questo
per dirvi che l’adattamento ad un’altra cultura non è mai una cosa facile!
La
cultura inglese l’ho acquisita facendo Dating ‘ incontri ‘ su Tinder.
È
da quel gioco antropologico e divertente che è iniziata la mia favola al
contrario.
To be continued
clicc qui per seguire la pagina pagina facebook di Dating Bad e sapere quando posto il seguito della storia
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