mercoledì 20 febbraio 2019

Uno due tre Stella - la storia di Stella - Sesta e Ultima parte

Riassunto delle puntate precedenti: 


Parte Sesta  e Ultima parte
      
Non era solo lo stile di vita lussuoso che mi dava pensieri ma anche un altro aspetto della vita di Timothy mi convinceva poco.

Una delle tante sere in cui mi sono fermata a dormire -dormire si fa per dire eh! – a casa sua, mentre lui era a preparare la cena ho dato una sbirciata al suo cellulare.

Non tanto per trovare qualcosa ma per semplice e pura curiosità.

Ho aperto il suo profilo Instagram e la cosa che mi ha colpito di più sono state le sue numerose foto con una signora che aveva il doppio della sua età, e che a dire il vero gli somigliava anche un po’.

C’era una foto di loro su una barca abbracciati. 

Un’altra dove erano uno di fronte all’altra e si guardavano. Un’altra ancora dove erano a St Moritz a sciare insieme, e così via!

Nella didascalia c’erano frasi del tipo: ‘Io e lei per sempre’ o qualcosa del tipo: ‘Come lei nessuna mai!

Era sicuramente la madre! Anche perché non c’era il suo nome, e la mamma non ha bisogno di nomi per essere la persona più importante della nostra vita… poi per i maschietti ancora di più!

Dopo aver scoperto quelle foto ricordo di aver pensato: ecco dove sta la magagna! Timothy è un mammone, attaccato ancora alla sottoveste della madre.

Ma perché allora non mi ha mai parlato di lei? Infondo è vero che stavamo insieme da poco ma le cose tra noi andavano benissimo!

Ricordo che quel giorno di giugno mentre eravamo a fare un pick nick ad Hyde Park lui mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Stella tu mi piaci veramente tanto… vorrei farti conoscere una persona che per me è importantissima’

Ricordo che a quelle parole mi si è fermato il cuore per un secondo e con la voce emozionata ho chiesto: 'Mi fai conoscere tua madre?'

Lui rispose con un sorriso: ‘Vedrai!’. Ha poi aggiunto ‘Mi hai detto che non lavori mercoledì sera vero? Ti va di venire a casa mia così te la presento?’

Ho quasi urlato dalla gioia il mio sì! Manco mi avesse chiesto di sposarlo!

Mi avrebbe fatto conoscere sua madre ero convinta, e questo significava che la storia tra di noi stava diventando seria.

Ero al settimo cielo!

Ho passato la settimana a pensare a come fare una buona impressione a sua madre, che sicuramente sarà stata inglese come lui. Ho comprato una confezione di te pregiatissimo e ho acquistato un nuovo vestito.

Contavo i minuti affinché arrivasse mercoledì, e quel maledetto mercoledì arrivò!

Arrivai a casa di Timothy con larghissimo anticipo e quando mi aprì la porta era raggiante e super eccitato! 

In tutti i sensi!

Capivo bene che non era il momento e che sua madre sarebbe arrivata presto ma era difficilissimo dire di no!

Siamo andati allora nella sua camera da letto e lui ha iniziato a spogliarmi e farmi assaggiare il contorno che avrebbe poi portato al pasto principale.

Notai quella volta che i preliminari si stavano dilungando davvero tanto, ma la ragione era che sua madre probabilmente stava arrivando e quindi non era il caso.

Quando il campanello suonò lui smise e mise sui mie occhi il mio fular di seta e mi fece una proposta che mi lasciò francamente basita: ‘Resta qui, non ti muovere io arrivo tra poco’.

Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo.

Sentii lui che dalla camera si avviava verso la porta. I suoi piedi nudi che al ritorno verso la camera sono accompagnati dal ticchettio di scarpe con i tacchi.

Il rumore della porta della camera che si riapre.

La sua voce che con un sussurro mi dice: ‘Stella, al mio tre togliti la benda! Uno due tre…’

Mi sono tolta la benda e l’immagine davanti a me mi ha fatto rabbrividire pure le tonsille.

C’ero io completamente nuda seduta ai piedi del letto e di fronte a me Timothy, anche lui nudo e la stessa signora che io credevo fosse sua madre con una pelliccia e ai piedi un paio di scarpe rosse dal tacco vertiginoso.

Eravamo tutti e tre immobili. Come statue di sale!

Io tenevo gli occhi sgranati e non riuscivo neanche a deglutire.

Dopo un tempo che per me è stato infinito la signora si è tolta la pelliccia ed era COMPLETAMENTE NUDA!

Ho preso le lenzuola di scatto, mi sono subito coperta e ho iniziato a urlare come una pazza:

‘Che cazzo è questa cosa? È uno scherzo? Voglio andare via!!!’

Sembravo davvero una indemoniata! Ero sotto choc e mi veniva da vomitare dal nervoso.

Mi sono alzata! Ho raccolto i miei vestiti e mi sono rivestita in fretta e furia al bagno e sono poi corsa versa la porta, l’ho sbattuta dietro di me e sempre correndo ho raggiunto la metro più vicina.

Appena arrivata a casa mi sono vomitata l’anima… o meglio tutte le illusioni che mi ero raccontata su me e Timothy.

Il giorno dopo Timothy mi ha inviato un messaggio lunghissimo in cui mi ha finalmente detto tutta la verità.

Lui e Abi, questo era il nome della signora, erano sposati da tre anni. 

Lei viveva ad Edimburgo e veniva a trovarlo una o due volte al mese.

I loro incontri erano sempre a tre. Lui, lei e la fidanzata di turno di lui…

Giuro che ‘il triangolo no! Non l’avevo considerato!’

Ma neanche la 'me' preveggente sarebbe arrivata a tanto anche perché non c’era mai stato accenno a questa… diciamo situazione!

Appena ho iniziato a stare meglio e riacquistare lucidità ho indagato e googlando il nome della ‘signora’ ho scoperta che è stata la ex’ moglie di un ricchissimo uomo scozzese.

Non ha mai avuto figli ma è sempre stata una donna molto attiva nelle attività nel sociale patrocinando e finanziando numerose associazioni di volontariato.

Infondo i soldi non gli mancavano. Di figli non ne aveva avuti e poteva far sperperare parte della sua fortuna al suo nuovo marito.

Lui in cambio le procurava belle ragazze che corteggiava per un po’ e poi le offriva alle sue voglie.

Chiariamo subito che non sono una puritana e non giudico l’amore a tre! E’ però un fatto di gusti che non corrispondono i miei! Poi non sapere certi 'dettagli' e trovarsi di fronte al fatto compiuto mi ha letteralmente fatto andare fuori di testa.

Avrei potuto essere drogata e chissà cosa mi sarebbe successo!

Oggi sono single e devo ammettere che ho davvero paura ad innamorami di nuovo!

Morale della storia:

Se le domande le hai in testa falle uscire dalla bocca altrimenti te lo prendi nel culo!


martedì 19 febbraio 2019

Uno due tre Stella! la storia di Stella Parte Quinta

Riassunto delle puntate precedenti:

clicca qui per leggere la prima parte
clicca qui per leggere la seconda parte
clicca qui per leggere la terza parte
clicca qui per leggere la quarta parte

Parte Quinta


Assumere o avere teorie su ciò che accade intorno a me è qualcosa che … Non era da me!

Fino a quel momento, ho sempre avuto l’occhio lungo e soprattutto ho sempre domandato e
cercato riscontri oggettivi su ciò che non quadrava.

Cominciamo con il dire che Timothy non faceva un cazzo dalla mattina alla sera, o meglio la mattina si alzava tardissimo, faceva sempre colazione da Starbucks. Pomeriggio palestra e poi shopping e palestra.

E giusto per non farsi mancare niente, una volta a settimana faceva trattamenti estetici. Vogliamo parlare della casa? Parliamone!

Abitava nel quartiere di Battersea in un attico con due stanze e una sala grande quanto la
mia casa in Italia con finestre gigantesche che davano sul fiume.

Credo che lì l’umidità te se sarebbe magnato a mozzichi, sia d’estate che d’inverno, ma la
visuale era da mozzare il fiato.

Ogni volta che uscivamo poi, lui sceglieva sempre posti super eleganti e pagava sempre lui.
Ha pagato anche il fine settimana romantico in un esclusivo cottage nella campagna inglese
nell’area di Lake District.

Quel fine settimana è stato stupendo. Le nostre passeggiate intorno a quel trionfo di verde e
alberi in fiore.

Tutto bello. Bellissimo ma…

Ora, non sono imbecille la domanda principale: ‘Ma questo dove cazzo li prende i soldi per
fare questa vita da nababbo?’

Questa e altre domande me le sono pure poste ma al momento che sarebbero dovuto uscire dalla mia bocca si fermavano un attimo prima e facevano marcia indietro.

Perché? Per paura che le risposte smontassero il mio sogno ad occhi aperti.

È stato in quel preciso momento che se chiunque mi avesse messo in guardia lo avrei mandato a cagare un secondo prima che avesse pronunciato la prima sillaba.

Una cosa, tra le tante cose che ho imparato da questa storia, è stata comprendere a pieno
le ragioni per cui quando ero dall’altra parte della barricata e facevo la parte della preveggente della malasorte venivo vista come una Stronza Cosmica!

Cosa succede quando c’hai i para-occhi come i muletti non è solo non voler affrontare la realtà ma raccontarti una marea di stronzate che ironia del caso hanno tutto il sapore di teorie strampalate a cui una mente non obnubilata dall’amore a tutti i costi avrebbe rigettato in toto.

Di lui sapevo che stava scrivendo un thriller.

Nella mia mente lui avrebbe potuto essere figlio di genitori ricchi o semplicemente uno che prima svolgeva un lavoro super-mega pagato, tipo il broker finanziario e che a trent’anni avesse accumulato una fortuna che oggi gli permetteva quello stile di vita.

La cosa non era così impossibile considerato che il fidanzato della chef del ristorante dove
lavoravo era un ex-broker e a trenta tre anni, dopo essersi bruciato la giovinezza a lavorare
24 ore su 24, ora si godeva a pieno la vita e il suo bellissimo attico a Chelsea, una zona esclusivissima di Londra!

Si fa di tutto pur di non rischiare di ottenere la risposta che minimamente offusca il quadretto
perfetto.

Era un po’ come diceva mia nonna Lisetta: ‘Io dal dottore non voglio andare perché c’ho paura che mi trova qualche malaccio – male incurabile -. Poi me viene l’ansia e quel poco che me resta da campare lo campo male! Preferisco andare a dormire una sera e non
risvegliarmi più!’

Prima che accadesse a me, quello che mi è effettivamente accaduto, avrei riso in faccia ad una simile codardia.

Poi quando la protagonista affetta dalla paura sono stata io, ho fatto lo stesso ragionamento di mia nonna: Non voglio sapere!

Non sarò io a svegliarmi da questo bel sogno.

E vabbè! Si avete ragione… Mi cagavo sotto dalla paura di scoprire una verità scomoda!

Purtroppo o per fortuna la verità arriva…

To be continued 

lunedì 18 febbraio 2019

Uno due tre Stella - la storia di Stella Parte Quarta


Riassunto delle puntate precedenti: 


Parte Quarta

Appena ho visto la foto di Timothy su Tinder sono rimasta sbalordita dalla sua bellezza.

Si insomma era bono come la mortadella e fragrante con un pezzo di pagnotta appena sfornata. Al mio paese si dice ‘Non si può esser belli e saper cantare’ ossia, se sei di bell’aspetto ti manca qualche altra dote.

Speravo solo che il suo sfilatino fosse all’altezza di tanta bellezza, anche perche’ non se batteva un chiodo dal giorno che avevo messo piede a Londra.

Per farvi capire la mia condizione vi dico solo che il prossimo che mi sarei trombata mi avrebbe sicuramente risverginata!

Comunque quando ho messo il like su Timothy non avevo nessuna illusione, un figo come lui non avrebbe mai scelto me. Si, insomma non sono un cesso ma neanche una superfigona.

Certo è che io c’ho provato poi oh …vada come vada. Se non giochi non vinci...

Sorprendentemente io HO VINTO!

La sera stessa ho ricevuto un messaggio dal bel Timothy in cui mi invitava a prendere un drink nel fine settimana.

Cazzo non ci speravo proprio… è stato come quando l’Italia vinse i mondiali del 2006. Si lo so vi sembra esagerato, ma era come essere in una galleria profonda e vedere la classica luce alla fine del tunnel.

Che poi tutti la vedono come l’uscita dal buio e quasi nessuno pensa che possa essere un treno che ti investe. Diciamo che lui ha avuto un grosso impatto su di me.

Ci siamo visti per la prima volta un giorno di primavera. Era una domenica e ci incontrammo per un “Afternoon Tea”.

Ora se non sapete cosa sia l’afternoon tea ve lo spiego subito.

Non si tratta della solita tazzetta di te’ con i biscottini burrosi, ma di una cosa del genere:


E non è che mi ha portato in un baretto di periferia ma all’ Hilton in pieno centro! Capito come?

Che era bello, ve l’ho detto mi pare.

Considerato che io sono alta 1 metro e ottanta e avevo i tacchi alti, lui mi sorpassava di almeno cinque centimetri. 

Aveva un corpo da fare invidia ai modelli che sfilano in passerella, e un sorriso perfetto.
In una parola la gnoccanza spinta!

Forse l’avrete già capito che non sono una romanticona, ma posso dire che  è stato amore a prima vista perché oltre la bellezza c’era qualcosa in lui che mi attraeva come una calamita.

Dopo l’afternoon tea siamo andati in un pub e lì c’era un vecchio jubox che mi ha riportato indietro di almeno dieci anni.

Lui ha inserito un pound, e ha scelto una canzone stupenda Everybody Hurts – ‘sometimes everything is wrong…cantata dai mitici REM.

Se avete intorno ai trenta anni e non conoscete neanche questa canzone avete avuto anche una adolescenza di merda.

Ricordo che quando non sapevo parlare inglese questa canzone mi sembrava super romantica.

Ora che comprendo il significato delle parole, capisco che proprio romantica non è visto che il titolo tradotto è Ognuno di noi sta male… e continua dicendo: a volte è tutto sbagliato’.

Avrebbe dovuto essere il primo indizio ma quando ti vengono gli occhioni di Sailor Moon solo a guardare lui, ritorni a non capire un cazzo del testo.

Quella canzone è stata rimessa almeno tre volte, due delle quali l’abbiamo anche ballata tenendoci stretti.

La nostra relazione è iniziata da subito visto che la sera ero già a casa sua, dove abbiamo continuato a ballare ma qualcosa di un po’ più movimentato e soprattutto a letto.

Confermo che ballava bene sia i lenti che la samba sotto le lenzuola.

Un talento poliedrico insomma!

To be continued 


domenica 17 febbraio 2019

Uno due tre Stella! la storia di stella Terza parte


Riassunto delle puntate precedenti:

Parte terza

Come è iniziato il mio Dating Bad?

Partiamo dall’inizio!

A scuola non sono mai andata bene ma fin da subito ho sempre avuto una manualità eccellente e un senso del gusto sviluppatissimo che mi hanno permesso di  sviluppare le mie doti di cuoca fin da quando ero una ragazzina.

Cucinare mi è sempre piaciuto molto. Ed è per questo che ho studiato per diventare chef.

Dopo aver passato i migliori anni della mia vita a lavorare come lavapiatti e cameriera nella trattoria di mio zio a Frosinone, con lo stesso stipendio per 10 anni, senza malattie e ferie e trattata come uno zerbino, alla fine a 28 anni ho deciso di mandare a fanculo mio zio ed il parentato tutto.

Ho fatto le valigie ed un biglietto di sola andata per Londra.

È li che ho incontrato il mio Dating Bad.

Certo la vita a Londra non è stata facile.

La ricerca della casa è stata una odissea. È stato in quel periodo che ho iniziato a mettere in dubbio la mia capacità di saper leggere sopra le righe e prevenire i disastri.

C’è da dire, a mia discolpa, che quando come tetto sulla testa hai una camera che dividi con otto persone in un ostello putrido, le considerazioni e le analisi profonde vanno ad sbattere contro la disperazione di uscire da quel postaccio.

Se non lo sapete, vi dico che nella capitale inglese anche per ottenere una stanza si fanno colloqui e in quella manciata di minuti tu fai di tutto per ottenere la stanza e di riflesso chi ti intervita si presentano al meglio per far si che tu accetti la loro offerta di afftto.

All’inizio ho vissuto in una stanzetta di 5 metri quadri a Camden Town.

Condividevo la casa con Demetra una ragazza greca, ossessionata tra le altre cose, dalla pulizia. L’ho ribattezzata Furia, come Furio di Bianco Rosso e Verdone.

Ogni giorno mi tempestava di messaggi: hai chiuso la finestra? hai spento il gas? hai fatto la differenziata?...E che palle!

Non la sopportavo. E si la cosa era reciproca!

Mi sono poi spostata a Stratford, una zona a nord est di Londra, non particolarmente carina ma con un mega centro commerciale e vicina al centro della città.

Qui vivevo con altre due ragazze. Entrambe inglesi e studentesse anche abbastanza pulite ma ogni fine settimana facevano una festa a casa nostra.

I loro party di solito finiva alle prime luci dell’alba. La mattina per entrare in cucina dovevo fare lo slalom per evitare il vomito sparso come concime nel terreno.  

Sono scappata anche da lì! Pensai: non c’è due senza tre… ed invece la terza casa è quella in cui abito tutt’oggi!

A parte l’odissea della casa, trovare lavoro è stato facile, ed in meno di un anno da kitchen-porter, ossia lavapiatti, sono diventata aiuto cuoco in un noto ristorante al centro di Londra.

Insomma andava tutto benissimo ed io ero diventata amica Terry della mia coinquilina.

Le cose sono cambiate quando ha deciso di utilizzare Tinder e a causa dei dating non trovava più il tempo per uscire con me.

Più volte Terry mi ha incoraggiata a scaricare l’app e alla fine mi sono decisa.

Non vi dico i primi appuntamenti sono stati da ridere.

Il primo era uno danese-cinese, di cui non ricordo il nome, vanitoso che al confronto Malgioglio diventava umile come San Francesco.

Sono poi uscita una sola sera con Ralph, da me ribattezzato lo scaccolatore insaziabile. Il perché è semplice, oltre a ravanarsi il naso alla ricerca spasmodica delle caccole lui si premiava  mangiandosele pure.

De Gustibus non disputandum est. Come a dire ‘va bene se sei contento te, ma col cazzo che rivedi me!’

Il terzo sarà quello giusto o sarà il peggiore?

Il terzo è stato Timothy!


sabato 16 febbraio 2019

Uno due tre Stella! la storia di Stella Parte seconda

Riassunto delle puntate precedenti: 

Parte seconda

Ogni cosa capita per una ragione. Di questo ne sono convinta.

Iniziamo con il dire che io ho sempre avuto la dannata presunzione di arrivare a comprendere persone e situazioni un po’ prima degli altri.

Non dico di possedere la dote della onniscienza, ma osservo molto attentamente tutto e tutti e riesco a catturare quei dettagli che, la maggior parte delle volte, definiscono quello che succede o potrebbe succedere.

Si lo so cosa state pensando e avete ragione: sono l’archetipo dell’amica cacacazzi che smonta i tuoi sogni facendoti vedere anche il lato merdoso della realtà mentre tu hai gli occhi foderati di lardo.

Come una moderna Cassandra all’inizio le mie predizioni venivano viste come iettature e io etichettata come il gatto nero che attraversa la strada. Per un periodo di tempo nel mio gruppo di amici venivo appellata come una ‘porta-iella’ e i maschietti non si facevano scrupolo a ravanarsi i coglioni quando passavo vicino a loro.  

Non ho mai badato a quello che dicevano, o facevano, quel mucchio di adolescenti brufolosi e idioti, anzi, ogni volta che ci azzeccavo cresceva in me l’idea che io fossi capace di analizzare sempre le situazioni con oggettività senza nessun coinvolgimento che offusca la mente.

Nessuno. Ripeto NESSUNO è poi tornato da me dicendomi che avevo avuto ragione. Che avevo visto al di la delle apparenze e scoperto le magagne.

Anzi, le loro reazioni ai miei consigli erano paragonabili allo strabbordamento di rabbia ciociara e incontrollata di Tina Cipollari a Uomini e Donne. E a quel punto, per restare in tema, a me non restava che dire: ‘Maria io esco!’

Infondo è sempre stato più facile dire: ‘E’ stato il destino… doveva andare così che ammettere le proprie colpe!'

Con il tempo ho imparato a trattenere per me le mie ‘premonizioni’ e assecondare sempre le aspettative delle mie amiche. Infondo meglio una bella bugia che una brutta verità, tanto poi la sveglia suona per tutti. E quando suona che so cazzi perché gira che ti rigira dal letto ti devi alzare!

Al di là dei sogni, delle aspettative e di tutto quello che credevi, è solo questione di tempo e quello che deve essere inevitabilmente sarà.

Te la puoi prendere con tutti ma il solo da biasimare sei tu.

Tu che ti sei fidato e hai deciso di non cogliere quello che era visibile o intuibile. Non hai investigato, ed il perché è semplice… scavando nel pozzo raramente si trova l’oro.
La maggior parte delle volte ti ritrovi infognato nel fango e la risalita verso l’uscita sembra essere profonda come il buco nero dell’ozono.

Poi vabbè può succedere ma raramente i cercatori d’oro scavano a cazzo di cane. Sono persone preparate, studiano il terreno e le probabilità che dopo essersi svenati le probabilità di trovarsi tra le mani un metallo prezioso e non un sassaccio qualunque sono relativamente alte, ma i calcoli possono essere sbagliati, e come si dice, dopo esserti fatto il culo te lo pigli in culo!

Ho sempre pensato di far parte della prima categoria, poi qualche conto non è tornato, e la serciata me la sono beccata dritta in faccia.

To be continued