mercoledì 26 settembre 2018

Tutti Giu' Per Terra - la storia di Laura - Parte Sesta

Tutti Giu' per Terra
La storia di Laura
Parte Sesta

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Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart




La relazione tra me e Patrick è nata sulla scia di un mio errore, è iniziata perché lui era oggettivamente bono ed è continuata perché ogni giorno cresceva in me la voglia di aiutarlo ad uscire da quel luogo buio e angusto che era la sua mente. 



Ogni cosa che gli succedeva, anche la più banale, tipo perdere il bus era una tragedia. Il destino remava sempre contro di lui. Sì insomma in confronto Giacomo Leopardi era la gioia di vivere!


A lavoro tutti lo demoralizzavano e lo umiliavano, e questo succedeva quando non aveva la luna nera scoperta... che manco la maga Cloris avrebbe fatto fatica a trovare. 

Nei giorni di 'io e te: la tristezza e la mestizia' lui si disperava perché pensava che tutti lo deridessero per come era o come si comportava. 

Nonostante Patrick fosse un ragazzo per niente stupido, aveva un lavoro  sottoqualificato per le sue potenzialità e che, ovviamente nella sua condizione di depresso, non riusciva a vedere neanche uno spiraglio di positività. 

Le sere in cui lui mi raccontava ‘le sue disgrazie’ non erano eventi eccezionali ma la nostra normale routine. 

Ogni santissimo giorno venivo letteralmente bombardata da pensieri catastrofici e situazioni insanabili. L’ultima è stata quando Patrick ha discusso con il suo migliore amico Brodie. 

Il motivo del litigio sembrava apparentemente una sciocchezza ma evidentemente non lo era per Patrick. Tutto era nato perché Brodie lo incoraggiava a cambiare lavoro perché probabilmente aveva ascoltato per più tempo di me le sue lamentele circa l’ufficio in cui lavorava. 

Questi incoraggiamenti erano divenuti nel tempo sempre più insistenti poiché Patrick non dava il minimo segnale di iniziare una concreta ricerca di un nuovo lavoro. È stato allora che Brodie gli ha urlato in faccia la verità: ‘Sei un uomo che non vale un cazzo! Non sai reagire a quello che ti succede. Sei un uomo che non sa farsi felice e non farai mai felice chi ti sta accanto. E per questo che rimarrai solo e sempre scontento’. 

Certo Brodie era stato duro con lui. La violenza verbale non è mai uno stimolo per i depressi, anzi, al contrario li induce ad abbassare ancora di più l’autostima e la loro già minima capacità critica. 

Questo era quello che avrebbe pensato la Laura psicologa, io invece in quel momento ho odiato con tutta l’anima Brodie perché quelle parole avevano ferito Patrick che quella sera piangeva come un bambino per la perdita del suo amico. 

Ogni giorno, dopo il lavoro passavo a casa sua per pulire e rimettere ordine. Cercavo di rendere il suo appartamento un luogo accogliente per fargli cambiare umore quando tornava a casa. Ma più io pulivo e riordinavo e più lui sporcava e ricreava il caos. 

Un giorno gli dissi: ‘Amore vedi ora è tutto perfetto. Non ti sembra che sia più bello il tuo appartamento quando è pulito ed in ordine?’ Lui mi ha guardato con l’aria del cane abbandonato e mi ha risposto: ‘Io non riesco a vivere in questo appartamento quando lo pulisci e lo riordini. Non riesco, mi dispiace! So che lo fai a fin di bene ma ti prego smetti. La mia casa è l’unico posto dove posso essere in pace con me stesso’. 

Questa spiegazione dei depressi in difesa dello status quo era un ostacolo abbastanza facile da superare con i pazienti, ma per qualche strana e misteriosa ragione io ho assecondato la sua richiesta, anche se i ricordini di Eoin li toglievo. Eccheccazzo va bene tutto ma la merda no!

Dio solo sa quanto mi sia costato mettere piede in quel posto, qualsiasi altro essere umano avrebbe preferito dormire sotto i ponti. 

Il tempo intanto passava e quasi senza accorgermene io iniziavo a vedere la vita con sempre meno lucidità. Non ascoltavo più i miei pazienti anzi ne ero infastidita. 

Me ne sono accorta durante una seduta con Mrs O’ Sullivan, una compratrice ossessiva compulsiva, quando ho pensato: ‘Ma signora mia, a parte spendere i soldi del tuo ricco marito non fai un cazzo nella vita. Spendi e spandi e non hai altri problemi’.

Mai. E ripeto MAI prima d’ora avevo colpevolizzato i miei pazienti. Il mio compito era ascoltarli con attenzione e riuscire a riportarli ad uno stato che non li facesse soffrire. Con Mrs O’ Sullivan stavo infrangendo il mio codice etico e soprattutto iniziava lì il mio lento  declino verso il fosso. 

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