giovedì 6 dicembre 2018

Rometta e Romeo Settima Parte

Riassunto delle puntate precedenti: 

Parte Settima

Quel periodo me lo ricordo come un momento magico della mia vita.

Stavo vivendo una storia d’amore stupenda, a lavoro andava benissimo, le mie conoscenze ed il mio intuito mi avevano portato in un anno a divenire prima Team leader del progetto poi Responsabile del reparto di Biologia Molecolare e quindi vice del Direttore del dipartimento.
Insomma, grandissime soddisfazioni. 

Grandi trionfi e soprattutto rivincite sui miei colleghi inglesi che ora erano diventati di fatto miei sottoposti e, se possibile, mi odiavano ancora di più!

La cosa non mi scalfiva neanche di striscio perché tutto procedeva nel migliore dei modi.
Avevo la sensazione di vivere in una bolla di sapone colorata e avevo paura, una paura fottuta che potesse esplodere da un momento all’altro.

Il mio passato nel piccolo paese molisano con il suo medioevo a volte ritornava a galla, e quando un giorno, mentre facevo colazione nella mia cucina, ho sentito il suono della civetta sono rimasta terrorizzata. Una vecchia credenza popolare narra che quando quell’uccellaccio canta per tre volte una disgrazia è in arrivo.

Io sono sempre stata una donna di scienza ma a questa superstizione ho sempre creduto!
Ora sarà stata una casualità ma da quel momento in poi è iniziata la discesa.

Quel pomeriggio stesso ho infatti ricevuto un messaggio di Romeo, che mi diceva che doveva parlami. Ho iniziato a tremare come una foglia ed il suono della civetta è rimbalzato nella mia testa per interminabili minuti come il ritocco di un funerale.

Contavo i minuti per tornare a casa e sentire la mia sentenza.

Quella sera, io e Romeo ci siamo seduti al tavolo della nostra sala e quando mi ha visto così agitata mi ha subito abbracciato e dopo aver fatto l’amore ha iniziato a darmi le cattive notizie: i suoi genitori dall’Iraq stavano arrivando a Londra per venirlo a trovare.

È stato quella sera che ho scoperto che Romeo, o meglio Dhakir, era il figlio di un alim, ossia un membro della casta degli ulamā, detti anche profeti dell’Islam… Chi cazzo erano e cosa cazzo facessero me lo ha detto Google: gli studiosi e gli esperti delle scienze religiose: teologia, esegesi coranica, e soprattutto diritto. È questo sapere, unito alla pietà personale, a conferire agli ‘ulamā’ una particolare autorevolezza come guardiani e interpreti della tradizione religiosa e della Sharia, ossia la legge musulmana.

Se alla mia famiglia era stato omesso il particolare che Romeo era musulmano, la sua famiglia sapeva che era ancora scapolo! Quindi in meno di un mese io avrei dovuto trovare un altro alloggio, poiché per la legge musulmana anche gli uomini dovevano arrivare puri al matrimonio, unione sacra che OBBLIGATORIAMENTE, doveva essere contratto con una donna musulmana. Nessuna eccezione era presa in considerazione dalla sharia!

La soluzione era fare le valigie e portare via tutte le mie cose da quella casa, trovarmi un alloggio temporaneo, per 10 giorni, finché i genitori non fossero andati via, e poi tornare.
Si insomma avete capito, avrei dovuto uscire da casa mia come una ladra. 

All’inizio credevo di avere tempo per impacchettare tutto e ‘transferirmi da qualche parte temporaneamente’.

Mi sbagliavo! Il giorno dopo Dhakir, mi ha detto che i suoi sarebbero arrivati tra due giorni e che aveva già parlato con Rosy e Francisco che hanno acconsentito ad ospitarmi a casa loro per il tempo ‘necessario’.

Il mio adorato Romeo avrebbe confessato ai genitori del nostro amore ed io già avevo detto che se la mia religione fosse stata un problema mi sarei convertita alla sua.

Credevo che convertirmi all’isalm potesse essere solo una formalita’.  

Impacchettare tutto e portalo a casa dei nostri amici in così poco tempo è stata una impresa titanica. Ho anche affittato uno spazio, che mi è costato una fortuna, per riporre temporaneamente tutte le mie cose.


Le bestemmie alle svariate madonne si mischiavano a nuove blasfemie con Maometto e   Allah come protagonisti. La mia trasformazione era già in atto ed io nonostante tutto mi sentivo positiva. 



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