giovedì 17 gennaio 2019

La pecora nera - La storia di Carlotta Parte Quarta

Riassunto delle puntate precedenti:

Parte Quarta

Appena atterrata all’aeroporto Charles De Gaulle a Parigi ho sentito subito un’aria nuova.

Certo avrei dovuto imparare da zero a parlare francese e questo un po’ mi spaventava ma ero certa che me la sarei cavata, come avrei imparato presto a fare la cameriera nel ristorante.

Un taxi ci ha portato subito al ristorantino italiano di Aldo, a 10 minuti a piedi dal meraviglioso parco Jardin du Luxembourg. Il ristorantino italiano era davvero carino e la casa che avrei dovuto condividere con Luigi non era molto lontana.

Eh si cari miei, il vecchio Aldo, figlio di pecorari rietini con la terza media, dopo anni di duro lavoro nella capitale francese aveva comprato la licenza per il locale e l’aveva portato ad un discreto successo e quando il caro Luigi aveva computo 18 anni gli aveva comparto l’ appartamento di fronte a quello in cui era cresciuto con i genitori.

Si insomma, a vedere Aldo ‘nun gli davi due lire’ ma di fatto aveva costruito un capitale a Parigi.

Anche l’appartamento di Luigi, situato di fronte a casa del padre, era potenzialmente molto carino e la mia stanza aveva una finestra enorme dove il sole, quando c’era, la riempiva di luce.

Certo però la convivenza con Luigi era dura! Oltre ad essere affascinante come una tazza del cesso aveva il vizietto di non scaricare mai!
Tutte le cazzo di mattine, dopo il cappuccino e la sigaretta, il caro buzzurro diceva sempre la solita frase: ‘E’ ora di andare di corpo! Allez Allez!’.

Mortacci sua dopo ritrovavo sempre il pezzo che il suo corpo espulso dopo 2 ore di travaglio e credetemi la visione era per gente con stomaco forte.

Luigi non apriva poi mai la finestra della sua camera per far cambiare l’aria e lasciava sempre le scarpe vicino al letto. Ora capirete bene l’olezzo nauseante che proveniva da lì… roba che gli ovili del nonno italiano in confronto erano profumati di lavanda.

Infine, oltre non pulire mai, aveva la straordinaria abilità di sporcare nuovamente e rimettere in disordine l’appartamento dopo solo un minuto che la donna delle pulizie aveva completato il suo lavoro.

Bello non era bello, simpatico ma manco a parlarne, aveva il cervello ancora in fase di assemblaggio e un gusto tamarro nel vestirsi che in confronto le sorelle Kardashian riflettevano eleganza e sobrietà.

Ora, capirete bene che anche fossi stata eterosessuale uno così lo avrei comunque scartato.

Una cosa era chiara da subito, la recita della finta infatuazione per Luigi sarebbe dovuta terminare il prima possibile perché davvero non lo sopportavo più.

Il destino in quel periodo ha deciso che la mia vita avrebbe dovuto andare dove io avevo sempre desiderato che andasse… verso il vero amore!

Ho conosciuto Karen nel ristorante di Aldo, dove lavoravo ormai da mesi. 

Lei era la nuova Chef italiana. Nata da mamma inglese e papà italiano aveva un corpo da modella e un viso che mischiava i colori mediterranei a quelli anglosassoni.

È stato amore a prima vista per entrambe e dopo poco, finalmente mi sono trasferita a casa sua, lontana dal ristorante ma carinissima.

Con lei ho passato a Parigi 10 anni di vita perfetta.

Nessuno della mia famiglia sapeva della nostra relazione e quando I miei genitori venivano a trovarmi, Karen è stata sempre presentata come mia coinquilina e collega.

Stava andando tutto bene, troppo bene… per troppo tempo!

Ora, riesco quasi a sentivi: ‘Si vabbè …ma quando ci racconti il vero Dating Bad?’


Arriva! Arriva…

To be continued 



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